L'internazionalizzazione come sfida per le PMI

L'internazionalizzazione come sfida per le PMI

Export a misura di artigianato, questo l'evento organizzato il 22 Novembre da Confartigianato Napoli per trattare le tematiche dell'internazionalizzazione. Nel corso del dibattito sono emersi importanti spunti di riflessione da parte di relatori di spicco nel settore quali: Girolamo Pettrone, Commissario Straordinario della Camera di commercio di Napoli; Enrico Inferrera Presidente di Confindustria Napoli, Angela Fragnelli esperta in finanza agevolata e Donato Montanino, Export Manager di Domo Export Consulting. Durante il convegno sono stati riportati alcuni importanti dati, come quelli del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'Istat che evidenziano come il 75% dell'export Italiano sia detenuto da sole 5 regioni tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, segnalando quanto la Campania e l’intero Sud siano ancora in forte ritardo. A sostegno dell'Export italiano, si collocano iniziative come il voucher per l'Internazionalizzazione, contributo a fondo perduto destinato alle Micro, Piccole e Medie Imprese che vogliono sviluppare le vendite all'estero. Il dibattito continua con le testimoniane di alcune Best Practices partnenopee quali: Install di Gennaro Illiano e That's Amore di Corrado Sorge. In chiusura l'intervento di Salvatore Rullo della nostra Dasir Tech che, da manager di HP a CEO di una PMI, ha illustrato la sua visione di internazionalizzazione: "Implementare nella mia azienda i processi di internazionalizzazione che ho appreso in HP è per me e per il mio team, una sfida manageriale, un'opportunità che riserva enormi potenzialità...è necessaria però, una conoscenza specifica del mercato... amo rischiare ma in maniera controllata…urge un cambio di paradigma. Alla visione del singolo bisogna sostituire quella di squadra, cominciare a ragionare come una rete e non più in un'ottica individuale". È questa la vera sfida che le PMI e in particolare quelle della Campania, devono accettare per superare in primis il gap con le altre regioni d'Italia e in seguito con gli altri Paesi. Si comprende, dunque, come l’apertura internazionale venga considerata la chiave di volta della crescita economica per l’Italia.

Pubblicato il 23 nov 2017

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L'internazionalizzazione come sfida per le PMI

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Smart working: la nuova era della flessibilità aziendale

Lo Smart Working è un fenomeno che negli ultimi anni si sta sempre più diffondendo nelle aziende italiane. Infatti, oltre la metà delle aziende medio grandi ha già lanciato iniziative in tal senso o sta per farlo. Olanda ed Inghilterra sono in Europa i paesi pionieri anche se la percentuale più alta di lavoratori in tale modalità si registra ancora negli USA. Capire il significato dello smart working non è così immediato. Si tratta di una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. E’ un modello organizzativo che interviene nel rapporto tra individuo ed azienda, rimuovendo vincoli legati a concetti di postazione fissa, open space e ufficio singolo. Esso si innesca in un percorso di profondo cambiamento culturale ed evoluzione dei modelli organizzativi aziendali che presuppone una governance integrata tra gli attori coinvolti. La legge n. 81\17 in Italia regolamenta il rapporto di lavoro definito appunto come smart working o lavoro agile; essa garantisce agli smart workers lo stesso trattamento rispetto ai lavoratori tradizionali sia a livello di compenso che di tempistica contrattuale. Lo smart worker diventa un collaboratore a distanza che, grazie alla tecnologia 2.0, è in grado di svolgere i suoi compiti fuori dal classico ufficio. Enormi sono i vantaggi di questa nuova modalità: sul piano lavorativo porta ad una riduzione del cartaceo, riduce gli spazi, aumenta la produttività, minimizza l’antagonismo favorendo la produttività e la salvaguardia dell’ambiente. Sul piano personale, invece, riduce gli spostamenti, migliora la qualità della vita restituendo del tempo libero e riducendo lo stress dovuto alla congestione urbana. Solo un uso scellerato di strumenti e comportamenti può rappresentare uno svantaggio. Smart Working, quindi, significa promuovere un lavoro fondato sui concetti cardine di flessibilità, ma soprattutto fiducia, pilastro fondamentale su cui poggia il rapporto tra datore di lavoro e dipendente.

Startup e PMI innovative...un nuovo modo di fare azienda

Risulta essere sempre più di "tendenza" avviare una startup. Potrebbe sembrare paradossale, ma alcune ricerche hanno dimostrato che l’unico modo per uscire dalla depressione economica sia proprio quello di avviare una startup, nella speranza di avere successo in breve tempo. In un mondo saturo ormai di qualsiasi tipo di prodotto, è necessario avere l’idea giusta per poter dare inizio ad una nuova realtà imprenditoriale. Negli ultimi 10 anni l’Europa ha conosciuto uno sviluppo imprenditoriale di grande rilievo soprattutto sulla base della fioritura di start-up innovative in settori di attività diversi. Sin dal 2012 il Governo italiano è impegnato in una vasta azione di policy tesa a favorire lo sviluppo dell’ecosistema dell’imprenditoria innovativa. Pietra miliare di questa strategia è il D.L. 179/2012, lo “Startup Act italiano”. Le nuove imprese ad alto contenuto tecnologico – le startup innovative – beneficiano di un ampia e articolata legislazione di favore che tocca tutti gli aspetti dell’attività d’impresa. Con il D.L. 3/2015 (Investment Compact), molte delle agevolazioni previste per le startup innovative sono state estese a una categoria più ampia: le PMI innovative, imprese che fanno innovazione tecnologica a prescindere dal loro stadio di maturità. Ultimo importante passo è stato l’avvio, con la legge di Bilancio 2017, del Piano Industria 4.0, che mira alla trasformazione digitale di tutto il sistema produttivo italiano. Il nuovo rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal Mise sottolinea che nel corso dell'anno appena concluso – il 39,6% delle nuove imprese ha preso vita attraverso la modalità digitale. Questi dati statistici dimostrano come il nostro paese stia abbracciando il progresso tecnologico formalmente e sostanzialmente, facendo sperare in una ripresa che ci renda più competitivi ed innovativi a livello internazionale.