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USB KILL: IN VENDITA LA CHIAVETTA CHE MANDA KO I COMPUTER

Tra le tante minacce presenti all’interno del mondo informatico, di sicuro, USB Kill è una di quelle che non può passare inosservate a causa dell’incredibile potenziale distruttivo della stessa: questa speciale chiavetta USB, infatti, finendo tra le mani di hacker (e malintenzionati affini) potrebbe mettere ko qualsiasi computer, semplicemente con il collegamento ad una comune porta USB. La particolarità di questo pericoloso accessorio, che è in sostanza identico nell’aspetto a qualunque 5chiavetta USB, è la sua capacità di di colpire la porta USB con 240 volt negativi, un’operazione resa possibile dal fatto che, al suo interno, USB Kill è dotata di una serie di convertitori per la corrente, nonché di condensatori che sono stati precedentemente sottoposti ad una carica di tipo negativo. In sostanza, all’interno della chiavetta il convertitore DC/DC presente smette di funzionare quando viene raggiunta la tensione, dopodiché, l’energia presente in USB Kill viene rilasciata all’interno della macchina, con il risultato che la scheda logica del computer preso di mira, viene danneggiata in maniera rilevante: l’operazione è possibile, secondo il rivenditore del gadget, sul 95% dell’hardware che si trova sul mercato. Da questo punto di vista, a distinguersi per la presenza di soluzioni tecnologiche che possano impedire il verificarsi di simili eventi, è Apple: l’azienda di Cupertino, infatti, avrebbe inserito nei suoi device dei circuiti adibiti alla protezione derivante da sovraccarichi. Inoltre la USB Kill viene venduta (solo) a 49,95 euro. Ecco come funziona: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=3hbuhFwFsDU[/youtube]  

BREXIT & TECH, GLI EFFETTI NEL MONDO DIGITALE

Ormai una delle notizie di cui tutti parlano è sicuramente la questione Brexit. Probabilmente è una di quelle vicende di cui se ne parlerà veramente per molto. Nel caso qualcuno si fosse perso questa news, facciamo una piccola precisazione: Brexit è il nome del referendum con cui i cittadini britannici hanno deciso di uscire dall’Unione Europea ed il risultato ha determinato una chiusura definitiva della Gran Bretagna verso l’Europa. In realtà il Regno Unito non ha mai troppo amato l’Europa, questo piccolo dissenso lo si può notare anche dalla mancata adesione del regno britannico ad adottare la moneta europea, pretendendo di mantenere la propria vecchia moneta. La prima conseguenza della Brexit sono state le dimissioni dell'ormai ex premier Cameron che ha tentato fino all'ultimo di convincere gli elettori a votare per il Remain, dopo aver però palesato in precedenza una vera e propria indecisione sul tutto, così da far sentire smarriti anche gli elettori. Ma quali saranno le ripercussioni di questa scelta in campo tecnologico? La risposta delle grandi aziende non ha tardato ad arrivare, infatti da subito i grandi colossi come Samsung ed LG si dichiarano pronti a lasciare la Gran Bretagna. Una scelta non certo di poco conto, considerando che i loro quartieri generali in Europa si trovano proprio lì…questo perché alle aziende orientali interessa vendere all’interno dell’Unione Europea, ma soprattutto evitare i dazi doganali, che verrebbero fuori se dovessero spostare e produrre nella propria patria, quindi un mercato completamente distrutto dalle spese che dovrebbero affrontare. Anche l’azienda Acer prende atto del fatto che probabilmente ci saranno gravi conseguenze, però per ora l’azienda non ha ancora parlato delle contromisure che verranno adottate. Non solo il settore hardware, ma anche quello software e dei videogiochi desta preoccupazioni, perché senza accordi con l’UE non sarà facile assumere dipendenti che non siano del Regno Unito e perché il mercato dei videogame e dei software si basa molto sull’esportazione, quindi eventuali barriere doganali potrebbero danneggiare molto anche quest’industria. Infine il Regno Unito in questo modo potrebbe non rispettare alcune norme in ambito di privacy, mercato unico digitale, blocco geografico dei servizi e roaming telefonico. Non ci resta che aspettare e vedere come andrà a finire…

WINTERGATAN MARBLE MACHINES

Una “Marble Machines” non è altro che una meccanismo più o meno complesso, azionato a mano o da piccoli motori elettrici, che hanno il solo scopo di far girare delle biglie lungo un percorso più o meno complesso. Così descritte si prestano a facili battute, ma è piacevole starle a vedere, e ancora più piacevole realizzarle. Sicuramente qualcosa ne sa il musicista svedese Martin Molin, della band Wintergatan, che ha realizzato appunto una marble machines, uno strumento fatto di legno e alimentato a mano tramite una manovella che aziona un assortimento eclettico di strumenti: una grancassa, imbuti, piatti, vibrafono, contrabbasso, chitarra e oltre duemila biglie. Praticamente un’opera ingegneristica da suonare. Sperava di realizzarlo in pochi mesi racconta, ma il progetto ha impiegato quasi un anno e mezzo per concludersi. Molin racconta di essersi ispirato agli strumenti musicali meccanici del Museo Speelklok a Utrecht nei Paesi Bassi a cui ha unito la passione per l’artigianato dando vita così ad un progetto unico. Il video girato da Hannes Knutsson caricato su YouTube ha già superato i 17 Milioni di visualizzazioni. Non resta dunque che ammirare quest’opera d’arte e il suo inventore all’opera: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=IvUU8joBb1Q[/youtube]

I 50 GADGET TECNOLOGICI PIÙ INFLUENTI DI TUTTI I TEMPI SECONDO TIME MAGAZINE

Il Time è noto (fra le altre cose) per la sua classifica sulle 100 persone più influenti del Pianeta. Ebbene, quest’anno la prestigiosa rivista americana ha voluto spingersi oltre, andando a sancire anche quelli che – a suo modo di vedere – sono gli oggetti tecnologici che hanno cambiato la nostra vita e il nostro lavoro. Tra questi ci sono anche pezzi d’antan come il Walkman di Sony, la tv Sony Trinitron del 1968, il Nokia 3210 che è stato il telefonino bestseller dell’azienda finlandese, continuando con i più moderni FitBit, iPod e Google Glass. Trovate qui la classifica completa. La Top 3 di questa interessante classifica: Apple iPhone (2007) Tv Sony Triniton (1968) Apple Machintos (1984) ” Apple was the first company to put a truly powerful computer in the pockets of millions when it launched the iPhone in 2007.  What really made the iPhone so remarkable, however, was its software and mobile app store, introduced later. The iPhone popularized the mobile app, forever changing how we communicate, play games, shop, work, and complete many everyday tasks.The iPhone is a family of very successful products. But, more than that, it fundamentally changed our relationship to computing and information—a change likely to have repercussions for decades to come. [...] “, queste le principali motivazioni di Time Magazine. La classifica è stata stilata da giornalisti, scrittori, analisti ed esperti di mercato per Time Magazine. Non tutti i prodotti citati sono stati successi commerciali, ma tutti, secondo la rivista, hanno avuto un impatto fondamentale nell’evoluzione del mondo tecnologico. Anche i Google Glass che compaio all’ultimo posto. Secondo Time, infatti, gli occhiali ‘smart’ dell’azienda di Mountain View “non sono mai decollati ma anno rappresentato un punto di partenza importante per il futuro dei dispositivi indossabili”. Nella classifica colpiscono due elementi. Il primo è la presenza di ben cinque prodotti Apple (oltre all’iPhone ci sono anche il Macintosh, l’iPod, l’iPad e l’iBook) a dimostrazione di come l’azienda co-fondata da Steve Jobs abbia cambiato il modo in cui viviamo la tecnologia. L’altro elemento di spicco è la presenza di molti gadget ‘vintage’, davvero fondamentali nel corso della storia come il Walkman di Sony, il Commodore 64, la tv Sony Trinitron del 1968, il Nokia 3210 (ha venduto oltre 160 milioni di pezzi nel mondo) e il Motorola Dynatac 8000x, il primo cellulare portatile della storia datato 1984.  

TROPPA TECNOLOGIA FA MALE?

La tecnologia ha invaso la nostra quotidianità. Siamo bombardati continuamente da diversi flussi di informazione come il telefono, il computer, la tv e siamo in grado di fare sempre più cose contemporaneamente. Ma a quale prezzo? Il grido d'allarme arriva da alcune mamme su forum specializzati: “Aiutatemi – si legge. Mio figlio sa usare smartphone e tablet ma ancora non impara ad allacciarsi le scarpe!! Come posso fare?”. Sono sempre più i genitori preoccupati perché i propri pargoli – dagli 0 ai 13 anni – passano sempre più tempo con computer, smartphone, tablet e altre diavolerie elettroniche. Sono i bambini digitali. Ormai gran parte dei bambini, anche di pochi anni, riesce ad utilizzare con apparente disinvoltura il sistema touchscreen dello smartphone o del tablet quasi si trattasse di un sesto senso innato. Capita spesso di vedere piccoli che muovono a difficoltà i primi passi senza il sostegno dei genitori, ma già capaci di giocare con le loro app preferite o perfettamente in grado di cambiare schermata. Vista la crescita costante del fenomeno, sempre più scienziati sociali e psicologi si interessano al fenomeno. Gli avvertimenti sui potenziali danni del tempo eccessivo dedicato a queste forme di tecnologia vanno da possibili disturbi dello sviluppo per i bambini molto piccoli, quando si ritiene che l’interazione con le persone debba essere assolutamente prevalente rispetto a quella con l'elettronica , a problemi di sovrappeso e obesità per i più grandi, che stando seduti di fronte a computer e videogiochi sottraggono tempo allo sport e al movimento, oltre che per la mancata interazione  con i coetanei. Uno dei timori dell’eccesso di vita digitale per i più piccoli è che sia un ostacolo allo sviluppo del linguaggio. Le ricerche neuroscientifiche dicono che essere esposti passivamente al linguaggio, per esempio guardando la televisione, non ne favorisce l’acquisizione, che al contrario necessita di interazione costante con gli adulti. Per questo motivo, una app che favorisca il gioco e lo scambio è sicuramente meglio di una con cui il bambino si intrattiene da solo. Altro messaggio importante è che la qualità dei contenuti è più importante della piattaforma utilizzata e del tempo passato a intrattenersi. Ci sono applicazioni e giochi che possono avere un importante contenuto educativo e anzi favorire alcune competenze. Come qualunque altra tecnologia presentano dei rischi ma offrono anche numerose opportunità che non ha senso far perdere ai bambini e ai ragazzi. Gli effetti possono essere positivi o negativi, ma il mezzo in sé non va esaltato. Quello che però i genitori possono e dovrebbero fare è comportarsi da genitori: stabilire regole d’uso e dare il buon esempio, decidendo che alcuni tempi e zone siano liberi dalla tecnologia per tutta la famiglia, per esempio i pasti, i momenti dedicati a fare qualcosa insieme, o la camera da letto. I genitori di oggi sembra stiano perdendo la capacità di stare in contatto con i figli, di comprendere le loro emozioni, di entrarci in relazione, di essere un significativo e affascinante punto di riferimento. Educare vuol dire accettare che l’altro è diverso da noi, che diventi libero, accettare senza criticare, dare consigli, aiutare i bambini a decodificare le opportunità offerte dalla tecnologia digitale.

MICROSOFT SURFACE BOOK: L’EVOLUZIONE DEI PC PORTATILI

  Microsoft Surface Book, il primo 2-in-1 di casa Redmond, è finalmente arrivato, ma non in Europa per ora. E’ una vera e propria ridefinizione del concetto di laptop. Un agglomerato di versatilità design e potenza. Il primo nel suo genere che offre la comodità del touch, la precisione della penna e la professionalità del mouse. Oggi la Dasir Tech vi offre la visione del primo unboxing di questo straordinario ed innovativo prodotto: in particolare vedremo la versione con Intel Core i7, 16GB di RAM ed SSD da 512GB. A realizzare il video è stato Windows Central, acquistando il Surface Book  in occasione dell'apertura del nuovo Flagship Store di Microsoft situato a New York. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=PAxD9qkElRQ[/youtube] Nel frattempo arrivi in Europa ecco a voi le specifiche del prodotto: (clicca sull'immagine per ingrandirla)

BENVENUTO WINDOWS 10: GUIDA ALL’INSTALLAZIONE DEL NUOVO SISTEMA OPERATIVO

Dal 29 luglio è disponibile l’ultima versione del più diffuso sistema operativo di sempre: Windows 10. Windows 10 è il sistema operativo finale della Microsoft, di conseguenza da questo momento saranno previsti solo gli upgrade automatici del sistema. Windows 10 sarà anche il sistema operativo installato su qualsiasi tipo di dispositivo Microsoft: pc, notebook, tablet e smartphone ed avrà un unico App store con app compatibili con tutti i dispositivi. Il prezzo previsto per l’Europa sarà di 130,00 € IVA inclusa e sarà distribuito solo su chiavetta USB bootable.  Una piccola guida per l’installazione del sistema operativo: Da qualche mese, su ogni pc equipaggiato con qualsiasi sistema operativo Microsoft a partire da Windows 7 è comparsa una icona a forma della solita bandiera della Microsoft nel gruppo delle Tray Icon, sulla barra delle applicazioni a destra. Cliccando sull’icona c’è un wizard che guida l’utente sull’upgrade al nuovo sistema operativo. Una volta che il wizard ha calcolato che le prestazioni della macchina soddisfino i requisiti minimi per l’installazione, si può partire con l’upgrade. Dopo circa 45 min (dipende dalla potenza della macchina) automaticamente ci ritroviamo sulla pagina del Login del sistema operativo ed il sistema sarà pronto. Io consiglio sempre e comunque di eseguire un backup dei dati importanti prima dell’aggiornamento poiché se qualcosa non andasse a buon fine potrebbero i dati essere perduti anche senza alcun preavviso dal wizard. Le nuove features di Windows 10 Al primo avvio del nuovo sistema ci ritroviamo sulla pagina di Login dove bisogna inserire la password per l’accesso al sistema. Già qui possiamo notare i primi miglioramenti, come lo spazio in basso a sinistra con l’elenco degli utenti sui quali è possibile cliccare ed eseguire lo switch. Dopo aver inserito le credenziali compare di nuovo il vecchio caro desktop con il solito bottone in basso a sinistra da cui compare il menu delle applicazioni che presenta anche l’interfaccia metro con le icone interattive. Un’altra feature interessante e comoda è l’aggiunta dell’icona “Visualizzazione attività”, che consente di dare uno sguardo alle attività correnti e di aggiungere ulteriori desktop a quello utilizzato.         Conclusioni Dopo i primi test effettuati ed usando inizialmente il sistema, sembra essere almeno veloce quanto Windows 8.1, se non di più, ed inoltre risulta essere più intuitivo dei precedenti sistemi operativi Microsoft. Previo salvataggio dati, consigliamo a tutti di effettuare quanto prima l’upgrade per provare questo interessante prodotto della Microsoft.

AQUACELL...LE BATTERIE CHE RISPETTANO L'AMBIENTE

Quanti di voi si sono trovati pronti per immortalare un momento stupendo per poi ritrovarsi con le batterie della fotocamera scariche? Oppure subire inesorabilmente un gol nel bel mezzo di una sfida con i nostri amici al videogames preferito poiché il joypad si era scaricato? Forse tutto questo sta per cambiare perché sono arrivate in commercio delle batterie che promettono di non avere nessuna data di scadenza, permettendo dunque di riporle nel cassetto pronte per essere utilizzate, ma la vera novità è che si attivano con l’ “acqua”.   Si chiamano Aquacell appunto, e per quelli come noi che rispettano la natura possono probabilmente essere definite le uniche batterie a rispettare l’ambiente. Presentate per la prima volta a Ginevra, le pile che potrebbero rivoluzionare il mondo delle batterie, sono nate dall’idea di uno scienziato Olandese di nome Niels Bakker, che insieme ai colleghi Olivier Chauffat, Patrice Horowitz e Laurent Arnoux, ha pensato bene di cambiare il concetto di pila.   “Ci sono voluti quasi quattro anni di ricerca e sviluppo per raggiungere una pila dal design pulito, che contiene pochissimi metalli pesanti e che funziona dopo cinque minuti di immersione in acqua” afferma l’ideatore. Da allora, una fabbrica situata nella provincia di Guangdong in Cina produce tra i 3 e i 5 milioni di batterie al mese.   “E' leggera e progettata sulla base di polveri organiche non inquinanti”, spiega Patrice Horowitz, a differenza delle batterie tradizionali che contengono molte sostanze inquinanti. Pesa solo 12 grammi e iniziano a fornire energia pulita solo dopo essere state immerse nell'acqua.   “Al momento di lasciare la fabbrica, le batterie sono scariche, non hanno nessuna tensione o amperaggio”, aggiunge. Di conseguenza, non hanno una data di scadenza, a differenza di quelle alcaline che hanno una durata di circa otto anni. Ciò implica anche meno rifiuti.   Inoltre, mentre le batterie convenzionali sono riciclabili solo al 50%, le Aquacell possono essere riciclate all'85 % e a basso costo offrendo di fatto un'alternativa ecologica per i consumatori.   Ma i vantaggi sono molteplici. A partire dalle materie prime che provengono da fonti sostenibili. A differenza delle batterie tradizionali, sono stati infatti rimossi quasi tutti i metalli pesanti e altri materiali pericolosi come idrossido di potassio.       Attualmente sono già in commercio in Svizzera ma ovviamente è possibile trovarle anche online. L'unico inconveniente è che una volta attivate, durano un po' meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti, di fatto al momento le batterie sono destinate agli oggetti comuni con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini, ma la speranza ovviamente è che possano migliorare fino ad arrivare agli apparecchi elettronici di largo consumo. Insomma, delle batterie che promettono bene ma soprattutto che guardano al futuro nascendo di fatto dall’idea di rendere uno degli oggetti più utilizzati al giorno d’oggi nei più svariati ambiti, e forse anche uno di quelli più inquinanti, più green verso l’ambiente e di conseguenza verso di noi.   [youtube]https://youtu.be/ViIgJwd0mP8[/youtube]

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