Tag Blog

innovazione

Hi-Tech e Sport 4.0

Hi-Tech e Sport 4.0

L’evoluzione tecnologica ha portato numerosi cambiamenti in tutti i campi, dalla salute al marketing, fino ad arrivare alla pubblica amministrazione e al food delivery. Negli ultimi anni, le nuove tecnologie sono state utilizzate in modo massiccio nello sport, apportando miglioramenti sia alle performance di atleti professionisti che dilettanti. Tra le novità proposte sul mercato ci sono i dispositivi wearable, ovvero dei dispositivi elettronici che si indossano e che attraverso smartphone/tablet/pc sono capaci di monitorare i battiti cardiaci, gli sforzi compiuti, la velocità del movimento, la distanza degli spostamenti, inviando una notifica ad attività fisica terminata. A dare maggiore risalto a questo sviluppo tecnologico sono stati gli Smartwatch / Smartband e le Smart Shoes. Smartwatch / Smartband sono orologi con funzionalità oltre il semplice cronometraggio. Gli Smartwatch moderni possono essere considerati dei veri e propri computer indossabili capaci di eseguire applicazioni, di funzionare come lettori multimediali portatili e di monitorare, in modo costante, salute e prestazioni fisiche sotto sforzo. Solo in un secondo momento sono stati prodotti anche gli smartband o braccialetti intelligenti, simili agli orologi, anche se generalmente più semplici e meno versatili. Smart-Shoes sono, invece, particolari scarpe sportive dotate al loro interno di un chip che permette di monitorare passi e calorie bruciate e di tracciare il percorso effettuato, trasformandole in un vero e proprio activity tracker. Sono dotate inoltre di un sistema di allacciamento e aderenza al piede regolabile tramite app per poter consentire una perfetta performance sportiva, sopratutto durante la corsa. Come si ricaricano? Tramite wireless. L'evoluzione tecnologica porterà, probabilmente, alla nascita di microchip impiantati direttamente sottopelle. Per il momento il progetto è ancora al vaglio degli studiosi, non ci resta dunque che attendere le prossime evoluzioni.  

Foodtech: quando la tecnologia incontra il cibo

Foodtech: quando la tecnologia incontra il cibo

Il cibo ha avuto nel corso dei secoli un’espansione crescente fino ad occupare nella società contemporanea un ruolo fondamentale. Oltre ad essere nutrizione è comunicazione, esperienza sensoriale ed estetica. Il food system sta diventato sempre più innovativo, richiedendo l’utilizzo di nuovi sistemi informatici nel settore. Ma come l’innovazione rivoluzionerà il mondo agroalimentare? Il termine foodtech esprime chiaramente il rapporto cibo e nuove tecnologie. Si vuole far riferimento a tutti quei processi di produzione e distribuzione di beni e sevizi volti a rivoluzionare quelli tradizionali. Soluzioni che consentono di affrontare il problema della sostenibilità, della tracciabilità e della sicurezza alimentare, arginando anche la questione degli sprechi. Il 12 maggio 2018 a Roma si è conclusa la presentazione del nuovo ciclo di accelerazione di startup da parte di Startupbootcamp Foodtech, l’acceleratore di riferimento per il settore foodtech e agritech, con l’obiettivo di sostenere i giovani imprenditori nel foodtech e rafforzare l’eccellenza del settore attraverso soluzioni ad alto livello tecnologico. I campi di applicazione del foodtech sono molteplici, dalle innovazioni nel campo dell’idroponica al 3D printed food. Tra le proposte più innovative si può citare quella della startup Ho Chi Minch vietnamita che ha perfezionato un sistema a basso impatto ambientale per favorire la diffusione di proteine animali. Si è eliminato in questo modo il costo di costruzione delle infrastrutture per le fattorie e si è prodotta la polvere di grilli a costo zero. Singolari sono le idee in arrivo dall’Olanda ove l’innovazione tecnologica offre agli allevatori di suini un software per il riconoscimento facciale che monitori i singoli maiali. Si può pertanto tenere sotto controllo lo stato di salute dei capi per intervenire tempestivamente e pianificare adeguate tecniche di allevamento, ridurre l’utilizzo di antibiotici, il tasso di mortalità e aumentare il benessere degli animali e dei prodotti che ne derivano. Diversi esperti hanno parlato di “Internet of Food” per sottolineare il fatto di come i nuovi sistemi e strumenti connessi in rete creano un collegamento tra uomo, macchine e oggetti. Dunque molteplici le soluzioni tecnologiche che stanno valorizzando e rendendo più efficiente l’industria alimentare.

Startup e PMI innovative...un nuovo modo di fare azienda

Startup e PMI innovative...un nuovo modo di fare azienda

Risulta essere sempre più di "tendenza" avviare una startup. Potrebbe sembrare paradossale, ma alcune ricerche hanno dimostrato che l’unico modo per uscire dalla depressione economica sia proprio quello di avviare una startup, nella speranza di avere successo in breve tempo. In un mondo saturo ormai di qualsiasi tipo di prodotto, è necessario avere l’idea giusta per poter dare inizio ad una nuova realtà imprenditoriale. Negli ultimi 10 anni l’Europa ha conosciuto uno sviluppo imprenditoriale di grande rilievo soprattutto sulla base della fioritura di start-up innovative in settori di attività diversi. Sin dal 2012 il Governo italiano è impegnato in una vasta azione di policy tesa a favorire lo sviluppo dell’ecosistema dell’imprenditoria innovativa. Pietra miliare di questa strategia è il D.L. 179/2012, lo “Startup Act italiano”. Le nuove imprese ad alto contenuto tecnologico – le startup innovative – beneficiano di un ampia e articolata legislazione di favore che tocca tutti gli aspetti dell’attività d’impresa. Con il D.L. 3/2015 (Investment Compact), molte delle agevolazioni previste per le startup innovative sono state estese a una categoria più ampia: le PMI innovative, imprese che fanno innovazione tecnologica a prescindere dal loro stadio di maturità. Ultimo importante passo è stato l’avvio, con la legge di Bilancio 2017, del Piano Industria 4.0, che mira alla trasformazione digitale di tutto il sistema produttivo italiano. Il nuovo rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal Mise sottolinea che nel corso dell'anno appena concluso – il 39,6% delle nuove imprese ha preso vita attraverso la modalità digitale. Questi dati statistici dimostrano come il nostro paese stia abbracciando il progresso tecnologico formalmente e sostanzialmente, facendo sperare in una ripresa che ci renda più competitivi ed innovativi a livello internazionale.

Banche…..futuro e presente!

Banche…..futuro e presente!

  La banca del futuro non può limitarsi a fornire servizi finanziari. Dopo gli smartphone e le assicurazioni, è il momento delle startup. Ci sono banche che iniziano a proporre alla propria clientela, soprattutto aziende, prodotti ideati da nuove imprese innovative, diventando piattaforme di distribuzione. Per ora si tratta di esperimenti isolati e non esiste un modello unico, ma ci sono soggetti che hanno già una policy definita a riguardo. Unicredit, per esempio, con il programma Start Lab, sta vendendo direttamente in alcune filiali i servizi di due startup di cui ha anche acquistato quote e mira ad allargare la sperimentazione. Ci sono poi le iniziative di networking in cui la banca presenta alcune nuove imprese a grandi società. In questo modo, fornisce alla propria clientela nuove offerte e aiuta le startup in cui ha investito ad allargare il proprio mercato. La strategia dell’organizzare eventi per far incontrare startup e aziende più solide, è eseguita anche da Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto StarUp Initiative. In queste occasioni stimola i propri clienti all’acquisto di servizi di nuove imprese finanziate attraverso i propri fondi Atlante Ventures. Quando invece il rapporto tra banche e imprese neonate si concentra intorno al fintech, l’innovazione hi-tech dei servizi finanziari, gli acquirenti diventano gli istituti stessi. Per le startup, il risultato non cambia: il giro d’affari si allarga comunque. Poco giorni fa Intesa Sanpaolo ha indetto una selezione rivolta principalmente alle startup operanti nel mercato Foodtech. In particolare la call è rivolta alle tecnologie, preferibilmente abilitanti, alla Circular Economy o all’Industry 4.0, per la catena del valore del settore Agrifood. Inoltre, saranno valutate application da startup attive in tutti gli ambiti del FoodTech, come agricoltura e allevamento. Questi solo alcuni esempi delle tante opportunità che offrono ai clienti un buon investimento e consentono alle nuove aziende di sviluppare valide idee imprenditoriali.

Dasir Tech tra i protagonisti dello Smau Napoli 2017

Dasir Tech tra i protagonisti dello Smau Napoli 2017

Come promesso, vi aggiorniamo sull’esito della tappa napoletana dello Smau 2017. La mostra d'oltremare di Napoli ha dato spazio alla due giorni dedicata all'innovazione nell'ecosistema dell’Information & Communications Technology, in cui diverse aziende e start up hanno avuto la possibilità di mostrare al pubblico l'orgoglio tecnologico campano.  Lo Smau si conferma ancora una volta la piattaforma privilegiata che favorisce l’interazione tra i principali protagonisti dell’innovazione nel nostro Paese. Diverse le iniziative in tal senso: dagli speed pitching di 90 secondi, attraverso cui le imprese hanno presentano l'offerta di innovazione nel proprio settore, alla condivisione delle best practices di aziende ed enti locali all’interno degli Smau Live Show, fino ai workshop di circa 50 min in cui sono stati approfonditi importanti temi per gli addetti ai lavori.   Come preannunciato nel precedente articolo, anche Dasir Tech è stata tra i protagonisti dello Smau Napoli 2017. Nel      suo spazio espositivo, ha accolto la curiosità di diversi visitatori e, grazie ai due momenti di pitch tenuti dal CEO         Salvatore Rullo, sono stati presentati i vari reparti dell'azienda e il suo prodotto di punta Speffy. A parlare di noi     anche Repubblica, nella sessione speciale ICT con una pagina dedicata. Questi risultati ci restituiscono il giusto     feedback che ci motiva e ci premia, del costante e appassionato lavoro che dedichiamo giorno dopo giorno alla nostra     azienda.

Smau Napoli…stiamo arrivando!

Smau Napoli…stiamo arrivando!

Dasir Tech si conferma al centro dell’innovazione. La nostra azienda, per il terzo anno consecutivo, parteciperà allo SMAU, uno dei più grandi eventi nazionali del settore ICT, in programma a Napoli, presso la Mostra d’Oltremare, il 14 e 15 Dicembre. Da oltre 50 anni Smau rappresenta un valido sostegno per le imprese e i professionisti italiani che intendono fare dell’innovazione il proprio carattere distintivo. In una grande piattaforma di business matching si ritroveranno imprenditori, manager, aziende e pubbliche amministrazioni per confrontarsi sulle grandi opportunità offerte dall’universo ICT. Dasir Tech sarà presente alla due giorni con una postazione dedicata, insieme al suo progetto di punta Speffy, risultato della competenza tecnologica del team di lavoro. Smau Napoli sarà un’ulteriore occasione per presentare con forte motivazione e passione l'offerta tecnologica dell'azienda attraverso speed pitch, interviste e conferenze. Per accedere allo SMAU e conoscere da vicino il nostro team ed il nostro progetto, è possibile scaricare il proprio invito digitale cliccando su questo link: http://www.smau.it/invite/na17/dasir2/ Vi aspettiamo al padiglione 6 postazione B 06. Se siete curiosi di sapere com’è andata ... seguiteci sul blog nei prossimi giorni!

L'internazionalizzazione come sfida per le PMI

L'internazionalizzazione come sfida per le PMI

Export a misura di artigianato, questo l'evento organizzato il 22 Novembre da Confartigianato Napoli per trattare le tematiche dell'internazionalizzazione. Nel corso del dibattito sono emersi importanti spunti di riflessione da parte di relatori di spicco nel settore quali: Girolamo Pettrone, Commissario Straordinario della Camera di commercio di Napoli; Enrico Inferrera Presidente di Confindustria Napoli, Angela Fragnelli esperta in finanza agevolata e Donato Montanino, Export Manager di Domo Export Consulting. Durante il convegno sono stati riportati alcuni importanti dati, come quelli del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'Istat che evidenziano come il 75% dell'export Italiano sia detenuto da sole 5 regioni tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, segnalando quanto la Campania e l’intero Sud siano ancora in forte ritardo. A sostegno dell'Export italiano, si collocano iniziative come il voucher per l'Internazionalizzazione, contributo a fondo perduto destinato alle Micro, Piccole e Medie Imprese che vogliono sviluppare le vendite all'estero. Il dibattito continua con le testimoniane di alcune Best Practices partnenopee quali: Install di Gennaro Illiano e That's Amore di Corrado Sorge. In chiusura l'intervento di Salvatore Rullo della nostra Dasir Tech che, da manager di HP a CEO di una PMI, ha illustrato la sua visione di internazionalizzazione: "Implementare nella mia azienda i processi di internazionalizzazione che ho appreso in HP è per me e per il mio team, una sfida manageriale, un'opportunità che riserva enormi potenzialità...è necessaria però, una conoscenza specifica del mercato... amo rischiare ma in maniera controllata…urge un cambio di paradigma. Alla visione del singolo bisogna sostituire quella di squadra, cominciare a ragionare come una rete e non più in un'ottica individuale". È questa la vera sfida che le PMI e in particolare quelle della Campania, devono accettare per superare in primis il gap con le altre regioni d'Italia e in seguito con gli altri Paesi. Si comprende, dunque, come l’apertura internazionale venga considerata la chiave di volta della crescita economica per l’Italia.

Dasir Tech con “Speffy” al Mediterranean Workshop

Dasir Tech con “Speffy” al Mediterranean Workshop

Il 23 e il 24 Ottobre, presso il centro congressi San Marcellino e Festo a Napoli, si è dato il via alla  due giorni dedicata al “Mediterranean Workshop”. Manifestazione di interesse internazionale promossa da Svimez in collaborazione con la Regione Campania, supportata da cinque Università parthenopee, reti e associazioni di atenei del bacino del Mediterraneo. Il Mediterranean Workshop 2017 mira a implementare nuove idee e progetti per favorire la circolazione delle conoscenze sui paesi che si affacciano sul Mediterraneo e a dar voce ad iniziative sviluppate in aree di assoluto rilievo per la politica di coesione delle Regioni del Mezzogiorno. In particolare i temi trattati nel corso del workshop hanno riguardato il trasferimento di conoscenza e tecnologia, la gestione e fruibilità dei beni culturali, le strategie di sviluppo sostenibile, la logistica e la strategia del mare e la creazione di nuova imprenditorialità innovativa. In merito a  quest’ultima tematica, Il Mediterranean Workshop ha dato spazio alle proposte di alcune aziende campane, che hanno rappresentato i loro progetti innovativi in  una poster session specificamente dedicata, in cui si è favorita l’interazione e il collegamento con potenziali partner ed investitori. Dasir Tech , con il progetto “Speffy”,  è stata tra i  soggetti selezionati dal Mediterranean Workshop 2017, suscitando forte interesse da parte della platea presente all’evento. Per maggiori info sull'evento, visita il sito  http://www.jeangilder.it/mw17/poster-session/

Il Sistema Operativo a 64-bit per RaspberryPi 3

Il Sistema Operativo a 64-bit per RaspberryPi 3

RaspberryPi 3 Modello B è la prima versione con architettura a 64 bit del più popolare “mini-computer”, ma nonostante l’upgrade del processore, che è diventato un ARMv8 nella versione Pi 3, non esiste una distribuzione ufficiale di un sistema operativo a 64-bit. I motivi sono legati al fatto che l’azienda fondatrice del “lampone embedded” si è concentrata sul rendere il suo sistema operativo, Raspbian, che è una distribuzione Debian, compatibile per tutte le generazioni di Pi. Il sistema operativo SUSE, che è una distribuzione di Linux, supporta le più svariate architetture e con la sempre più forte presenza di processori ARM all’interno dei data center, l’azienda tedesca (che ha iniziato stampando manuali UNIX e offrendo assistenza tecnica circa 3 decenni addietro) si è concentrata sulla possibilità di operare su questi tipi di calcolatori in modo da poter aggiungere ulteriori piattaforme al calderone di quelle supportate. In occasione dell’evento SUSECon 2016, SUSE ha annunciato il supporto di SLES (SUSE Linux Enterprise Server) per RaspberryPi 3. In realtà esiste anche una release di openSUSE, la versione open di SUSE, che è in grado di girare sul dispositivo embedded. Pertanto i possessori di una boardPi 3 possono sfruttare le funzionalità del proprio dispositivo grazie all’unico sistema operativo a 64 bit compatibile ad oggi disponibile. I vantaggi vengono tradotti in termini di performance di computazione e anche circa la compatibilità di programmi le cui release a 32 bit sono di fatti in via di estinzione. Come spiega EbenUpton, fondatore di Raspberry, si tratta del primo rilascio ufficiale per l’architettura a 64-bit da parte di un importante fornitore e soprattutto SLES prevede il supporto per il protocollo wireless e bluetooth (BLE), che sono delle novità presenti proprio a partire dalla versione Pi 3. SLES è disponibile con una versione evalution con un limite di durata pari a 60 giorni, ma la patch per Raspberry, prevede un abbonamento gratuito di un anno con possibilità di scaricare gli aggiornamenti. In alternativa, si può tenere in considerazione il prodotto free di SUSE, openSUSE, la quale ha reso disponibile due immagini per Raspberry Pi3, ormai ben note alla community di SUSE, Leap e Tumbleweed. Di fatti SLES è l’unica distribuzione enterprise, che sicuramente porta notevoli vantaggi rispetto alle versioni open o community, quali ad esempio aggiornamenti tempestivi e sicuri, longevità, supporto per 10 anni, certificazioni di sicurezza. Sarà interessante capire se sarà mai rilasciato il sistema Raspbian a 64-bit oppure se SUSE possa diventare il prossimo sistama operativo ufficiale di Raspberry.

Visualizzo 1-9 di 9 elementi.