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Le "menti rosa" che hanno fatto la storia dell'informatica

Le "menti rosa" che hanno fatto la storia dell'informatica

Quando si parla di informatica, saltano subito alla mente nomi celebri come quelli di Bill Gates o Steve Jobs, i quali hanno scritto alcune tra le pagine più importanti della storia dell’informatica. Prima di loro, però,ci sono state altre figure importanti che hanno posto le fondamenta dell'informatica. Tra i pionieri, troviamo anche cinque"insospettabili" donne: Ada Lovelace, costruì il primissimo algoritmo informatico. Scrisse molti articoli scientifici che furono in seguito esaminati per la costruzione dei primi computer e venne riconosciuta come la prima programmatrice della storia. Hedy Lamarr, elaborò il concetto di spread-spectrum, una tecnica per la trasmissione di informazioni su frequenze radio che fu poi alla base della tecnologia wireless. Grace Murray Hopper, famosa per aver inventato il linguaggio Cobol, ancora oggi utilizzato nel settore della finanza e dell’amministrazione. Ciò che la caratterizzava di più era la capacità analitica nell’affrontare i problemi, a lei si deve il termine debugging, ovvero l'eliminazione di bug. Radia Perlman, senza le sue invenzioni, internet per come lo conosciamo oggi potrebbe non esistere, dedicò la sua vita allo sviluppo del protocollo STP, colonna portante del web. Karen Sparck Jones, viene ricordata per la sua affermazione: “L’informatica è troppo importante per essere lasciata agli uomini”. Karen riteneva che ci dovessero essere più mente femminili impegnate nel settore informatico. Senza di lei, molto probabilmente Google non esisterebbe. Karen è stata la prima ad aver introdotto il concetto di “Inverse document frequency”, meccanismo che sta alla base degli attuali motori di ricerca. Dunque donne troppo spesso sconosciute al grande pubblico, che hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’ informatica, dimostrano che si può abbattere il divario di genere in ambito tecnologico e informatico.

Pubblicato il 2 feb 2018

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Inizia l’era del 5G: vantaggi e sviluppi dell’“Internet of Things”

L’era del 5G è oramai alle porte. Col passar degli anni si è moltiplicato esponenzialmente il consumo massivo di dati e, a tal proposito, una tecnologia come il 5G permetterà di condividere file molto più capienti e dunque di offrire tanti servizi innovativi, orientandosi sempre più verso il mondo dell’IoT (Internet of Things). Nel 2017 infatti si sono consumati mensilmente 10 mila petabyte, e le stime degli esperti ne prevedono circa 40 mila nel 2020, e addirittura 70 mila nel 2022. Per il 5G il 2018 sarà un anno di sperimentazione, nel 2019 della definitiva commercializzazione. La maggior parte degli smartphone vantano dell’attività LTE, della possibilità dunque di navigare in 4G-4.5G. Quest’evoluzione deriva dai diversi traguardi raggiunti dalla Carrier Aggregation, ovvero la tecnica che consente agli operatori di sommare frequenze di diverse porzioni di spettro gestite dal SoC (system on chip, il modem del telefono) fino ad arrivare ad 1 Gigabit/s da parte di alcuni chipmaker. Questa nuova tecnologia apporterà vantaggi concreti e allo stesso tempo rivoluzionari in numerosi settori: dall’ambito della sicurezza pubblica all’automotive, dal settore energetico all’ambito sanitario, fino al settore del turismo. Il Ministero per lo Sviluppo Economico, nell’ambito del “5G Action Plan” stilato nel marzo del 2017, ha aperto la procedura per l’acquisizione di proposte progettuali per la realizzazione di sperimentazioni pre-commerciali nella disponibilità di spettro radio da 3.6 a 3.8 Ghz entro il 2020. Tale bando è stato sfruttato dai maggiori colossi di TLC. La prima è stata Vodafone che ha deciso di optare per Milano con l’obiettivo di coprire l’80% dell’area metropolitana per il 2019. Roma Capitale e Fastweb hanno siglato un protocollo di intesa per l'avvio della sperimentazione basata su tecnologie 5G e Wi Fi per lo sviluppo di servizi di ultima generazione da realizzare entro la fine del 2020 in alcune aree del territorio comunale. Wind-Tre con OpenFiber e Zte sta sperimentando a Prato e l’Aquila, mentre Tim ha acceso la prima antenna a onde millimetriche a Torino e con Huawei e Fastweb sta sperimentando nelle città di Bari e Matera.

USB KILL: IN VENDITA LA CHIAVETTA CHE MANDA KO I COMPUTER

Tra le tante minacce presenti all’interno del mondo informatico, di sicuro, USB Kill è una di quelle che non può passare inosservate a causa dell’incredibile potenziale distruttivo della stessa: questa speciale chiavetta USB, infatti, finendo tra le mani di hacker (e malintenzionati affini) potrebbe mettere ko qualsiasi computer, semplicemente con il collegamento ad una comune porta USB. La particolarità di questo pericoloso accessorio, che è in sostanza identico nell’aspetto a qualunque 5chiavetta USB, è la sua capacità di di colpire la porta USB con 240 volt negativi, un’operazione resa possibile dal fatto che, al suo interno, USB Kill è dotata di una serie di convertitori per la corrente, nonché di condensatori che sono stati precedentemente sottoposti ad una carica di tipo negativo. In sostanza, all’interno della chiavetta il convertitore DC/DC presente smette di funzionare quando viene raggiunta la tensione, dopodiché, l’energia presente in USB Kill viene rilasciata all’interno della macchina, con il risultato che la scheda logica del computer preso di mira, viene danneggiata in maniera rilevante: l’operazione è possibile, secondo il rivenditore del gadget, sul 95% dell’hardware che si trova sul mercato. Da questo punto di vista, a distinguersi per la presenza di soluzioni tecnologiche che possano impedire il verificarsi di simili eventi, è Apple: l’azienda di Cupertino, infatti, avrebbe inserito nei suoi device dei circuiti adibiti alla protezione derivante da sovraccarichi. Inoltre la USB Kill viene venduta (solo) a 49,95 euro. Ecco come funziona: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=3hbuhFwFsDU[/youtube]  

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Il Time è noto (fra le altre cose) per la sua classifica sulle 100 persone più influenti del Pianeta. Ebbene, quest’anno la prestigiosa rivista americana ha voluto spingersi oltre, andando a sancire anche quelli che – a suo modo di vedere – sono gli oggetti tecnologici che hanno cambiato la nostra vita e il nostro lavoro. Tra questi ci sono anche pezzi d’antan come il Walkman di Sony, la tv Sony Trinitron del 1968, il Nokia 3210 che è stato il telefonino bestseller dell’azienda finlandese, continuando con i più moderni FitBit, iPod e Google Glass. Trovate qui la classifica completa. La Top 3 di questa interessante classifica: Apple iPhone (2007) Tv Sony Triniton (1968) Apple Machintos (1984) ” Apple was the first company to put a truly powerful computer in the pockets of millions when it launched the iPhone in 2007.  What really made the iPhone so remarkable, however, was its software and mobile app store, introduced later. The iPhone popularized the mobile app, forever changing how we communicate, play games, shop, work, and complete many everyday tasks.The iPhone is a family of very successful products. But, more than that, it fundamentally changed our relationship to computing and information—a change likely to have repercussions for decades to come. [...] “, queste le principali motivazioni di Time Magazine. La classifica è stata stilata da giornalisti, scrittori, analisti ed esperti di mercato per Time Magazine. Non tutti i prodotti citati sono stati successi commerciali, ma tutti, secondo la rivista, hanno avuto un impatto fondamentale nell’evoluzione del mondo tecnologico. Anche i Google Glass che compaio all’ultimo posto. Secondo Time, infatti, gli occhiali ‘smart’ dell’azienda di Mountain View “non sono mai decollati ma anno rappresentato un punto di partenza importante per il futuro dei dispositivi indossabili”. Nella classifica colpiscono due elementi. Il primo è la presenza di ben cinque prodotti Apple (oltre all’iPhone ci sono anche il Macintosh, l’iPod, l’iPad e l’iBook) a dimostrazione di come l’azienda co-fondata da Steve Jobs abbia cambiato il modo in cui viviamo la tecnologia. L’altro elemento di spicco è la presenza di molti gadget ‘vintage’, davvero fondamentali nel corso della storia come il Walkman di Sony, il Commodore 64, la tv Sony Trinitron del 1968, il Nokia 3210 (ha venduto oltre 160 milioni di pezzi nel mondo) e il Motorola Dynatac 8000x, il primo cellulare portatile della storia datato 1984.