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Isomorphic rendering e le tecnologie client side

Isomorphic rendering e le tecnologie client side

Al giorno d’oggi esistono numerose tecnologie per la produzione di contenuti web che si differenziano in base a diversi fattori quali: semplicità di sviluppo, interattività con l’utente, potenza di calcolo, etc. Le tecnologie si differenziano in server side, se eseguite dal server, o client side se eseguite da un client, ad esempio il browser. Il vantaggio nell’utilizzo di tecnologie server side consiste nella semplicità di sviluppo e nella robustezza, le interazioni con il browser sono ridotte e di conseguenza anche la possibilità di errori si riduce. Le tecnologie client side, a differenza delle precedenti, richiedono una maggiore interazione tra server e client, oltre ad una forte interazione tra client e utente. Le tecnologie client side si sono sempre più diffuse e tra i framework più interessanti abbiamo: ReactJS, Angular, Vue.js. Tutte le tecnologie descritte offrono un’elevata reattività, tempi di caricamento ridotti per i contenuti, un ridotto carico sul server ed un’esperienza utente paragonabile ad un'app nativa sui sistemi mobile. Un’azienda che punti su tali tecnologie per fornire tutti i vantaggi descritti deve necessariamente risolvere le problematiche introdotte da tale approccio, grazie ad un forte know-how relativo alle tecnologie usate, una forte sensibilità sulle tematiche della sicurezza e di indicizzazione di web application. Una soluzione a quest'ultima problematica è rappresentata dall’isomorphic rendering, tecnica che consiste nell’eseguire un prerendering della pagina lato server prelevando ed inserendo le informazioni necessarie prima della fase dell’invio della web application. L’isomorphic rendering, tuttavia, apre una serie di nuove problematiche relative in particolare alla velocità di caricamento della web app sul client alla prima esecuzione a causa di un notevole aumento della quantità di informazioni prelevate dal server. Un’azienda che punta su tali tecnologie deve pertanto condurre una continua fase di ricerca e implementazione di nuovi strumenti in grado di mitigare le problematiche introdotte da questa tecnica. Tutto ciò affinchè si possa realizzare un prodotto avente una ottima user experience, un carico computazionale distribuito fra i client e tempi di caricamento accettabili.

COS’È IL PAGERANK?

COS’È IL PAGERANK?

Il PageRank è un algoritmo di Link Analysis Ranking, basato sulla formula matematica: Questo algoritmo assegna “un peso numerico ad ogni elemento di un insieme di documenti ipertestuali, con lo scopo di misurare la sua importanza relativa all'interno della serie”. In altre parole, l’algoritmo di Google è la formula che analizza e determina la posizione di un sito web all’interno di una ricerca effettuata su Google stesso, o più semplicemente, un metodo per ordinare i risultati forniti dai motori di ricerca dal più rilevante al meno rilevante. E’ doveroso precisare che l’idea di un algoritmo di questo tipo è venuta ad un italiano: Massimo Marchiori, ideatore del motore di ricerca Hyper Search che basava i risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web. Questo motore di ricerca, ha aperto la strada agli attuali motori di ricerca, in particolare a Google. Perché è nato il PageRank? Tra le milioni di pagine web presenti su Internet, la stragrande maggioranza delle persone che effettua delle ricerche sui motori di ricerca, non va al di là della prima pagina. Questo avvalora il fatto che qualsiasi gestore di un sito ambisce al posizionamento nella prima pagina di Google, da qui nasce la necessità di adottare dei criteri per determinare la rilevanza di una pagina web, che non siano manipolabili dal proprietario di quella pagina. Si parla di fattori SEO off page, cioè fattori esterni alla pagina, tra i più importanti troviamo: -I link provenienti dagli altri siti (e di conseguenza il PageRank ricevuto) -Gli apprezzamenti positivi delle persone che effettuano le ricerche -Come funziona il PageRank? Quando un utente inserisce una query, i nostri computer cercano delle pagine corrispondenti nell'indice, quindi restituiscono i risultati più pertinenti. La pertinenza viene stabilita tenendo in considerazione oltre 200 fattori, uno dei quali è il PageRank di una pagina specifica, quest’ultimo associa ad ogni pagina web un valore da 0 a 10.  Quando una pagina viene citata da altri siti mediante un link, in pratica è come se ricevesse un voto e di conseguenza aumenta il suo PageRank. Di quanto aumenta? Dipende dal PageRank del sito che inserisce il link e dal numero di link in uscita di quel sito. Le pagine web appena pubblicate hanno un valore pari a 0. Ogni 3 o 4 mesi però, Google aggiorna il valore del PageRank per ogni sito. Il valore può aumentare o diminuire in base ad alcuni criteri. Aumenta se il sito viene citato da alti siti, diminuisce in caso di penalizzazioni. Il segreto dell’algoritmo di Google. L’algoritmo di Google con il tempo è diventato molto più sofisticato e la versione più recente deve valutare molti fattori che prima non esistevano, per esempio: i social networks, lo spam, la duplicazione dei contenuti e la crescita esponenziale dei siti web. Rimane un algoritmo segretissimo: conoscere l’algoritmo di Google significherebbe capire esattamente quanto peso Google attribuisce ad ogni elemento di un sito per determinare la sua classifica all’interno delle ricerche effettuate da parte degli utenti. Esempi di pagine con un buon PageRank Wikipedia ha un PageRank pari a 7 per la versione italiana e pari a 9 per la versione internazionale. Infatti quando cerchiamo qualcosa su Google, quasi sempre troviamo tra i primi risultati una pagina di Wikipedia. Ovviamente il PageRank è fondamentale ma non è tutto. Infatti alcune pagine sono posizionate meglio di altre pur avendo un PageRank più basso. L’obiettivo di Google è migliorare l'esperienza degli utenti identificando i link di tipo spam e altre prassi che influiscono negativamente sui risultati di ricerca. I tipi migliori di link sono quelli basati sulla qualità dei contenuti.  

COME SI INDICIZZA UN SITO – PARTE 1

COME SI INDICIZZA UN SITO – PARTE 1

Nell’era dei vari motori di ricerca ed in particolare di Google, sempre più spesso si sente parlare di indicizzazione e posizionamento di siti web. Ma che cos’è un motore di ricerca e cosa si intende per indicizzazione e posizionamento? Un motore di ricerca è un programma che, su richiesta, analizza un insieme di dati e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in modo automatico. Il più utilizzato sul web è Google, ma in linea di massima tutti i motori di ricerca attualmente esistenti compiono quattro funzioni fondamentali: Scansione del web tramite appositi software detti crawler; Costruzione dell’indice; Calcolo della rilevanza e dell’ordine dei risultati delle ricerche; Presentazione dei risultati delle ricerche. Capito il funzionamento dei motori di ricerca possiamo affrontare il tema sull’ indicizzazione e il posizionamento. Sono i motori di ricerca che indicizzano i siti, questa operazione è semplice e alquanto banale da compiere, infatti, se si utilizza come motore di ricerca Google basta andare sul sito www.google.it/addurl e cliccare su aggiungi url. In altre parole, indicizzare un sito web significa aggiungerlo all’indice di Google, questo “memorizza” le pagine del sito e le rende visibili nelle sue liste di ricerca in base al contenuto presente in esse. A tal proposito è importante sottolineare che i motori di ricerca non possono interpretare testi, vedere immagini o guardare video nella stessa maniera in cui può farlo un essere umano; essi si basano su meta informazioni delle pagine e dei siti per poter ordinare i contenuti secondo una logica pertinente. Da qui, l’importanza dei tag title, e dei meta-tag description, keywords e robots, che sono denominati fattori di successo per l’ottimizzazione dei siti (piuttosto che ranking factors). Come fare praticamente? Il tag title consente al motore di ricerca di capire di cosa “parla” una determinata pagina web, assegnandole appunto un titolo. Il meta-tag description, permette di specificare la descrizione della pagina, ossia un breve riassunto dei contenuti che sono presentati in essa. Il meta-tag keywords, contiene delle parole chiavi mediante le quali si vuole essere ricercati, quindi si tratterà di inserire delle keyword che rimandino ai contenuti della pagina. Il meta-tag robots, fornisce ulteriori informazioni sui contenuti della pagina, più precisamente contiene indicazioni per gli spider. Esempio: <html> <head> <title>Dasir Tech</title> <meta name="description" content="Dasir Tech s.r.l. è una società di informatica, sviluppo web, software e consulenza situata a Casoria in provincia di Napoli. Si occupa principalmente di creazione di software adhoc in ogni linguaggio di programmazione, progettazione e sviluppo di siti web e portali, ricerca e tecnologia."> <meta name="keywords" content=" azienda, informatica, italiana, casoria, napoli, ingegneria, research, ricerca, technology, sviluppo, piattaforme, software, applicativi, gestionali, android, ios, web, agency, factory, siti,"> <meta name="robots" content="index,follow"> </head> <body> Il contenuto della tua pagina web </body> </html> Pertanto, la creazione di contenuti in grado di soddisfare in maniera esaustiva un reale bisogno di ricerca, aumenta notevolmente le possibilità di guadagnare un posizionamento elevato nei risultati. In definitiva possiamo affermare che mentre l’indicizzazione è un processo piuttosto automatico, il posizionamento non è detto che lo sia. Riuscire a posizionare un sito ai “piani alti” di un motore di ricerca è un’impresa piuttosto ardua, ma con qualche direttiva come quelle appena viste si dovrebbe riuscire nell’impresa. Nel prossimo articolo approfondirò il meta-tag  robots e vedremo cosa sono gli spider.

LAVORO E WEB: I NUOVI MESTIERI DIGITALI

LAVORO E WEB: I NUOVI MESTIERI DIGITALI

L’espansione del web ha generato nuove professioni necessarie per le aziende che vogliono stare al passo con i tempi. Qui una lista delle più richieste : Programmatic Buying Manager. Il programmatic buying manager si occupa della pianificazione pubblicitaria “ad audience”: la strategia che permette di inquadrare e corteggiare un target ben definito di utenti. Il background richiede un buon equilibrio tra requisiti tecnici e commerciali: competenze professionali nella galassia digital e penetrazione diretta delle condizioni di mercato. E-commerce. Gli specialisti del commercio elettronico seguono i canali di vendita online delle aziende. Un driver decisivo, se si considera la scarsa familiarità tra Pmi e web (meno di un'impresa su tre è presente con un sito autonomo) e i margini di apertura sui mercati internazionali garantiti dal web. Web marketing Manager. Il web marketing manager gestisce le campagne di marketing digitale. Sua la responsabilità delle strategie sui nuovi media, come l'aumento di visibilità del marchio (online branding), la “fidelizzazione” dei clienti e la creazione di landing page promozionali. La figura non è nuova, ma mantiene buona domanda e buone soglie retributive. Web sales Account. Richiestissimo dalle concessionarie, il web sales account si occupa di commercializzare spazi e prodotti pubblicitari. Gli interlocutori privilegati per la sua attività sono centri media (centrali di acquisto pubblicitario) o advertiser (le aziende che pubblicizzano il proprio brand, prodotto o servizio). Chief technology Officer. Dustin Moskovitz, primo chief technology officer (Cto) di Facebook, rientra stabilimente nelle classifiche dei paperoni più giovani al mondo con un patrimonio di 8,1 miliardi di dollari. Senza spingersi troppo in là, il Cto è tra i manager più preziosi per lo sviluppo dell'azienda: definisce gli investimenti tecnologici, valuta lo stato di avanzamento, stima il progresso tecnico che si potrebbe ricavare da fusioni e alleanze con altre società. Non è un caso se il ruolo si sta facendo sempre più centrale nelle decisioni finanziarie e di marketing delle imprese, a tu per tu con il potenziamento “tech” dei vecchi sistemi produttivi. Le lauree più frequenti sono in ingegneria o informatica. Seo Manager. Richiesti a ritmo del +27% annuo, i Seo manager gestiscono il posizionamento del sito aziendale sui motori di ricerca. Le mansioni si racchiudono già nella sua formula iniziale, search engine optmization: ottimizzazione di contatti ed esposizione dei portali web. Si richiedono conoscenza professionale dell'informatica, meglio se con una laurea nel settore; predisposizione all'analisi dei dati; familiarità con i motori di ricerca che catturano il grosso dei clic in rete.

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