IL POTERE DELLE DONNE IN POSIZIONE DI LEADERSHIP: Quando la Branded Art si fa messaggio sociale.

IL POTERE DELLE DONNE IN POSIZIONE DI LEADERSHIP: Quando la Branded Art si fa messaggio sociale.

Avete presente il famoso Toro di Wall Street? Il simbolo della finanza mondiale, istallato, nel 1989, senza alcun permesso, dall’artista Arturo Di Modica e poi amato a tal punto da, non solo tenerlo, ma farne un vero e proprio emblema del potere Americano. Oggi a Wall Street campeggia la figura di una ragazza, che lo affronta con aria impavida…apparsa senza preavviso, proprio come era stato per lui, nella notte tra il 7 e l’8 Marzo. La scultura è stata realizzata da Kristen Visbal su commissione dell’agenzia McCann New York per il cliente State Street Global Advisors, una società finanziaria Statunitense. Questa audace ragazzina, oltre che una vera opera d’arte ed un’iniziativa davvero geniale, è soprattutto portavoce di un messaggio sociale molto forte: IL POTERE CHE LE DONNE DIMOSTRANO IN POSIZIONE DI LEADERSHIP, i benefici che un’azienda può trarre nell’affidarsi ad una Donna. Attualmente McCann ha ottenuto i permessi per mantenere la scultura a Wall Street per una settimana, l’augurio che ci facciamo è che questo messaggio arrivi forte e la ragazzina rimanga lì per molto di più, come fu per l’oggetto della sua sfida, una sfida che non può esaurirsi in così poco tempo.

Pubblicato il 15 giu 2017

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"APPLE WATCH", ANCHE APPLE DICE LA SUA SUGLI SMARTWATCH

In un mondo sempre più di corsa tutti i competitors che operano nei vari settori dell’innovation technology provano a produrre oggetti sempre più smart per renderci la vita più semplice. Quando si parla di wearable technology non si può evitare di porre l’attenzione sulle trasformazioni che tale ricerca ha accentuato anche agli oggetti di uso comune stravolgendoli a volte quasi completamente: è questo il caso dell’orologio. Vogliamo parlare della ritardataria Apple, che tanto ha fatto penare i suoi adepti per la messa in commercio del suo dispositivo appartenente a tale categoria. L’Apple Watch ha schermo touch rettangolare in vetro zaffiro e design elegante, legato a varie linee in grado di sposare contesti differenti. Apple Watch è in grado di dialogare con gli iPhone ed è in grado di offrire funzionalità peculiari in ambito fitness e navigazione turn-by-turn. Può essere controllato anche tramite comandi vocali (tramite Siri) ed ha uno speciale "digital crown" per migliorare la navigabilità tra i menu e le immagini sullo schermo. Dovrebbe arrivare sul mercato a breve ad un prezzo base pari a 349 dollari fino a quella in oro da 4999 dollari. Analizziamone alcune caratteristiche peculiari, i pregi ed i difetti: Cinturini intercambiabili: -Acciaio lucido inossidabile, in tinta naturale o nero siderale; -Sport: alluminio anodizzato in argento oppure in grigio siderale; Edition: oro 18 carati, realizzato con uno speciale processo di lavorazione che lo rende due volte più duro e resistente rispetto all’oro classico. Modalità di interazione: -Touch: classico modo d’interazione disponibile su tutti gli start watch; -Siri: interazione vocale basata sul noto assistente vocale di Apple; -Messaggi sensoriali: per esempio al partner che indossa il nostro medesimo modello di Apple Watch, attraverso un tocco che verrà replicato sul polso dell’amato; -Sensori fotosensibili: monitoreranno la pressione sanguigna, il battito cardiaco, le calorie consumate, i passi effettuati.  -Ricarica: Addio ai metodi canonici: il caricabatteria è, infatti, un disco magnetico che si collega direttamente alla parte posteriore dell’orologio. Water resistent: si tratta di un dispositivo resistente all’acqua, dotato di speaker e microfono per Batteria: la batteria dell'Apple Watch potrebbe essere il suo più grande limite. Secondo alcune fonti di 9to5mac, l'obiettivo di Apple sono due ore e mezza di uso intenso e circa 19 ore di uso combinato attivo e passivo, quello più comune. L'autonomia arriverà a 2-3 giorni in standby. Se facciamo un confronto, Pebble offre circa quattro giorni di uso moderato con schermo acceso, mentre gli smart watch Tizen di Samsung, come Gear 2 e Gear 2 Neo, arrivano a 2-3 giorni. Anche Sony SmartWatch supera agilmente i due giorni. In questo contesto, Apple Watch potrebbe non essere il prodotto rivoluzionario che gli analisti avevano auspicato, ma il successo dei prodotti Apple passa anche per altri fattori: marchio, design, ottimizzazione software. https://www.apple.com/it/watch/

GOOGLE FI

    Google lancia negli stati uniti il progetto Google Fi. Tramite alcuni accordi con Sprint e T-Mobile (compagnie telefoniche statunitensi) permetterà ai suoi futuri clienti di utilizzare il nuovo servizio per navigare, chiamare e fare le classiche cose che normalmente si fanno con i telefoni. Si parte richiedendo un nuovo numero (o “portando” quello vecchio) per accedere al servizio tramite tutti i dispositivi sui quali è installato Hangouts – quindi Chromebook, iPad, smartphone Android e chi più ne ha più ne metta. Essendo operatore virtuale, Google di fatto non possiede ripetitori o infrastrutture varie; semplicemente “affitta” quelle possedute dai due succitati operatori per offrire ai proprio clienti dei piani tariffari alternativi evitando quindi di investire miliardi di dollari nella costruzione di una propria infrastruttura. Come per ogni nuovo ingresso sul mercato, anche Google è obbligato a fare un passo alla volta. Innanzitutto si parte dal fatto che non tutti da subito possono entrare a far parte di Project Fi; ancora una volta tutto passa attraverso un sistema di inviti secondo la classica fortuna chi prima arriva prima alloggia. Anche il possedere uno smartphone invece che un altro funge da muro divisore fra chi può entrare a fare parte del servizio e chi no. Ad oggi infatti gli unici che possono e potranno utilizzare l’operatore virtuale sono i possessori dei dispositvi “Nexus”, ma questo secondo noi più per motivi commerciali che tecnici. E i prezzi? Per entrare a far parte del nuovo servizio sembrano essere più o meno in linea con quelli offerti dagli altri operatori. Si parte infatti dal pacchetto Fi basic con un costo mensile da 20$ ai quali si aggiungono 10$ per ogni gigabyte di traffico dati. La peculiarità del servizio sta nel fatto che questi prezzi (in particolare i 10$ per il traffico dati) sono dinamici; nel caso in cui per esempio in un dato mese un utente dovesse consumare 400 MB invece dei 1000 MB (1024 per l’esattezza) offerti dal piano tariffario, il surplus di 600 MB pari a 6$ verrà ridato indietro al cliente. Questa forma di contrattazione in cui “paghi quello che consumi”, apre nuove ed interessanti spunti di riflessione (potrebbe essere uno dei motivi per cui alcuni utenti potrebbero scegliere Project Fi piuttosto che un qualunque altro piano tariffario con gli altri operatori telefonici statunitensi) in quanto Big G è l’unica al momento ad offrire questa formula di rimborso. Sarebbe interessante vedere se e quando anche gli altri operatori prenderanno spunto da questa modalità e la implementeranno anche nei loro piani tariffari. Purtroppo l’unica cosa che ci resta da fare al momento è sperare che Google porti anche in Italia il suo nuovo progetto.

È LA MELA PIÙ FAMOSA DEL MONDO: COME NASCE IL LOGO APPLE?

Nel 1976 un ex socio di Steve Jobs disegnò il primo logo della Apple Computer rappresentando in un’immagine Isaac Newton seduto sotto ad un albero di mele. La scelta non era casuale. Si dice, infatti, che Jobs fosse un grande amante delle mele, passione che portò alla scelta del nome della ormai nota società. Tuttavia la grafica eccessivamente particolareggiata e poco accattivante non convinsero il fondatore della Apple che già nel 1977 decise di rinnovare il logo affidando al grafico Rob Janoff il compito di ideare una nuova immagine. Nacque così il logo della mela morsicata, per il quale fu sfruttato il gioco di parole derivante dalla parola morso, in inglese bite, che rimandava dunque ai bit e ai byte tipici del linguaggio informatico. Inoltre, la mela mangiucchiata rappresentava una esplicita allusione al peccato originale volto a sottolineare l’evidente carattere trasgressivo e anticonformista della Apple. Il primo modello del logo fu disegnato da Janoff in una versione monocromatica, ma successivamente fu modificato su volere dello stesso Jobs per sostenere l’Apple II e la sua innovativa interfaccia a colori. Il risultato fu una mela segnata da una serie di bande orizzontali colorate come un arcobaleno. Infine nel 1998 si tornò alla versione nel suo colore unico. Ancora una volta una lezione di stile dalla mela morsicata più conosciuta al mondo!