LE CLAUSOLE BIZZARRE

LE CLAUSOLE BIZZARRE

«Questa restrizione non si applica in caso si verifichi un’infezione virale dilagante, trasmessa da morsi o dal contatto con fluidi corporali, e che causi il ritorno dai morti di cadaveri umani in cerca di carne umana, sangue, cervelli o tessuti nervosi da consumare, fino a provocare la caduta della nostra civiltà. »

amazon

Sembra una frase presa da una delle ultime serie-tv horror o dall’ultimo videogames dove bisogna farsi largo tra un’orda di “non morti” a colpi di pistola e lanciarazzi; in realtà è semplicemente la traduzione di una clausola comparsa da alcuni giorni nelle condizioni di utilizzo dei Web Services di Amazon. Non ci crederete, ma basta leggere infatti il punto 57.10, per il momento solo in inglese, per rendersi conto di come i legali di Amazon abbiano “giocato”, se così si può dire, con i propri utenti. Non sappiamo se è stato un caso o è solo una trovata pubblicitaria dato che la clausola è comparsa in merito alla piattaforma che Amazon pubblicizza per lo sviluppo di videogames denominata “Amazon Lumberyard” eppure una cosa importante da dire c’è, chi di noi si è mai andato a leggere fino in fondo questi tipi di regolamenti?! Forse questo vi spingerà a farlo, magari per scovare qualche nuova frase stravagante, fatto sta che aspettiamo il regolamento italiano per vedere come tradurranno questa frase.

clausola-amazon

Sicuramente questo non è stato il primo caso, e non sarà neanche l’ultimo probabilmente. Un’altra clausola bizzarra infatti la possiamo trovare nelle policy di Tumblr dove al punto Confusione o Imitazione, facendo riferimento all’attore britannico Benedict Cumberbatch si può leggere:

tumblr

«Non fare cose che possano causare confusione tra te o il tuo blog e altre persone o società, come registrare deliberatamente un URL fuorviante. Non imitare nessuno. Sei libero di fare parodie, scherzare o meravigliarti della bellezza di Benedict Cumberbatch, ma non puoi far finta di essere Benedict Cumberbatch.» Infine l’ultima clausola bizzarra che vogliamo raccontarvi è dell’azienda specializzata in sicurezza informatica “F-Secure” che ha voluto effettuare un esperimento ad ignare persona. Ha installato infatti in diverse zone della città degli hotspot ad accesso libero. Nell’arco di una mezz’ora, 250 persone si erano collegate al wi-fi gratuito, molti probabilmente in maniera automatica, a causa della configurazione del proprio smartphone, impostato per connettersi alla prima rete libera individuata.

f-secure

Nessuno però sapeva che nascosto nei termini di utilizzo del servizio, quelli che la maggior parte delle persone di solito accettano senza leggere, c’era un insolito vincolo, battezzato col nome di “clausola Erode”. Questa recitava così: «Usando il servizio acconsenti a cedere il primo nato a F-Secure, come e quando la società lo richieda. Nel caso che non venga partorito alcun figlio, verrà preso al suo posto il tuo animale domestico preferito. I termini di questo accordo sono vincolanti per l’eternità.» Sembra assurdo, fortunatamente si trattava solo di un esperimento, patrocinato dall’Europol (l’agenzia europea per la lotta al crimine), per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati all’utilizzo di connessioni non protette. Per quanto riguarda dunque gli utenti che hanno inavvertitamente accettato la clausola Erode, F-Secure, non ha fatto valere i propri diritti (che comunque sarebbero stati difficili da sostenere in tribunale). Non ci resta quindi che leggere attentamente le clausole che accettiamo e aspettare di vedere qualche nuovo regolamento cosa ci riserverà.  

Pubblicato il 16 mar 2016

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