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Evoluzione dell’Uomo, Lavoro e Moderne Tecnologie

Evoluzione dell’Uomo, Lavoro e Moderne Tecnologie

Il tema del lavoro è fondamentale nella vita dell’uomo e lo ha accompagnato fino ad oggi lungo tutto il percorso di sviluppo dagli albori della civiltà. Tale tema torna in auge nel nostro secolo a causa dell’esponenziale sviluppo tecnologico, il quale minaccia gli equilibri della vecchia industria manifatturiera. Ci si interroga sempre più spesso, sull’impatto delle moderne tecnologie nell’ecosistema lavoro. I computer e più in generale i calcolatori automatici, macchine automatizzate e robot, possono e potranno in un futuro sostituire l’uomo? Quali saranno le conseguenze di simili avvenimenti? Per rispondere a tali quesiti bisogna muoversi a piccoli passi. L’uomo più di un milione di anni fa fece la sua prima grande scoperta tecnologica: il fuoco. Questa rivoluzionaria scoperta ha cambiato radicalmente la vita degli uomini primitivi, aiutandoli a riscaldarsi e a cucinare il cibo per sterilizzarlo. Continuando sempre su questo filone troviamo la prima calcolatrice: la pascalina inventata dal filosofo Blaise Pascal nel 1642 in grado di fare calcoli in modo automatico. Queste scoperte hanno semplificato il lavoro dell’uomo interponendosi fra esso e quei lavori ripetitivi e meccanici molto spesso scomponibili e assimilabili in poche azioni basilari. Anche i moderni robot non fanno null’altro che interporsi fra l’uomo e la produzione industriale aiutandolo in attività molto spesso usuranti e meccaniche le quali non portano l’operatore a nessuna possibilità di sviluppo personale né per lui e né per l’ambiente circostante. Proprio per questo, informatica, automatica e robotica non sono nient’altro che specializzazioni della moderna tecnologia. Scoperte scientifiche che vanno di pari passo con l’evoluzione dell’uomo permettendo a quest’ultimo di focalizzare la propria attenzione su problemi più specifici lì dove le macchine non sono ancora arrivate e probabilmente non arriveranno mai. Ci si muove sempre di più verso una specializzazione del lavoro dell’uomo. Focalizzando l’attenzione delle persone verso quella tendenza artistica che contraddistingue l’essere umano dalle macchine, verso la sua ineguagliabile unicità, che sin dal principio gli ha permesso di imbrigliare gli elementi naturali e sfruttarli a proprio favore. Proprio per questo non dobbiamo avere paura del progresso ma abbracciarlo a piene mani come ciò che ci contraddistingue in quanto uomini e quindi con la tendenza a raggiungere vette sempre più alte e lontane.

Pubblicato il 21 set 2018

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Project Loon

Quante volte ci siamo lamentati di avere la connessione lenta sul proprio smartphone o di trovarci in zone dove la linea non è proprio eccellente. Eppure non ci siamo mai preoccupati di quei posti nel mondo in cui l’accesso ad Internet non è disponibile, per motivi economici o anche ambientali. E’ da questo pensiero che forse è nata l'idea ambiziosa di Google di portare la connessione ad Internet “ovunque”. L'idea è di farlo per mezzo di palloni aerostatici. Nasce così il “Project Loon”. Mike Cassidy, direttore del progetto, spiega che Google pensa alla possibilità di costruire un anello di palloni che volano attorno al globo sfruttando i venti stratosferici e fornendo così l’accesso a Internet ai territori sottostanti. Con questa foto pubblicata su Instagram, Google ha festeggiato il primo anno del progetto. Ci sono novità sulle sperimentazioni dei palloncini che stanno portando ottimi risultati, anche se c’è ancora molta strada da fare. La previsione è di poter festeggiare il prossimo compleanno del progetto con una flotta di palloncini pronti a fornire connettività a un tante persone intorno al mondo. Attualmente Google sta lavorando per migliorare le prestazioni dei suoi palloncini: invece del Wi-Fi ha optato per una connettività LTE, che consente più connessioni contemporaneamente e una velocità fino a 22 Mb/s da un’antenna sul terreno e 5 Mb/s da un telefono. Inoltre, i palloni areostatici riescono a volare per più di 70 giorni, anche se l’obiettivo è di arrivare a 100. Ci sono ancora molti ostacoli intorno a questo progetto, ma il team di lavoro è ottimista. Noi aspettiamo di veder volare i palloncini in cielo. [embed]http://youtu.be/MiEZfRh-h-s[/embed]

Evoluzione e Rivoluzione dell’intelligenza Artificiale

Nell’ultimo decennio è cresciuto in maniera esponenziale l’interesse della collettività nei confronti della Intelligenza Artificiale. Sono sempre più numerose le aziende che decidono di investire in sistemi e soluzioni di Artificial Intelligence, diventando inevitabilmente parte integrante della vita quotidiana. Che cos’è L’intelligenza Artficiale? Nonostante un ampio dibattito in campo scientifico, ancora oggi non esiste una definizione univoca di Artificial Intelligence. Quando si pensa a Intelligenza Artificiale vengono in mente scenari fantascientifici o futuristici, nei quali le macchine diventano “intelligenti” come l’uomo, in grado di svolgere i suoi stessi compiti fino a sostituirlo in parte o del tutto. Robot che si confrontano con gli esseri umani, li aiutano, prevedono i loro comportamenti e addirittura mostrano empatia nei loro riguardi. L’intelligenza artificiale si può applicare ad una serie di attività tecnologiche, quali: Natural Language Processing, è l’elaborazione del linguaggio naturale, ovvero il processo di trattamento automatico mediante un calcolatore elettronico delle informazioni scritte o parlate in una lingua naturale. In sostanza il NLP abilita una macchina a comprendere un testo, ma le garantisce anche capacità di espressione. Per esempio consente di fare la Speech Recognition, trascrizione e trasformazione di discorsi di esseri umani per applicazioni informatiche. È attualmente usata nei sistemi di risposta vocale interattivi. Piattaforme di machine learning, è un settore dell’informatica che dà ai computer la capacità di imparare senza essere stati esplicitamente programmati. In pratica consiste nella capacità di un algoritmo di apprendere dai dati, ovvero di evitare gli errori commessi in precedenza. Le piattaforme di machine learning sono utilizzate in una vasta gamma di applicazioni per le imprese, principalmente per quanto riguarda previsioni e classificazioni di vario tipo. AI-optimized Hardware, unità di elaborazione grafica (Gpu) e dispositivi specificamente disegnati e costruiti per eseguire in modo efficiente lavori di computazione. Queste sono alcune delle innovazioni nate grazie al sistema di “Artificial Intelligence”, ma non esauriscono il campo di applicazione. Come anticipato in precedenza, negli ultimi anni anche i colossi Bancari, le più importanti aziende informatiche e case automobilistiche stanno investendo soldi e risorse per garantire all’utente finale servizi tecnologici di ultimissima generazione. Google, ad esempio, quest’anno, ha presentato “Google Duplex”. Applicazione in grado di effettuare chiamate “meccaniche” al posto del proprietario dello smartphone. Sarà facile, quindi, prenotare un tavolo al ristorante o un appuntamento dal parrucchiere. Si sta andando, in altre parole, tutti verso un’unica direzione: l’intelligenza Artificiale equiparata all’essere umano.

AQUACELL...LE BATTERIE CHE RISPETTANO L'AMBIENTE

Quanti di voi si sono trovati pronti per immortalare un momento stupendo per poi ritrovarsi con le batterie della fotocamera scariche? Oppure subire inesorabilmente un gol nel bel mezzo di una sfida con i nostri amici al videogames preferito poiché il joypad si era scaricato? Forse tutto questo sta per cambiare perché sono arrivate in commercio delle batterie che promettono di non avere nessuna data di scadenza, permettendo dunque di riporle nel cassetto pronte per essere utilizzate, ma la vera novità è che si attivano con l’ “acqua”.   Si chiamano Aquacell appunto, e per quelli come noi che rispettano la natura possono probabilmente essere definite le uniche batterie a rispettare l’ambiente. Presentate per la prima volta a Ginevra, le pile che potrebbero rivoluzionare il mondo delle batterie, sono nate dall’idea di uno scienziato Olandese di nome Niels Bakker, che insieme ai colleghi Olivier Chauffat, Patrice Horowitz e Laurent Arnoux, ha pensato bene di cambiare il concetto di pila.   “Ci sono voluti quasi quattro anni di ricerca e sviluppo per raggiungere una pila dal design pulito, che contiene pochissimi metalli pesanti e che funziona dopo cinque minuti di immersione in acqua” afferma l’ideatore. Da allora, una fabbrica situata nella provincia di Guangdong in Cina produce tra i 3 e i 5 milioni di batterie al mese.   “E' leggera e progettata sulla base di polveri organiche non inquinanti”, spiega Patrice Horowitz, a differenza delle batterie tradizionali che contengono molte sostanze inquinanti. Pesa solo 12 grammi e iniziano a fornire energia pulita solo dopo essere state immerse nell'acqua.   “Al momento di lasciare la fabbrica, le batterie sono scariche, non hanno nessuna tensione o amperaggio”, aggiunge. Di conseguenza, non hanno una data di scadenza, a differenza di quelle alcaline che hanno una durata di circa otto anni. Ciò implica anche meno rifiuti.   Inoltre, mentre le batterie convenzionali sono riciclabili solo al 50%, le Aquacell possono essere riciclate all'85 % e a basso costo offrendo di fatto un'alternativa ecologica per i consumatori.   Ma i vantaggi sono molteplici. A partire dalle materie prime che provengono da fonti sostenibili. A differenza delle batterie tradizionali, sono stati infatti rimossi quasi tutti i metalli pesanti e altri materiali pericolosi come idrossido di potassio.       Attualmente sono già in commercio in Svizzera ma ovviamente è possibile trovarle anche online. L'unico inconveniente è che una volta attivate, durano un po' meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti, di fatto al momento le batterie sono destinate agli oggetti comuni con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini, ma la speranza ovviamente è che possano migliorare fino ad arrivare agli apparecchi elettronici di largo consumo. Insomma, delle batterie che promettono bene ma soprattutto che guardano al futuro nascendo di fatto dall’idea di rendere uno degli oggetti più utilizzati al giorno d’oggi nei più svariati ambiti, e forse anche uno di quelli più inquinanti, più green verso l’ambiente e di conseguenza verso di noi.   [youtube]https://youtu.be/ViIgJwd0mP8[/youtube]