Tag Blog

hi-tech

E’ UFFICIALE: IL WWDC16 DI APPLE SI TERRA DAL 13 AL 17 GIUGNO A SAN FRANCISCO

E’ UFFICIALE: IL WWDC16 DI APPLE SI TERRA DAL 13 AL 17 GIUGNO A SAN FRANCISCO

Il prossimo WWDC di Apple si terrà dal 13 al 17 Giugno a San Francisco. A confermarlo ufficialmente è l’assistente vocale di Apple, SIRI, che alla precisa richiesta di informazioni in merito alla conferenza mondiale degli sviluppatori di Apple risponde: “Il prossimo WWDC di terrà dal 13 al 17 giugno a San Francisco. Evvai!”. Sede dell’evento sarà il Moscone West, già “prenotato” da Apple da diversi mesi. Con molta probabilità, nelle prossime ore, potrebbe arrivare anche una conferma ufficiale anche direttamente da Apple che aprirà la vendita dei biglietti di ingresso che verranno venduti a 1599 dollari! Nel corso del WWDC sono attese novità per quanto riguarda le piattaforme operative di Apple: iOS 10, tvOS, watchOS ed OS X che potrebbe essere chiamato nuovamente MacOS. Ipotizzabile anche l'arrivo di qualche novità hardware, in modo particolare riguardante proprio il settore Mac. Ecco il link ufficiale di Apple:  https://developer.apple.com/news/?id=04182016a

SI CHIAMA "ILI": IL TRADUTTORE UNIVERSALE IN TEMPO REALE.

SI CHIAMA "ILI": IL TRADUTTORE UNIVERSALE IN TEMPO REALE.

  Tra le invenzioni presentate al Ces 2016, ve n’è stata una, “ili”, che è passata un po’ in sordina, forse a causa del nome un po’ anonimo attribuitogli dagli sviluppatori. Eppure il traduttore universale in tempo reale “ili” ha meritato decisamente l’l’Innovation Award che ha conquistato al Ces 2016 di Las Vegas. Com’è fatto? Ili, dal punto di vista funzionale, ricorda un po’ il traduttore universale che i membri dell’Enterprise (Star Trek) indossavano al collo quando scendevano in esplorazione sui vari mondi abitati da razze autoctone ed è fatto come una piccola bacchetta munita di un unico pulsante. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=B6ngM0LHxuU[/youtube] Premendo il pulsante e parlando, si ottiene – al momento – la traduzione dall’inglese al giapponese (e, ovviamente, viceversa) in modo piuttosto efficace e naturale: nel filmato di presentazione, infatti, si vede un giovane inglese abbordare delle giovani fanciulle giapponesi di Tokyo (alla fine, con successo) avvalendosi proprio delle facoltà ‘traduttorie’ di “ili”. Sul sito ufficiale dell’azienda sviluppatrice, la start-up “iamili”, si comunica che il traduttore universale “ili” verrà commercializzato tra Maggio e Giugno 2016 ad un prezzo ritenuto “alla portata di tutti” (anche se non vengono dette cifre precise) col supporto a inglese, giapponese e cinese. In seguito, dovrebbe arrivare un aggiornamento del firmware – attraverso la microUSB alla base di ili – che ne abiliterà anche le traduzioni in thailandese, coreano e nella lingua dell’Amour, il francese. L’ultimo step, per i creatori di "ili”, dovrebbe prevedere anche l’implementazione dell’arabo, dello spagnolo e, soprattutto, dell’italiano. Anche sull’autonomia del traduttore infine, non sono stati forniti molti dettagli anche se è lecito pensare che possa essere cospicua: Ili, infatti, non ha bisogno di una connessione per funzionare. Il dizionario, il meccanismo di riconoscimento e di sintesi vocale sono tutti integrati in questo singolare gadget tecnologico. Con ili, sarà possibile viaggiare e farsi capire, anche nei posti in cui gli smartphone non son ammessi, da chiunque. Anche se non si è avuto il tempo di imparare una nuova lingua (prassi sempre consigliabile, anche secondo Zuckerberg che, nel 2015, s’era imposto di imparare il mandarino). PARERE PERSONALE Il video di presentazione di ili è davvero molto divertente e rende benissimo il concetto di strumento per abbattere le barriere linguistiche in ogni parte del mondo. L'ideale sarebbe, come già detto, imparare le lingue ma, in mancanza di tempo, anche un device simile potrebbe rivelarsi utile. Unica perplessità da parte mia, è quella della qualità della traduzione: per tradurre bene nella lingua di destinazione, dovresti anche già pensare in quella lingua. Se, invece, pensi in italiano, per esempio, e traduci in inglese, il traduttore automatico potrebbe non esser capace di rendere bene i “modi di dire” tipici inglesi. Con tutti gli equivoci del caso che alzerebbero, anziché abbassare, le barriere linguistiche.

ARRIVANO LE GIF ANIMATE INDOSSABILI

ARRIVANO LE GIF ANIMATE INDOSSABILI

  Il futuro è alle porte, siamo solo agli inizi di una vera e propria rivoluzione nelle tecnologie wearable, cioè indossabili. Dopo gli occhiali intelligenti che ci proiettano nella realtà virtuale, dopo i tessuti che reagiscono all’ambiente circostante, gli smart-watches che monitorano la nostra vita,  ora sono in produzione le gif animate indossabili! Non preoccupatevi, non sono impazzito, l’idea è di un gruppo di designer ed imprenditori svedesi, il “Pins collective” che ha lanciato una campagna di crowfunding per pre-ordinare l’oggetto. In questo modo lo si avrà a prezzo ribassato: l’intento è di riuscire a produrlo entro Febbraio del 2017. L’idea di questi designers è di creare una vera e propria rivoluzione nella tecnologia indossabile, una spilla (smart, ovviamente) con un display digitale in grado di interfacciarsi con un’app e di cambiare la grafica ogni volta che si vuole. La spilla si ricarica con un cavetto, funziona a batteria e dovrebbe durare circa 74 ore con un’immagine statica, ma 2 ore e mezzo per quelle animate, il display è semi-riflettente e semi-retro-illuminato, il che significa che le grafiche siano ben visibili sia in interno che in esterno. Si potranno scegliere immagini già pronte, scaricarle da Facebook e trasferirle sul dispositivo, in più creandone di nostre, mettendo in piedi una vera e propria comunità creativa, che poi è il vero intento finale del prodotto.  

TROPPA TECNOLOGIA FA MALE?

TROPPA TECNOLOGIA FA MALE?

La tecnologia ha invaso la nostra quotidianità. Siamo bombardati continuamente da diversi flussi di informazione come il telefono, il computer, la tv e siamo in grado di fare sempre più cose contemporaneamente. Ma a quale prezzo? Il grido d'allarme arriva da alcune mamme su forum specializzati: “Aiutatemi – si legge. Mio figlio sa usare smartphone e tablet ma ancora non impara ad allacciarsi le scarpe!! Come posso fare?”. Sono sempre più i genitori preoccupati perché i propri pargoli – dagli 0 ai 13 anni – passano sempre più tempo con computer, smartphone, tablet e altre diavolerie elettroniche. Sono i bambini digitali. Ormai gran parte dei bambini, anche di pochi anni, riesce ad utilizzare con apparente disinvoltura il sistema touchscreen dello smartphone o del tablet quasi si trattasse di un sesto senso innato. Capita spesso di vedere piccoli che muovono a difficoltà i primi passi senza il sostegno dei genitori, ma già capaci di giocare con le loro app preferite o perfettamente in grado di cambiare schermata. Vista la crescita costante del fenomeno, sempre più scienziati sociali e psicologi si interessano al fenomeno. Gli avvertimenti sui potenziali danni del tempo eccessivo dedicato a queste forme di tecnologia vanno da possibili disturbi dello sviluppo per i bambini molto piccoli, quando si ritiene che l’interazione con le persone debba essere assolutamente prevalente rispetto a quella con l'elettronica , a problemi di sovrappeso e obesità per i più grandi, che stando seduti di fronte a computer e videogiochi sottraggono tempo allo sport e al movimento, oltre che per la mancata interazione  con i coetanei. Uno dei timori dell’eccesso di vita digitale per i più piccoli è che sia un ostacolo allo sviluppo del linguaggio. Le ricerche neuroscientifiche dicono che essere esposti passivamente al linguaggio, per esempio guardando la televisione, non ne favorisce l’acquisizione, che al contrario necessita di interazione costante con gli adulti. Per questo motivo, una app che favorisca il gioco e lo scambio è sicuramente meglio di una con cui il bambino si intrattiene da solo. Altro messaggio importante è che la qualità dei contenuti è più importante della piattaforma utilizzata e del tempo passato a intrattenersi. Ci sono applicazioni e giochi che possono avere un importante contenuto educativo e anzi favorire alcune competenze. Come qualunque altra tecnologia presentano dei rischi ma offrono anche numerose opportunità che non ha senso far perdere ai bambini e ai ragazzi. Gli effetti possono essere positivi o negativi, ma il mezzo in sé non va esaltato. Quello che però i genitori possono e dovrebbero fare è comportarsi da genitori: stabilire regole d’uso e dare il buon esempio, decidendo che alcuni tempi e zone siano liberi dalla tecnologia per tutta la famiglia, per esempio i pasti, i momenti dedicati a fare qualcosa insieme, o la camera da letto. I genitori di oggi sembra stiano perdendo la capacità di stare in contatto con i figli, di comprendere le loro emozioni, di entrarci in relazione, di essere un significativo e affascinante punto di riferimento. Educare vuol dire accettare che l’altro è diverso da noi, che diventi libero, accettare senza criticare, dare consigli, aiutare i bambini a decodificare le opportunità offerte dalla tecnologia digitale.

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

L’imminente uscita del nuovo chip di casa Intel rivoluzionerà il mercato dei microprocessori. Dopo l’annuncio dell’acquisto di Altera, come sua business unit per il valore di ben 16,7 miliardi di dollari, Intel uscirà a breve sul mercato con dei chip Xeon che integrano degli FPGA, delle soluzioni hardware programmabili via software. Tali FPGA, detti anche acceleratori, riescono a garantire prestazioni superiori in termini di tempo di esecuzione e di consumo energetico. Questa innovazione troverà applicazione principalmente nei data center che offrono servizi di cloud e nel sempre più emergente IoT (Internet of Things). Microsoft, per esempio, ha già sperimentato nell’ambito del progetto Catapult, conseguendo ottimi risultati, l’uso degli FPGA (di casa Altera prima dell’acquisto da parte di Intel) nei server per migliorare le prestazioni del suo motore di ricerca Bing. In pratica le query di ricerca vengono splittate tra i diversi nodi, che sono delle board contenenti diversi FPGA. La rivoluzione Intel sta nel portare CPU ed FPGA in un unico chip integrato, che sarà compatibile con i Socket Intel attualmente in commercio. Tale soluzione permette un ulteriore incremento delle prestazioni dovuto alla comunicazione on-chip che è di gran lunga migliore di quella off-chip che avviene negli attuali sistemi eterogenei, ovvero quei sistemi in cui una CPU divide il lavoro computazionale tra i diversi dispositivi di elaborazione del sistema, che possono essere FPGA, GPU e DSP. Tale comunicazione rappresenta il punto debole di tali sistemi. In conclusione, nel mercato dei microprocessori sarà censita una nuova era che porterà un importante supporto e forti vantaggi per diverse tecnologie emergenti che potranno giovare dei nuovi chip integrati, al momento realizzati dalla sola Intel.

RIVOLUZIONE CLOUD

RIVOLUZIONE CLOUD

Il “cloud” ha rappresentato una rivoluzione – tuttora in corso – nel mondo di Internet, sia per le persone che per le aziende. Perchè? Semplice: grazie al cloud, le persone e le aziende possono ora accedere a programmi e servizi tramite Internet che altrimenti richiederebbero ingenti risorse per funzionare. Questo è il cosiddetto “cloud computing”: l’offerta/fruizione di applicazioni e servizi tramite internet. Queste applicazioni sono installate in potenti servers ospitati in grandi data centers e sfruttano la potenza dei servers (e reti di servers) per operazioni che non sarebbero facilmente realizzabili se non a grandi spese. E’ il “cloud computing” a permettere alle persone ed alle aziende – anche alle aziende di piccolissime dimensioni – di accedere gratuitamente e bassissimi costi a programmi e servizi in passato accessibili soltanto a grandi aziende che avevano risorse per investire in un parco hardware e software e nel personale necessario. Un’azienda che vende prodotti potrebbe ad esempio aver bisogno di un programma di gestione delle vendite (come SalesForce) o di CRM (come Sage). Prima del cloud un’azienda avrebbe dovuto acquistare la costosa licenza per l’utilizzo del software, e poi mettere in piedi un team di esperti hardware e software per installare, configurare, testare, eseguire, proteggere, aggiornare il programma una volta acquistato. Ovviamente, piccole e medie aziende non avevano le risorse per poterlo fare o per farlo per tutti i programmi di cui avevano bisogno. Oggi invece, grazie al “cloud computing”, le aziende interessate a specifici servizi semplicemente affittano il servizio via cloud o pagano a consumo, sempre comunque accedendo tramite il cloud al servizio. Il programma che permette la fruizione del servizio ed i dati contenuti in esso sono accessibili via Internet all’azienda, ed eventualmente ai suoi utenti o clienti. I vantaggi del cloud per le aziende sono numerosi. Il fornitore del servizio cloud, chiamato “hosting service provider“, gestisce tutto ciò che riguarda hardware e software al posto dell’azienda. L’azienda accede al servizio e ai suoi dati via Internet, e si può così focalizzare soltanto sul proprio business, dimenticandosi di tutto il lato tecnico. Non si deve preoccupare più ad esempio di installare o aggiornare il programma. Inoltre, l’azienda può pagare solo le funzionalità necessarie: se non serve avere una specifica funzionalità, il costo del servizio è più basso. Gli aggiornamenti sono automatici, la scalabilità verso l’alto o verso il basso è semplice, e i dati sono duplicati in più data centers. Anche in caso di guasti tecnici o attacchi di hackers ai servers di un data center, l’hosting provider può recuperare e duplicare nuovamente i tuoi dati dai servers negli altri data centers. Ovviamente, questi vantaggi valgono anche per gli utenti privati. Quando ti affidi ad esempio ad un servizio cloud per archiviare i tuoi dati, non ti devi preoccupare della possibile perdita dei dati: sai che vengono duplicati più volte in più sedi geografiche diverse. E per molte delle tue attività quotidiane che svolgi tramite computer, ad oggi non sei obbligato a comprare un programma, ad installarlo, ad aggiornarlo, ad avere un computer potente per poterlo usare o un computer capiente per conservare tutti i dati che man mano accumuli nel tempo. E’ per questo che numerosissime attività oggi sono possibili per tutti, mentre in passato erano possibili solo a fronte di grandi spese e del possesso di computer potenti. E la tendenza è questa: sempre più il tuo computer si svuoterà di programmi e funzionerà invece solo come interfaccia per l’accesso a servizi cloud. E sempre più i tuoi dati, la tua musica, i tuoi video, i tuoi documenti saranno depositati in servers accessibili via cloud invece che nel computer di casa o in chiavette usb o in hard disk esterni. E non pensare che il cloud sia utile solo per dati di questo tipo. Ci sono infinite possibili utili applicazioni del cloud in situazioni di vita reali. Pensa invece ad esempio alla possibilità per un dottore, in caso di emergenza medica, di accedere alla tua cartella sanitaria via cloud per capire se sei allergico o meno a certi farmaci o effettuare una diagnosi migliore (sistemi nazionali di Electronic Health Records sono già disponibili in numerosi stati). Le grandi aziende di Internet sono state tra le prime a cavalcare la rivoluzione del cloud. Google si è lanciato nel cloud computing con numerosi servizi come Gmail e Google Docs. Anche lo sviluppo di Android è fortemente orientato al cloud, permettendoti di accedere alla posta elettronica, ai tuoi documenti direttamente dal dispositivo (smartphone o Tablet) su cui è installato. Google ha anche investito pesantemente in computers come Chromebook, che si appoggiano al cloud per quasi ogni possibile attività che tu voglia fare o di cui il computer ha bisogno per la manutenzione, l’aggiornamento e la sicurezza. Microsoft ha sviluppato la piattaforma Azure, puntando principalmente sui servizi per le piccole e medie imprese, e sta anche modificando la propria offerta software spingendo verso il cloud. L’ultima versione di Office 365 si appoggia al cloud per salvare i tuoi file direttamente nel cloud e renderli sempre disponibili dovunque, tramite connessione Internet. Anche Apple è stata tra i pionieri del cloud: non a caso iTunes, che sfrutta il cloud per salvare i tuoi file e gusti musicali, è la piattaforma leader nel mercato della musica digitale. Il cloud può essere usato per il backup dei tuoi dati, per l’archiviazione (il cosiddetto cloud storage), per la condivisione dei tuoi file con i tuoi contatti, per la collaborazione online su documenti, e per la gestione delle tue foto e dei tuoi file audio e video.

L’INNOVAZIONE DI SPEFFY PREMIATA AL FORUMCLUB 2016

L’INNOVAZIONE DI SPEFFY PREMIATA AL FORUMCLUB 2016

Numerosi seminari ed incontri, tutti caratterizzati da innovazione, tecnologia e da novità che rivoluzioneranno il mercato sportivo. Questo e molto di più è stato il ForumClub 2016, il Congresso ed Expo Internazionale su Fitness, Wellness, Piscine e Spa tenutosi a Bologna dal 18 al 20 Febbraio. Ed è proprio la sua natura innovativa che ha fatto sì che Speffy, il motore di ricerca per palestre, centri sportivi e spa, sia diventata per i partecipanti al Forum una novità tutta da scoprire. A contribuire alla curiosità destata dal nuovo prodotto, sono state la sponsorizzazione del seminario del famoso consulente marketing Alan Leach, e la brillante presentazione tenuta dal nostro CEO, Salvatore Rullo, dal titolo: “Come incrementare i risultati del tuo centro sul web con Speffy”. Il “rumore” fatto all’Expo, ha fatto sì che le grandi società del fitness, così come le federazioni sportive, si siano interessate a Speffy e siano pronte a diffonderlo ed ad intraprendere partnership commerciali. La nostra esperienza nel campo informatico unito all’idea di realizzare un prodotto software in ambito sportivo, ha dato vita a qualcosa che non c’era…e di cui, adesso che c’è, non si può fare a meno!                                                   CERCHI, SCEGLI, TI PRENOTI E TI ALLENI! #MakeSportEasy con speffy.com

COME MISURARE PIÙ INFORMAZIONI TRAMITE L'APP SALUTE PER IPHONE

COME MISURARE PIÙ INFORMAZIONI TRAMITE L'APP SALUTE PER IPHONE

Molte persone utilizzano l’applicazione "Salute" per iPhone o AppleWatch per misurare i loro passi o le distanze che hanno percorso durante la giornata, utilizzando effettivamente solo il 20% di quello che l'App può fare. "Salute" può fornirci un enorme numero di dati sanitari da raccogliere.Vediamo nello specifico come: Quando si apre l'applicazione Salute, verrà visualizzata una dashboard che mostrerà i dati raccolti: la distanza percorsa (a piedi e correndo) o le scalate del giorno, della settimana, del mese o dell’anno.                   Questa, però, è solo una parte dei dati raccolti che servono a misurare la vostra attività quotidiana. C'è molto di più! Se si tocca la scheda "Dati Sanitari", troverete una vasta gamma di altri dati che si possono aggiungere alla dashboard.                                                                                                                        Toccando la categoria "All" vi apparirà tutto quello che è possibile monitorare con l'applicazione Salute. Come si può vedere nel seguente screenshot, si possono aggiungere molte altre informazioni. Per esempio scegliendo la categoria Fitness, l’app sarà in grado di monitorare molto più che passi o scalate.    Nello specifico usiamo ora la categoria nutrizione come esempio di come impostare il monitoraggio. Questa categoria ha differenti dati che potremmo monitorare. Per esempio, se si clicca su "Caffeina" (un alimento di cui potremmo abusare), siamo in grado di tracciare la nostra assunzione di caffeina al giorno e aggiungerla alla dashboard. A differenza dei passi, naturalmente, il vostro iPhone non può sapere automaticamente quanta caffeina si beve in un giorno ma possiamo inserirlo a mano. Possiamo anche non inserire i dati con continuità giornaliera. Ci basterà cliccare su “Data” ed inserire tutte le dosi che si sono assunte fino a quel periodo.  Una volta aggiunta alla dashboard, si potrà visualizzare facilmente la nostra assunzione di caffeina e toccare su di esso ogni volta che vorremo aggiungere una nuova dose. Possiamo farlo con qualsiasi valore che vogliamo monitorare. Alcuni esempi di questo potrebbero includere attività come ciclismo e allenamenti, oppure la nutrizione come fibre, vitamine e l'assunzione di grassi, così come valori vitali tipo la pressione arteriosa, frequenza cardiaca, e altro ancora.   Alcuni dati possono essere inseriti automaticamente se si   dispone di un dispositivo Healthkit compatibile, come un fitness tracker, un monitor del sonno, o glucometro per il sangue. Fare clic sulla scheda "Fonti", per aggiungere altre applicazioni e dispositivi che si integrano con Healthkit. È possibile tenere traccia di tanti valori, dalla temperatura corporea allo zucchero nel sangue, se si dispone di una applicazione o un dispositivo compatibile con l’app Salute. Ci anche sono molte applicazioni che lavorano in cnnubio con l’app Salute, le puoi trovare facilmente sullo Store sotto la voce Salute. Ad esempio, troverete applicazioni che vi seguono nella corsa, applicazioni per personal trainer, monitor del sonno, programmi per il dimagrimento, applicazioni per l’alimentazione, e molto altro ancora. Per concludere, vi è la scheda Cartella Clinica. Se si ha una condizione allergica o patologie, in questa sezione potrete scrivere questi dati, come i numeri a cui chiamare per qualsiasi problema di salute. Tali numeri di emergenza possono essere contattati anche senza lo sblocco del telefono. Si può quindi accedere toccando "emergenza" in blocco schermo, e cliccando "Cartella Medica".   Come si può vedere, l'applicazione Salute può essere un assistente prezioso per monitorare la propria vita. Che si tratti di alimentazione, fitness, sonno o altri dati, utilizzando l’app Salute vi terrete traccia di tutto questo e molto di più, in modo da non avere più dubbi su quante calorie stiamo bruciando o se abbiamo mangiato abbastanza broccoli.  

TVOS: PIÙ DI 3.000 APPLICAZIONI

TVOS: PIÙ DI 3.000 APPLICAZIONI

L’abilitazione della nuova Apple TV al software di terze parti sta suscitando sempre più curiosità da parte di sviluppatori Mobile. E possiamo notare come sono giochi ad aver la meglio, sia in termini di programmazione, che di download da parte degli utenti. I primi dati relativi all’App Store della nuova Apple TV sono stati pubblicati da AppFigures, in base al monitoraggio dei download dal rilascio della nuova Apple TV. Al momento, il negozio online vede più di 3000 App disponibili, con una crescita di qualche centinaio alla settimana. In confronto, il primo App Store per smartphone del 2008 ha segnato 500 App al lancio, arrivando a 15.000 sei mesi più tardi. Una crescita stimata più contenuta, ma in proporzione coerente, poiché il set-top-box ha ovviamente minore diffusione rispetto a smartphone e tablet. Sul fronte dei guadagni, al momento pare non si abbiano dati sufficienti per stimarne la sostenibilità nel lungo periodo. A oggi, così come spiegato da TouchArcade, il download delle App a pagamento per Apple TV può portare a guadagni di circa 100 dollari nelle giornate migliori. Per il futuro bisognerà quindi cercare di capire quale strategia Cupertino avrà in serbo per spingere lo Store. Da un lato vi è il modello di App Store classico, dall’altro quello di Mac App Store, più contenuto rispetto ai rivali mobile. Uno di questi fronti, come sottolineato da MacRumors, è quello dell’advertising: al momento le applicazioni di tvOS non presentano pubblicità e, di conseguenza, l’unico modo affinché lo sviluppatore possa guadagnare oltre il download, sono gli acquisti in-App. Interessante notare, tuttavia, come ben il 39% di tutte le App scaricate siano a pagamento: le più gettonate sono quelle da 0,99 dollari, con una media totale inferiore ai 4,99. Senza troppe sorprese, i giochi sono al top delle preferenze degli utenti: compongono il 38% di tutti i titoli disponibili per Apple TV. Tra le categorie più scaricate, oltre ai videogame che dominano l’universo di App Store, ottime performance anche per l’intrattenimento, con Netflix e Hulu in prima fila, ma anche per l’istruzione e il tempo libero.

Visualizzo 10-18 di 23 elementi.