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ARC, LA PENNA VIBRANTE CHE AIUTA I MALATI DI PARKINSON A SCRIVERE

ARC, LA PENNA VIBRANTE CHE AIUTA I MALATI DI PARKINSON A SCRIVERE

La micrografia è una delle tante conseguenze negative legate al morbo di Parkinson: chi è affetto dalla malattia tende infatti, con il passare del tempo, a scrivere lettere e parole in modo sempre più piccolo, fino a trasformare intere frasi in tratti talvolta incomprensibili. Una soluzione al problema potrebbe essere rappresentata dal progetto portato avanti da un team di studenti del Royal College of Art e dell’Imperial College di Londra.   Il dispositivo in questione si chiama ARC ed è una speciale penna equipaggiata con motori che, vibrando, stimolano in modo mirato alcuni muscoli, così da migliorare il controllo del movimento da parte del paziente.   Le sue dimensioni generose, inoltre, rendono più semplice l’impugnatura da parte di chi ha difficoltà a coordinare in modo preciso la posizione delle dita. Ciò che rende ancor più interessante il progetto è la sua origine: il gruppo di studenti ha iniziato a svilupparlo non con la finalità di consentire ai malati di Parkinson una scrittura più agevole, ma con l’obiettivo di far testare a chiunque che tipo di disagio comporta essere affetti dalla patologia.   L’approccio utilizzato per ARC potrebbe in futuro essere applicato anche ad altri oggetti di utilizzo quotidiano, come pennelli per il trucco o mouse per il computer. L’obiettivo di queste soluzioni è quello di semplificare la vita di coloro che soffrono di questa problematica, in attesa che la ricerca in merito alle sindromi neurodegenerative compia un significativo passo in avanti.

AQUACELL...LE BATTERIE CHE RISPETTANO L'AMBIENTE

AQUACELL...LE BATTERIE CHE RISPETTANO L'AMBIENTE

Quanti di voi si sono trovati pronti per immortalare un momento stupendo per poi ritrovarsi con le batterie della fotocamera scariche? Oppure subire inesorabilmente un gol nel bel mezzo di una sfida con i nostri amici al videogames preferito poiché il joypad si era scaricato? Forse tutto questo sta per cambiare perché sono arrivate in commercio delle batterie che promettono di non avere nessuna data di scadenza, permettendo dunque di riporle nel cassetto pronte per essere utilizzate, ma la vera novità è che si attivano con l’ “acqua”.   Si chiamano Aquacell appunto, e per quelli come noi che rispettano la natura possono probabilmente essere definite le uniche batterie a rispettare l’ambiente. Presentate per la prima volta a Ginevra, le pile che potrebbero rivoluzionare il mondo delle batterie, sono nate dall’idea di uno scienziato Olandese di nome Niels Bakker, che insieme ai colleghi Olivier Chauffat, Patrice Horowitz e Laurent Arnoux, ha pensato bene di cambiare il concetto di pila.   “Ci sono voluti quasi quattro anni di ricerca e sviluppo per raggiungere una pila dal design pulito, che contiene pochissimi metalli pesanti e che funziona dopo cinque minuti di immersione in acqua” afferma l’ideatore. Da allora, una fabbrica situata nella provincia di Guangdong in Cina produce tra i 3 e i 5 milioni di batterie al mese.   “E' leggera e progettata sulla base di polveri organiche non inquinanti”, spiega Patrice Horowitz, a differenza delle batterie tradizionali che contengono molte sostanze inquinanti. Pesa solo 12 grammi e iniziano a fornire energia pulita solo dopo essere state immerse nell'acqua.   “Al momento di lasciare la fabbrica, le batterie sono scariche, non hanno nessuna tensione o amperaggio”, aggiunge. Di conseguenza, non hanno una data di scadenza, a differenza di quelle alcaline che hanno una durata di circa otto anni. Ciò implica anche meno rifiuti.                 Inoltre, mentre le batterie convenzionali sono riciclabili solo al 50%, le Aquacell possono essere riciclate all'85 % e a basso costo offrendo di fatto un'alternativa ecologica per i consumatori.   Ma i vantaggi sono molteplici. A partire dalle materie prime che provengono da fonti sostenibili. A differenza delle batterie tradizionali, sono stati infatti rimossi quasi tutti i metalli pesanti e altri materiali pericolosi come idrossido di potassio. Attualmente sono già in commercio in Svizzera ma ovviamente è possibile trovarle anche online. L'unico inconveniente è che una volta attivate, durano un po' meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti, di fatto al momento le batterie sono destinate agli oggetti comuni con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini, ma la speranza ovviamente è che possano migliorare fino ad arrivare agli apparecchi elettronici di largo consumo. Insomma, delle batterie che promettono bene ma soprattutto che guardano al futuro nascendo di fatto dall’idea di rendere uno degli oggetti più utilizzati al giorno d’oggi nei più svariati ambiti, e forse anche uno di quelli più inquinanti, più green verso l’ambiente e di conseguenza verso di noi.   [youtube]https://youtu.be/ViIgJwd0mP8[/youtube]

COME USARE LE NUOVE EMOJI SU IOS 8.3

COME USARE LE NUOVE EMOJI SU IOS 8.3

È da qualche giorno che iOS 8.3 è stato lanciato sulla gamma mobile della Apple. Questo nuovo aggiornamento promette di risolvere una serie di problemi che affliggevano gli ultimi iphone e ipad, ma la novità più sfiziosa e degna di attenzione riguarda sicuramente la nuova tastiera emoji con l’introduzione di 300 caratteri tutti nuovi. Scrivere un messaggio da whatsapp o da qualsiasi altra applicazione adesso sarà ancora più soddisfacente! Oppure più stressante, per chi viene preso dall’imbarazzo della scelta e non sa quale scegliere… oppure più caotico per chi sceglie di inserirle tutte ed intasare la chat del destinatario. La principale novità consiste nell’aver reso multietnica la squadra di emoji: New entry sono le icone raffiguranti genitori dello stesso sesso, un’iniziativa gay-friendly voluta dallo stesso CEO di Apple Tim Cook che ha pubblicamente rivelato di essere gay. Ma non è tutto: sia per le classiche che per le nuove faccine sono disponbili sei etnie diverse: basta poggiare il dito per un paio di secondi su di esse e sarà possibile scegliere il colore di pelle che desideriamo. Un’ottima iniziativa per la lotta contro pregiudizi e discriminazioni razziali!

AMAZON VS FALSE RECENSIONI: CHE LA BATTAGLIA ABBIA INIZIO

AMAZON VS FALSE RECENSIONI: CHE LA BATTAGLIA ABBIA INIZIO

In tempi di crisi, tutto ha un prezzo e tutto è in vendita; non fanno eccezioni le recensioni, che sono acquistabili in convenienti pacchetti promozione a seconda delle esigenze. Queste “False” recensioni, sono acquistabili dai “venditori” che espongono i propri prodotti sui più famosi e-commerce, e su richiesta di questi ultimi, vengono applicate a determinati prodotti con lo scopo di aumentarne l’appeal e di conseguenza l’appetibilità. Tra i più famosi portali di e-commerce colpiti dalle false recensioni non manca Amazon. Quest’ultima, tra le varie, ha sempre basato la propria politica di vendite sulla cura del cliente e sui feedback rilasciati dallo stesso sotto forma di recensioni, conquistandosi meritatamente negli anni un elevato livello di “Customer Satisfaction”. E proprio Amazon, il colosso dell’e-commerce di Seattle, ha deciso di tirare fuori le unghie per fermare il fenomeno dei venditori che pagano questi veri e propri servizi perché inseriscano recensioni positive e ranking a cinque stelle su determinati prodotti, ingannando così le aspettative dei migliaia di clienti che effettuano ogni giorno innumerevoli acquisti sul noto e-commerce. Una denuncia presentata ad un tribunale rivela che Amazon ha deciso di perseguire quattro siti di recensioni di venditori (buyazonreviews.com, buyamazonreviews.com, bayreviews.net e buyreviewsnow.com), denunciando che i venditori di recensioni “minacciano di minare la fiducia degli utenti e la maggior parte dei rivenditori e dei produttori che sono su Amazon, offuscando anche l’immagine della stessa”.   Dopo tutte le verifiche del caso, Amazon ha deciso di portare in tribunale lo sviluppatore californiano Jay Gentile, operatore dei quattro siti web, per falsa pubblicità, violazione di marchio commerciale e violazione dell’Anticybersquatting Consumer Protection Act and Washington Consumer Protection Act.   Amazon ha chiesto alla Corte Suprema della Contea di King, nello stato di Washington, che i quattro siti smettano di utilizzare il nome dell’azienda e soprattutto di vendere le finte recensioni, e che vengano ovviamente condannati al pagamento delle parcelle degli avvocati e di tutti i danni provocati.   Amazon chiederà risarcimenti economici a tutti coloro che, secondo l’azienda, possano compiere azioni che danneggino la sua credibilità. Personalmente penso che la presa di posizione del colosso sia più che giusta, in quanto da utente utilizzatore della famosa piattaforma non vorrei arrivare a non avere più fiducia nei confronti del venditore e di chi nel caso specifico agisce da garante. Il portale, intanto, rassicura tutti gli utenti: le finte recensioni sono state rintracciate e rimosse, e quelle che si trovano ora su Amazon sono da considerarsi reali. La battaglia di Amazon contro le false recensioni è appena iniziata….

MOBILE REVOLUTION: DAL 21 APRILE GOOGLE PREMIERA’ I SITI MOBILE-FRIENDLY

MOBILE REVOLUTION: DAL 21 APRILE GOOGLE PREMIERA’ I SITI MOBILE-FRIENDLY

Dal 21 Aprile 2015 Big G ha deciso di aggiornare l’algoritmo di ranking delle pagine web introducendo un nuovo fattore: il “mobile-friendly”.   La scelta andrà a favorire tutti i siti che sono ottimizzati per la visualizzazione e l’usabilità su dispositivi mobili. Ciò significa che tutti coloro che non hanno ancora un sito ottimizzato per i dispositivi mobile saranno penalizzati da Google nel posizionamento all’interno dei risultati di una ricerca. La scelta del colosso di Mountain View può essere giustificata dal fatto che negli ultimi anni l’utilizzo dei dispositivi mobile per la navigazione web diventa sempre più predominante. Ciò lo si può capire dai dati di sintesi della Total Digital Audience rilevata nel mese di gennaio 2015 da Audiweb:   Oltre ai dati sulle quantità, che evidenziano la supremazia della fruizione di contenuti web attraverso dispositivi mobili, è molto interessante capire come il tempo speso online è distribuito in relazione ai vari device.  Valutando in un intervallo di tempo più ampio questi dati emerge anche che l’utilizzo quotidiano di internet da dispositivi mobile ha avuto una crescita del 20% negli ultimi dodici mesi. La domanda sorge ora spontanea: Come ottimizzare il proprio sito per i dispositivi mobili? Tipicamente ci sono due strade da seguire: -Sito mobile dedicato esclusivamente ai dispositivi mobili. -Layout responsive con una struttura che dinamicamente si adatta a qualsiasi grandezza del display. Quale delle due scegliere? Dal punto di vista tecnico entrambe le soluzioni possono portare ad un buon risultato. Il consiglio però è quello di adottare un design responsive, in quanto pubblica lo stesso codice HTML nel medesimo URL, a prescindere dal dispositivo dell'utente (computer desktop, tablet, cellulare, browser non visuale), ma è in grado di adattarne la visualizzazione in base alle dimensioni dello schermo. Si tratta inoltre anche del criterio di progettazione consigliato da Google. Per verificare se il vostro sito, secondo Google, è mobile friendly ecco il link https://www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly/ di uno strumento che vi aiuterà. Passare il test significa che Google considera il vostro sito “mobile friendly”, ma questo non vuol dire necessariamente che il sito sia ottimizzato al meglio. L’ottimizzazione completa passa attraverso molteplici fattori di cui Google non tiene conto con questo tool.   Appuntamento ad un prossimo how-to in cui vi mostrerò come creare velocemente un layout responsive!

28 MARZO 2015...DASIR TECH AL WEBUPDATE

28 MARZO 2015...DASIR TECH AL WEBUPDATE

La nostra esperienza come Media Partner del WebUpDate 2015! Solitamente ci piace parlarvi di notizie che riguardano il mondo IT , notizie che possano interessare gli appassionati del mondo dell’informatica e del web in generale. Oggi però voglio raccontarvi come noi di Dasir Tech abbiamo vissuto questa bellissima esperienza chiamata WebUpDate. L’evento che si svolge ogni anno a Città della Scienza è un’occasione unica, in particolare per il Sud Italia, per poter parlare del mondo digital e delle sue conseguenze sia in ambito professionale che nella vita di ognuno di noi. Abbiamo conosciuto esperti del settore come Fabio Lalli, Davide Basile, Robin Good, Fabrizio Barbarossa, Luigi Marino, oltre ovviamente ad Alessandro Mazzù e tutto lo staff che organizzano questo impegnativo ma imperdibile evento.Inoltre avere la possibilità di conoscere giovani e studenti appassionati di comunicazione e web marketing ci ha dato ancora di più voglia di fare al meglio il nostro lavoro. Ci teniamo a ringraziare tutti i presenti e le persone che hanno interagito con noi…è stato un onore avere la possibilità di fare quello che crediamo dia più valore ad una azienda: parlarvi “occhi negli occhi” di noi, di Dasi Tech.                         

LE APP CHE AIUTANO LA DISABILITÀ

LE APP CHE AIUTANO LA DISABILITÀ

Nel mondo mobile esistono centinaia di App che svolgono le più svariate funzioni. Vediamo quelle che aiutano la disabilità.... Oggi vi segnalo alcune App dedicate a persone affette da disabilità, che rendono la loro vita più facile nel comunicare, ascoltare, ricordare, e altro ancora. Per le persone non vedenti, la prima cosa da imparare è la lingua Braille. Ci sono App per smartphone che possono aiutare in questo. Per iOS, una buona App è Braille Writer. L'interfaccia è molto semplice ed è un ottimo strumento per l'apprendimento e l'insegnamento braille. Include una tastiera personalizzata con i caratteri braille, spelling out traslitterato del testo, esportazione del testo in pdf e rtf, condivisione sui social e altro. Per Android invece troviamo Braille Guide, un’App molto simile alla versione iOS, ma include anche esercitazioni. Per quanto riguarda i non udenti, il linguaggio da imparare il più velocemente possibile è la lingua dei segni. Per iOS, ci sono poche possibilità, ma l’App che mi è piaciuta di più è stata Marlee Signs. Marlee Matlin è un'attrice premio Oscar, più nota al grande pubblico per il suo ruolo di Joey Lucas in "The West Wing”. L’attrice ha realizzato un’App gratuita per la lingua dei segni che insegna i fondamenti della ASL (lingua dei segni americana), dell’alfabeto e vocabolario di base fino alle espressioni comuni nella vita di ogni giorno con dimostrazioni video di alta qualità con protagonista Marlee Matlin e tanto altro ancora. Per i fondamenti della LIS (lingua dei segni italiana), vi segnalo Dizionario LIS. Gli utenti Android possono utilizzare un'App chiamata Spread The Sign. Quest’App sostiene di essere il "più grande dizionario della lingua dei segni del mondo, con oltre 200.000 segni". E si è in grado di imparare il linguaggio dei segni in varie lingue. Anche per i dislessici c’è un’App? Certo!!! Per iOS esiste DyslexiaKey. Quest’App rende l'uso dello smartphone molto più facile perché ingrandisce il font delle lettere. Inserisce anche alternando bastone/lunghezze di coda. Funziona anche in WhatsApp, Facebook, iMessage, e Snapchat. L’alternativa Android si chiama Keyboard for Dyslexics. Sugli store si trovano App per qualsiasi tipo di disabilità...perché per tutto c’è un’App!

GOOGLE DOODLE, COME TRASFORMARE UN MOTORE DI RICERCA IN OPERE CREATIVE

GOOGLE DOODLE, COME TRASFORMARE UN MOTORE DI RICERCA IN OPERE CREATIVE

I maggiori eventi del 2014 in “versione Google” Google, uno dei più famosi motori di ricerca mondiale, sempre pronta ad offrire nuovi servizi per l’utente, nel 1999 crea i Doodle. A distanza di molti anni, è difficile pensare che nessuno oggi sappia cosa siano ma, qualora fosse così, vi dico che per “Google Doodle” si intende una versione modificata del logo della compagnia, in base all’evento o al momento particolare cui fa riferimento: esistono infatti Doodle natalizi, di halloween, di ogni festività, quelli dedicati ai personaggi storici per il loro anniversario,  ecc… A creare i Doodle è stato il designer Dennis Hwang, fortemente voluto Larry Page e Sergey Brin (creatori di google) che realizzò il primo Doodle per celebrare il festival del Burning Man, che in otto giorni chiude il noto Labor Day nel deserto del Nevada. I doodle inizialmente nascono  per incoraggiare il talento dei ragazzi che, tramite dei contest creativi (inventati dagli autori di google), devono personalizzare il classico logo. A disegnare ora i Doodle è un team di esperti che valuta anche proposte che arrivano da tutto il mondo. Per chi volesse proporre un Google Doodle, è possibile farlo inviando una email a proposals@google.com, indirizzo al quale è consentito anche chiedere al team di realizzare un Doodle per una festività che non è stata celebrata. Ripercorriamo i Doodle più importanti del 2014 in Italia: Gennaio 2014: Il 9 gennaio 2014 è stato il 106° anniversario della nascita di Simone de Beauvoir, personalità di spicco della letteratura e del femminismo. Febbraio 2014: Iniziate il 7 febbraio 2014, anche le Olimpiadi invernali hanno il loro bravo doodle dedicato, colorato e futurista. Marzo 2014 Il primo giorno di primavera annunciato da Big G   Aprile 2014: Il 22 aprile 2014 è stato il Giorno della Terra, ovvero l’Earth Day 2014, e ha visto celebrare col doodle tutti gli animali, non solo i mammiferi, che danno ricchezza e benefici al mondo.   Maggio 2014: Una donna poco celebrata e poco conosciuta prende il suo posto il 16 maggio 2014, giorno del suo 296° anniversario della nascita; si tratta di Maria Gaetana Agnesi, matematica e filosofa italiana.   Giugno 2014: Non potevamo saltare la nostra Festa della Repubblica, il 2 giugno, che ricorda il referendum del 1946 con cui finì la monarchia in Italia e i cittadini votarono per passare alla Repubblica.   Luglio 2014: Evento centrale di luglio, giorno 18, è il 96° anniversario della nascita di Nelson Mandela.   Agosto 2014: Sempre nascite, ma stavolta il 4 agosto 2014: è l’anniversario – il 180° – della nascita di John Venn padre dei famosi diagrammi, logico e filosofo d’eccezione.   Settembre 2014: Sono passati ben 540 anni ma Google non si scorda di lui: l’8 settembre 2014 si celebra l’anniversario della nascita diLudovico Ariosto, rappresentando nel Doodle una scena dall’Orlando Furioso.     Ottobre 2014: La polio è pressoché sparita. E tutto questo grazie al fatto che il 28 ottobre di 100 anni fa nasceva il dottor Jonas Salk, che sviluppò il primo vaccino efficace per la polio (poi combinato con quello di Sabin).   Novembre 2014: Un traguardo eccezionale per la scienza e per l’umanità: il 12 novembre 2014 gli scienziati dell’ESA hanno fatto atterrare il lander robotico Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.   Dicembre 2014: Freud di solito fa pensare a Sigmund. Ma questo doodle del 3 dicembre ricorda il 119° anniversario della nascita diAnna Freud, figlia d’arte e fondatrice della psicoanalisi infantile    

COME EVITARE DI ESSERE TAGGATI NELLE FOTO DEGLI AMICI DI FACEBOOK

COME EVITARE DI ESSERE TAGGATI NELLE FOTO DEGLI AMICI DI FACEBOOK

Il concetto di privacy su Facebook è relativo, ma non significa che non si possa limitare, se pure tramite impostazioni a volte un pò "rognose" da trovare. Oggi vi voglio parlare di come bloccare l'autoriconoscimento del vostro volto sulle foto dei vostri amici. Facebook ha una funzionalità di facial recognition, che viene attivata quando un utente carica una foto. Se il tuo volto sarà riconosciuto nella foto, sarà automaticamente "suggerito" all'autore della foto per permettere di inserire i tag più velocemente. Se ci tieni alla tua privacy su Facebook ed online in generale, fai molta attenzione ai prossimi step. Ricorda che modificando queste impostazioni, eviterai solo l'auto suggerimento del vostro nome, ma i vostri amici potranno sempre taggarvi nelle foto. Per iniziare entriamo nel nostro account Facebook e clicchiamo sulla freccetta, in alto a destra, per aprire il menu a tendina. Clicchiamo su "Impostazioni" Clicchiamo su "Timeline e Tagging" sulla lista a sinistra.  Andiamo su “How can I manage tags people add and tagging suggestions” alla voce “Who sees tag suggestions when photos that look like you are uploaded.” Clicchiamo su "Edit" e dal menu a tendina clicchiamo su "Nessuno".                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Clicchiamo su chiudi per chiudere i dettagli del menu. Chiudendo, le impostazioni saranno salvate. Ricordiamo che tale impostazione evita solo l'autosuggerimento non evita il tag. Per evitare il tag o richiedere la vostra autorizzazione per permettere il tag...aspettate la prossima guida.

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