Dasir Blog

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Team working: un valore aziendale portante ed imprescindibile

Team working: un valore aziendale portante ed imprescindibile

Nel mondo imprenditoriale si parla tanto di lavoro di squadra come uno dei fattori distintivi nell’odierno contesto economico, sempre più globalizzato e competitivo. La risorsa umana qualificata è sicuramente uno dei fattori di successo delle aziende ma le competenze professionali devono essere completate dalle caratteristiche ed attitudini personali. Studi e ricerche sulle risorse umane hanno dimostrato che non basta dotarsi di figure professionali con forti competenze ma bisogna fare in modo che queste siano sensibili alle logiche di gruppo e propense alla condivisione, comunicazione, collaborazione, fiducia e alla motivazione. Nel mondo del lavoro si sta sempre più affermando un cambio di paradigma: Il lavoro non è più confinato ad una dimensione individualista, di affermazione personale, ma lavorare vuol dire fare squadra e fare team working. Il team working deve sicuramente essere alimentato da specifiche dinamiche aziendali ma deve soprattutto essere “uno stato mentale” della risorsa. Lasciare da parte atteggiamenti negativi ed aprirsi al confronto verso i colleghi, sono semplici regole che valgono in ogni contesto aggregativo e ancor più in un contesto lavorativo. Il team working è un potentissimo strumento che per molte aziende ha fatto la differenza. Tanti gli esempi di team virtuosi che hanno saputo unire le proprie competenze per raggiungere importanti risultati. Uno tra tutti la collaborazione tra Steve Jobs e la Pixar Animation Studios: l’unione di culture, creatività e tecnologie differenti che lavorano a stretto contatto all’interno di un open space interagendo e collaborando, dimostra che il successo passa anche dall’apertura verso il sapere dell’altro, nella contaminazione, nella fiducia e nel rispetto dell’opinione del collega. Il mondo imprenditoriale è anche pieno di tanti esempi di innovatori solitari che con la sola forza delle proprie competenze hanno raggiunto risultati sorprendenti. Tuttavia la complessità e la velocità con cui procede la trasformazione tecnologica ha reso sempre più faticoso affermarsi per il singolo imprenditore, quasi ad imporre un cambio di mentalità nell’aziendale. La Dasir Tech ha sempre creduto nella forza dello spirito di squadra, dove le sinergie tra i singoli rappresentano un volano per la crescita professionale del gruppo e dell’azienda. Vogliamo essere un’azienda in cui ognuno fa la sua parte, mettendo le proprie competenze al sevizio dell’altro.

Dasir racconta la settima edizione di Smau Napoli

Dasir racconta la settima edizione di Smau Napoli

Si è chiusa venerdì 13 dicembre la settima edizione di Smau Napoli, la due giorni dedicata all’innovazione campana, tenutasi nel padiglione 6 della Mostra d’Oltremare. L’evento B2B continua a confermarsi un interessante momento di dibattito e confronto sui temi dell’innovazione territoriale e dell’internazionalizzazione, ma soprattutto una preziosa occasione per conoscere e farsi conoscere. L’ecosistema di imprenditori, enti, imprese e startup locali ha incontrato organismi di ricerca, cluster, incubatori ed acceleratori interessati ad allacciare nuove collaborazioni nel panorama dell’innovazione campana, che registra quest’anno un incremento dell’8% di startup nate nel territorio, 852 per l’esattezza, di cui 399 a Napoli, che si posiziona tra le prime 5 province italiane. Focus di quest’edizione sono stati: Industria 4.0, la rivoluzione industriale della manifattura digitale e della stampa 3D; l’innovazione digitale per Commercio e Turismo, Agrifood e Fintech; oltre a Smart Communities, Startup ed Open Innovation. Argomenti che hanno trovato massima espressione negli Smau Live Show, schedulati nelle due giornate, con interventi e premiazioni di realtà innovative locali e di realtà nazionali ed internazionali, per le strategie di innovazione ed iniziative di Open Innovation in cui stanno investendo. Altra grande leva dell’evento è stata, come ogni anno, la formazione, con un fitto programma di workshop gratuiti, oltre 60, su Marketing, Sicurezza, Intelligenza Artificiale, Internet of Things e Realtà Aumentata. Interessanti iniziative di questa settima edizione di Smau Napoli: Il Tour tra i luoghi dell’innovazione della città, con visita alla Apple Developer Academy e DIGITA di Deloitte e lo Startup Safari un programma di Tour guidati a tema, prenotabili direttamente in fiera, tra le eccellenze innovative presenti a Smau: startup, incubatori, imprese innovative e big player.

Intelligenza artificiale VS intelligenza emotiva: contano più le competenze o i sentimenti?

Intelligenza artificiale VS intelligenza emotiva: contano più le competenze o i sentimenti?

L’evoluzione del mondo passa attraverso le idee, vero capitale della società, e attraverso la loro trasformazione in azioni concrete. Colui che sia in grado di avere un’intuizione, incanalarla e divulgarla divenendo un modello per gli altri, rappresenta il “Nuovo Eroe” dei nostri tempi, che grazie alla sua spiccata sensibilità è in grado di trasformare i problemi in soluzioni. Si discute molto su quali attività resteranno sotto il dominio umano e quali saranno delegate alle macchine grazie all’automazione. Certo è che le macchine non sono (ancora) in grado di emulare comportamenti come gestire relazioni, comprendere contesti, l’umore di una persona o provare empatia per il prossimo. Le decisioni umane sono costantemente influenzate da errori sistematici e pregiudizi irrazionali. Talvolta possono subentrare emozioni profonde e incontrollabili; è quindi compito di ogni azienda focalizzarsi sullo sviluppo delle soft skills dei propri dipendenti, nessuno escluso, per limitare situazioni negative ed i livelli di stress in contesti aziendali talvolta imprevedibili. Le skills “trasversali” di natura cognitivo-relazionale e comunicativa sono i cardini per orientare le persone verso un risultato efficiente ed efficace. Avere la capacità di accedere alla sfera emotiva della persona che si ha di fronte ed “entrare nei panni dell’altro” aiuta a gestire le obiezioni a favore delle relazioni stesse. Per tale motivo, prima di vagliare progetti di cambiamento organizzativo investendo in software d’avanguardia e in nuove tecnologie, è interesse delle aziende investire in quelle competenze più autentiche ed inimitabili dei propri dipendenti. Vita tua, vita mea. Perdere qualcosa ci fa stare male il doppio rispetto all'ottenere qualcos'altro, per questo siamo avversi al rischio. Con dei piccoli incoraggiamenti, spinte gentili che possono essere ad esempio ridurre il numero di scelte o cambiare l'ordine di alcune opzioni, possiamo quindi influenzare positivamente il comportamento di chi ci circonda. Portandole a compiere le decisioni migliori, orientiamo in primis noi stessi verso la soluzione vincente!

Family Link: l'App di Google per il controllo parentale

Family Link: l'App di Google per il controllo parentale

L'azienda di Mountain View ha deciso di rilasciare un'App per tenere sotto controllo le attività "digitali" dei propri figli. Ebbene si, da oggi i genitori hanno un'arma in più dalla loro parte per osservare le attività dei più piccoli. Grazie a quest'applicazione infatti si ha la possibilità di visualizzare tutte le attività svolte sullo smartphone del proprio figlio. Ci sono due App, una va installata sullo smartphone del genitore e l'altra su quella del figlio. Dopodichè sarà possibile monitorare il tempo di utilizzo di ogni applicazione, approvare o meno il download di una particolare App, controllare le autorizzazioni delle app su Android, ad esempio microfono, videocamera, posizione e accesso ai contatt, impostare un limite di tempo per l'utilizzo del dispositivo, bloccare il dispositivo da remoto, visualizzare la posizione da remoto. Tante belle funzionalità insomma, anche se non tutti sono d'accordo. Sullo store infatti sono stati tanti i commenti da parte di adolescenti che si sono ritrovati a dover combattere contro quella che loro stessi hanno definito "l'applicazione del demonio". Non c'è da biasimarli forse se si sono ritrovati ad essere un pò bambini dal momento un cui quest'App permette un controllo totale del dispositivo. La lotta dunque tra genitori e figli si è spostata in digitale, anche se l'intento di Google è quello di rendere più consapevoli gli utenti giovani nell'utilizzo delle nuove tecnologie. Se avete voglia di provarla, l'App Family Link è disponibile su Google Play di Google per dispositivi Android e su App Store di Apple per dispositivi iOS.

Come la tecnologia e l’uso del software supportano la progettazione in Architettura

Come la tecnologia e l’uso del software supportano la progettazione in Architettura

La tecnologia si evolve velocemente, cambiando le metodologie e le tecniche di lavoro in tutte le aree produttive, dai processi semplici ai più complessi, trovando così diversi ambiti d’applicazione che aprono nuove possibilità a qualsiasi settore. L'architettura non è estranea a questo cambiamento, oggi esistono diverse applicazioni per lo sviluppo e il design architettonico e queste consolidano il ruolo della tecnologia anche in questo campo, svolgendo un ruolo molto importante nel settore. Per questo motivo sono state sviluppate diverse tipologie di applicazioni, che oggi vengono utilizzate costantemente da architetti e ingegneri, diventando strumenti fondamentali nei loro lavori, semplificandone la progettazione, ottimizzando i processi e migliorandone la qualità. L'industria del software sviluppa programmi che permettono di figurare strutture spaziali tridimensionali, quindi non è più necessario immaginare come sarebbe un elemento nella vita reale… questo può essere visto sul monitor di qualsiasi studio d’architettura. La maggior parte dei programmi utilizzati attualmente contengono una API (Application Programming Interface) o un'interfaccia di programmazione delle applicazioni che consentono l'accesso ai meccanismi interni del software e vengono utilizzate per automatizzare il programma o per aggiungere nuove funzionalità. La maggior parte dei software, come CAD e BIM, opera su base API. L’utilizzo di API non è esclusivo di questo settore, infatti, anche tutti i prodotti Microsoft Office hanno un'API integrata per l’automazione del software. Inoltre anche siti web come Facebook e Google hanno APIs che possono essere utilizzati per creare nuove caratteristiche e funzionalità. Visto che l’era digital in architettura e design si sviluppa rapidamente, imparare a programmare diventa sempre più un'abilità essenziale per un architetto e si può dire che, il suo lavoro, è si frutto della propria creatività ma vede la luce attraverso il supporto di un computer.

Account Creator Instagram: l’influencer marketing si fa strada!

Account Creator Instagram: l’influencer marketing si fa strada!

Instagram, il gioiellino multicolor di casa Facebook, ha superato 1 miliardo di utenti attivi a giugno dello scorso anno. Oltre ai numeri da capogiro, a caratterizzare la piattaforma è un alto tasso di engagement, legato alla natura stessa di questo social network, che da sempre fa della forza insita nelle immagini il proprio cavallo di battaglia. È proprio il grande ascendente che instagram esercita sui propri utenti a spingere sempre più digital influencer, stackeholder e celebrities a scegliere il social network come canale privilegiato per raccontarsi e per coltivare ed accrescere la propria community. Neanche a dirlo…questa tendenza porta con sé un visibile aumento delle sponsorizzazioni. L’uso di strategie di influencer marketing sul social network è infatti in costante crescita, basta dare un’occhiata all’analisi operata da Klear - una piattaforma di influencer marketing - è cresciuto di oltre il 39% nel 2018, rispetto all’anno precedente. Instagram Account Creator cos’è e cosa cambia? Il team Instagram, attentissimo al sentiment ed alle esigenze dei suoi utenti, incentiva questo fenomeno con specifiche funzionalità. Dopo il lancio dell’Account Business, una ristretta cerchia di utenti sta iniziando a visualizzare, nel pannello di impostazioni, la possibilità di switchare il proprio profilo in una nuova modalità, denominata Account Creator, pensata per utenti influenti, di alto profilo e con un importante seguito. In un’intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, Ashley Yuki, product manager Instagram, dice: “I Creators sono una parte importante della nostra community". Continua: "Vogliamo assicurarci che Instagram sia il posto migliore ed il posto più agevole, per creare community di fan e costruire personal brands”. Riflettendoci, ad oggi, gli influencer non hanno mai avuto un’esperienza instagram personalizzata, alcuni hanno scelto di passare ad un Account Business, designandosi come “attività commerciali”, ma questa funzione non riesce a soddisfare appieno le loro esigenze specifiche. L'idea per la modalità Creator dell’Account Instagram, spiega Yuki, è quindi di: "creare questo spazio in cui possiamo iniziare a specializzare l'esperienza per le esigenze dei creators". Poi aggiunge: “Questo primo set di strumenti è solo il primo passo in una visione più ampia per supportare questa tipologia di utenti”. Il primo set di strumenti, menzionato da Yuki, prevede: Gestione dei direct: potranno essere filtrati per pertinenza e categoria di mittente; Insights più specifici: con dati settimanali e giornalieri su follow e defollow in rapporto ai contenuti caricati: feed, stories e IGTV; Gestione delle informazioni di contatto: sarà possibile scegliere se mostrarle e limitarne la possibilità di interazione. Come attivare Instagram Account Creator? L’attivazione di questa modalità di account è semplicissima. Basta selezionare la voce “Account” dal pannello “Impostazioni”. Nel dettaglio cliccare sulla voce in blu “Passa ad un account creator” e seguire gli step per la conversione del profilo. E se una volta attivata, questa nuova modalità non ti facesse impazzire? Niente panico, ritornare ad un account personale o business sarà un gioco da ragazzi seguendo nuovamente la procedura spiegata prima. Allora? Sei stato fortunato? Nel tuo pannello impostazioni c’è già questa novità?

Napoli ospita la tappa Campana dei Digital Summit Regionali

Napoli ospita la tappa Campana dei Digital Summit Regionali

Dopo i Summit di Genova e Roma è stata Napoli la protagonista della terza tappa del Progetto Digital Summit Regionali. La sosta campana del progetto, tenutosi il 26 Settembre presso il Polo Universitario di San Giovanni a Teduccio, è stata organizzata da The Innovation Group, in collaborazione con il Consiglio Regionale della Campania, la Giunta Regionale della Campania e l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.  Con i Digital Summit Regionali, The Innovation Group vuole perseguire la propria mission di promuovere l’innovazione nella Pubblica Amministrazione e nei sistemi territoriali, in collaborazione con i Governi Locali, le Associazioni imprenditoriali, le Università, i Centri di Ricerca e le Imprese. Durante il Campania Digital Summit, grazie al coinvolgimento di diversi interlocutori, sono state toccate molteplici tematiche, in particolare: - Lo sviluppo economico, le attività produttive e l'attuazione della digital transformation in Campania - Infrastrutture, trasporti e mobilità: il modello di sviluppo regionale - Innovazione organizzativa: il nuovo welfare, le filiere della continuità assistenziale e la sanità digitale - La digitalizzazione come leva di promozione e sviluppo per i beni culturali e il turismo - Le priorità dell'Agenda Digitale nella Regione Campania: opportunità del 5G, intelligenza artificiale, IoT, robotica, open data, big data e cybersecurity - Le eccellenze dei territori e dell'industria campana verso l'economia del digitale Gli obiettivi proposti inquadrano in pieno i valori e lo sforzo quotidiano della DasirTech. In una regione come la nostra dove tutto è fuorché all’avanguardia, il Campania Digital Summit è stata una grande opportunità di sensibilizzazione, crescita e confronto su un tema che rappresenta la direzione in cui vanno tutte le nostre scelte aziendali.

Android presenta il nuovo logo

Android presenta il nuovo logo

Anche il robottino verde decide di rifarsi il look e fare il salto di qualità, affermandosi in maniera decisiva in tutto il mondo… in che modo? Ridisegnando il proprio logo. La motivazione è semplice, così come dichiara Sidney Thomashow, leader di Google per il marchio Android: “E’ davvero importante per noi riconoscere che Android è in realtà un grande marchio globale, volevamo assicurarci di essere il più accessibili ed inclusivi possibile”. Sappiamo bene che questo sistema è probabilmente il più utilizzato sui vari dispositivi ed è per questo che hanno dovuto tener conto di un giudizio mondiale, rendendo il tutto ancora più accessibile. Partiamo dal nome dei sistemi operativi, che prima richiamavano appellativi dolci come Jellybean, KitKat, Marshmallow, con la decima versione il nome sarà semplicemente: Android 10, questo perché, nei paesi orientali, le precedenti denominazioni risultavano difficilmente pronunciabili. Passiamo ora al design del logo. Iniziando dalla tipografia, i designer hanno mantenuto la struttura di base del 2014 aggiungendo, selettivamente, degli steli ad alcune lettere. Hanno inoltre, arrotondando qualche angolo e reso meno “bold” il tutto, questo per integrare al meglio la tipografia e il pittogramma ed uniformarli stilisticamente. Per questo motivo, probabilmente, in futuro, vedremo questi due elementi sempre insieme. Differentemente dalla tipografia, il marchio ha subito una forte modifica, il robot non si presenterà in figura intera ma vedremo solo la testa, gli occhi e le antenne, elemento fondamentale per la creazione degli steli nel font. Infine concentriamoci sul colore. Il team si è reso conto che il precedente verde non era ben visualizzato dai daltonici (che purtroppo percepiscono proprio il verde e rosso meno fedelmente), quindi per includere veramente tutti e non lasciar fuori nessuno hanno aggiunto al verde una componente blu, questo nuovo colore generato (un verde meno evidenziato) ha aperto ad un sistema di colori ed una palette cromatica molto più ampia, che porterà sicuramente a piacevoli accostamenti cromatici. Cosa aggiungere? Android è pronto ad aprirsi ad un mercato sempre più ampio, gli oltre 2 miliardi di utenti attuali, tra qualche anno, probabilmente, saranno molti di più…

Fintech: la rivoluzione nel mondo della finanza

Fintech: la rivoluzione nel mondo della finanza

Con il termine Fintech si identifica il processo d’innovazione tecnologica che sta rivoluzionando il mondo della finanza. E’ rivolto a quella fornitura di servizi e prodotti finanziari erogati attraverso le più moderne tecnologie messe a disposizione dal mondo dell’ICT. Fintech sta per tecnologia finanziaria ed è composto dalle parole inglesi “financial technology”. Questo processo innovativo sta rivoluzionando ii mondo della finanza. Gli ambiti di applicazione sono vari: dalla sicurezza informatica, alla blockchain che ingloba anche le criptovalute, passando per gli algoritmi applicati alla consulenza finanziaria, virando sul sistema dei pagamenti oppure la cosiddetta open banking. Tipico ed esclusivo di questo settore sono invece le attività legate alle valute elettroniche come, per esempio, il Bitcoin. La principale conseguenza dei cambiamenti tecnologici identificati con il termine FinTech è quella di aver generato nuove forme di intermediazione, che appaiono in grado di ridurre i costi e di garantire una migliore esperienza d'uso (user experience) ai clienti. I fattori chiave del cambiamento sono quegli strumenti informatici (piattaforme on-line, smartphone, social network, blockchain, interfacce di programmazione delle applicazioni) che valorizzano le interazioni fra operatori (cd. peer-to-peer) e, allo stesso tempo, rinnovano la centralità degli intermediari, in particolare con riferimento alla sicurezza delle operazioni e all'utilizzo della enorme quantità di dati presenti nella rete. Molte le startup fintech, aziende innovative che, grazie a nuovi servizi e prodotti, favoriscono la trasformazione digitale dei servizi finanziari. Anche in Italia il numero delle startup Fintech è in crescita, sebbene ancora molto indietro rispetto ad altri contesti geografici quali quello statunitense e cinese. Con il c.d. “decreto crescita”, convertito in legge (Legge 58/2019), anche l'Italia avrà la sua regulatory sandbox e, cioè, uno spazio di sperimentazione fatto di regole che consentiranno alle imprese FinTech di effettuare test su modelli di business, prodotti e servizi bancari, finanziari e assicurativi innovativi, secondo un piano specifico concordato e monitorato, senza dover sottostare alle regole stringenti a cui sono sottoposti gli operatori del credito tradizionali. Questo strumento potrebbe consentire ad una start up di sperimentare nuove opportunità di business con una maggiore possibilità di abbattimento (in %) del rischio d’impresa. Sotto il cappello Fintech possiamo identificare anche altro ambito interessante che ha potenzialmente un grande trend di crescita: il “Taxtech”. Trattasi di una evoluzione tecnologica del pagamento o la riscossione delle tasse attraverso strumenti e processi tecnologici evoluti. Certo la tematica non è molto affascinante ma in generale la “raccolta” delle tasse/tributi è un business molto interessante perché essendo svolto con strumenti e processi, nella maggior parte dei casi, non tecnologicamente moderni unitamente alla poca conoscenza delle problematiche legali, ci farebbe intuire la possibilità di grandi margini di manovra.

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