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D-WAVE 2X - IL NUOVO COMPUTER QUANTISTICO DI GOOGLE

D-WAVE 2X - IL NUOVO COMPUTER QUANTISTICO DI GOOGLE

Da circa due anni, il team Google Quantum AI ha avviato avanzate ricerche per dimostrare che un computer quantistico è in grado di risolvere problemi di ottimizzazione ad una velocità molto superiore a quella dei computer tradizionali. L’azienda di Mountain View ha ora pubblicato i primi risultati positivi ottenuti con il D-Wave 2X, ospitato dalla NASA nell’Ames Research Lab in California. Un computer quantistico è un nuovo dispositivo per il trattamento e l’elaborazione delle informazioni che per eseguire operazioni si basa sulla meccanica quantistica. La meccanica quantistica o fisica quantistica è la teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica. Invece di utilizzare i bit dei classici computer, convenzionalmente indicati dalle cifre 0 ed 1, un computer quantistico utilizza i qubit, ovvero quantum bit o bit quantistico. Le informazioni vengono dunque codificate dallo stato quantistico di una particella o di un atomo. Tuttavia, né la manipolazione controllata di atomi e particelle né la loro reciproca comunicazione né infine la stesura di algoritmi adatti allo scopo sono obiettivi facili da raggiungere nel calcolo quantistico. Il D-Wave 2X è un sistema di calcolo quantistico costituito da un processore con oltre 1.000 qubit che opera ad un temperatura prossima alla zero assoluto. Il computer può quindi valutare tutte le 21000 possibili soluzioni simultaneamente, trovando quella ottimale con prestazioni 600 volte superiori a quelle dei computer tradizionali. Il chip, denominato quantum annealer, viene sfruttato per risolvere problemi di ottimizzazione, molto frequenti nel campo del machine learning e dell’intelligenza artificiale. Google afferma che per problemi che coinvolgono quasi 1.000 variabili binarie, il quantum annealing del computer quantistico supera nettamente il simulated annealing del computer tradizionale con prestazioni circa 100 milioni di volte superiori. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=-LhPE6FpJYk[/youtube] Ovviamente c’è ancora molto da lavorare in questa tecnologia, ma siamo fiduciosi nello sviluppo e miglioramento di questa nuova tecnologia che può portare a grossi passi in avanti ad applicazioni come l’intelligenza artificiale, la simulazione di intere missioni spaziali e la gestione del traffico aereo.

COME SI INDICIZZA UN SITO…PARTE 2

COME SI INDICIZZA UN SITO…PARTE 2

Quando cerchiamo qualcosa su un motore di ricerca, non cerchiamo effettivamente su internet ma nell’indice del Web del motore di ricerca che stiamo utilizzando.  Questo indice viene creato dopo una scansione di tutte le pagine del Web che avviene mediante programmi software, i cosiddetti spider (detti anche crawler o robot). Uno spider è un tipo di BOT, programma o script che automatizza delle operazioni. Ma come funzionano gli spider? Generalmente, gli spider memorizzano i contenuti dei documenti visitati e li inseriscono in un indice. Sul Web invece, gli spider analizzano i contenuti di una rete (o di un database), partendo da una lista di URL (indirizzo di una risorsa internet) da visitare. Durante l’analisi di un indirizzo, gli spider seguono tutti i link presenti nel documento e li aggiungono alla lista di URL da visitare in seguito. Gli indirizzi di questa lista, chiamata crawl frontier (“frontiera dell'indicizzazione”), vengono visitati ricorsivamente dagli spider, in modo da poter memorizzare eventuali modifiche e aggiornamenti. Gli URL e i collegamenti ipertestuali presenti nelle pagine della crawl frontier vengono a loro volta aggiunti alla lista generale e visitati successivamente. Quindi la struttura dei link del web serve a collegare tutte le pagine esistenti, poiché, attraverso i link, i robot automatici dei motori di ricerca possono raggiungere tutti i miliardi di documenti tra loro interconnessi. In tal modo viene a crearsi una vera e propria ragnatela di pagine internet, da qui la spiegazione del nome spider, ovvero un ragno che si muove in tale ragnatela. Infine è possibile dare agli spider delle indicazioni contenute all’interno del file robots.txt (protocollo di esclusione robot), di solito posto nella root del sito, su come eseguire l’indicizzazione di quest’ultimo, come ad esempio cosa scansionare e cosa no. Lo spider può seguire tali indicazioni o meno, di certo non è obbligato. Esempi di spider: Googlebot, è lo spider di Google, Slurp quello di Yahoo! mentre quello di Microsoft Live Search è Msnbot. Per dare istruzioni robots, cioè istruzioni agli spider dei motori di ricerca su cosa possono e non possono fare, possiamo utilizzare oltre al file robots.txt anche il meta tag robots. Questo, a differenza del file robots.txt che riguarda il sito complessivamente, si riferisce alla singola pagina in cui è presente. Vediamo come si usa praticamente: nell’head della pagina html si inserisce il meta tag il cui codice è: <meta name="robots" content="..."> All’interno dell’attributo content si inserisce l’istruzione per lo spider, i valori che questo attibuto può assumere sono: index - si richiede di indicizzare la pagina (di inserirla cioè nell'archivio del motore di ricerca); noindex - si richiede di non includere la pagina negli archivi del motore di ricerca; follow - si richiede che tutti i link presenti nella pagina vengano seguiti; nofollow - si richiede di non seguire i link che da quella pagina puntano verso altre pagine. Questi valori vengono combinati tra loro. Da questa combinazione ricaviamo quattro alternative: <meta name="robots" content="index, follow"> - lo spider indicizza le pagine e segue tutti i link; <meta name="robots" content="index, nofollow"> -  lo spider indicizza la pagina ma non segue i link; <meta name="robots" content="noindex, follow"> - lo spider non indicizza la pagina, ma segue i link che da quella pagina portano ad altre pagine. <meta name="robots" content="noindex, nofollow"> -  si richiede allo spider di non indicizzare e non seguire i link di quella pagina. Lasciando come name="robots" stiamo dando un'istruzione a tutti gli spider. Se volessimo restringere le istruzioni a singoli spider, dovremmo cambiare il name, ad esempio: <meta name="googlebot" content="index, follow"> In questo caso l'istruzione riguarda esclusivamente lo spider Googlebot.  

LE 10 NOVITA' TECNOLOGICHE PIU' ATTESE DEL 2016

LE 10 NOVITA' TECNOLOGICHE PIU' ATTESE DEL 2016

  È proprio il caso di dirlo: anno nuovo, tecnologie nuove. Il settore dell’hi-tech è sempre molto attivo ed in costante fermento ed è per questo che anche il 2016 sarà carico di novità da presentare e tutte da conoscere. Ma quali saranno le novità tecnologiche più attese nel 2016? Anche se il nuovo anno è appena cominciato e dodici mesi sono piuttosto lunghi da attraversare, qualche previsione (e qualche certezza) si può già fare. IPhone 7 Il 2016 sarà certamente l’anno in cui la Apple presenterà il nuovissimo iPhone 7, che per la prima volta dovrebbe prevedere l’eliminazione del tasto home, comparso almeno fino all’ultimo modello dell’azienda di Cupertino. IPhone Mini Le indiscrezioni su una probabile uscita dell’iPhone Mini si sono rincorse più volte negli ultimi anni ma non hanno mai portato a nulla di concreto. Il 2016 potrebbe essere l’anno della sua definitiva apparizione sul mercato? AppleWatch 2 Quasi certa anche l’uscita della seconda generazione di Apple Watch, pronta ad introdurre una serie di novità rispetto alla precedente già messa in commercio. Display con pannelli solari Fra le novità tecnologiche più attese nel 2016 potrebbe esservi l’introduzione di display con pannelli solari in grado di catturare la luce e di trasformarla in energia. Reggiseno per correre La tecnologia indossabile è senz’altro uno dei settori che porterà maggiori novità nel corso di quest’anno. Fra i prodotti attesi anche il reggiseno per correre con rilevatore di frequenza cardiaca prodotto dalla OmSignal. Autovetture che si guidano da sole Le autovetture che si guidano da sole sono da tempo nei piani di Google. Il 2016 potrebbe essere finalmente l’anno del loro debutto ufficiale. Controllo dei pc attraverso i gesti Il 2016 potrebbe essere anche l’anno giusto per veder comparire anche la tecnologia che permette di controllare i computer con dei semplici gesti, muovendo le mani in aria. Samsung Galaxy S7 Tornando invece al settore degli smartphone, molto atteso è anche il Samsung Galaxy S7, che potrebbe essere presentato già nei primi mesi del 2016. HoloLens di Microsoft Fra le 10 novità tecnologiche più attese nel 2016 vi è senz’altro HoloLens di Microsoft, un dispositivo che permette di fare esperienza con la realtà aumentata. Oculus Rift Sempre a proposito di realtà aumentata, Oculus Rift è una delle 15 novità tecnologiche più attese nel 2016 ed è anche il prodotto che certamente arriverà sul mercato. Acquistato da Facebook, sarà presto realtà.    

GOOGLE CHROME SI TRASFORMA IN STAR WARS…E VOI DA CHE PARTE STATE?

GOOGLE CHROME SI TRASFORMA IN STAR WARS…E VOI DA CHE PARTE STATE?

Il film più atteso dell’anno sta quasi per arrivare e per celebrarlo al meglio, il motore di ricerca più famoso del mondo ha lanciato un sito che vi permetterà di trasformare le vostre app di Google con temi ispirati a Star Wars. Volete iniziare questo viaggio alla ricerca della forza che è in voi? Allacciate le cinture e cliccate su questo sito. Se state utilizzando Chrome come browser vi verrà chiesto di installare un plugin, la procedura sarà breve e subito dopo l’installazione sarete proiettati in questo nuovo mondo stellare. All’apertura del sito sceglierete da che parte stare, dal lato chiaro o lato scuro della forza, ma non preoccupatevi, potrete cambiare il vostro lato quando vorrete e vedere tutte le novità sia da un lato che dall’altro, inoltre l’app vi permetterà di scegliere il vostro avatar o caricarlo e condividerlo sui principali social network. Potrete conoscere in tempo reale, a seconda delle scelte che farete nelle vostre ricerche e di come utilizzate le app ogni giorno, qual’è il lato che prevale di più in quel momento. Questo è solo l’inizio perché cliccando sulle icone delle app, come Chrome o Gmail la vostra grafica cambierà totalmente, tutto sarà alla continua scoperta di continue novità che si aggiungeranno ogni giorno fino alla data di uscita del film (in Italia il 16 Dicembre). Potrete vedere trasformata la vostra posta gmail ogni giorno in modo diverso, con degli sfondi accattivanti, ma non preoccupatevi: la leggibilità sarà mantenuta ed inoltre cliccando sul messaggio vi comparirà uno sfondo bianco, che darà all’utente sempre la stessa leggibilità nella navigazione e anche la barra di caricamento si trasformerà. Tutte le app avranno un restyling provvisorio, alcune volte anche minimo, ma molto d’impatto, da Youtube a Maps, mentre invece in google Chrome ogni volta che aprirete una nuova scheda troverete un’immagine diversa. Ma non voglio rovinarvi le altre sorprese, questa nuova estensione è veramente sorprendente, e poi Google ha promesso che ogni giorno ci delizierà con tante nuove sorprese, dalla possibilità di esplorare l’astronave Millennium Falcon, icona della saga in maniera virtuale, a tanti contenuti speciali. Allora, cosa state aspettando? Partite per questo viaggio stellare…e che la forza sia con voi!

COME SI INDICIZZA UN SITO – PARTE 1

COME SI INDICIZZA UN SITO – PARTE 1

Nell’era dei vari motori di ricerca ed in particolare di Google, sempre più spesso si sente parlare di indicizzazione e posizionamento di siti web. Ma che cos’è un motore di ricerca e cosa si intende per indicizzazione e posizionamento? Un motore di ricerca è un programma che, su richiesta, analizza un insieme di dati e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in modo automatico. Il più utilizzato sul web è Google, ma in linea di massima tutti i motori di ricerca attualmente esistenti compiono quattro funzioni fondamentali: Scansione del web tramite appositi software detti crawler; Costruzione dell’indice; Calcolo della rilevanza e dell’ordine dei risultati delle ricerche; Presentazione dei risultati delle ricerche. Capito il funzionamento dei motori di ricerca possiamo affrontare il tema sull’ indicizzazione e il posizionamento. Sono i motori di ricerca che indicizzano i siti, questa operazione è semplice e alquanto banale da compiere, infatti, se si utilizza come motore di ricerca Google basta andare sul sito www.google.it/addurl e cliccare su aggiungi url. In altre parole, indicizzare un sito web significa aggiungerlo all’indice di Google, questo “memorizza” le pagine del sito e le rende visibili nelle sue liste di ricerca in base al contenuto presente in esse. A tal proposito è importante sottolineare che i motori di ricerca non possono interpretare testi, vedere immagini o guardare video nella stessa maniera in cui può farlo un essere umano; essi si basano su meta informazioni delle pagine e dei siti per poter ordinare i contenuti secondo una logica pertinente. Da qui, l’importanza dei tag title, e dei meta-tag description, keywords e robots, che sono denominati fattori di successo per l’ottimizzazione dei siti (piuttosto che ranking factors). Come fare praticamente? Il tag title consente al motore di ricerca di capire di cosa “parla” una determinata pagina web, assegnandole appunto un titolo. Il meta-tag description, permette di specificare la descrizione della pagina, ossia un breve riassunto dei contenuti che sono presentati in essa. Il meta-tag keywords, contiene delle parole chiavi mediante le quali si vuole essere ricercati, quindi si tratterà di inserire delle keyword che rimandino ai contenuti della pagina. Il meta-tag robots, fornisce ulteriori informazioni sui contenuti della pagina, più precisamente contiene indicazioni per gli spider. Esempio: <html> <head> <title>Dasir Tech</title> <meta name="description" content="Dasir Tech s.r.l. è una società di informatica, sviluppo web, software e consulenza situata a Casoria in provincia di Napoli. Si occupa principalmente di creazione di software adhoc in ogni linguaggio di programmazione, progettazione e sviluppo di siti web e portali, ricerca e tecnologia."> <meta name="keywords" content=" azienda, informatica, italiana, casoria, napoli, ingegneria, research, ricerca, technology, sviluppo, piattaforme, software, applicativi, gestionali, android, ios, web, agency, factory, siti,"> <meta name="robots" content="index,follow"> </head> <body> Il contenuto della tua pagina web </body> </html> Pertanto, la creazione di contenuti in grado di soddisfare in maniera esaustiva un reale bisogno di ricerca, aumenta notevolmente le possibilità di guadagnare un posizionamento elevato nei risultati. In definitiva possiamo affermare che mentre l’indicizzazione è un processo piuttosto automatico, il posizionamento non è detto che lo sia. Riuscire a posizionare un sito ai “piani alti” di un motore di ricerca è un’impresa piuttosto ardua, ma con qualche direttiva come quelle appena viste si dovrebbe riuscire nell’impresa. Nel prossimo articolo approfondirò il meta-tag  robots e vedremo cosa sono gli spider.

COME GOOGLE, FACEBOOK E TANTE ALTRE AZIENDE SI SONO RIFATTE IL LOOK

COME GOOGLE, FACEBOOK E TANTE ALTRE AZIENDE SI SONO RIFATTE IL LOOK

Per un’azienda di successo rifarsi il look è veramente importante e quando si decide di cambiarlo, la  prima cosa che tendenzialmente si cerca di fare è quella di modificare il logo, il marchio, ma spesso non è così semplice. Innanzitutto il logo rappresenta, con la sua immagine, il suo font e i suoi colori,  tutto ciò che è l’azienda, quindi la propria storia, i valori. Una sola piccola modifica al logo potrebbe stravolgere l’intera comunicazione. Proprio per questo la scelta consigliabile è sempre quella di mantenere una certa continuità con il logo precedente, perché gli utilizzatori devono continuare a riconoscere il marchio. Ma perché si decide di fare un “restyling” del logo? Iniziamo a dire che il termine “restyling” viene utilizzato dal designer quando modifica o aggiorna un simbolo, un segno grafico o logotipo realizzato precedentemente. Le motivazioni possono essere diverse, come ad esempio quando si percepisce che il logo è ormai vecchio o superato, quando l’azienda si evolve nel corso degli anni e l’immagine non la rispecchia più, oppure semplicemente perché lo si vuole migliorare e renderlo al passo con i tempi e quindi sempre più moderno. Ecco la lista dei più famosi brand che nel 2015 hanno cambiato il logo: - Google Google ha annunciato il 1 Settembre di aver cambiato il logo. Perché lo ha fatto? Un tempo utilizzavamo Google principalmente da un dispositivo, il computer, mentre oggi interagiamo con i prodotti Google da diverse piattaforme, app e dispositivi anche nell’arco di una stessa giornata. La scelta nasce dall’esigenza di voler stare sempre al passo con i tempi. Il nuovo logo diventa Responsive, per adattarsi agli schermi più grandi e ai più piccoli, senza voler perdere la propria identità. - Facebook Il logo di Facebook è stato realizzato da Joe Kral e Cuban Council nel 2005, utilizzando il font “Klavica” come punto di partenza. Nel corso degli anni la “F” è diventata un vero e proprio simbolo di riconoscimento. Dopo 10 anni il social network da 1 miliardo di utenti si è affidato al proprio team di designer ed a Eric Olson di Process Type Foundry per realizzare il nuovo logo. La differenza con il vecchio logo lo si può notare nel resto delle lettere ma non nella “F” che è rimasta invariata, la “a” è completamente appiattita, più giovanile, le “o” e le “e” sono arrotondate, mentre la “b” è più tradizionale rispetto alla font originaria da cui è derivato il logo 2005. -Bing Bing, il motore di ricerca di Microsoft, ha cambiato immagine con l’obiettivo principale di uniformare la sua identità Corporate con il resto dei loghi degli altri brand Microsoft: Office, Xbox, Windows. Il colore del logo è passato da blu ad arancione con toni dorati, ovvero gli stessi colori di uno dei quadrati del logo Microsoft, dimostrando così l’importanza di questo prodotto nella strategia globale della società. - Yahoo Cambiare il logo di Yahoo fa parte del grande progetto di Marissa Mayer per rinnovare la società dopo 18 anni. Si tratta di un logo nuovo e moderno che mantiene però un riferimento alla sua storia: il punto esclamativo e il viola. Molti non sono soddisfatti da questo cambiamento, sostenendo che si tratti di un logo meno divertente del precedente e molto più concentrato sul business. - Paypal A differenza di molti marchi, che si adattano all’ambiente online, il rinnovamento di Paypal ha l’obiettivo contrario, cioè di adattarsi all’ambiente offline. Da un punto di vista emotivo, le due P hanno un obiettivo chiaro per il marchio: la connessione tra persone, o meglio, “People Powered Economy”. Tuttavia, possiamo trovare anche recensioni che dicono che il cambiamento sia dovuto al non voler essere confuso con un’altra P… quella del cartello del parcheggio!!! - Alitalia L’azienda italiana di voli non è nuova nel realizzare il restyling del proprio logo. 46 anni fa nasceva il logo originale e solo nel 2005 si pensò di modificarlo. Proprio nel pieno della crisi economica della compagnia, si spesero ben 520.000 euro solo per inclinarlo. Oggi, dieci anni dopo, nel 2015 la compagnia ha richiesto nuovamente un restyling e il risultato non è troppo diverso dal precedente: cambia solo la tonalità del verde e qualche lettera più allungata. I costi non sono dati di saperlo, ma pensando a quelli dell’ultima modifica, sicuramente saranno stati molto alti.   -Reebook: Questo brand di 121 anni ha cambiato il logo una volta modificato il proprio target, che è passato da atleti e sport d’elite, ad altri come crossfit, yoga, danza e aerobica. Il nuovo simbolo del Delta (quarta lettera dell’alfabeto greco) è usato in matematica e in fisica come l’incremento di una variabile. L’idea è motivare gli utenti a cambiare stile di vita, un cambiamento che è non solo fisico, ma anche sociale e mentale.

"TRUSTED VOICE", LA NUOVA FUNZIONE CHE PERMETTE DI SBLOCCARE IL TELEFONO CON LA VOCE.

"TRUSTED VOICE", LA NUOVA FUNZIONE CHE PERMETTE DI SBLOCCARE IL TELEFONO CON LA VOCE.

Da anni i produttori di smartphone e dei sistemi operativi annessi cercano di trovare il modo più “smart” per sbloccare l’oggetto più usato dalle nuove generazioni. La prima azienda a sostituire il pin o uno sblocco di tipo grafico “sicuro” è stata Apple con il suo Touch ID poi adottato anche da altre aziende. Tra i sistemi di sicurezza biometrici dopo quello dell’impronta digitale e lo sblocco con il riconoscimento facciale, arriva lo “sblocco con la voce!” . A breve sarà possibile sbloccare qualunque smartphone Android 5.0 "Lollipop" con la voce. Anziché digitare un PIN o utilizzare altri strumenti alternativi per lo sblocco del telefono, basterà pronunciare la frase "OK, Google" per accedere immediatamente al contenuto del dispositivo mobile. La nuova funzionalità si chiama "Trusted Voice" ed è attualmente in corso di attivazione (arriva infatti con un aggiornamento automatico dei Google Services di Android). Questa novità potrebbe costituire la fine dell'obbligo di memorizzare e digitare i codici di accesso, che secondo una ricerca, è un compito che mette in difficoltà la maggior parte degli utenti, dato che il 96% degli intervistati ha confessato di fare spesso errori di battitura quando le digita. L'esigenza di dettare al telefono la parola (o la frase) d'ordine comporta inevitabilmente che chi ci sta attorno possa origliarla e quindi farne un uso illecito. In realtà dovrebbe essere un sistema di autenticazione biometrica che tiene conto anche dell'impronta vocale del legittimo proprietario. Gli estranei non potranno accedere ai dati anche se conosceranno la password. In questo modo, pur conoscendo le esatte parole da pronunciare, un malintenzionato non potrà avere accesso al dispositivo. Inoltre la possibilità di usare intere frasi dovrebbe consentire un maggiore livello di sicurezza grazie alle molteplici possibili combinazioni di parole. I tecnici di Google tengono a rimarcare che "Trusted Voice" è da ritenersi meno sicura anche rispetto all'utilizzo di un PIN o di una password. "Una persona con una voce simile oppure chiunque che detenga una registrazione della voce dell'utente possono essere in grado di sbloccare il dispositivo", si legge in una nota della società di Mountain View.  

MOBILE REVOLUTION: DAL 21 APRILE GOOGLE PREMIERA’ I SITI MOBILE-FRIENDLY

MOBILE REVOLUTION: DAL 21 APRILE GOOGLE PREMIERA’ I SITI MOBILE-FRIENDLY

Dal 21 Aprile 2015 Big G ha deciso di aggiornare l’algoritmo di ranking delle pagine web introducendo un nuovo fattore: il “mobile-friendly”.   La scelta andrà a favorire tutti i siti che sono ottimizzati per la visualizzazione e l’usabilità su dispositivi mobili. Ciò significa che tutti coloro che non hanno ancora un sito ottimizzato per i dispositivi mobile saranno penalizzati da Google nel posizionamento all’interno dei risultati di una ricerca. La scelta del colosso di Mountain View può essere giustificata dal fatto che negli ultimi anni l’utilizzo dei dispositivi mobile per la navigazione web diventa sempre più predominante. Ciò lo si può capire dai dati di sintesi della Total Digital Audience rilevata nel mese di gennaio 2015 da Audiweb:   Oltre ai dati sulle quantità, che evidenziano la supremazia della fruizione di contenuti web attraverso dispositivi mobili, è molto interessante capire come il tempo speso online è distribuito in relazione ai vari device.  Valutando in un intervallo di tempo più ampio questi dati emerge anche che l’utilizzo quotidiano di internet da dispositivi mobile ha avuto una crescita del 20% negli ultimi dodici mesi. La domanda sorge ora spontanea: Come ottimizzare il proprio sito per i dispositivi mobili? Tipicamente ci sono due strade da seguire: -Sito mobile dedicato esclusivamente ai dispositivi mobili. -Layout responsive con una struttura che dinamicamente si adatta a qualsiasi grandezza del display. Quale delle due scegliere? Dal punto di vista tecnico entrambe le soluzioni possono portare ad un buon risultato. Il consiglio però è quello di adottare un design responsive, in quanto pubblica lo stesso codice HTML nel medesimo URL, a prescindere dal dispositivo dell'utente (computer desktop, tablet, cellulare, browser non visuale), ma è in grado di adattarne la visualizzazione in base alle dimensioni dello schermo. Si tratta inoltre anche del criterio di progettazione consigliato da Google. Per verificare se il vostro sito, secondo Google, è mobile friendly ecco il link https://www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly/ di uno strumento che vi aiuterà. Passare il test significa che Google considera il vostro sito “mobile friendly”, ma questo non vuol dire necessariamente che il sito sia ottimizzato al meglio. L’ottimizzazione completa passa attraverso molteplici fattori di cui Google non tiene conto con questo tool.   Appuntamento ad un prossimo how-to in cui vi mostrerò come creare velocemente un layout responsive!

GOOGLE WAZE: DA APP PER AUTOMOBILISTI  AD APP PER CRIMINALI?

GOOGLE WAZE: DA APP PER AUTOMOBILISTI AD APP PER CRIMINALI?

L’applicazione di navigazione stradale accusata di aiutare i criminali. Polemiche negli Stati Uniti. Sono giorni difficili per Waze, l’App gratuita acquisita da Google nel 2013, che si ritrova suo malgrado al centro di pesanti polemiche negli USA. Waze è un’applicazione di navigazione stradale che funziona tramite la collaborazione degli utenti. Ed è proprio sul “beneficio collettivo” che si basa l’App, connettendo gli automobilisti su una piattaforma in cui è possibile segnalare eventuali code, incidenti e…posti di blocco della polizia. Quest’ultimo è il motivo che ha scatenato le polemiche degli agenti americani: i criminali, grazie all’App, sfuggirebbero ai posti di blocco presenti sulle strade proprio perché segnalati online. La questione è molto delicata, perché da un lato è tangibile che le informazioni inserite dagli automobilisti possano essere usate anche per scopi differenti, dall’altro però non ci sono ancora collegamenti diretti e confermati tra eventi criminali e segnalazioni di Waze. La realtà è che tutte le opportunità che oggi offre la rete possono essere utilizzate in modi giusti o sbagliati. Anche Facebook è usato da malintenzionati per adescare ragazzine ingenue, ma non per questo si pensa di oscurare il social network. E non è per il suo cattivo uso che si può pensare di chiudere Waze. 

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