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“LE VIE DELLO SVILUPPO” - I CENT’ANNI DELL’UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DI NAPOLI

“LE VIE DELLO SVILUPPO” - I CENT’ANNI DELL’UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DI NAPOLI

Ieri si è svolto a Napoli,  presso  Città della Scienza , il convegno per la celebrazione dei cento anni dell’Unione degli industriali della città partenopea, con la partecipazione tra gli altri del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. L’evento è stato il secondo di una serie apertasi con un incontro dedicato all’industria 4.0, che si concluderà a giugno al Teatro San Carlo. Il convegno ha rappresentato un momento di riflessione ed approfondimento sulle tematiche più rilevanti per lo sviluppo della città, del Mezzogiorno e dell’intero Paese. È stata  l'occasione per riflettere sulle opportunità e i vincoli dei processi di riqualificazione e rigenerazione urbana, anche tenendo conto di buone prassi e sperimentazioni condotte in altri territori: il recupero e la rinascita imprenditoriale e sociale di ampi spazi del tessuto urbano e metropolitano, in molte città del Mezzogiorno, costituisce infatti la principale sfida da affrontare e una fra le maggiori opportunità di crescita economica ed occupazionale, grazie alle nuove tecnologie e alle nuove opportunità che l’economia della conoscenza porta con sé. Il convegno si è focalizzato su due punti di analisi territorialmente opposti: da un lato la riqualificazione e il rilancio sia dell’area orientale della città che del territorio extra moenia di Pompei, fino a Torre Annunziata e a Castellammare di Stabia e dall’ altro il completamento della bonifica di Bagnoli che favorirà lo sviluppo degli interventi di valorizzazione dell’intera area flegrea.

ECONOMIA CRIMINALE: STATO VS MAFIA IN AZIENDA

ECONOMIA CRIMINALE: STATO VS MAFIA IN AZIENDA

…CHI LA SPUNTERA’?  La gestione delle aziende sequestrate alla criminalità organizzata rappresenta ancora oggi uno dei nodi cruciali e delle tematiche più dibattute e controverse sia in ambito economico sia in ambito giudiziario. Il legislatore ha cercato nel tempo di scoraggiare le organizzazioni criminali nel proliferare e ad interessarsi al mondo imprenditoriale e lo Stato ha provato a riappropriarsi dello spazio dal quale è stato estromesso e soprattutto cerca di garantire che i meccanismi concorrenziali vengano ripristinati. Nel corso degli anni è divenuto patrimonio diffuso la consapevolezza che un’efficace azione di contrasto al crimine sia possibile solo se all’ azione repressiva “classica” si affianca un intervento patrimoniale diretto ad eliminare i profitti illecitamente accumulati, che costituiscono la prima causa di questo tipo di delitti. La finalità dei sequestri è duplice: oltre a sottrarre ricchezze a chi le ha illecitamente accumulate, ripristinando e salvaguardando i corretti equilibri di mercato è il forte segnale che si dà ai cittadini ed all’economia sana di presenza dello Stato, soprattutto se poi, quelle stesse imprese riconosciute come mafiose, vengono gestite nel rispetto della legalità. Da anni sono state evidenziate le criticità emerse nella gestione dei beni sequestrati e nella destinazione di quelli confiscati definitivamente, in quanto dopo la confisca definitiva è operativa solo 1 azienda sequestrata su 10. Il sequestro fa subito emergere difficoltà sul piano di rapporti con gli istituti di credito, con i fornitori, con i clienti e con i dipendenti. Ad oggi nonostante siano state molte le modifiche apportate alla normativa esistente per migliorare la gestione delle aziende sequestrate e confiscate, la loro sopravvivenza passa attraverso la creazione ed il mantenimento di condizioni economiche e di mercato che possano garantire tutti gli operatori economici che rispettano la legalità. Obiettivo primario dovrà essere dunque evitare che le imprese che operano non rispettando le norme acquisiscano un vantaggio competitivo talmente grande da mettere in crisi le imprese corrette, attraverso sanzioni effettive, dissuasive da un lato e norme premiali, persuasive dall’altro che rendano finalmente “libero” il mercato in cui operano anche le aziende confiscate e sequestrate.

POLITICA ECONOMICA: IL NOSTRO…STATO-IMPRENDITORE?

POLITICA ECONOMICA: IL NOSTRO…STATO-IMPRENDITORE?

Partiamo dalle origini della nostra costituzione. L’art.43 della Costituzione nella sua vocazione originaria, voleva essere una definizione del ruolo che, nel 1947 doveva avere lo Stato in ambito economico, considerando lo stesso non solo come mero regolatore ma proprio come il gestore dell’economia nazionale. Negli anni si è vista, date le spinte comunitarie ed internazionali, una notevole inversione di tendenza sfociata nelle politiche di privatizzazione e internazionalizzazione iniziate negli anni ’80 in America con Reagan ed nel Regno Unito con la Thatcher. Così, contemporaneamente all’apertura dei mercati, abbiamo assistito formalmente alla decadenza dei grandi monopoli pubblici ed al prevalere del concetto di libera concorrenza e dell’iniziativa privata rispetto a quella pubblica. La riserva dello Stato iniziava ad essere un’eccezione ed i pubblici poteri dovevano assicurare il funzionamento del mercato ed intervenire solo in caso di un loro fallimento. In realtà l’esempio pratico di una deroga alle regole della concorrenza iniziamo a trovarlo nel regime degli aiuti di stato ad imprese che svolgevano attività di interesse economico generale, come la riduzione della disoccupazione, il miglioramento delle condizioni di vita sanitarie, alimentari, abitative o l’implemento dell’istruzione. Ma è stato realmente così? ….nel 2004 il presidente dell’ Autorità Garante della Concorrenza aveva affermato che le nostre Utilities, in riferimento ad ENI ed ENEL avevano posto in essere comportamenti di abuso di posizione dominante, applicando prezzi troppo alti e comportandosi di fatto come monopoli. Com’è cambiata la situazione in oltre trent’anni? Ad oggi è possibile configurare all’interno del nostro sistema un equilibrio tra le regole della concorrenza ed i principi dell’economia sociale, un equilibrio volto a preservare le garanzie di ambiti quali la sicurezza e la giustizia sociale, necessari per la costruzione di quel Welfare State a tanti molto caro. Ad oggi lo Stato gestore continua a trovare la propria legittimità solo in quanto garante dei principi di eguaglianza e solidarietà sociale.

SPEFFY AL RIMINIWELLNESS’16.

SPEFFY AL RIMINIWELLNESS’16.

  Speffy - il motore di ricerca per palestre, centri sportivi e spa - sarà presente al RiminiWellness’16. Prendere parte al RiminiWellness si conferma, anno per anno, un’importante, quanto indimenticabile esperienza; un’occasione imperdibile per generare nuovi, preziosi contatti, ma anche un incredibile mix di energia, sport, fitness, benessere e divertimento. La manifestazione giunge alla sua undicesima edizione e guardando ai numeri: 16 padiglioni attivi, 400 aziende tra dirette e rappresentate, 300.000 visitatori attesi, 45 palchi ed un totale di 1960 singole sessioni di allenamento in 4 giorni, è fuori dubbio che, negli anni, abbia conquistato il titolo di evento leader del settore. Una full immersion nel mondo del fitness e wellness. Quest’anno Speffy si presenta in una nuova veste e con tante novità: nuove grafiche ed aggiornamenti, una maggiore consapevolezza ed esperienza, 200 centri associati a pochi mesi dal lancio e partnership di un certo peso. L’obiettivo, invece, rimane lo stesso: Diffondere la cultura dell’attività fisica, rivoluzionare il mondo del fitness e wellness, arricchendolo del valore aggiunto che l’immediatezza del web può dargli in termini di visibilità e nuovi contatti. Pad. D1 Stand 169 …scoprire il mondo Speffy non sarà mai stato tanto coinvolgente! Speffy powered by DASIR TECH

DASIR TECH A SMAU 2015: CRONACA DI UN TRIONFO

DASIR TECH A SMAU 2015: CRONACA DI UN TRIONFO

2 sessioni di pitching di successo, partnership instaurate con aziende innovative, l’approvazione e il favore del Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, del Presidente dello Smau Pierantonio Macola e dell'Associazione Reti di Imprese ASSORETIPMI… questo e molto di più è stato lo Smau Napoli 2015 per la Dasir Tech. Dunque il bilancio di questo evento, tenutosi il 10 e 11 dicembre alla Mostra d'Oltremare, non può che essere assolutamente positivo. Le tematiche, caratterizzanti un evento internazionale come lo Smau, sono innovazione e tecnologia, ed è per questo che, tenendo conto di entrambe, oltre ad aver presentato i nostri reparti (la Software House, la Web Factory, il Training, la Consulenza Software e l’Assistenza Hardware), abbiamo mostrato la nostra INNOVAZIONE, il prodotto che porta la nostra firma: Speffy. Acronimo di SPort Everywhere Forever For You, Speffy è il motore di ricerca per palestre, centri sportivi e centri benessere che permette di prenotare ovunque ti trovi l’attività fisica che preferisci a tariffe esclusive. Lo straordinario seguito che Speffy sta avendo è il risultato dell’idea che c’è alle sue "spalle"…niente più vincoli temporali, nessun problema logistico, ora lo SPORT è semplice e facile da praticare in qualsiasi posto ci si trovi. Questa è la grande innovazione che ci ha permesso, durante la nostra esperienza allo Smau Napoli, di ricevere consensi da esperti del settore, manager di importanti aziende e il benestare e l’interesse di uno dei maggiori protagonisti della scena politica: il Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, il quale ha mostrato forte entusiasmo per questo prodotto, soprattutto perché totalmente Made in Naples. Crediamo fortemente nell’innovazione e nelle nuove tecnologie e diamo il massimo per realizzarle... e i risultati si vedono!         

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