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IL POTERE DELLE DONNE IN POSIZIONE DI LEADERSHIP: Quando la Branded Art si fa messaggio sociale.

Avete presente il famoso Toro di Wall Street? Il simbolo della finanza mondiale, istallato, nel 1989, senza alcun permesso, dall’artista Arturo Di Modica e poi amato a tal punto da, non solo tenerlo, ma farne un vero e proprio emblema del potere Americano. Oggi a Wall Street campeggia la figura di una ragazza, che lo affronta con aria impavida…apparsa senza preavviso, proprio come era stato per lui, nella notte tra il 7 e l’8 Marzo. La scultura è stata realizzata da Kristen Visbal su commissione dell’agenzia McCann New York per il cliente State Street Global Advisors, una società finanziaria Statunitense. Questa audace ragazzina, oltre che una vera opera d’arte ed un’iniziativa davvero geniale, è soprattutto portavoce di un messaggio sociale molto forte: IL POTERE CHE LE DONNE DIMOSTRANO IN POSIZIONE DI LEADERSHIP, i benefici che un’azienda può trarre nell’affidarsi ad una Donna. Attualmente McCann ha ottenuto i permessi per mantenere la scultura a Wall Street per una settimana, l’augurio che ci facciamo è che questo messaggio arrivi forte e la ragazzina rimanga lì per molto di più, come fu per l’oggetto della sua sfida, una sfida che non può esaurirsi in così poco tempo.

I beacons sempre più diffusi, perchè?

l termine iBeacon e Beacon sono spesso usati come sinonimi. iBeacon è il nome della tecnologia standard di iOS e Eddystone per Android, che permette alle mobile App di ascoltare i segnali dei beacons nel mondo fisico e reagire di conseguenza. In sostanza, la tecnologia permette alle App di capire la loro posizione e distribuire contenuti iper-contestuale agli utenti in base alla posizione. La tecnologia di comunicazione sottostante è Bluetooth Low Energy (BLE). La comunicazione BLE è costituito principalmente da "Pubblicità", o piccoli pacchetti di dati, trasmessi a intervalli regolari dai Beacons o altri dispositivi abilitati BLE via onde radio. I beacons possono trasmettere “Pubblicità”, pacchetti self-contained di dati in intervalli prestabiliti. Questi pacchetti sono destinati ad essere raccolti da dispositivi come smartphone, dove possono essere utilizzati per una varietà di applicazioni per smartphone per innescare messaggi push, azioni app e altro. La comunicazione BLE standard ha una gamma di trasmissione fino a 100 metri (200 metri con le ultime versioni di beacons), che rendono i beacons ideali per la tracciabilità della posizione interna in un negozio, casa o altrove. In questo formato, un pacchetto di pubblicità è costituita da quattro parti principali di informazioni:   UUID: Questa è una stringa di 16 byte utilizzata per differenziare un folto gruppo di beacons correlati. Questa stringa permette allo smartphone di identificare un numero specifico di beacons; Major: Questa è una stringa di 2 byte utilizzata per distinguere un sottoinsieme più piccolo dei beacons all'interno del gruppo più grande. Ad esempio, se un negoziante di abbigliamento ha quattro beacons posizionati in vari posti del negozio, tutti e quattro avrebbero lo stesso Major. Questo permette al negoziante di sapere quanti clienti sono presenti nel negozio; Minor: Questa è una stringa di 2 byte con lo scopo di identificare i singoli beacons. Ogni beacons nel negozio avrebbe un Minor unico. Questo permette all'applicazione dedicata del negoziante di abbigliamento di sapere esattamente dove il cliente è in negozio per poi interagire; Tx Power: questo valore è usato per determinare la vicinanza (a distanza) dal beacon. Come funziona? La potenza di trasmissione è definita come la forza del segnale esattamente 1 metro dallo smartphone. Gli smartphone possono quindi utilizzare questo come punto di partenza per dare una stima approssimativa di distanza. Attualmente, i beacons vengono utilizzati in varie situazioni da vari negozi o aziende. Ad esempio, il FC Barcelona, una delle migliori squadre di calcio in tutto il mondo, usa i beacons per aggiornare i propri tifosi di eventi, statistiche, promozioni, e molto altro quando la squadra gioca nel proprio stadio. Invece, l'aeroporto internazionale di Hamad (Qatar), usa i beacons per consentire la navigazione semplice e precisa che porta i passeggeri al loro gate e lì controlla. Per i passeggeri in questo aeroporto moderno, la tecnologia dei beacons sta riducendo lo stress e la fatica del viaggio, e rende l'intera esperienza in aeroporto più agevole e più facile. Perché quindi i beacons sono diffusi? Perché creando una rete di beacons, di qualsiasi marca; un negoziante o museo o pub o altro, tramite una piattaforma o App sarà in grado di capire esattamente dove un cliente è in una determinata area. Questo offre la possibilità di inviare ai clienti messaggi significativi e pubblicità sui loro smartphone. Lo scenario tipico assomiglia a questo: un consumatore che trasporta uno smartphone entra in un negozio e tramite un’App installata sullo smartphone ascolta i beacons. Quando un'App sente un beacon, comunica i dati rilevanti (UUID, major, minor, Tx power) al suo server o all’interno dell’App, che poi innesca un'azione. Questo potrebbe essere qualcosa di semplice come un messaggio push o potrebbe includere altre cose come pubblicità mirata, offerte speciali e utile promemoria. Altre potenziali applicazioni comprendono pagamenti mobili e l’attuazione nella vendita al dettaglio, o negli aeroporti, sale da concerto, parchi a tema e altro ancora. Quindi, il potenziale è illimitato.

“LE VIE DELLO SVILUPPO” - I CENT’ANNI DELL’UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DI NAPOLI

Ieri si è svolto a Napoli,  presso  Città della Scienza , il convegno per la celebrazione dei cento anni dell’Unione degli industriali della città partenopea, con la partecipazione tra gli altri del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. L’evento è stato il secondo di una serie apertasi con un incontro dedicato all’industria 4.0, che si concluderà a giugno al Teatro San Carlo. Il convegno ha rappresentato un momento di riflessione ed approfondimento sulle tematiche più rilevanti per lo sviluppo della città, del Mezzogiorno e dell’intero Paese. È stata  l'occasione per riflettere sulle opportunità e i vincoli dei processi di riqualificazione e rigenerazione urbana, anche tenendo conto di buone prassi e sperimentazioni condotte in altri territori: il recupero e la rinascita imprenditoriale e sociale di ampi spazi del tessuto urbano e metropolitano, in molte città del Mezzogiorno, costituisce infatti la principale sfida da affrontare e una fra le maggiori opportunità di crescita economica ed occupazionale, grazie alle nuove tecnologie e alle nuove opportunità che l’economia della conoscenza porta con sé. Il convegno si è focalizzato su due punti di analisi territorialmente opposti: da un lato la riqualificazione e il rilancio sia dell’area orientale della città che del territorio extra moenia di Pompei, fino a Torre Annunziata e a Castellammare di Stabia e dall’ altro il completamento della bonifica di Bagnoli che favorirà lo sviluppo degli interventi di valorizzazione dell’intera area flegrea.

Il Sistema Operativo a 64-bit per RaspberryPi 3

RaspberryPi 3 Modello B è la prima versione con architettura a 64 bit del più popolare “mini-computer”, ma nonostante l’upgrade del processore, che è diventato un ARMv8 nella versione Pi 3, non esiste una distribuzione ufficiale di un sistema operativo a 64-bit. I motivi sono legati al fatto che l’azienda fondatrice del “lampone embedded” si è concentrata sul rendere il suo sistema operativo, Raspbian, che è una distribuzione Debian, compatibile per tutte le generazioni di Pi. Il sistema operativo SUSE, che è una distribuzione di Linux, supporta le più svariate architetture e con la sempre più forte presenza di processori ARM all’interno dei data center, l’azienda tedesca (che ha iniziato stampando manuali UNIX e offrendo assistenza tecnica circa 3 decenni addietro) si è concentrata sulla possibilità di operare su questi tipi di calcolatori in modo da poter aggiungere ulteriori piattaforme al calderone di quelle supportate. In occasione dell’evento SUSECon 2016, SUSE ha annunciato il supporto di SLES (SUSE Linux Enterprise Server) per RaspberryPi 3. In realtà esiste anche una release di openSUSE, la versione open di SUSE, che è in grado di girare sul dispositivo embedded. Pertanto i possessori di una boardPi 3 possono sfruttare le funzionalità del proprio dispositivo grazie all’unico sistema operativo a 64 bit compatibile ad oggi disponibile. I vantaggi vengono tradotti in termini di performance di computazione e anche circa la compatibilità di programmi le cui release a 32 bit sono di fatti in via di estinzione. Come spiega EbenUpton, fondatore di Raspberry, si tratta del primo rilascio ufficiale per l’architettura a 64-bit da parte di un importante fornitore e soprattutto SLES prevede il supporto per il protocollo wireless e bluetooth (BLE), che sono delle novità presenti proprio a partire dalla versione Pi 3. SLES è disponibile con una versione evalution con un limite di durata pari a 60 giorni, ma la patch per Raspberry, prevede un abbonamento gratuito di un anno con possibilità di scaricare gli aggiornamenti. In alternativa, si può tenere in considerazione il prodotto free di SUSE, openSUSE, la quale ha reso disponibile due immagini per Raspberry Pi3, ormai ben note alla community di SUSE, Leap e Tumbleweed. Di fatti SLES è l’unica distribuzione enterprise, che sicuramente porta notevoli vantaggi rispetto alle versioni open o community, quali ad esempio aggiornamenti tempestivi e sicuri, longevità, supporto per 10 anni, certificazioni di sicurezza. Sarà interessante capire se sarà mai rilasciato il sistema Raspbian a 64-bit oppure se SUSE possa diventare il prossimo sistama operativo ufficiale di Raspberry.

Habemus Color

Anche quest’anno l’azienda Pantone Inc. ha deciso quale sarà il colore di tendenza del 2017, si tratta del Greenery, un #15-0343 (per dirla in codice) una tonalità fresca di verde che tende al giallo, un colore che ricorda la primavera come simbolo di un nuovo inizio. La stessa azienda Pantone afferma: “Il verde simboleggia vitalità, energia ed è a sua volta frutto del calore del sole […]  Verde è la rinascita e la rigenerazione […] Siamo, infatti, così immersi nella nostra routine, legati e interconnessi ai nostri dispositivi, che necessitiamo di staccare la spina per ricostruire, rinascere e riattivare un contatto con la bellezza naturale”.  Ma perché è così importante scegliere il colore dell’anno? Perché sarà il colore che dovrà fare tendenza, che accompagnerà le scelte dei designer per l’intero anno, dalla composizione grafica di un manifesto, fino ad arrivare al web, ma non solo, se infatti allarghiamo il nostro sguardo scopriamo che il colore dell’anno sarà utilizzato dai make_up artist, dalle promesse spose che vorranno realizzare il loro matrimonio, nelle cucine dagli chef come decorazioni per i loro piatti, alle fabbriche automobilistiche che prevederanno una variante cromatica a qualche modello, basti pensare alla Skoda e alla Mercedes che negli anni trascorsi hanno già cavalcato la moda, agli stilisti che devono essere sempre di tendenza e tutto il mondo della comunicazione, ormai il 2017 sarà l’anno dell’armonia primaverile, della rinascita e della bellezza naturale, così come spiega ancora Pressman il vice direttore della Pantone Inc: “Stiamo [anche] guardando verso la street art, l’animazione, l’architettura, i film e addirittura le cuffie musicali. Abbiamo cercato di catturare un’istantanea di ciò che viene espresso attraverso il colore.” Non sarà quindi da sottovalutare la psicologia sulla teoria del colore, il Greenery sarà il colore della comunicazione improntata più sul biologico, sulla natura, sul benessere naturale e tutte le aziende quindi apriranno il loro sguardo e la loro produzione più su questi aspetti, ma questo verde non sarà solo, infatti ad accompagnare ed abbinare questo colore la stessa azienda Pantone ci fornisce 10 tavole cromatiche per creare i giusti abbinamenti per ogni tipo di esigenza:

COME SCRIVERE SUL WEB (I Parte)

La comunicazione on-line ha le sue regole. Il lettore, sul web, è di natura distratto, sempre di corsa, facilmente annoiabile. Non parte dall’idea di prestare attenzione al contenuto… la sua attenzione bisogna guadagnarsela! Una lettura a “F           Jakob Nielsen, Il guru della Web Usability, nel suo eyetracking study, ci dimostra come un navigatore visualizza una pagina Web:  Pur analizzando diverse strutture di pagina web, sullo schermo i nostri occhi “disegnano” sempre una forma a “F”. Due movimenti orizzontali in alto, il primo più lungo, il secondo più breve, seguiti da un movimento verticale a sinistra Questo studio ci conferma che il lettore sul web non legge riga per riga ma scorre la pagina alla ricerca di qualcosa che catturi il suo interesse. Quando ci troveremo ad elaborare dei contenuti per il web non dovremo quindi pensare ad adattarli ad una classica lettura: dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra, come per secoli era avvenuto sulla carta stampata; ma ad un movimento imprevedibile dello sguardo all’interno della pagina. Il nostro Cyber-lettore inoltre salta da un sito all'altro con facilità, dato lo sproporzionato numero di fonti che offrono le stesse informazioni, legge l'essenziale di una pagina, la chiude e continua la sua ricerca. Per scrivere e quindi per comunicare in modo efficace sul web si deve tener conto di determinati fattori e ricordare che la scrittura sul web non segue le regole tradizionali, ma, come abbiamo detto in apertura, ha delle regole tutte sue…spesso inverse a ciò che ci hanno insegnato per anni a scuola. Ma non le scopriremo oggi…vi do appuntamento al mio prossimo articolo: “COME SCRIVERE SUL WEB (II Parte)” che sarà prossimamente disponibile sul Blog Dasir.

ECONOMIA CRIMINALE: STATO VS MAFIA IN AZIENDA

…CHI LA SPUNTERA’?  La gestione delle aziende sequestrate alla criminalità organizzata rappresenta ancora oggi uno dei nodi cruciali e delle tematiche più dibattute e controverse sia in ambito economico sia in ambito giudiziario. Il legislatore ha cercato nel tempo di scoraggiare le organizzazioni criminali nel proliferare e ad interessarsi al mondo imprenditoriale e lo Stato ha provato a riappropriarsi dello spazio dal quale è stato estromesso e soprattutto cerca di garantire che i meccanismi concorrenziali vengano ripristinati. Nel corso degli anni è divenuto patrimonio diffuso la consapevolezza che un’efficace azione di contrasto al crimine sia possibile solo se all’ azione repressiva “classica” si affianca un intervento patrimoniale diretto ad eliminare i profitti illecitamente accumulati, che costituiscono la prima causa di questo tipo di delitti. La finalità dei sequestri è duplice: oltre a sottrarre ricchezze a chi le ha illecitamente accumulate, ripristinando e salvaguardando i corretti equilibri di mercato è il forte segnale che si dà ai cittadini ed all’economia sana di presenza dello Stato, soprattutto se poi, quelle stesse imprese riconosciute come mafiose, vengono gestite nel rispetto della legalità. Da anni sono state evidenziate le criticità emerse nella gestione dei beni sequestrati e nella destinazione di quelli confiscati definitivamente, in quanto dopo la confisca definitiva è operativa solo 1 azienda sequestrata su 10. Il sequestro fa subito emergere difficoltà sul piano di rapporti con gli istituti di credito, con i fornitori, con i clienti e con i dipendenti. Ad oggi nonostante siano state molte le modifiche apportate alla normativa esistente per migliorare la gestione delle aziende sequestrate e confiscate, la loro sopravvivenza passa attraverso la creazione ed il mantenimento di condizioni economiche e di mercato che possano garantire tutti gli operatori economici che rispettano la legalità. Obiettivo primario dovrà essere dunque evitare che le imprese che operano non rispettando le norme acquisiscano un vantaggio competitivo talmente grande da mettere in crisi le imprese corrette, attraverso sanzioni effettive, dissuasive da un lato e norme premiali, persuasive dall’altro che rendano finalmente “libero” il mercato in cui operano anche le aziende confiscate e sequestrate.

POLITICA ECONOMICA: IL NOSTRO…STATO-IMPRENDITORE?

Partiamo dalle origini della nostra costituzione. L’art.43 della Costituzione nella sua vocazione originaria, voleva essere una definizione del ruolo che, nel 1947 doveva avere lo Stato in ambito economico, considerando lo stesso non solo come mero regolatore ma proprio come il gestore dell’economia nazionale. Negli anni si è vista, date le spinte comunitarie ed internazionali, una notevole inversione di tendenza sfociata nelle politiche di privatizzazione e internazionalizzazione iniziate negli anni ’80 in America con Reagan ed nel Regno Unito con la Thatcher. Così, contemporaneamente all’apertura dei mercati, abbiamo assistito formalmente alla decadenza dei grandi monopoli pubblici ed al prevalere del concetto di libera concorrenza e dell’iniziativa privata rispetto a quella pubblica. La riserva dello Stato iniziava ad essere un’eccezione ed i pubblici poteri dovevano assicurare il funzionamento del mercato ed intervenire solo in caso di un loro fallimento. In realtà l’esempio pratico di una deroga alle regole della concorrenza iniziamo a trovarlo nel regime degli aiuti di stato ad imprese che svolgevano attività di interesse economico generale, come la riduzione della disoccupazione, il miglioramento delle condizioni di vita sanitarie, alimentari, abitative o l’implemento dell’istruzione. Ma è stato realmente così? ….nel 2004 il presidente dell’ Autorità Garante della Concorrenza aveva affermato che le nostre Utilities, in riferimento ad ENI ed ENEL avevano posto in essere comportamenti di abuso di posizione dominante, applicando prezzi troppo alti e comportandosi di fatto come monopoli. Com’è cambiata la situazione in oltre trent’anni? Ad oggi è possibile configurare all’interno del nostro sistema un equilibrio tra le regole della concorrenza ed i principi dell’economia sociale, un equilibrio volto a preservare le garanzie di ambiti quali la sicurezza e la giustizia sociale, necessari per la costruzione di quel Welfare State a tanti molto caro. Ad oggi lo Stato gestore continua a trovare la propria legittimità solo in quanto garante dei principi di eguaglianza e solidarietà sociale.

DASIR TECH, TRA INNOVAZIONE E SVILUPPO, A SMAU 2016

Mostra d'Oltremare 15 e 16 dicembre Pad. 6, Stand D10 Dasir Tech prenderà parte allo Smau Napoli 2016. Smau è ormai un appuntamento fisso per un’azienda, come la Dasir Tech, che fa della sperimentazione di nuove tecnologie, della ricerca in ambito informatico e dell’innovazione, i suoi capisaldi. La Mission aziendale è infatti pienamente in linea con i principi portanti di SMAU. La tappa di Napoli dello SMAU, che si terrà giovedì 15 e venerdì 16 dicembre, presso la Mostra d’Oltremare, si preannuncia una due giorni dedicata all’incontro tra sistema imprenditoriale e protagonisti dell’innovazione. Sarà, come sempre, un’esperienza unica per aggiornarsi sui progressi in ambito tecnologico, una grande opportunità di crescita e di affermazione sul territorio, ma soprattutto un momento prezioso per instaurare nuovi rapporti in ambito B2B, acquisire nuovi contatti e consolidare collaborazioni già in essere. Nello spazio espositivo ed in occasione dei diversi workshop ed interventi che terrà Salvatore Rullo, Founder e CEO, saranno presentati i diversi reparti dell’azienda, le competenze ed i principi che li caratterizzano, ma sarà di certo riservato grande spazio alla Startup, firmata Dasir Tech: SPEFFY – Il Motore di Ricerca dello Sport, una vera innovazione in ambito sportivo. Un portale speffy.com che, seppur giovanissimo, sta riscuotendo grandissimi consensi nel mondo dello Sport e del Fitness e che sta pian piano ritagliandosi un posto importante in questo panorama, gettando le basi in vista dell’imminente lancio ufficiale per il grande pubblico. Non ci resta che darvi appuntamento il 15 e 16 dicembre, allo stand D10, padiglione 6 della Mostra d’Oltremare. Clicca su questo link: www.smau.it/invite/na16/dasir1/ per ricevere il nostro invito omaggio.

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