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Il trasferimento tecnologico come vettore di innovazione

Il trasferimento tecnologico come vettore di innovazione

Ieri 6 Novembre,  si è tenuto il convegno  sull’ ITT- Innovation Technology Transfer- presso l’Unione degli Industriali di Napoli.  Uno start che ha permesso ai partecipanti di discutere su tematiche attuali quali impresa 4.0, trasferimento di tecnologia dalle Università alle aziende, finanziamenti a favore dell'Imprenditoria giovanile e Start up innovative. Professori universitari, giovani imprenditori e rappresentanti di istituti di credito, hanno illustrato i progetti che intendono realizzare grazie ad azioni concrete che comportano  il “trasferimento tecnologico”. Un processo  fondamentale  per creare l’ infrastruttura che può garantire gli strumenti per fronteggiare la necessità d’innovazione imposta dal mercato globale . A chiusura del convegno è intervenuta  l’assessore  con delega alle Start up della Regione Campania, Valeria Fascione, che ha illustrato i risultati raggiunti attraverso i vari bandi regionali a favore delle imprese locali.  Confermando il suo impegno costante  in materia di finanza agevolata,  ha anticipato quali saranno le prossime azioni a favore delle Start up innovative. Dunque, il  trasferimento tecnologico  risulta essere, ad oggi,  la risposta più efficace al bisogno crescente d’innovazione.

ADDIO APPLE CAR

ADDIO APPLE CAR

Arrivano nuove conferme sull'abbandono del progetto Apple Car. Dopo le indiscrezioni del New York Times di qualche settimana fa, ora è Bloomberg a rilanciare la notizia. Il team che si occupava del cosiddetto “Project Titan” è stato praticamente smantellato. Tra licenziamenti decisi dall’azienda, altri impiegati spostati in altri progetti e diversi casi di dimissioni, il progetto Apple Car va verso l'abbandono. Cupertino avrebbe ridotto le ambizioni nel campo delle vetture automatiche dopo mesi di disaccordi sulle strategie da seguire, con continui cambiamenti e sfide che si sarebbero rivelate ardue per i tradizionali fornitori di Apple. Problemi, sottolinea Bloomberg, che si sarebbero verificati anche in Google. Molte persone si sono defilate anche dal progetto auto di Big G e alcuni investitori nel settore cominciano ad avere dubbi sulle effettive possibilità che i big della Silicon Valley da soli possano riscuotere successo nel settore. Il nuovo gruppo dirigente che si occupa di “Project Titan” avrebbe ora l’obiettivo di dimostrare nei fatti che un sistema di guida autonomo è possibile a medio termine. I dirigenti avrebbero indicato al team il limite temporale della fine del prossimo anno. I mezzi per creare una piattaforma iper-evoluta ci sono e Apple potrebbe lavorare con diverse aziende a livello di partnership senza sentirsi un concorrente diretto.

MILK: IL NUOVO LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE

MILK: IL NUOVO LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE

Nei microprocessori moderni, la gestione della memoria è basata sul principio di località, ovvero: se un programma ha bisogno di alcuni dati in un particolare punto della memoria, probabilmente avrà bisogno successivamente anche dei dati vicini. Ma questo principio viene meno nell’era dei Big Data: ogni processo infatti è solito ad elaborare pochi dati presi arbitrariamente tra i tantissimi presenti. In genere l’accesso alla memoria RAM è di per sé la parte più dispendiosa dell’elaborazione (escluso l’accesso alle memorie fisiche) e quindi accedervi ripetutamente rallenta di molto l’elaborazione di grosse quantità di dati. Questa settimana, un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), alla conferenza internazionale sulle architetture parallele e tecniche di compilazione, ha presentato un nuovo linguaggio di programmazione, chiamato Milk, che permette di gestire la memoria più efficacemente in programmi che hanno bisogno di accedere a dati particolari in dataset di grosse quantità. Nei test di molti algoritmi, i programmi scritti in Milk si sono mostrati molto più veloci di quelli scritti nei linguaggi di programmazione fino ad oggi esistenti. Il linguaggio in questione aggiunge alcuni comandi a OpenMP (Open Multiprocessing), un estensione di linguaggi come C e Fortran che rende facile lo sviluppo per processori multicores. Con Milk, un programmatore dovrà scrivere solo alcune righe di codice in più per gestire alcune operazioni che richiedono iterazione in una grande quantità di dati, e il compilatore Milk deciderà come gestire la memoria efficacemente. In un programma Milk, quando un core deve richiedere un dato dalla memoria, non lo richiede (insieme ai dati adiacenti) ma aggiunge l’indirizzo di memoria da richiedere ad una lista. Quando le liste di ogni core sono lunghe abbastanza, vengono messe insieme e vengono raggruppati gli indirizzi di memoria vicini e ridistribuiti ai vari cores con questi raggruppamenti. In questo modo, ogni core riceverà più dati di cui ha bisogno con un solo accesso. Questo, è ciò che succede ad alto livello, ma nel dettaglio, le cose si fanno complicate. Nei processori moderni, ci sono più livelli di cache, ognuno più grande e lento dell’altro. Il compilatore Milk deve dunque tener conto non solo degli indirizzi di memoria, ma anche di quelli in cache in tutti i livelli. Deciderà anche quali indirizzi tenere e quali scartare dalla cache. Ecco cosa ha detto a riguardo Matei Zaharia, un professore alla Standfor University: “Molte applicazioni importanti al giorno d’oggi richiedono una grande quantità di dati, ma sfortunatamente, la costante crescita del gap di performance tra CPU e memoria porta a non utilizzare al massimo le prestazioni della CPU. Milk aiuta a ridurre questa differenza di prestazioni ottimizzando l’accesso alla memoria in alcuni dei costrutti di programmazione più frequenti.”

SPEFFY TRAVOLGE IL BIBIONE BEACH FITNESS

SPEFFY TRAVOLGE IL BIBIONE BEACH FITNESS

L’onda di innovazione di Speffy ha travolto la spiaggia di Bibione. L’ 11a edizione del Bibione Beach Fitness si è conclusa da poco. Il fitness ed il divertimento si sono confermati protagonisti indiscussi di questo evento, uniti alla varietà di scelta delle attività da praticare -grazie ad un programma ricchissimo e variegato- ed al senso di libertà che regala l’allenarsi sulla spiaggia più grande d’Europa con il mare come sfondo. Fitness, divertimento, grande libertà di scelta…sono parecchi i punti in comune che legano questo evento, unico nel suo genere, a Speffy, il motore di ricerca dello sport e del fitness. Speffy è scegliere liberamente, tramite l’app o su speffy.com, tra centinaia di centri in tutta Italia quello più vicino alle tue esigenze ed allenarti libero da qualsiasi vincolo o abbonamento, prenotando la singola seduta. Bibione Beach Fitness si è rivelata una grande esperienza, sicuramente da ripetere. Un grande successo di pubblico ed iscrizioni. Un’occasione per presentare Speffy a chi ancora non era a conoscenza di questa novità. Non ci resta allora che darci appuntamento al prossimo anno per rivivere insieme queste emozioni. [gallery size="full" ids="1316,1317,1318,1319,1320,1321,1322,1323"] #MakeSportEasy con speffy.com

USB KILL: IN VENDITA LA CHIAVETTA CHE MANDA KO I COMPUTER

USB KILL: IN VENDITA LA CHIAVETTA CHE MANDA KO I COMPUTER

Tra le tante minacce presenti all’interno del mondo informatico, di sicuro, USB Kill è una di quelle che non può passare inosservate a causa dell’incredibile potenziale distruttivo della stessa: questa speciale chiavetta USB, infatti, finendo tra le mani di hacker (e malintenzionati affini) potrebbe mettere ko qualsiasi computer, semplicemente con il collegamento ad una comune porta USB. La particolarità di questo pericoloso accessorio, che è in sostanza identico nell’aspetto a qualunque 5chiavetta USB, è la sua capacità di di colpire la porta USB con 240 volt negativi, un’operazione resa possibile dal fatto che, al suo interno, USB Kill è dotata di una serie di convertitori per la corrente, nonché di condensatori che sono stati precedentemente sottoposti ad una carica di tipo negativo. In sostanza, all’interno della chiavetta il convertitore DC/DC presente smette di funzionare quando viene raggiunta la tensione, dopodiché, l’energia presente in USB Kill viene rilasciata all’interno della macchina, con il risultato che la scheda logica del computer preso di mira, viene danneggiata in maniera rilevante: l’operazione è possibile, secondo il rivenditore del gadget, sul 95% dell’hardware che si trova sul mercato. Da questo punto di vista, a distinguersi per la presenza di soluzioni tecnologiche che possano impedire il verificarsi di simili eventi, è Apple: l’azienda di Cupertino, infatti, avrebbe inserito nei suoi device dei circuiti adibiti alla protezione derivante da sovraccarichi. Inoltre la USB Kill viene venduta (solo) a 49,95 euro. Ecco come funziona: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=3hbuhFwFsDU[/youtube]  

FACEBOOK DONERÀ UN SERVER PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ALL’UNIVERSITÀ DI MODENA E REGGIO EMILIA

FACEBOOK DONERÀ UN SERVER PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ALL’UNIVERSITÀ DI MODENA E REGGIO EMILIA

Zuckerberg incontra Renzi. Il fondatore di Facebook, arrivato in Italia per un incontro con gli studenti dell’università Luiss, ha fatto visita al premier italiano per parlare del recente terremoto in centro Italia ma anche di ricerca e tecnologia: «Abbiamo discusso di come la comunità di Facebook, in Italia e nel mondo, può aiutare le persone a ripartire e ricostruire - ha spiegato Zuckerberg con un post -. E anche di come la tecnologia può aiutare a creare posti di lavoro e a far crescere l’economia italiana: ho detto al premier che sono particolarmente entusiasta del lavoro fatto in Europa sull’intelligenza artificiale». A fine incontro c’è stato uno scambio di doni tra i due: Renzi ha optato per una copia antica del “De Amicitia” di Cicerone, mentre Zuckerberg ha scelto il prototipo incorniciato di un modernissimo server. Non è quindi un caso che proprio oggi Facebook abbia annunciato la lista dei nuovi beneficiari del “GPU Partnership Program”, l’iniziativa nata per favorire lo sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale. Il social di Menlo Park donerà 22 potenti server GPU a 15 gruppi di ricerca in nove diversi Paesi europei. Tra cui l’Italia, con l’Università di Modena e Reggio Emilia. L'evento alla Luiss «Enea è il più grande imprenditore della storia. Va avanti con forza e tenacia, non si arrende mai. Nella sua avventura ci sono le regole fondamentali per creare qualcosa di importante: la missione chiara in testa, la squadra con la quale realizzarla e la perseveranza» E’ così che Mark Zuckerberg ha parlato agli studenti dell’università Luiss in un’aula piena, assediata dall’esterno da altre centinaia di ragazzi imperturbabili sotto il sole estivo di Roma. È una lezione in perfetto stile Silicon Valley, l’alto e il basso si mischiano, le risate si impastano con le questioni più importanti. Il primo messaggio è un’iniezione di fiducia: «L’Italia svantaggiata? Assolutamente no, tutti ora possono avere un’idea e svilupparla e da voi sta accadendo questo. Viene voglia di creare un’impresa qui perché avete un tessuto e una cultura giusti: io sono molto ottimista per il vostro futuro. Grazie alla tecnologia potete andare lontano».

BORSEGGIATORI: STOP AGLI INSEGUIMENTI

BORSEGGIATORI: STOP AGLI INSEGUIMENTI

  I droni sono pronti a diventare alleati delle forze dell'ordine contro gli scippi. Il Metropolitan Police di Londra ha infatti intenzione di utilizzare una flotta di droni per controllare motoveicoli sospetti, per prevenire borseggi e furti di smartphone sulle due ruote. Il vice commissario Craig Mackey, a tal proposito, ha fatto notare come i droni rappresentino un’alternativa più sicura alle unità in moto per dare battaglia ai borseggiatori. Nell'ultimo periodo soprattutto, sono davvero tanti gli scippi che la capitale inglese sta fronteggiando e quasi tutti hanno in comune la corsa da parte dei malviventi su due ruote. Gli inseguimenti in moto, con cui ad oggi la polizia cerca di controbattere a questi furti, risultano in alcuni casi pericolosi, potendosi concretizzare in ulteriori incidenti. Ecco quindi che i droni potrebbero rappresentare un’alternativa sicura per monitorare veicoli sospetti e raggiungere i malviventi direttamente a fine corsa. Il tutto, ovviamente, senza alcun intralci alla circolazione su strada. D'altronde, oltre il discorso legato prettamente alla sicurezza, l’utilizzo di droni per l’inseguimento di malviventi comporterebbe un risparmio non indifferente per le casse dello stato, senza considerare che un comune "quadricottero" dotato di GPS, potrebbe tenere traccia e monitorare i movimenti di potenziali sospetti, creando così una mappa sempre aggiornata di possibili covi in cui condurre gli agenti, senza rischio di inseguimenti ad alta velocità. I droni quindi, sono pronti a contrastare i malviventi in maniera più economica e sicura...Se l'esperimento inglese andasse a buon fine, potremmo presto vederlo anche negli altri Paesi.

POKEMON GO: UN SUCCESSO PLANETARE TRA PRO E CONTRO

POKEMON GO: UN SUCCESSO PLANETARE TRA PRO E CONTRO

E’ innegabile lo stupefacente successo mondiale di Pokemon Go, diventato in pochissimi giorni il fenomeno del momento, tanto che le azioni di Nintendo hanno avuto un balzo del 10% in poche ore. Innegabile è anche la genialità che Nintendo ha riassunto in un mix esplosivo di geolocalizzazione tramite GPS, realtà aumentata grazie alla fotocamera e schermo touch del nostro smartphone e nostalgia per i cari vecchi tempi andati. Sicuramente buona parte del fascino di quest’app sta nell’essere totalmente gratuita, c’è poi la novità nel rendere la realtà aumentata a portata di palmo. Il segreto forse sta proprio nell’ immersività di Pokemon Go, che sa toccare corde sensibili dell’animo umano: risveglia il senso di esplorazione, ci sfida con degli obiettivi quotidiani e, si sa, raggiungere obiettivi dona un senso di appagamento e gratificazione. Intendiamoci…stiamo parlando di persone che possano sentirsi gratificate nel trovare un Pokemon, ma c’è forse poco da ironizzare dato che i numeri stratosferici ci confermano che non son poi così poche, un po’ come i Pokemon “sono in mezzo a noi”. Il grande successo del gioco mobile firmato Nintendo è frutto anche dell’impatto mediatico devastante e del “rumore” che sta scatenando sui Social, dove gli utenti postano foto e si scambiano consigli e dove da settimane ormai si rincorrono notizie fantasiose per attirare views e like: tra incidenti mortali; autostrade bloccate per recuperare un Pokemon raro; un ragazzo, intento a catturare un Pokemon nel giardino del vicino, ucciso per violazione di domicilio ed un ragazzino ucciso dal fratello per aver disinstallato l’app dal suo smartphone, tutte rivelatesi delle grandi bufale. Altre notizie aimè del tutto reali. Sono all’ordine del giorno ormai le segnalazioni di gente che gira per strada giocando senza guardare dove va, ignorando gli ostacoli ed i semafori, rischiando di essere investita dalle auto. Ci sono poi gli automobilisti che procedono a passo d’uomo per catturare i Pokemon in cui si imbattono, distraendosi a volte irrimediabilmente dalla guida, sono già confermati i primi incidenti stradali. Sono già diversi i casi segnalati di furti a persone finite in luoghi isolati, attirate dai criminali creando un’esca nel gioco. Tutto questo crea tendenza sui social, dove i pareri, neanche a dirlo, sono discordanti e le discussioni molto accese tra sostenitori del gioco che cercano di trovare dei lati positivi: inneggiando ad un aumento dell’attività fisica; una diminuzione della sedentarietà e a miracolose guarigioni di soggetti depressi o socialmente isolati e convinti detrattori, che alcune volte la buttano sull’ironia, altre si agganciano alle  segnalazioni ed alle news quotidiane per sottolineare la totale perdita di cognizione della realtà e dell’ambiente circostante. Insomma c’è tanta carne al fuoco e nel bene o nel male se ne parla parecchio ed i download crescono a vista d’occhio…c’è da chiedersi più che altro quanto durerà questo fenomeno: se è destinato a spegnersi o ad evolversi e coinvolgere sempre più gli utenti. Due cose sono certe: la prima è che Pikachu è ormai una Webstar ; la seconda è che ognuno è libero di muoversi per la città in cerca di Pokemon se ne ha voglia…l’importante è che lo faccia nel rispetto di se stesso e degli altri, non dimenticando di essere nella vita vera.

FACEBOOK E LE FOTO A 360 GRADI: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

FACEBOOK E LE FOTO A 360 GRADI: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

È ormai da qualche settimana che Mark Zuckerberg ha introdotto la possibilità di caricare foto a 360 gradi su Facebook, un’evoluzione dei video panoramici già introdotti prima da YouTube e di recente anche da Twitter. Cosa sono le foto a 360 gradi? Le foto a 360 sono immagini in cui ci si può spostare al suo interno. Scrollando la timeline dal tuo smartphone ti sarai sicuramente imbattuto in foto particolari che puoi esplorare in lungo e in largo semplicemente ruotando il tuo telefonino. Con questa tecnologia, difatti, è possibile visualizzare un’immagine in ogni direzione, quasi come se ti trovassi nella scena immortalata: una sorta di tour virtuale che rende l’esperienza dell’utente ancora più vivida. Le fotografie a 360 gradi sono riconoscibili tramite un’icona a forma di bussola e che si trova in alto a destra del contenuto. Come realizzare e pubblicare una foto a 360 gradi? Realizzare una foto a 360 gradi è molto semplice. Basterà scattare una foto panoramica direttamente dal tuo smartphone e caricarla sul profilo Facebook. Il risultato non sarà certamente di tipo professionale ma ci si avvicinerà molto. Quasi tutti gli smartphone più o meno recenti offrono la possibilità di scattare foto panoramiche semplicemente utilizzando la modalità panoramica della fotocamera. Al momento della pubblicazione Facebook convertirà le foto panoramiche automaticamente in formato 360 e il gioco è fatto. Ti consigliamo di muoverti lentamente al momento dello scatto per ottenere risultati migliori. Il tremolio e i movimenti irregolari potrebbero causare una ripresa distorta e sfuocata del panorama. Per gli smartphone Android Se il risultato ottenuto con la modalità panoramica della fotocamera non ti convince, devi assolutamente provare la app gratuita Photo 360°. Scaricala da Google Play Store e una volta installata, all’avvio, basterà pigiare in qualsiasi punto dello schermo. A questo punto gira su te stesso e attendi il segnale di fine cattura. La app elaborerà la ripresa e ti darà la possibilità di condividerla con i tuoi amici. Foto a 360° per iPhone Anche per il sistema IOS è possibile scattare panoramiche utilizzando una app apposita. Si tratta di Photosynth. Il suo funzionamento è pressoché uguale a quello di Photo 360°. Basta scaricarla e installarla dall’App Store di Apple.

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