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Project Loon

Project Loon

Quante volte ci siamo lamentati di avere la connessione lenta sul proprio smartphone o di trovarci in zone dove la linea non è proprio eccellente. Eppure non ci siamo mai preoccupati di quei posti nel mondo in cui l’accesso ad Internet non è disponibile, per motivi economici o anche ambientali. E’ da questo pensiero che forse è nata l'idea ambiziosa di Google di portare la connessione ad Internet “ovunque”. L'idea è di farlo per mezzo di palloni aerostatici. Nasce così il “Project Loon”. Mike Cassidy, direttore del progetto, spiega che Google pensa alla possibilità di costruire un anello di palloni che volano attorno al globo sfruttando i venti stratosferici e fornendo così l’accesso a Internet ai territori sottostanti. Con questa foto pubblicata su Instagram, Google ha festeggiato il primo anno del progetto. Ci sono novità sulle sperimentazioni dei palloncini che stanno portando ottimi risultati, anche se c’è ancora molta strada da fare. La previsione è di poter festeggiare il prossimo compleanno del progetto con una flotta di palloncini pronti a fornire connettività a un tante persone intorno al mondo. Attualmente Google sta lavorando per migliorare le prestazioni dei suoi palloncini: invece del Wi-Fi ha optato per una connettività LTE, che consente più connessioni contemporaneamente e una velocità fino a 22 Mb/s da un’antenna sul terreno e 5 Mb/s da un telefono. Inoltre, i palloni areostatici riescono a volare per più di 70 giorni, anche se l’obiettivo è di arrivare a 100. Ci sono ancora molti ostacoli intorno a questo progetto, ma il team di lavoro è ottimista. Noi aspettiamo di veder volare i palloncini in cielo. [embed]http://youtu.be/MiEZfRh-h-s[/embed]

Pubblicato il 26 ott 2018

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Le "menti rosa" che hanno fatto la storia dell'informatica

Quando si parla di informatica, saltano subito alla mente nomi celebri come quelli di Bill Gates o Steve Jobs, i quali hanno scritto alcune tra le pagine più importanti della storia dell’informatica. Prima di loro, però,ci sono state altre figure importanti che hanno posto le fondamenta dell'informatica. Tra i pionieri, troviamo anche cinque"insospettabili" donne: Ada Lovelace, costruì il primissimo algoritmo informatico. Scrisse molti articoli scientifici che furono in seguito esaminati per la costruzione dei primi computer e venne riconosciuta come la prima programmatrice della storia. Hedy Lamarr, elaborò il concetto di spread-spectrum, una tecnica per la trasmissione di informazioni su frequenze radio che fu poi alla base della tecnologia wireless. Grace Murray Hopper, famosa per aver inventato il linguaggio Cobol, ancora oggi utilizzato nel settore della finanza e dell’amministrazione. Ciò che la caratterizzava di più era la capacità analitica nell’affrontare i problemi, a lei si deve il termine debugging, ovvero l'eliminazione di bug. Radia Perlman, senza le sue invenzioni, internet per come lo conosciamo oggi potrebbe non esistere, dedicò la sua vita allo sviluppo del protocollo STP, colonna portante del web. Karen Sparck Jones, viene ricordata per la sua affermazione: “L’informatica è troppo importante per essere lasciata agli uomini”. Karen riteneva che ci dovessero essere più mente femminili impegnate nel settore informatico. Senza di lei, molto probabilmente Google non esisterebbe. Karen è stata la prima ad aver introdotto il concetto di “Inverse document frequency”, meccanismo che sta alla base degli attuali motori di ricerca. Dunque donne troppo spesso sconosciute al grande pubblico, che hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’ informatica, dimostrano che si può abbattere il divario di genere in ambito tecnologico e informatico.

AQUACELL...LE BATTERIE CHE RISPETTANO L'AMBIENTE

Quanti di voi si sono trovati pronti per immortalare un momento stupendo per poi ritrovarsi con le batterie della fotocamera scariche? Oppure subire inesorabilmente un gol nel bel mezzo di una sfida con i nostri amici al videogames preferito poiché il joypad si era scaricato? Forse tutto questo sta per cambiare perché sono arrivate in commercio delle batterie che promettono di non avere nessuna data di scadenza, permettendo dunque di riporle nel cassetto pronte per essere utilizzate, ma la vera novità è che si attivano con l’ “acqua”.   Si chiamano Aquacell appunto, e per quelli come noi che rispettano la natura possono probabilmente essere definite le uniche batterie a rispettare l’ambiente. Presentate per la prima volta a Ginevra, le pile che potrebbero rivoluzionare il mondo delle batterie, sono nate dall’idea di uno scienziato Olandese di nome Niels Bakker, che insieme ai colleghi Olivier Chauffat, Patrice Horowitz e Laurent Arnoux, ha pensato bene di cambiare il concetto di pila.   “Ci sono voluti quasi quattro anni di ricerca e sviluppo per raggiungere una pila dal design pulito, che contiene pochissimi metalli pesanti e che funziona dopo cinque minuti di immersione in acqua” afferma l’ideatore. Da allora, una fabbrica situata nella provincia di Guangdong in Cina produce tra i 3 e i 5 milioni di batterie al mese.   “E' leggera e progettata sulla base di polveri organiche non inquinanti”, spiega Patrice Horowitz, a differenza delle batterie tradizionali che contengono molte sostanze inquinanti. Pesa solo 12 grammi e iniziano a fornire energia pulita solo dopo essere state immerse nell'acqua.   “Al momento di lasciare la fabbrica, le batterie sono scariche, non hanno nessuna tensione o amperaggio”, aggiunge. Di conseguenza, non hanno una data di scadenza, a differenza di quelle alcaline che hanno una durata di circa otto anni. Ciò implica anche meno rifiuti.   Inoltre, mentre le batterie convenzionali sono riciclabili solo al 50%, le Aquacell possono essere riciclate all'85 % e a basso costo offrendo di fatto un'alternativa ecologica per i consumatori.   Ma i vantaggi sono molteplici. A partire dalle materie prime che provengono da fonti sostenibili. A differenza delle batterie tradizionali, sono stati infatti rimossi quasi tutti i metalli pesanti e altri materiali pericolosi come idrossido di potassio.       Attualmente sono già in commercio in Svizzera ma ovviamente è possibile trovarle anche online. L'unico inconveniente è che una volta attivate, durano un po' meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti, di fatto al momento le batterie sono destinate agli oggetti comuni con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini, ma la speranza ovviamente è che possano migliorare fino ad arrivare agli apparecchi elettronici di largo consumo. Insomma, delle batterie che promettono bene ma soprattutto che guardano al futuro nascendo di fatto dall’idea di rendere uno degli oggetti più utilizzati al giorno d’oggi nei più svariati ambiti, e forse anche uno di quelli più inquinanti, più green verso l’ambiente e di conseguenza verso di noi.   [youtube]https://youtu.be/ViIgJwd0mP8[/youtube]

WINTERGATAN MARBLE MACHINES

Una “Marble Machines” non è altro che una meccanismo più o meno complesso, azionato a mano o da piccoli motori elettrici, che hanno il solo scopo di far girare delle biglie lungo un percorso più o meno complesso. Così descritte si prestano a facili battute, ma è piacevole starle a vedere, e ancora più piacevole realizzarle. Sicuramente qualcosa ne sa il musicista svedese Martin Molin, della band Wintergatan, che ha realizzato appunto una marble machines, uno strumento fatto di legno e alimentato a mano tramite una manovella che aziona un assortimento eclettico di strumenti: una grancassa, imbuti, piatti, vibrafono, contrabbasso, chitarra e oltre duemila biglie. Praticamente un’opera ingegneristica da suonare. Sperava di realizzarlo in pochi mesi racconta, ma il progetto ha impiegato quasi un anno e mezzo per concludersi. Molin racconta di essersi ispirato agli strumenti musicali meccanici del Museo Speelklok a Utrecht nei Paesi Bassi a cui ha unito la passione per l’artigianato dando vita così ad un progetto unico. Il video girato da Hannes Knutsson caricato su YouTube ha già superato i 17 Milioni di visualizzazioni. Non resta dunque che ammirare quest’opera d’arte e il suo inventore all’opera: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=IvUU8joBb1Q[/youtube]