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Android presenta il nuovo logo

Android presenta il nuovo logo

Anche il robottino verde decide di rifarsi il look e fare il salto di qualità, affermandosi in maniera decisiva in tutto il mondo… in che modo? Ridisegnando il proprio logo. La motivazione è semplice, così come dichiara Sidney Thomashow, leader di Google per il marchio Android: “E’ davvero importante per noi riconoscere che Android è in realtà un grande marchio globale, volevamo assicurarci di essere il più accessibili ed inclusivi possibile”. Sappiamo bene che questo sistema è probabilmente il più utilizzato sui vari dispositivi ed è per questo che hanno dovuto tener conto di un giudizio mondiale, rendendo il tutto ancora più accessibile. Partiamo dal nome dei sistemi operativi, che prima richiamavano appellativi dolci come Jellybean, KitKat, Marshmallow, con la decima versione il nome sarà semplicemente: Android 10, questo perché, nei paesi orientali, le precedenti denominazioni risultavano difficilmente pronunciabili. Passiamo ora al design del logo. Iniziando dalla tipografia, i designer hanno mantenuto la struttura di base del 2014 aggiungendo, selettivamente, degli steli ad alcune lettere. Hanno inoltre, arrotondando qualche angolo e reso meno “bold” il tutto, questo per integrare al meglio la tipografia e il pittogramma ed uniformarli stilisticamente. Per questo motivo, probabilmente, in futuro, vedremo questi due elementi sempre insieme. Differentemente dalla tipografia, il marchio ha subito una forte modifica, il robot non si presenterà in figura intera ma vedremo solo la testa, gli occhi e le antenne, elemento fondamentale per la creazione degli steli nel font. Infine concentriamoci sul colore. Il team si è reso conto che il precedente verde non era ben visualizzato dai daltonici (che purtroppo percepiscono proprio il verde e rosso meno fedelmente), quindi per includere veramente tutti e non lasciar fuori nessuno hanno aggiunto al verde una componente blu, questo nuovo colore generato (un verde meno evidenziato) ha aperto ad un sistema di colori ed una palette cromatica molto più ampia, che porterà sicuramente a piacevoli accostamenti cromatici. Cosa aggiungere? Android è pronto ad aprirsi ad un mercato sempre più ampio, gli oltre 2 miliardi di utenti attuali, tra qualche anno, probabilmente, saranno molti di più…

L’IMPORTANZA DEL SOCIAL LISTENING PER I BRAND

L’IMPORTANZA DEL SOCIAL LISTENING PER I BRAND

  Il 90% dei dati presenti oggigiorno nel mondo è stato creato negli ultimi due anni. Utilizzando i social media, i brand hanno l'opportunità senza precedenti di ascoltare ciò che i loro attuali e potenziali clienti pensano. I brand hanno sempre monitorato quanto scritto su di loro, ma il social listening è qualcosa di diverso. L'ascolto è attivo e richiede di fare qualcosa come individuare i problemi in anticipo, rimediare ad errori, sorprendere i clienti, marketing in tempo reale e “intelligenza” per aiutare a sviluppare prodotti migliori. Può sembrare ovvio focalizzare l’attenzione verso gli influenzatori più noti e ignorare la “piccola voce” in mezzo alla folla. Ma questo può essere un errore. Per esempio, una compagnia di assicurazione statunitense, Harvard Pilgrim, non ha risposto a un reclamo del cliente che ha pubblicato un post sul problema. Anche se il numero di lettori del blog era appena a due cifre, quando il post è stato twittato è diventato virale e più di 1000 persone lo hanno letto. Allora, perché non tutte le marche ascoltano? I social media è “rumoroso”. Qualche anno fa se la sarebbe cavata con la creazione di un avviso gratuito per le citazioni di Twitter, mentre adesso è necessario investire in tecnologia che non solo li traccia, ma ne monitora i “sentimenti” e le intenzioni, predicendo ciò che la gente penserà di un futuro prodotto o servizio. Pertanto è necessario investire nelle persone con le competenze per analizzare e utilizzare i dati nella maniera giusta. Ecco qualche esempio: Sviluppo del prodotto Utilizzando il social listening, la catena di fast-food americana Wendy ha scoperto che le persone erano preoccupate di mangiare nei suoi ristoranti poiché non sapevano il contenuto nutrizionale del cibo e non volevano compromettere le loro diete. Così l'azienda ha sviluppato un app con le informazioni nutrizionali rilevanti. Inoltre Wendy ha anche cambiato il costo del suo hamburger per incoraggiare la condivisione sociale scoprendo che le persone non erano desiderosi di condividere di aver mangiato un hamburger a basso costo. Un altro esempio vede protagonista Microsoft, la quale ha mostrato che stava “ascoltando” quando è stato rivelato che la Xbox Uno avrebbe avuto bisogno di connessione internet costante. I fan avevano usato i social media per lamentarsi, dicendo che una delle cose migliori delle console di gioco era la possibilità di mobilità, che consentiva loro di giocare in qualsiasi parte. Il marchio ha ascoltato e ha apportato modifiche al prodotto finale. Assistenza clienti Dell ha inagurato il suo centro di  social listening nel 2010. Utilizzando il software Radian6 è stato in grado di monitorare le conversazioni dei clienti in 11 lingue. Il suo scopo principale è quello di ascoltare e rispondere a quello che i clienti hanno da dire, per poi elaborare un feedback per il business. Ora, Dell è famoso per essere un “social brand” ed offre perfino formazione sul social listening ad altre aziende. Identificare i sostenitori La catena di ristoranti Morton’s Steak House, negli USA, ha preso in considerazione un tweet da un uomo che aveva più di 100.000 seguaci, in cui “postava” che una cena con bistecca da loro sarebbe stata il finale perfetto per il suo volo. La società ha pertanto inviato un cameriere in smoking per accoglierlo, con una cena completa di bistecca, appena sceso dall’aereo. Indirizzare gli interessi Nel 2013, il brand di whisky Maker’s Mark  ha annunciato che stava per iniziare a ridurre il contenuto alcolico della sua bevanda. I clienti fedeli hanno cominciato a protestare, prima sulla pagina Facebook del brand e poi su Twitter. In pochi giorni, il marchio ha invertito la sua decisione, citando il feedback dei clienti.        Sentiment monitoring Quando Kmart, nota società di merchandising di massa, ha iniziato la sua campagna pubblicitaria “Ship my Pants”, ha utilizzato l'ascolto sociale per analizzare le risposte delle persone. La campagna è iniziata su YouTube e divenne un successo virale, ottenendo 13K visualizzazioni in una settimana. Il “sentimento” positivo verso il video ha spinto Kmart a pubblicizzare il video alla televisione. Sono stati presentati solo alcuni esempi di questo immenso ramo. E’ evidente che i brand non possono controllare ciò che le persone dicono su di loro sui social media. Il popolo social parlerà di un brand indifferentemente se questo sta ascoltando o meno. Per avvicinarsi al social listening con un primo approccio veloce e gratuito, si segnala il tool Social Mention, che non richiede alcun download o setup essendo direttamente disponibile alla pagina web.   Prima di agire, bisogna ascoltare…si guadagneranno preziose informazioni!

ADDIO APPLE CAR

ADDIO APPLE CAR

Arrivano nuove conferme sull'abbandono del progetto Apple Car. Dopo le indiscrezioni del New York Times di qualche settimana fa, ora è Bloomberg a rilanciare la notizia. Il team che si occupava del cosiddetto “Project Titan” è stato praticamente smantellato. Tra licenziamenti decisi dall’azienda, altri impiegati spostati in altri progetti e diversi casi di dimissioni, il progetto Apple Car va verso l'abbandono. Cupertino avrebbe ridotto le ambizioni nel campo delle vetture automatiche dopo mesi di disaccordi sulle strategie da seguire, con continui cambiamenti e sfide che si sarebbero rivelate ardue per i tradizionali fornitori di Apple. Problemi, sottolinea Bloomberg, che si sarebbero verificati anche in Google. Molte persone si sono defilate anche dal progetto auto di Big G e alcuni investitori nel settore cominciano ad avere dubbi sulle effettive possibilità che i big della Silicon Valley da soli possano riscuotere successo nel settore. Il nuovo gruppo dirigente che si occupa di “Project Titan” avrebbe ora l’obiettivo di dimostrare nei fatti che un sistema di guida autonomo è possibile a medio termine. I dirigenti avrebbero indicato al team il limite temporale della fine del prossimo anno. I mezzi per creare una piattaforma iper-evoluta ci sono e Apple potrebbe lavorare con diverse aziende a livello di partnership senza sentirsi un concorrente diretto.

COME GOOGLE, FACEBOOK E TANTE ALTRE AZIENDE SI SONO RIFATTE IL LOOK

COME GOOGLE, FACEBOOK E TANTE ALTRE AZIENDE SI SONO RIFATTE IL LOOK

Per un’azienda di successo rifarsi il look è veramente importante e quando si decide di cambiarlo, la  prima cosa che tendenzialmente si cerca di fare è quella di modificare il logo, il marchio, ma spesso non è così semplice. Innanzitutto il logo rappresenta, con la sua immagine, il suo font e i suoi colori,  tutto ciò che è l’azienda, quindi la propria storia, i valori. Una sola piccola modifica al logo potrebbe stravolgere l’intera comunicazione. Proprio per questo la scelta consigliabile è sempre quella di mantenere una certa continuità con il logo precedente, perché gli utilizzatori devono continuare a riconoscere il marchio. Ma perché si decide di fare un “restyling” del logo? Iniziamo a dire che il termine “restyling” viene utilizzato dal designer quando modifica o aggiorna un simbolo, un segno grafico o logotipo realizzato precedentemente. Le motivazioni possono essere diverse, come ad esempio quando si percepisce che il logo è ormai vecchio o superato, quando l’azienda si evolve nel corso degli anni e l’immagine non la rispecchia più, oppure semplicemente perché lo si vuole migliorare e renderlo al passo con i tempi e quindi sempre più moderno. Ecco la lista dei più famosi brand che nel 2015 hanno cambiato il logo: - Google Google ha annunciato il 1 Settembre di aver cambiato il logo. Perché lo ha fatto? Un tempo utilizzavamo Google principalmente da un dispositivo, il computer, mentre oggi interagiamo con i prodotti Google da diverse piattaforme, app e dispositivi anche nell’arco di una stessa giornata. La scelta nasce dall’esigenza di voler stare sempre al passo con i tempi. Il nuovo logo diventa Responsive, per adattarsi agli schermi più grandi e ai più piccoli, senza voler perdere la propria identità. - Facebook Il logo di Facebook è stato realizzato da Joe Kral e Cuban Council nel 2005, utilizzando il font “Klavica” come punto di partenza. Nel corso degli anni la “F” è diventata un vero e proprio simbolo di riconoscimento. Dopo 10 anni il social network da 1 miliardo di utenti si è affidato al proprio team di designer ed a Eric Olson di Process Type Foundry per realizzare il nuovo logo. La differenza con il vecchio logo lo si può notare nel resto delle lettere ma non nella “F” che è rimasta invariata, la “a” è completamente appiattita, più giovanile, le “o” e le “e” sono arrotondate, mentre la “b” è più tradizionale rispetto alla font originaria da cui è derivato il logo 2005. -Bing Bing, il motore di ricerca di Microsoft, ha cambiato immagine con l’obiettivo principale di uniformare la sua identità Corporate con il resto dei loghi degli altri brand Microsoft: Office, Xbox, Windows. Il colore del logo è passato da blu ad arancione con toni dorati, ovvero gli stessi colori di uno dei quadrati del logo Microsoft, dimostrando così l’importanza di questo prodotto nella strategia globale della società. - Yahoo Cambiare il logo di Yahoo fa parte del grande progetto di Marissa Mayer per rinnovare la società dopo 18 anni. Si tratta di un logo nuovo e moderno che mantiene però un riferimento alla sua storia: il punto esclamativo e il viola. Molti non sono soddisfatti da questo cambiamento, sostenendo che si tratti di un logo meno divertente del precedente e molto più concentrato sul business. - Paypal A differenza di molti marchi, che si adattano all’ambiente online, il rinnovamento di Paypal ha l’obiettivo contrario, cioè di adattarsi all’ambiente offline. Da un punto di vista emotivo, le due P hanno un obiettivo chiaro per il marchio: la connessione tra persone, o meglio, “People Powered Economy”. Tuttavia, possiamo trovare anche recensioni che dicono che il cambiamento sia dovuto al non voler essere confuso con un’altra P… quella del cartello del parcheggio!!! - Alitalia L’azienda italiana di voli non è nuova nel realizzare il restyling del proprio logo. 46 anni fa nasceva il logo originale e solo nel 2005 si pensò di modificarlo. Proprio nel pieno della crisi economica della compagnia, si spesero ben 520.000 euro solo per inclinarlo. Oggi, dieci anni dopo, nel 2015 la compagnia ha richiesto nuovamente un restyling e il risultato non è troppo diverso dal precedente: cambia solo la tonalità del verde e qualche lettera più allungata. I costi non sono dati di saperlo, ma pensando a quelli dell’ultima modifica, sicuramente saranno stati molto alti.   -Reebook: Questo brand di 121 anni ha cambiato il logo una volta modificato il proprio target, che è passato da atleti e sport d’elite, ad altri come crossfit, yoga, danza e aerobica. Il nuovo simbolo del Delta (quarta lettera dell’alfabeto greco) è usato in matematica e in fisica come l’incremento di una variabile. L’idea è motivare gli utenti a cambiare stile di vita, un cambiamento che è non solo fisico, ma anche sociale e mentale.

BUONGIORNO ENTUSIASMO: LA NUOVA CAMPAGNA “ACCHIAPPA-CLIENTI” DI NUTELLA

BUONGIORNO ENTUSIASMO: LA NUOVA CAMPAGNA “ACCHIAPPA-CLIENTI” DI NUTELLA

Il Nutella marketing docet… La sua è una storia piena di successi: dalla città di Torino è diventata ben presto famosa in tutto il mondo. È talmente un mito che è stata inserita tra i cinque motivi per cui vale la pena vivere. Dal lontano 1951, anno in cui Pietro Ferrero ideò la Nutella, ne ha fatta di strada la nostra Supercrema spalmabile. In questo articolo però non parleremo dei suoi numeri di vendita né in quanti paesi ormai viene esportata. La questione è quanto il prodotto sia arrivato così in alto in termini di branded da potersi permettere l’ennesima campagna di marketing collaborativo: “Buongiorno Entusiasmo” è l’ultima iniziativa promossa da Nutella (dopo quella dell’etichetta personalizzata sui barattoli “Nutella sei Tu”), in cui l’azienda torinese, dopo un acquisto di un vasetto da 630gr, 825gr o 1kg e la registrazione al sito, regala una tazza di Nutella personalizzata con una foto a scelta. Il “dono” che fa Nutella ai suoi clienti è una manovra vincente e dal successo assicurato, che colpisce a pieno mente e cuore dell’acquirente, e fa si che si instauri quel rapporto “uno a uno” tra brand/prodotto e consumatore. Che marketing sarebbe senza Nutella? www.latuatazzanutella.it

“2020” : SIAMO PRONTI AD UN CYBER ATTACCO?

“2020” : SIAMO PRONTI AD UN CYBER ATTACCO?

L’azienda giapponese TrendMicro ha realizzato una web-serie che racconta di un cyber-futuro apocalittico… forse non così lontano dalla realtà! Immaginate un paese chiamato Repubblica della Silvania del Sud. Immaginate che sia il paese tecnologicamente più avanzato dell'intero continente. Ogni cittadino di Silvania utilizza diversi profili nella propria vita quotidiana: il profilo ufficiale sostituisce la carta d'identità e consente ai cittadini di fare qualsiasi attività che richieda un'identificazione ufficiale. Altri profili vengono invece utilizzati in base all'attività o all'umore dei singoli individui. C’è il profilo utilizzato per le interazioni sociali, quello per lo shopping, per i giochi, per amici e parenti e così via. I silvaniani sperimentano la vita tramite il filtro del service provider di contenuti, tutto viene creato specificamente per ciascun potenziale cliente/cittadino. Il passaggio da un profilo all’altro, che consente di assumere una delle diverse identità digitali, è garantito da un hub centralizzato ed estremamente protetto noto come “The Switch”. Immaginate che senza alcun preavviso il sistema The Swich subisca un cyber-attacco che genera un caos di portata nazionale che coinvolge tutti: dal semplice cittadino della rete, alle aziende di settore, passando per gli enti governativi. Nessuno è più in grado di passare da un profilo all’altro. Inizia così “2020”, la prima branded web-serie prodotta da una società che lavora da anni nel settore della sicurezza informatica, la Trend Micro Ma cos’è esattamente una branded web-serie? Con questo termine ci si riferisce ad ogni serie prodotta per il web in cui il brand sia il finanziatore unico o decisivo. Le Branded Web-Series si caratterizzano appunto per la forte integrazione del marchio sponsor all’intero complesso della trama. Produrre una web-serie brandizzata significa creare contenuti virali, a basso costo e che soprattutto rafforzino la fidelizzazione del cliente verso il marchio sponsor. La narrazione web-seriale è creata dal brand stesso, che ne è produttore o co-produttore, con l'obiettivo ultimo di mettere in evidenza i valori in cui l'azienda crede e i messaggi che vuole veicolare.   [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=YQletWanDzQ[/youtube] “2020” riesce ad offrire tutte le probabili ipotesi su quello che sarà il cyber-crimine. L’obiettivo è quello di fornire a governi, aziende e cittadini gli strumenti necessari per preparsi a quello che che potrà accadere nel prossimo decennio. La TrendMicro Italia ha pubblicato un sito con i 9 episodi della web-serie sottotitolati in italiano. “Ciò che risulta chiaro da questo progetto è che bisogna focalizzarsi maggiormente sulla protezione delle vite digitali delle persone comuni, che spesso si articolano in diversi profili, ognuno con il suo punto debole – dice Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia – perciò dobbiamo imparare a mettere in sicurezza l’internet delle cose a livello di rete, di pari passo con la sua crescita, per cercare di scoraggiare da subito eventuali progetti cyber-criminali.”

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