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Evoluzione e Rivoluzione dell’intelligenza Artificiale

Evoluzione e Rivoluzione dell’intelligenza Artificiale

Nell’ultimo decennio è cresciuto in maniera esponenziale l’interesse della collettività nei confronti della Intelligenza Artificiale. Sono sempre più numerose le aziende che decidono di investire in sistemi e soluzioni di Artificial Intelligence, diventando inevitabilmente parte integrante della vita quotidiana. Che cos’è L’intelligenza Artficiale? Nonostante un ampio dibattito in campo scientifico, ancora oggi non esiste una definizione univoca di Artificial Intelligence. Quando si pensa a Intelligenza Artificiale vengono in mente scenari fantascientifici o futuristici, nei quali le macchine diventano “intelligenti” come l’uomo, in grado di svolgere i suoi stessi compiti fino a sostituirlo in parte o del tutto. Robot che si confrontano con gli esseri umani, li aiutano, prevedono i loro comportamenti e addirittura mostrano empatia nei loro riguardi. L’intelligenza artificiale si può applicare ad una serie di attività tecnologiche, quali: Natural Language Processing, è l’elaborazione del linguaggio naturale, ovvero il processo di trattamento automatico mediante un calcolatore elettronico delle informazioni scritte o parlate in una lingua naturale. In sostanza il NLP abilita una macchina a comprendere un testo, ma le garantisce anche capacità di espressione. Per esempio consente di fare la Speech Recognition, trascrizione e trasformazione di discorsi di esseri umani per applicazioni informatiche. È attualmente usata nei sistemi di risposta vocale interattivi. Piattaforme di machine learning, è un settore dell’informatica che dà ai computer la capacità di imparare senza essere stati esplicitamente programmati. In pratica consiste nella capacità di un algoritmo di apprendere dai dati, ovvero di evitare gli errori commessi in precedenza. Le piattaforme di machine learning sono utilizzate in una vasta gamma di applicazioni per le imprese, principalmente per quanto riguarda previsioni e classificazioni di vario tipo. AI-optimized Hardware, unità di elaborazione grafica (Gpu) e dispositivi specificamente disegnati e costruiti per eseguire in modo efficiente lavori di computazione. Queste sono alcune delle innovazioni nate grazie al sistema di “Artificial Intelligence”, ma non esauriscono il campo di applicazione. Come anticipato in precedenza, negli ultimi anni anche i colossi Bancari, le più importanti aziende informatiche e case automobilistiche stanno investendo soldi e risorse per garantire all’utente finale servizi tecnologici di ultimissima generazione. Google, ad esempio, quest’anno, ha presentato “Google Duplex”. Applicazione in grado di effettuare chiamate “meccaniche” al posto del proprietario dello smartphone. Sarà facile, quindi, prenotare un tavolo al ristorante o un appuntamento dal parrucchiere. Si sta andando, in altre parole, tutti verso un’unica direzione: l’intelligenza Artificiale equiparata all’essere umano.

GOOGLE: ECCO LA CRITTOGRAFIA GENERATA DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

GOOGLE: ECCO LA CRITTOGRAFIA GENERATA DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

In futuro, le macchine potranno conservare e crittografare dei dati in maniera totalmente inaccessibile ai loro stessi programmatori? Tutto ciò potrebbe diventare realtà, stando a quanto hanno ottenuto i ricercatori di Big G coinvolti nei test di Google Brain, considerando come l’intelligenza artificiale sia stata in grado di creare un metodo crittografico. Per ottenere questo risultato particolarmente interessante, i ricercatori hanno utilizzato diversi sistemi di deep learning, la cui applicazione ha permesso di mettere in evidenza come l’AI possa creare da sola una soluzione crittografica in grado di evitare che i dati contenuti al suo interno possano essere letti da qualcuno. Per l’esperimento, sono state usate le tre intelligenze artificiali Alice, Bob ed Eve: queste ultime sono in grado di comunicare tra di loro e, ancora, le stesse hanno avuto uno speciale addestramento. Nel caso di Alice, infatti, è stato chiesto di spedire un messaggio segreto a Bob, unico proprietario di una chiave utile a decifrare il messaggio, e quindi potenzialmente l’unico in grado di comprendere quanto ricevuto da Alice. Eve, infine, ha ricevuto il compito di tentare di comprendere quanto presente nel messaggio recapitato a Bob, senza aver la chiave di lettura. Per quanto il test sia stato limitato ad un messaggio composto da 16 bit (impostati sui valori 0/1), è stato comunque interessante: per ben 15’000 volte, infatti, Alice e Bob sono riusciti a comunicare in modo sicuro, senza che Eve potesse decifrare le informazioni scambiate, grazie ad una soluzione crittografica che è diventata sempre più evoluta. Ma davvero in futuro le macchine potranno comunicare senza che si riesca a decifrare i loro messaggi? Nel futuro immediato, potremmo escludere questa ipotesi, tuttavia, il machine learning ha dimostrato ancora una volta come le macchine abbiano notevoli potenzialità, considerando come Alice abbia appreso in maniera autonoma – con l’incrementare dei tentativi – ad ottimizzare la soluzione crittografica per proteggere i messaggi, un compito portato a termine senza che fosse stata programmata con un codice ad hoc.  

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