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ADDIO APPLE CAR

ADDIO APPLE CAR

Arrivano nuove conferme sull'abbandono del progetto Apple Car. Dopo le indiscrezioni del New York Times di qualche settimana fa, ora è Bloomberg a rilanciare la notizia. Il team che si occupava del cosiddetto “Project Titan” è stato praticamente smantellato. Tra licenziamenti decisi dall’azienda, altri impiegati spostati in altri progetti e diversi casi di dimissioni, il progetto Apple Car va verso l'abbandono. Cupertino avrebbe ridotto le ambizioni nel campo delle vetture automatiche dopo mesi di disaccordi sulle strategie da seguire, con continui cambiamenti e sfide che si sarebbero rivelate ardue per i tradizionali fornitori di Apple. Problemi, sottolinea Bloomberg, che si sarebbero verificati anche in Google. Molte persone si sono defilate anche dal progetto auto di Big G e alcuni investitori nel settore cominciano ad avere dubbi sulle effettive possibilità che i big della Silicon Valley da soli possano riscuotere successo nel settore. Il nuovo gruppo dirigente che si occupa di “Project Titan” avrebbe ora l’obiettivo di dimostrare nei fatti che un sistema di guida autonomo è possibile a medio termine. I dirigenti avrebbero indicato al team il limite temporale della fine del prossimo anno. I mezzi per creare una piattaforma iper-evoluta ci sono e Apple potrebbe lavorare con diverse aziende a livello di partnership senza sentirsi un concorrente diretto.

USB KILL: IN VENDITA LA CHIAVETTA CHE MANDA KO I COMPUTER

USB KILL: IN VENDITA LA CHIAVETTA CHE MANDA KO I COMPUTER

Tra le tante minacce presenti all’interno del mondo informatico, di sicuro, USB Kill è una di quelle che non può passare inosservate a causa dell’incredibile potenziale distruttivo della stessa: questa speciale chiavetta USB, infatti, finendo tra le mani di hacker (e malintenzionati affini) potrebbe mettere ko qualsiasi computer, semplicemente con il collegamento ad una comune porta USB. La particolarità di questo pericoloso accessorio, che è in sostanza identico nell’aspetto a qualunque 5chiavetta USB, è la sua capacità di di colpire la porta USB con 240 volt negativi, un’operazione resa possibile dal fatto che, al suo interno, USB Kill è dotata di una serie di convertitori per la corrente, nonché di condensatori che sono stati precedentemente sottoposti ad una carica di tipo negativo. In sostanza, all’interno della chiavetta il convertitore DC/DC presente smette di funzionare quando viene raggiunta la tensione, dopodiché, l’energia presente in USB Kill viene rilasciata all’interno della macchina, con il risultato che la scheda logica del computer preso di mira, viene danneggiata in maniera rilevante: l’operazione è possibile, secondo il rivenditore del gadget, sul 95% dell’hardware che si trova sul mercato. Da questo punto di vista, a distinguersi per la presenza di soluzioni tecnologiche che possano impedire il verificarsi di simili eventi, è Apple: l’azienda di Cupertino, infatti, avrebbe inserito nei suoi device dei circuiti adibiti alla protezione derivante da sovraccarichi. Inoltre la USB Kill viene venduta (solo) a 49,95 euro. Ecco come funziona: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=3hbuhFwFsDU[/youtube]  

BORSEGGIATORI: STOP AGLI INSEGUIMENTI

BORSEGGIATORI: STOP AGLI INSEGUIMENTI

  I droni sono pronti a diventare alleati delle forze dell'ordine contro gli scippi. Il Metropolitan Police di Londra ha infatti intenzione di utilizzare una flotta di droni per controllare motoveicoli sospetti, per prevenire borseggi e furti di smartphone sulle due ruote. Il vice commissario Craig Mackey, a tal proposito, ha fatto notare come i droni rappresentino un’alternativa più sicura alle unità in moto per dare battaglia ai borseggiatori. Nell'ultimo periodo soprattutto, sono davvero tanti gli scippi che la capitale inglese sta fronteggiando e quasi tutti hanno in comune la corsa da parte dei malviventi su due ruote. Gli inseguimenti in moto, con cui ad oggi la polizia cerca di controbattere a questi furti, risultano in alcuni casi pericolosi, potendosi concretizzare in ulteriori incidenti. Ecco quindi che i droni potrebbero rappresentare un’alternativa sicura per monitorare veicoli sospetti e raggiungere i malviventi direttamente a fine corsa. Il tutto, ovviamente, senza alcun intralci alla circolazione su strada. D'altronde, oltre il discorso legato prettamente alla sicurezza, l’utilizzo di droni per l’inseguimento di malviventi comporterebbe un risparmio non indifferente per le casse dello stato, senza considerare che un comune "quadricottero" dotato di GPS, potrebbe tenere traccia e monitorare i movimenti di potenziali sospetti, creando così una mappa sempre aggiornata di possibili covi in cui condurre gli agenti, senza rischio di inseguimenti ad alta velocità. I droni quindi, sono pronti a contrastare i malviventi in maniera più economica e sicura...Se l'esperimento inglese andasse a buon fine, potremmo presto vederlo anche negli altri Paesi.

BREXIT & TECH, GLI EFFETTI NEL MONDO DIGITALE

BREXIT & TECH, GLI EFFETTI NEL MONDO DIGITALE

Ormai una delle notizie di cui tutti parlano è sicuramente la questione Brexit. Probabilmente è una di quelle vicende di cui se ne parlerà veramente per molto. Nel caso qualcuno si fosse perso questa news, facciamo una piccola precisazione: Brexit è il nome del referendum con cui i cittadini britannici hanno deciso di uscire dall’Unione Europea ed il risultato ha determinato una chiusura definitiva della Gran Bretagna verso l’Europa. In realtà il Regno Unito non ha mai troppo amato l’Europa, questo piccolo dissenso lo si può notare anche dalla mancata adesione del regno britannico ad adottare la moneta europea, pretendendo di mantenere la propria vecchia moneta. La prima conseguenza della Brexit sono state le dimissioni dell'ormai ex premier Cameron che ha tentato fino all'ultimo di convincere gli elettori a votare per il Remain, dopo aver però palesato in precedenza una vera e propria indecisione sul tutto, così da far sentire smarriti anche gli elettori. Ma quali saranno le ripercussioni di questa scelta in campo tecnologico? La risposta delle grandi aziende non ha tardato ad arrivare, infatti da subito i grandi colossi come Samsung ed LG si dichiarano pronti a lasciare la Gran Bretagna. Una scelta non certo di poco conto, considerando che i loro quartieri generali in Europa si trovano proprio lì…questo perché alle aziende orientali interessa vendere all’interno dell’Unione Europea, ma soprattutto evitare i dazi doganali, che verrebbero fuori se dovessero spostare e produrre nella propria patria, quindi un mercato completamente distrutto dalle spese che dovrebbero affrontare. Anche l’azienda Acer prende atto del fatto che probabilmente ci saranno gravi conseguenze, però per ora l’azienda non ha ancora parlato delle contromisure che verranno adottate. Non solo il settore hardware, ma anche quello software e dei videogiochi desta preoccupazioni, perché senza accordi con l’UE non sarà facile assumere dipendenti che non siano del Regno Unito e perché il mercato dei videogame e dei software si basa molto sull’esportazione, quindi eventuali barriere doganali potrebbero danneggiare molto anche quest’industria. Infine il Regno Unito in questo modo potrebbe non rispettare alcune norme in ambito di privacy, mercato unico digitale, blocco geografico dei servizi e roaming telefonico. Non ci resta che aspettare e vedere come andrà a finire…

SI CHIAMA "ILI": IL TRADUTTORE UNIVERSALE IN TEMPO REALE.

SI CHIAMA "ILI": IL TRADUTTORE UNIVERSALE IN TEMPO REALE.

  Tra le invenzioni presentate al Ces 2016, ve n’è stata una, “ili”, che è passata un po’ in sordina, forse a causa del nome un po’ anonimo attribuitogli dagli sviluppatori. Eppure il traduttore universale in tempo reale “ili” ha meritato decisamente l’l’Innovation Award che ha conquistato al Ces 2016 di Las Vegas. Com’è fatto? Ili, dal punto di vista funzionale, ricorda un po’ il traduttore universale che i membri dell’Enterprise (Star Trek) indossavano al collo quando scendevano in esplorazione sui vari mondi abitati da razze autoctone ed è fatto come una piccola bacchetta munita di un unico pulsante. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=B6ngM0LHxuU[/youtube] Premendo il pulsante e parlando, si ottiene – al momento – la traduzione dall’inglese al giapponese (e, ovviamente, viceversa) in modo piuttosto efficace e naturale: nel filmato di presentazione, infatti, si vede un giovane inglese abbordare delle giovani fanciulle giapponesi di Tokyo (alla fine, con successo) avvalendosi proprio delle facoltà ‘traduttorie’ di “ili”. Sul sito ufficiale dell’azienda sviluppatrice, la start-up “iamili”, si comunica che il traduttore universale “ili” verrà commercializzato tra Maggio e Giugno 2016 ad un prezzo ritenuto “alla portata di tutti” (anche se non vengono dette cifre precise) col supporto a inglese, giapponese e cinese. In seguito, dovrebbe arrivare un aggiornamento del firmware – attraverso la microUSB alla base di ili – che ne abiliterà anche le traduzioni in thailandese, coreano e nella lingua dell’Amour, il francese. L’ultimo step, per i creatori di "ili”, dovrebbe prevedere anche l’implementazione dell’arabo, dello spagnolo e, soprattutto, dell’italiano. Anche sull’autonomia del traduttore infine, non sono stati forniti molti dettagli anche se è lecito pensare che possa essere cospicua: Ili, infatti, non ha bisogno di una connessione per funzionare. Il dizionario, il meccanismo di riconoscimento e di sintesi vocale sono tutti integrati in questo singolare gadget tecnologico. Con ili, sarà possibile viaggiare e farsi capire, anche nei posti in cui gli smartphone non son ammessi, da chiunque. Anche se non si è avuto il tempo di imparare una nuova lingua (prassi sempre consigliabile, anche secondo Zuckerberg che, nel 2015, s’era imposto di imparare il mandarino). PARERE PERSONALE Il video di presentazione di ili è davvero molto divertente e rende benissimo il concetto di strumento per abbattere le barriere linguistiche in ogni parte del mondo. L'ideale sarebbe, come già detto, imparare le lingue ma, in mancanza di tempo, anche un device simile potrebbe rivelarsi utile. Unica perplessità da parte mia, è quella della qualità della traduzione: per tradurre bene nella lingua di destinazione, dovresti anche già pensare in quella lingua. Se, invece, pensi in italiano, per esempio, e traduci in inglese, il traduttore automatico potrebbe non esser capace di rendere bene i “modi di dire” tipici inglesi. Con tutti gli equivoci del caso che alzerebbero, anziché abbassare, le barriere linguistiche.

ARRIVANO LE GIF ANIMATE INDOSSABILI

ARRIVANO LE GIF ANIMATE INDOSSABILI

  Il futuro è alle porte, siamo solo agli inizi di una vera e propria rivoluzione nelle tecnologie wearable, cioè indossabili. Dopo gli occhiali intelligenti che ci proiettano nella realtà virtuale, dopo i tessuti che reagiscono all’ambiente circostante, gli smart-watches che monitorano la nostra vita,  ora sono in produzione le gif animate indossabili! Non preoccupatevi, non sono impazzito, l’idea è di un gruppo di designer ed imprenditori svedesi, il “Pins collective” che ha lanciato una campagna di crowfunding per pre-ordinare l’oggetto. In questo modo lo si avrà a prezzo ribassato: l’intento è di riuscire a produrlo entro Febbraio del 2017. L’idea di questi designers è di creare una vera e propria rivoluzione nella tecnologia indossabile, una spilla (smart, ovviamente) con un display digitale in grado di interfacciarsi con un’app e di cambiare la grafica ogni volta che si vuole. La spilla si ricarica con un cavetto, funziona a batteria e dovrebbe durare circa 74 ore con un’immagine statica, ma 2 ore e mezzo per quelle animate, il display è semi-riflettente e semi-retro-illuminato, il che significa che le grafiche siano ben visibili sia in interno che in esterno. Si potranno scegliere immagini già pronte, scaricarle da Facebook e trasferirle sul dispositivo, in più creandone di nostre, mettendo in piedi una vera e propria comunità creativa, che poi è il vero intento finale del prodotto.  

TROPPA TECNOLOGIA FA MALE?

TROPPA TECNOLOGIA FA MALE?

La tecnologia ha invaso la nostra quotidianità. Siamo bombardati continuamente da diversi flussi di informazione come il telefono, il computer, la tv e siamo in grado di fare sempre più cose contemporaneamente. Ma a quale prezzo? Il grido d'allarme arriva da alcune mamme su forum specializzati: “Aiutatemi – si legge. Mio figlio sa usare smartphone e tablet ma ancora non impara ad allacciarsi le scarpe!! Come posso fare?”. Sono sempre più i genitori preoccupati perché i propri pargoli – dagli 0 ai 13 anni – passano sempre più tempo con computer, smartphone, tablet e altre diavolerie elettroniche. Sono i bambini digitali. Ormai gran parte dei bambini, anche di pochi anni, riesce ad utilizzare con apparente disinvoltura il sistema touchscreen dello smartphone o del tablet quasi si trattasse di un sesto senso innato. Capita spesso di vedere piccoli che muovono a difficoltà i primi passi senza il sostegno dei genitori, ma già capaci di giocare con le loro app preferite o perfettamente in grado di cambiare schermata. Vista la crescita costante del fenomeno, sempre più scienziati sociali e psicologi si interessano al fenomeno. Gli avvertimenti sui potenziali danni del tempo eccessivo dedicato a queste forme di tecnologia vanno da possibili disturbi dello sviluppo per i bambini molto piccoli, quando si ritiene che l’interazione con le persone debba essere assolutamente prevalente rispetto a quella con l'elettronica , a problemi di sovrappeso e obesità per i più grandi, che stando seduti di fronte a computer e videogiochi sottraggono tempo allo sport e al movimento, oltre che per la mancata interazione  con i coetanei. Uno dei timori dell’eccesso di vita digitale per i più piccoli è che sia un ostacolo allo sviluppo del linguaggio. Le ricerche neuroscientifiche dicono che essere esposti passivamente al linguaggio, per esempio guardando la televisione, non ne favorisce l’acquisizione, che al contrario necessita di interazione costante con gli adulti. Per questo motivo, una app che favorisca il gioco e lo scambio è sicuramente meglio di una con cui il bambino si intrattiene da solo. Altro messaggio importante è che la qualità dei contenuti è più importante della piattaforma utilizzata e del tempo passato a intrattenersi. Ci sono applicazioni e giochi che possono avere un importante contenuto educativo e anzi favorire alcune competenze. Come qualunque altra tecnologia presentano dei rischi ma offrono anche numerose opportunità che non ha senso far perdere ai bambini e ai ragazzi. Gli effetti possono essere positivi o negativi, ma il mezzo in sé non va esaltato. Quello che però i genitori possono e dovrebbero fare è comportarsi da genitori: stabilire regole d’uso e dare il buon esempio, decidendo che alcuni tempi e zone siano liberi dalla tecnologia per tutta la famiglia, per esempio i pasti, i momenti dedicati a fare qualcosa insieme, o la camera da letto. I genitori di oggi sembra stiano perdendo la capacità di stare in contatto con i figli, di comprendere le loro emozioni, di entrarci in relazione, di essere un significativo e affascinante punto di riferimento. Educare vuol dire accettare che l’altro è diverso da noi, che diventi libero, accettare senza criticare, dare consigli, aiutare i bambini a decodificare le opportunità offerte dalla tecnologia digitale.

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

L’imminente uscita del nuovo chip di casa Intel rivoluzionerà il mercato dei microprocessori. Dopo l’annuncio dell’acquisto di Altera, come sua business unit per il valore di ben 16,7 miliardi di dollari, Intel uscirà a breve sul mercato con dei chip Xeon che integrano degli FPGA, delle soluzioni hardware programmabili via software. Tali FPGA, detti anche acceleratori, riescono a garantire prestazioni superiori in termini di tempo di esecuzione e di consumo energetico. Questa innovazione troverà applicazione principalmente nei data center che offrono servizi di cloud e nel sempre più emergente IoT (Internet of Things). Microsoft, per esempio, ha già sperimentato nell’ambito del progetto Catapult, conseguendo ottimi risultati, l’uso degli FPGA (di casa Altera prima dell’acquisto da parte di Intel) nei server per migliorare le prestazioni del suo motore di ricerca Bing. In pratica le query di ricerca vengono splittate tra i diversi nodi, che sono delle board contenenti diversi FPGA. La rivoluzione Intel sta nel portare CPU ed FPGA in un unico chip integrato, che sarà compatibile con i Socket Intel attualmente in commercio. Tale soluzione permette un ulteriore incremento delle prestazioni dovuto alla comunicazione on-chip che è di gran lunga migliore di quella off-chip che avviene negli attuali sistemi eterogenei, ovvero quei sistemi in cui una CPU divide il lavoro computazionale tra i diversi dispositivi di elaborazione del sistema, che possono essere FPGA, GPU e DSP. Tale comunicazione rappresenta il punto debole di tali sistemi. In conclusione, nel mercato dei microprocessori sarà censita una nuova era che porterà un importante supporto e forti vantaggi per diverse tecnologie emergenti che potranno giovare dei nuovi chip integrati, al momento realizzati dalla sola Intel.

L’INNOVAZIONE DI SPEFFY PREMIATA AL FORUMCLUB 2016

L’INNOVAZIONE DI SPEFFY PREMIATA AL FORUMCLUB 2016

Numerosi seminari ed incontri, tutti caratterizzati da innovazione, tecnologia e da novità che rivoluzioneranno il mercato sportivo. Questo e molto di più è stato il ForumClub 2016, il Congresso ed Expo Internazionale su Fitness, Wellness, Piscine e Spa tenutosi a Bologna dal 18 al 20 Febbraio. Ed è proprio la sua natura innovativa che ha fatto sì che Speffy, il motore di ricerca per palestre, centri sportivi e spa, sia diventata per i partecipanti al Forum una novità tutta da scoprire. A contribuire alla curiosità destata dal nuovo prodotto, sono state la sponsorizzazione del seminario del famoso consulente marketing Alan Leach, e la brillante presentazione tenuta dal nostro CEO, Salvatore Rullo, dal titolo: “Come incrementare i risultati del tuo centro sul web con Speffy”. Il “rumore” fatto all’Expo, ha fatto sì che le grandi società del fitness, così come le federazioni sportive, si siano interessate a Speffy e siano pronte a diffonderlo ed ad intraprendere partnership commerciali. La nostra esperienza nel campo informatico unito all’idea di realizzare un prodotto software in ambito sportivo, ha dato vita a qualcosa che non c’era…e di cui, adesso che c’è, non si può fare a meno!                                                   CERCHI, SCEGLI, TI PRENOTI E TI ALLENI! #MakeSportEasy con speffy.com

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