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KILOCORE, CPU CON 1000 CORE INDIPENDENTI

KILOCORE, CPU CON 1000 CORE INDIPENDENTI

KiloCore è il primo processore al mondo con 1000 core indipendenti, in grado di eseguire oltre 115 miliardi di operazioni al secondo con un consumo inferiore ad 1 Watt. Questo processore, messo a punto dall’Università della California , in collaborazione con IBM, è stato presentato all’ultimo Simposio Tecnologia e Circuiti VLSI, che si è tenuto alle Hawaii. I ricercatori della Università della California hanno recentemente presentato KiloCore, una CPU con 1000 core programmabili in modo indipendente, con un’elevata efficienza energetica. Chip con più di un processore sono da anni una realtà, tanto che dentro la gran parte dei nostri computer si possono trovare anche 12 processori che lavorano in maniera sincronizzata. Il nuovo chip, non ha solo un numero record di chip ma rappresenta una possibile rivoluzione nel loro funzionamento, e riesce a far lavorare i suoi processori in modo indipendente l'uno dall'altro, qualcosa di simile a una 'rete' di computer separati. Gli scopi per i quali viene utilizzato sono sempre gli stessi degli attuali multicore ma offrendo performance migliori: elaborare video, cifrare e decifrare dati e in ambiti scientifici dove applicazioni a elevato multithreading sono in grado di trarre vantaggio della presenza di più core. Per sfruttare il processore è ad ogni modo necessario software scritto ad hoc, in grado di trarre vantaggio dalla parallelizzazione. Quando deve eseguire un compito, KiloCore 'scompone' il tutto affidando singole parti di applicazioni ai vari processori che una volta completato il lavoro condividono i dati per ricostruire il risultato finale. Quando non sono necessari i singoli processori si disattivano permettendo così un enorme risparmio energetico, garantendo un'efficienza 100 volte migliore di quella di un tradizionale processore multiplo. La frequenza massima è pari a 1,78 GHz e ogni core può trasferire dati da se stesso ad un altro, senza alcuna memoria condivisa. Di fatto, i 1000 core sono possono eseguire 115 miliardi di operazioni al secondo, consumando solamente 0,7 Watt Avendo una 'logica' differente dai chip tradizionali, i ricercatori hanno dovuto sviluppare un ventaglio di applicazioni ad hoc, tra cui software per l'elaborazione delle immagini, dei video e strumenti per sviluppatori che potranno lavorare alla creazione di nuove applicazioni. KiloCore è stato sviluppato per sostituire i microchip attuali ma i costi e i tempi per una sua futura commercializzazione non sono stati definiti e di certo serviranno ancora alcuni anni prima che arrivi sul mercato.

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

L’imminente uscita del nuovo chip di casa Intel rivoluzionerà il mercato dei microprocessori. Dopo l’annuncio dell’acquisto di Altera, come sua business unit per il valore di ben 16,7 miliardi di dollari, Intel uscirà a breve sul mercato con dei chip Xeon che integrano degli FPGA, delle soluzioni hardware programmabili via software. Tali FPGA, detti anche acceleratori, riescono a garantire prestazioni superiori in termini di tempo di esecuzione e di consumo energetico. Questa innovazione troverà applicazione principalmente nei data center che offrono servizi di cloud e nel sempre più emergente IoT (Internet of Things). Microsoft, per esempio, ha già sperimentato nell’ambito del progetto Catapult, conseguendo ottimi risultati, l’uso degli FPGA (di casa Altera prima dell’acquisto da parte di Intel) nei server per migliorare le prestazioni del suo motore di ricerca Bing. In pratica le query di ricerca vengono splittate tra i diversi nodi, che sono delle board contenenti diversi FPGA. La rivoluzione Intel sta nel portare CPU ed FPGA in un unico chip integrato, che sarà compatibile con i Socket Intel attualmente in commercio. Tale soluzione permette un ulteriore incremento delle prestazioni dovuto alla comunicazione on-chip che è di gran lunga migliore di quella off-chip che avviene negli attuali sistemi eterogenei, ovvero quei sistemi in cui una CPU divide il lavoro computazionale tra i diversi dispositivi di elaborazione del sistema, che possono essere FPGA, GPU e DSP. Tale comunicazione rappresenta il punto debole di tali sistemi. In conclusione, nel mercato dei microprocessori sarà censita una nuova era che porterà un importante supporto e forti vantaggi per diverse tecnologie emergenti che potranno giovare dei nuovi chip integrati, al momento realizzati dalla sola Intel.

ARRIVA CHIP, IL PC LOW COST

ARRIVA CHIP, IL PC LOW COST

Quella dei computer da una manciata di dollari è una categoria molto interessante che apre a scenari d'uso particolarmente variegati. CHIP è un nuovo computer presentato dai simpatici ragazzi di Next Thing , tre amici che costruiscono hardware e software, caratterizzato da un prezzo di listino di 9$. Dimensioni ridottissime e la potenzialità di essere integrato all'interno di un dispositivo mobile. Già installata nativamente troveremo una distribuzione Linux basata su Debian in grado di ricevere aggiornamenti via OTA (è un metodo che permette di aggiornare un dispositivo ricevendo via wireless il nuovo software.) . Saranno disponibili alcune applicazioni installate già al primo avvio, ma è previsto naturalmente anche il funzionamento con migliaia di applicazioni aggiuntive. L'utilizzatore finale potrà scegliere di installare un sistema operativo alternativo, come ad esempio qualsiasi altra distribuzione di Linux compilata per il funzionamento su architetture ARM basata su una famiglia di microprocessori RISC a 32-bit. Molto interessante, anche se in effetti dal sapore un pò vintage, l'accessorio Pocket CHIP che, con un esborso complessivo di 49$, consentirà di trasformare CHIP in un dispositivo mobile a tutti gli effetti. Integra una batteria da 3.000 mAh e un display da 4,3" sensibile al tocco, oltre ad una tastiera QWERTY.  Il progetto è stato finanziato dalla campagna su Kickstarter, che ha raccolto fondi per 983 mila dollari.    

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