GOOGLE: ECCO LA CRITTOGRAFIA GENERATA DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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In futuro, le macchine potranno conservare e crittografare dei dati in maniera totalmente inaccessibile ai loro stessi programmatori? Tutto ciò potrebbe diventare realtà, stando a quanto hanno ottenuto i ricercatori di Big G coinvolti nei test di Google Brain, considerando come l’intelligenza artificiale sia stata in grado di creare un metodo crittografico. Per ottenere questo risultato particolarmente interessante, i ricercatori hanno utilizzato diversi sistemi di deep learning, la cui applicazione ha permesso di mettere in evidenza come l’AI possa creare da sola una soluzione crittografica in grado di evitare che i dati contenuti al suo interno possano essere letti da qualcuno. Per l’esperimento, sono state usate le tre intelligenze artificiali Alice, Bob ed Eve: queste ultime sono in grado di comunicare tra di loro e, ancora, le stesse hanno avuto uno speciale addestramento. Nel caso di Alice, infatti, è stato chiesto di spedire un messaggio segreto a Bob, unico proprietario di una chiave utile a decifrare il messaggio, e quindi potenzialmente l’unico in grado di comprendere quanto ricevuto da Alice. Eve, infine, ha ricevuto il compito di tentare di comprendere quanto presente nel messaggio recapitato a Bob, senza aver la chiave di lettura. Per quanto il test sia stato limitato ad un messaggio composto da 16 bit (impostati sui valori 0/1), è stato comunque interessante: per ben 15’000 volte, infatti, Alice e Bob sono riusciti a comunicare in modo sicuro, senza che Eve potesse decifrare le informazioni scambiate, grazie ad una soluzione crittografica che è diventata sempre più evoluta. Ma davvero in futuro le macchine potranno comunicare senza che si riesca a decifrare i loro messaggi? Nel futuro immediato, potremmo escludere questa ipotesi, tuttavia, il machine learning ha dimostrato ancora una volta come le macchine abbiano notevoli potenzialità, considerando come Alice abbia appreso in maniera autonoma – con l’incrementare dei tentativi – ad ottimizzare la soluzione crittografica per proteggere i messaggi, un compito portato a termine senza che fosse stata programmata con un codice ad hoc.  

Pubblicato il 8 nov 2016

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Lo sviluppo tecnologico ha portato a dover trasferire contenuti e dati attraverso piattaforme e canali di comunicazione differenti. Anche la gestione del flusso dei dati sul web si è evoluta. I CMS tradizionali non riescono a soddisfare le esigenze moderne per la loro struttura monolitica che prevede la gestione e la visualizzazione dei dati in un unico software. Per questo motivo sono nati i CMS headless, ovvero “senza testa”, poiché la parte di presentazione dei dati (Content Delivery Application) non è presente nel sistema che, è composta dalla sola parte di gestione dei contenuti (Content Management Application).  Il contenuto di questo tipo di CMS si può considerare puro e permette in una sola istanza di essere visualizzato su diverse piattaforme quali siti web, smartphone, tablet e device IoT. I servizi sono offerti mediante delle API di tipo REST basate sul protocollo HTTP. Le diverse operazioni di CRUD sui dati vengono effettuate chiamando il giusto URL che farà da endpoint e utilizzando uno specifico verbo HTTP quali GET, POST, PUT e DELETE. Focalizzandosi solo sulla parte di gestione dei contenuti, il CMS headless è un sistema più semplice di uno tradizionale riuscendo quindi ad offrire i suoi servizi mediante un numero più basso di operazioni. I contenuti possono essere offerti dividendo il carico di gestione e flusso dei dati utilizzando un CDN (Content Delivery Network), il quale permette di ridurre gli attacchi di tipo DDOS. La sua flessibilità permette di sviluppare dei frontend con qualsiasi tecnologia e di facilitarne un loro possibile aggiornamento, senza aver bisogno di dover aggiornare anche il backend. In conclusione possiamo affermare che la tendenza è sempre più quella di sviluppare sistemi di questo tipo o talvolta di tipo ibrido. Non è un caso che alcuni tra i CMS di maggior rilievo come WordPress e Drupal si stiano spostando anch’essi verso questa direzione.

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