USB KILL: IN VENDITA LA CHIAVETTA CHE MANDA KO I COMPUTER

USB KILL: IN VENDITA LA CHIAVETTA CHE MANDA KO I COMPUTER

Tra le tante minacce presenti all’interno del mondo informatico, di sicuro, USB Kill è una di quelle che non può passare inosservate a causa dell’incredibile potenziale distruttivo della stessa: questa speciale chiavetta USB, infatti, finendo tra le mani di hacker (e malintenzionati affini) potrebbe mettere ko qualsiasi computer, semplicemente con il collegamento ad una comune porta USB. La particolarità di questo pericoloso accessorio, che è in sostanza identico nell’aspetto a qualunque 5chiavetta USB, è la sua capacità di di colpire la porta USB con 240 volt negativi, un’operazione resa possibile dal fatto che, al suo interno, USB Kill è dotata di una serie di convertitori per la corrente, nonché di condensatori che sono stati precedentemente sottoposti ad una carica di tipo negativo. In sostanza, all’interno della chiavetta il convertitore DC/DC presente smette di funzionare quando viene raggiunta la tensione, dopodiché, l’energia presente in USB Kill viene rilasciata all’interno della macchina, con il risultato che la scheda logica del computer preso di mira, viene danneggiata in maniera rilevante: l’operazione è possibile, secondo il rivenditore del gadget, sul 95% dell’hardware che si trova sul mercato. Da questo punto di vista, a distinguersi per la presenza di soluzioni tecnologiche che possano impedire il verificarsi di simili eventi, è Apple: l’azienda di Cupertino, infatti, avrebbe inserito nei suoi device dei circuiti adibiti alla protezione derivante da sovraccarichi. Inoltre la USB Kill viene venduta (solo) a 49,95 euro. Ecco come funziona: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=3hbuhFwFsDU[/youtube]  

Pubblicato il 14 set 2016

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AQUACELL...LE BATTERIE CHE RISPETTANO L'AMBIENTE

Quanti di voi si sono trovati pronti per immortalare un momento stupendo per poi ritrovarsi con le batterie della fotocamera scariche? Oppure subire inesorabilmente un gol nel bel mezzo di una sfida con i nostri amici al videogames preferito poiché il joypad si era scaricato? Forse tutto questo sta per cambiare perché sono arrivate in commercio delle batterie che promettono di non avere nessuna data di scadenza, permettendo dunque di riporle nel cassetto pronte per essere utilizzate, ma la vera novità è che si attivano con l’ “acqua”.   Si chiamano Aquacell appunto, e per quelli come noi che rispettano la natura possono probabilmente essere definite le uniche batterie a rispettare l’ambiente. Presentate per la prima volta a Ginevra, le pile che potrebbero rivoluzionare il mondo delle batterie, sono nate dall’idea di uno scienziato Olandese di nome Niels Bakker, che insieme ai colleghi Olivier Chauffat, Patrice Horowitz e Laurent Arnoux, ha pensato bene di cambiare il concetto di pila.   “Ci sono voluti quasi quattro anni di ricerca e sviluppo per raggiungere una pila dal design pulito, che contiene pochissimi metalli pesanti e che funziona dopo cinque minuti di immersione in acqua” afferma l’ideatore. Da allora, una fabbrica situata nella provincia di Guangdong in Cina produce tra i 3 e i 5 milioni di batterie al mese.   “E' leggera e progettata sulla base di polveri organiche non inquinanti”, spiega Patrice Horowitz, a differenza delle batterie tradizionali che contengono molte sostanze inquinanti. Pesa solo 12 grammi e iniziano a fornire energia pulita solo dopo essere state immerse nell'acqua.   “Al momento di lasciare la fabbrica, le batterie sono scariche, non hanno nessuna tensione o amperaggio”, aggiunge. Di conseguenza, non hanno una data di scadenza, a differenza di quelle alcaline che hanno una durata di circa otto anni. Ciò implica anche meno rifiuti.                 Inoltre, mentre le batterie convenzionali sono riciclabili solo al 50%, le Aquacell possono essere riciclate all'85 % e a basso costo offrendo di fatto un'alternativa ecologica per i consumatori.   Ma i vantaggi sono molteplici. A partire dalle materie prime che provengono da fonti sostenibili. A differenza delle batterie tradizionali, sono stati infatti rimossi quasi tutti i metalli pesanti e altri materiali pericolosi come idrossido di potassio. Attualmente sono già in commercio in Svizzera ma ovviamente è possibile trovarle anche online. L'unico inconveniente è che una volta attivate, durano un po' meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti, di fatto al momento le batterie sono destinate agli oggetti comuni con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini, ma la speranza ovviamente è che possano migliorare fino ad arrivare agli apparecchi elettronici di largo consumo. Insomma, delle batterie che promettono bene ma soprattutto che guardano al futuro nascendo di fatto dall’idea di rendere uno degli oggetti più utilizzati al giorno d’oggi nei più svariati ambiti, e forse anche uno di quelli più inquinanti, più green verso l’ambiente e di conseguenza verso di noi.   [youtube]https://youtu.be/ViIgJwd0mP8[/youtube]

WINTERGATAN MARBLE MACHINES

Una “Marble Machines” non è altro che una meccanismo più o meno complesso, azionato a mano o da piccoli motori elettrici, che hanno il solo scopo di far girare delle biglie lungo un percorso più o meno complesso. Così descritte si prestano a facili battute, ma è piacevole starle a vedere, e ancora più piacevole realizzarle. Sicuramente qualcosa ne sa il musicista svedese Martin Molin, della band Wintergatan, che ha realizzato appunto una marble machines, uno strumento fatto di legno e alimentato a mano tramite una manovella che aziona un assortimento eclettico di strumenti: una grancassa, imbuti, piatti, vibrafono, contrabbasso, chitarra e oltre duemila biglie. Praticamente un’opera ingegneristica da suonare. Sperava di realizzarlo in pochi mesi racconta, ma il progetto ha impiegato quasi un anno e mezzo per concludersi. Molin racconta di essersi ispirato agli strumenti musicali meccanici del Museo Speelklok a Utrecht nei Paesi Bassi a cui ha unito la passione per l’artigianato dando vita così ad un progetto unico. Il video girato da Hannes Knutsson caricato su YouTube ha già superato i 17 Milioni di visualizzazioni. Non resta dunque che ammirare quest’opera d’arte e il suo inventore all’opera: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=IvUU8joBb1Q[/youtube]

Quantum-Secured Network

Un fornitore di servizi a banda larga inglese, in questi giorni, ha reliazzato un “quantum-key distribution (QKD) secured fiber internet link” impenetrabile a qualsiasi attacco hacker. Come funziona? Finora era solo possibile generare delle chiavi in maniera quantistica, inviate su infrastrutture classiche (non quantistiche). Adesso è possibile costruire una vera piattaforma di condivisione e scambio delle informazioni quantistiche, i cosiddetti qbit.  Trattasi di particelle di luce (fotoni) che trasportano chiavi di criptazione sulla stessa connessione dove viaggiano i dati. In un sistema classico le informazioni elementari (bit) possono assumere un solo stato stabile (zero o uno); in un sistema quantistico l’informazione elementare può trovarsi in una sovrapposizione di stati. Per tale motivo un sistema del genere può memorizzare più informazioni di uno classico. Perchè non è possibile hackerare tale tipo di infrastruttura? Uno dei principi di base della meccanica quantistica afferma che è impossibile misurare le proprietà di un sistema quantistico senza alterarlo irrimediabilmente quindi è facile individuare su un mezzo del genere un'eventuale intrusione. Inoltre i sistemi quantistici variano il loro stato anche se vengono clonati (no-cloning quantistico) e quindi non è nemmeno possibile copiare un tale sistema senza che l’azione sia riconosciuta immediatamente. Questa nuova frontiera permetterà di avere delle reti più veloci, affidabili e sicure. Citando il Dr. Grégoire Ribordy, CEO dell’IDQ: “Quantum communications technologies are starting to play a significant role in securing our data and communications. They add security to both backbone and access networks, in an era where the quantum computer will render vulnerable much of today’s cryptography”.