ADDIO APPLE CAR

ADDIO APPLE CAR

Arrivano nuove conferme sull'abbandono del progetto Apple Car. Dopo le indiscrezioni del New York Times di qualche settimana fa, ora è Bloomberg a rilanciare la notizia. Il team che si occupava del cosiddetto “Project Titan” è stato praticamente smantellato. Tra licenziamenti decisi dall’azienda, altri impiegati spostati in altri progetti e diversi casi di dimissioni, il progetto Apple Car va verso l'abbandono. Cupertino avrebbe ridotto le ambizioni nel campo delle vetture automatiche dopo mesi di disaccordi sulle strategie da seguire, con continui cambiamenti e sfide che si sarebbero rivelate ardue per i tradizionali fornitori di Apple. Problemi, sottolinea Bloomberg, che si sarebbero verificati anche in Google. Molte persone si sono defilate anche dal progetto auto di Big G e alcuni investitori nel settore cominciano ad avere dubbi sulle effettive possibilità che i big della Silicon Valley da soli possano riscuotere successo nel settore. Il nuovo gruppo dirigente che si occupa di “Project Titan” avrebbe ora l’obiettivo di dimostrare nei fatti che un sistema di guida autonomo è possibile a medio termine. I dirigenti avrebbero indicato al team il limite temporale della fine del prossimo anno. I mezzi per creare una piattaforma iper-evoluta ci sono e Apple potrebbe lavorare con diverse aziende a livello di partnership senza sentirsi un concorrente diretto.

Pubblicato il 20 ott 2016

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Anche il robottino verde decide di rifarsi il look e fare il salto di qualità, affermandosi in maniera decisiva in tutto il mondo… in che modo? Ridisegnando il proprio logo. La motivazione è semplice, così come dichiara Sidney Thomashow, leader di Google per il marchio Android: “E’ davvero importante per noi riconoscere che Android è in realtà un grande marchio globale, volevamo assicurarci di essere il più accessibili ed inclusivi possibile”. Sappiamo bene che questo sistema è probabilmente il più utilizzato sui vari dispositivi ed è per questo che hanno dovuto tener conto di un giudizio mondiale, rendendo il tutto ancora più accessibile. Partiamo dal nome dei sistemi operativi, che prima richiamavano appellativi dolci come Jellybean, KitKat, Marshmallow, con la decima versione il nome sarà semplicemente: Android 10, questo perché, nei paesi orientali, le precedenti denominazioni risultavano difficilmente pronunciabili. Passiamo ora al design del logo. Iniziando dalla tipografia, i designer hanno mantenuto la struttura di base del 2014 aggiungendo, selettivamente, degli steli ad alcune lettere. Hanno inoltre, arrotondando qualche angolo e reso meno “bold” il tutto, questo per integrare al meglio la tipografia e il pittogramma ed uniformarli stilisticamente. Per questo motivo, probabilmente, in futuro, vedremo questi due elementi sempre insieme. Differentemente dalla tipografia, il marchio ha subito una forte modifica, il robot non si presenterà in figura intera ma vedremo solo la testa, gli occhi e le antenne, elemento fondamentale per la creazione degli steli nel font. Infine concentriamoci sul colore. Il team si è reso conto che il precedente verde non era ben visualizzato dai daltonici (che purtroppo percepiscono proprio il verde e rosso meno fedelmente), quindi per includere veramente tutti e non lasciar fuori nessuno hanno aggiunto al verde una componente blu, questo nuovo colore generato (un verde meno evidenziato) ha aperto ad un sistema di colori ed una palette cromatica molto più ampia, che porterà sicuramente a piacevoli accostamenti cromatici. Cosa aggiungere? Android è pronto ad aprirsi ad un mercato sempre più ampio, gli oltre 2 miliardi di utenti attuali, tra qualche anno, probabilmente, saranno molti di più…

Come i colori influenzano la nostra vita

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Ogni giorno le pubblicità ci vogliono vendere qualcosa: immagini realizzate in forma cartacea, digitale, pubblicità web, manifesti, sponsorizzazioni sui social e spot televisivi, tutte con l’obiettivo di creare in noi curiosità, ma soprattutto voglia di comprare e avere quel prodotto. I colori in questi messaggi svolgono un ruolo fondamentale, anzi direi primario. Il nostro cervello elabora un’emozione che dura 90 secondi appena e che ci fa entrare in contatto visivo con l’immagine generando il giudizio finale che abbiamo verso quella pubblicità. Circa l’80% di questo giudizio è basato sul colore. Questo significa che l’immagine ma soprattutto il colore possono distruggere o creare in noi delle forte emozioni in pochi secondi o forse non crearne alcuna. Non ci credete? Provate a vedere il classico logo della nutella di colore rosso sostituito da un azzurro glaciale. Vi fa pensare subito alle montagne, al freddo, al ghiaccio o addirittura ad una pubblicità del latte e così quel potere forte del rosso scompare insieme alla voglia di mangiarla. I colori stimolano la nostra percezione e sono infallibili, ci possono trasmettere gioia, dolore, voglia di fare, relax, sicurezza, instabilità e chi studia come venderci un prodotto lo sa bene e sa come invogliarci a comprare. Proviamo ad analizzarne qualcuno. Il rosso è un colore che provoca in noi un grande impulso positivo ma anche negativo. Mi spiego meglio, pensate al potere positivo e vibrante della Coca Cola, della Virgin, questo forte potere persuasivo diventa negativo se pensiamo al colore del sangue, del pronto soccorso dell’ospedale. L’arancione è sicuramente più adatto ai giovani. Elabora un messaggio positivo per un pubblico più aperto al mondo,  pensiamo ad Amazon, al Conto Arancio, pensato proprio per i giovani, la famosa aranciata Fanta con le sue pubblicità esplosive e piene di movimento. Il blu è il colore del cielo, del mare. Se provate ad alzare la testa al cielo o sedervi su una spiaggia e soffermarvi a guardare il mare per qualche minuto, vi sentirete più rilassati, è infatti un colore che ci da sicurezza, pace.  Il verde è quello della salute, pensiamo infatti alle farmacie o tutti i prodotti bio. Il nero e il bianco sono neutri ma non per questo non trasmettono emozioni, anzi il bianco è purezza, luce, mentre il nero è serietà, due colori opposti ma entrambi neutri, che hanno bisogno l’uno dell’altro così come il vestito degli sposi, bianco per lei e nero per lo sposo. Dunque ogni singolo colore riveste un ruolo ben definito nelle nostre giornate e riesce ad influenzare positivamente o negativamente la nostra quotidianità.  

Facebook arraffa tutto: arriva la funzione Dating

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 Ricordate da bambini la sensazione di aggirarsi tra gli scaffali di un grande negozio di giocattoli? Scrutavate entusiasti questi alti ripiani, pieni zeppi di balocchi, avreste arraffato qualsiasi scatola attirasse la vostra attenzione. Beh… deve essere qualcosa di molto simile ciò che prova Mark Zuckerberg, quando osserva il mondo digitale. il Founder e CEO di Facebook è ormai noto per l’astuzia e la sfrontatezza dei suoi investimenti in startup di successo o in mercati con grosso potenziale ma soprattutto per inglobare chi potrebbe “pestare i piedi” al suo colosso. Tra le acquisizioni che hanno fatto più notizia troviamo Instagram, Twitter e Whatsapp. Snapchat, l’app che disse no a Zuckerberg E’ storia la stratosferica offerta di 3 miliardi di dollari avanzata nel 2013 e categoricamente rifiutata dai fondatori di Snapchat, l’app col fantasmino, famosissima tra gli adolescenti, pioniera nell’instant messaging di foto e video visualizzabili per sole 24 ore. Il dispettoso Zuckerberg di tutta risposta prima ha comprato MSQRD l’app per registrare video-selfie con filtri e maschere virtuali e poi ha dato la stangata finale introducendo le stories, prima su Instagram e poi anche su Facebook. Arriva Dating, il servizio di incontri firmato Facebook Siamo nel 2018 e questa volta a tremare sono i siti e le app di incontri. In occasione di F8 2018 - la conferenza annuale degli sviluppatori di software a San Jose, California – Zuckerberg in persona ha annunciato, a sorpresa, l’imminente lancio di Dating, il nuovo servizio dedicato agli appuntamenti nato a Menlo Park. Il numero uno di Facebook ha osservato che 200 milioni di persone su Facebook sono catalogate come single e che negli Usa 1 matrimonio su 3 è nato online. Non ha specificato se il nuovo servizio sarà a pagamento ma ha precisato che gli utilizzatori dovranno creare un profilo ad hoc per il dating, distinto dal loro classico profilo Facebook e che questo nuovo profilo non sarà assolutamente visibile agli amici ma solo agli altri utenti con un profilo dating che non sono tra i loro contatti. Distinto sarà anche il servizio di messaggistica. Zuckerberg ha infine dato una nota romantica al nuovo servizio, affermando che: “Il servizio servirà a costruire relazioni reali a lungo termine, non meri agganci”. E se di relazioni durature si parla… chissà che tra gli iscritti non ci ritroveremo il caro vecchio Tinder - fino ad oggi leader indiscusso nel settore degli incontri – sarebbe del resto una scelta comprensibile: esce da una gran bella delusione per mano dei suoi investitori che, subito dopo l’annuncio di Zuckerberg, non hanno esitato ad abbandonarlo in vista del fusto che presto arriverà sul mercato, facendo perdere al titolo oltre il 20% a Wall Street. Tinder, ti auguriamo di riconquistare i tuoi investitori!