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Inizia l’era del 5G: vantaggi e sviluppi dell’“Internet of Things”

Inizia l’era del 5G: vantaggi e sviluppi dell’“Internet of Things”

L’era del 5G è oramai alle porte. Col passar degli anni si è moltiplicato esponenzialmente il consumo massivo di dati e, a tal proposito, una tecnologia come il 5G permetterà di condividere file molto più capienti e dunque di offrire tanti servizi innovativi, orientandosi sempre più verso il mondo dell’IoT (Internet of Things). Nel 2017 infatti si sono consumati mensilmente 10 mila petabyte, e le stime degli esperti ne prevedono circa 40 mila nel 2020, e addirittura 70 mila nel 2022. Per il 5G il 2018 sarà un anno di sperimentazione, nel 2019 della definitiva commercializzazione. La maggior parte degli smartphone vantano dell’attività LTE, della possibilità dunque di navigare in 4G-4.5G. Quest’evoluzione deriva dai diversi traguardi raggiunti dalla Carrier Aggregation, ovvero la tecnica che consente agli operatori di sommare frequenze di diverse porzioni di spettro gestite dal SoC (system on chip, il modem del telefono) fino ad arrivare ad 1 Gigabit/s da parte di alcuni chipmaker. Questa nuova tecnologia apporterà vantaggi concreti e allo stesso tempo rivoluzionari in numerosi settori: dall’ambito della sicurezza pubblica all’automotive, dal settore energetico all’ambito sanitario, fino al settore del turismo. Il Ministero per lo Sviluppo Economico, nell’ambito del “5G Action Plan” stilato nel marzo del 2017, ha aperto la procedura per l’acquisizione di proposte progettuali per la realizzazione di sperimentazioni pre-commerciali nella disponibilità di spettro radio da 3.6 a 3.8 Ghz entro il 2020. Tale bando è stato sfruttato dai maggiori colossi di TLC. La prima è stata Vodafone che ha deciso di optare per Milano con l’obiettivo di coprire l’80% dell’area metropolitana per il 2019. Roma Capitale e Fastweb hanno siglato un protocollo di intesa per l'avvio della sperimentazione basata su tecnologie 5G e Wi Fi per lo sviluppo di servizi di ultima generazione da realizzare entro la fine del 2020 in alcune aree del territorio comunale. Wind-Tre con OpenFiber e Zte sta sperimentando a Prato e l’Aquila, mentre Tim ha acceso la prima antenna a onde millimetriche a Torino e con Huawei e Fastweb sta sperimentando nelle città di Bari e Matera.

Pubblicato il 9 feb 2018

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WINTERGATAN MARBLE MACHINES

Una “Marble Machines” non è altro che una meccanismo più o meno complesso, azionato a mano o da piccoli motori elettrici, che hanno il solo scopo di far girare delle biglie lungo un percorso più o meno complesso. Così descritte si prestano a facili battute, ma è piacevole starle a vedere, e ancora più piacevole realizzarle. Sicuramente qualcosa ne sa il musicista svedese Martin Molin, della band Wintergatan, che ha realizzato appunto una marble machines, uno strumento fatto di legno e alimentato a mano tramite una manovella che aziona un assortimento eclettico di strumenti: una grancassa, imbuti, piatti, vibrafono, contrabbasso, chitarra e oltre duemila biglie. Praticamente un’opera ingegneristica da suonare. Sperava di realizzarlo in pochi mesi racconta, ma il progetto ha impiegato quasi un anno e mezzo per concludersi. Molin racconta di essersi ispirato agli strumenti musicali meccanici del Museo Speelklok a Utrecht nei Paesi Bassi a cui ha unito la passione per l’artigianato dando vita così ad un progetto unico. Il video girato da Hannes Knutsson caricato su YouTube ha già superato i 17 Milioni di visualizzazioni. Non resta dunque che ammirare quest’opera d’arte e il suo inventore all’opera: [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=IvUU8joBb1Q[/youtube]

Quantum-Secured Network

Un fornitore di servizi a banda larga inglese, in questi giorni, ha reliazzato un “quantum-key distribution (QKD) secured fiber internet link” impenetrabile a qualsiasi attacco hacker. Come funziona? Finora era solo possibile generare delle chiavi in maniera quantistica, inviate su infrastrutture classiche (non quantistiche). Adesso è possibile costruire una vera piattaforma di condivisione e scambio delle informazioni quantistiche, i cosiddetti qbit.  Trattasi di particelle di luce (fotoni) che trasportano chiavi di criptazione sulla stessa connessione dove viaggiano i dati. In un sistema classico le informazioni elementari (bit) possono assumere un solo stato stabile (zero o uno); in un sistema quantistico l’informazione elementare può trovarsi in una sovrapposizione di stati. Per tale motivo un sistema del genere può memorizzare più informazioni di uno classico. Perchè non è possibile hackerare tale tipo di infrastruttura? Uno dei principi di base della meccanica quantistica afferma che è impossibile misurare le proprietà di un sistema quantistico senza alterarlo irrimediabilmente quindi è facile individuare su un mezzo del genere un'eventuale intrusione. Inoltre i sistemi quantistici variano il loro stato anche se vengono clonati (no-cloning quantistico) e quindi non è nemmeno possibile copiare un tale sistema senza che l’azione sia riconosciuta immediatamente. Questa nuova frontiera permetterà di avere delle reti più veloci, affidabili e sicure. Citando il Dr. Grégoire Ribordy, CEO dell’IDQ: “Quantum communications technologies are starting to play a significant role in securing our data and communications. They add security to both backbone and access networks, in an era where the quantum computer will render vulnerable much of today’s cryptography”.

Foodtech: quando la tecnologia incontra il cibo

Il cibo ha avuto nel corso dei secoli un’espansione crescente fino ad occupare nella società contemporanea un ruolo fondamentale. Oltre ad essere nutrizione è comunicazione, esperienza sensoriale ed estetica. Il food system sta diventato sempre più innovativo, richiedendo l’utilizzo di nuovi sistemi informatici nel settore. Ma come l’innovazione rivoluzionerà il mondo agroalimentare? Il termine foodtech esprime chiaramente il rapporto cibo e nuove tecnologie. Si vuole far riferimento a tutti quei processi di produzione e distribuzione di beni e sevizi volti a rivoluzionare quelli tradizionali. Soluzioni che consentono di affrontare il problema della sostenibilità, della tracciabilità e della sicurezza alimentare, arginando anche la questione degli sprechi. Il 12 maggio 2018 a Roma si è conclusa la presentazione del nuovo ciclo di accelerazione di startup da parte di Startupbootcamp Foodtech, l’acceleratore di riferimento per il settore foodtech e agritech, con l’obiettivo di sostenere i giovani imprenditori nel foodtech e rafforzare l’eccellenza del settore attraverso soluzioni ad alto livello tecnologico. I campi di applicazione del foodtech sono molteplici, dalle innovazioni nel campo dell’idroponica al 3D printed food. Tra le proposte più innovative si può citare quella della startup Ho Chi Minch vietnamita che ha perfezionato un sistema a basso impatto ambientale per favorire la diffusione di proteine animali. Si è eliminato in questo modo il costo di costruzione delle infrastrutture per le fattorie e si è prodotta la polvere di grilli a costo zero. Singolari sono le idee in arrivo dall’Olanda ove l’innovazione tecnologica offre agli allevatori di suini un software per il riconoscimento facciale che monitori i singoli maiali. Si può pertanto tenere sotto controllo lo stato di salute dei capi per intervenire tempestivamente e pianificare adeguate tecniche di allevamento, ridurre l’utilizzo di antibiotici, il tasso di mortalità e aumentare il benessere degli animali e dei prodotti che ne derivano. Diversi esperti hanno parlato di “Internet of Food” per sottolineare il fatto di come i nuovi sistemi e strumenti connessi in rete creano un collegamento tra uomo, macchine e oggetti. Dunque molteplici le soluzioni tecnologiche che stanno valorizzando e rendendo più efficiente l’industria alimentare.