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Fintech: la rivoluzione nel mondo della finanza

Fintech: la rivoluzione nel mondo della finanza

Con il termine Fintech si identifica il processo d’innovazione tecnologica che sta rivoluzionando il mondo della finanza. E’ rivolto a quella fornitura di servizi e prodotti finanziari erogati attraverso le più moderne tecnologie messe a disposizione dal mondo dell’ICT. Fintech sta per tecnologia finanziaria ed è composto dalle parole inglesi “financial technology”. Questo processo innovativo sta rivoluzionando ii mondo della finanza. Gli ambiti di applicazione sono vari: dalla sicurezza informatica, alla blockchain che ingloba anche le criptovalute, passando per gli algoritmi applicati alla consulenza finanziaria, virando sul sistema dei pagamenti oppure la cosiddetta open banking. Tipico ed esclusivo di questo settore sono invece le attività legate alle valute elettroniche come, per esempio, il Bitcoin. La principale conseguenza dei cambiamenti tecnologici identificati con il termine FinTech è quella di aver generato nuove forme di intermediazione, che appaiono in grado di ridurre i costi e di garantire una migliore esperienza d'uso (user experience) ai clienti. I fattori chiave del cambiamento sono quegli strumenti informatici (piattaforme on-line, smartphone, social network, blockchain, interfacce di programmazione delle applicazioni) che valorizzano le interazioni fra operatori (cd. peer-to-peer) e, allo stesso tempo, rinnovano la centralità degli intermediari, in particolare con riferimento alla sicurezza delle operazioni e all'utilizzo della enorme quantità di dati presenti nella rete. Molte le startup fintech, aziende innovative che, grazie a nuovi servizi e prodotti, favoriscono la trasformazione digitale dei servizi finanziari. Anche in Italia il numero delle startup Fintech è in crescita, sebbene ancora molto indietro rispetto ad altri contesti geografici quali quello statunitense e cinese. Con il c.d. “decreto crescita”, convertito in legge (Legge 58/2019), anche l'Italia avrà la sua regulatory sandbox e, cioè, uno spazio di sperimentazione fatto di regole che consentiranno alle imprese FinTech di effettuare test su modelli di business, prodotti e servizi bancari, finanziari e assicurativi innovativi, secondo un piano specifico concordato e monitorato, senza dover sottostare alle regole stringenti a cui sono sottoposti gli operatori del credito tradizionali. Questo strumento potrebbe consentire ad una start up di sperimentare nuove opportunità di business con una maggiore possibilità di abbattimento (in %) del rischio d’impresa. Sotto il cappello Fintech possiamo identificare anche altro ambito interessante che ha potenzialmente un grande trend di crescita: il “Taxtech”. Trattasi di una evoluzione tecnologica del pagamento o la riscossione delle tasse attraverso strumenti e processi tecnologici evoluti. Certo la tematica non è molto affascinante ma in generale la “raccolta” delle tasse/tributi è un business molto interessante perché essendo svolto con strumenti e processi, nella maggior parte dei casi, non tecnologicamente moderni unitamente alla poca conoscenza delle problematiche legali, ci farebbe intuire la possibilità di grandi margini di manovra.

Startup e PMI innovative...un nuovo modo di fare azienda

Startup e PMI innovative...un nuovo modo di fare azienda

Risulta essere sempre più di "tendenza" avviare una startup. Potrebbe sembrare paradossale, ma alcune ricerche hanno dimostrato che l’unico modo per uscire dalla depressione economica sia proprio quello di avviare una startup, nella speranza di avere successo in breve tempo. In un mondo saturo ormai di qualsiasi tipo di prodotto, è necessario avere l’idea giusta per poter dare inizio ad una nuova realtà imprenditoriale. Negli ultimi 10 anni l’Europa ha conosciuto uno sviluppo imprenditoriale di grande rilievo soprattutto sulla base della fioritura di start-up innovative in settori di attività diversi. Sin dal 2012 il Governo italiano è impegnato in una vasta azione di policy tesa a favorire lo sviluppo dell’ecosistema dell’imprenditoria innovativa. Pietra miliare di questa strategia è il D.L. 179/2012, lo “Startup Act italiano”. Le nuove imprese ad alto contenuto tecnologico – le startup innovative – beneficiano di un ampia e articolata legislazione di favore che tocca tutti gli aspetti dell’attività d’impresa. Con il D.L. 3/2015 (Investment Compact), molte delle agevolazioni previste per le startup innovative sono state estese a una categoria più ampia: le PMI innovative, imprese che fanno innovazione tecnologica a prescindere dal loro stadio di maturità. Ultimo importante passo è stato l’avvio, con la legge di Bilancio 2017, del Piano Industria 4.0, che mira alla trasformazione digitale di tutto il sistema produttivo italiano. Il nuovo rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal Mise sottolinea che nel corso dell'anno appena concluso – il 39,6% delle nuove imprese ha preso vita attraverso la modalità digitale. Questi dati statistici dimostrano come il nostro paese stia abbracciando il progresso tecnologico formalmente e sostanzialmente, facendo sperare in una ripresa che ci renda più competitivi ed innovativi a livello internazionale.

Banche…..futuro e presente!

Banche…..futuro e presente!

  La banca del futuro non può limitarsi a fornire servizi finanziari. Dopo gli smartphone e le assicurazioni, è il momento delle startup. Ci sono banche che iniziano a proporre alla propria clientela, soprattutto aziende, prodotti ideati da nuove imprese innovative, diventando piattaforme di distribuzione. Per ora si tratta di esperimenti isolati e non esiste un modello unico, ma ci sono soggetti che hanno già una policy definita a riguardo. Unicredit, per esempio, con il programma Start Lab, sta vendendo direttamente in alcune filiali i servizi di due startup di cui ha anche acquistato quote e mira ad allargare la sperimentazione. Ci sono poi le iniziative di networking in cui la banca presenta alcune nuove imprese a grandi società. In questo modo, fornisce alla propria clientela nuove offerte e aiuta le startup in cui ha investito ad allargare il proprio mercato. La strategia dell’organizzare eventi per far incontrare startup e aziende più solide, è eseguita anche da Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto StarUp Initiative. In queste occasioni stimola i propri clienti all’acquisto di servizi di nuove imprese finanziate attraverso i propri fondi Atlante Ventures. Quando invece il rapporto tra banche e imprese neonate si concentra intorno al fintech, l’innovazione hi-tech dei servizi finanziari, gli acquirenti diventano gli istituti stessi. Per le startup, il risultato non cambia: il giro d’affari si allarga comunque. Poco giorni fa Intesa Sanpaolo ha indetto una selezione rivolta principalmente alle startup operanti nel mercato Foodtech. In particolare la call è rivolta alle tecnologie, preferibilmente abilitanti, alla Circular Economy o all’Industry 4.0, per la catena del valore del settore Agrifood. Inoltre, saranno valutate application da startup attive in tutti gli ambiti del FoodTech, come agricoltura e allevamento. Questi solo alcuni esempi delle tante opportunità che offrono ai clienti un buon investimento e consentono alle nuove aziende di sviluppare valide idee imprenditoriali.

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