SKYPE TRADUCE IN DIRETTA LE VOSTRE CHIAMATE

SKYPE TRADUCE IN DIRETTA LE VOSTRE CHIAMATE

Sarà sufficiente scaricare l’app per Windows 8.1 o Windows 10 e Skype Translator farà il resto. La piattaforma Microsoft che permette di tradurre in tempo reale durante una chat la voce in quattro idiomi (italiano, mandarino, inglese e spagnolo) e il testo di 50 lingue, esce dalla fase di preview ed è a disposizione di tutti gli utenti. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=mWTySUGXR2k[/youtube] Skype Translator apprende in automatico i diversi modi di parlare delle persone. Una volta ascoltata la frase, un sistema che Microsoft chiama “rete neurale” la analizza e la confronta con milioni di campioni audio precedentemente registrati, trasformandola in una sequenza di possibili parole in formato testuale. A questo punto il sistema rimuove eventuali ripetizioni, intercalare e balbuzie, compiendo la scelta migliore possibile tra le parole che hanno un suono simile. Il risultato è un testo che viene tradotto, anche con il confronto tra i vari modi di dire nelle differenti lingue e viene riprodotto vocalmente nell’altro idioma. Per evitare errori, comunque, accanto al testo tradotto Skype lascerà anche l’originale scritto nella chat. Il riconoscimento della lingua, spiega Microsoft, viene effettuato dal sistema mentre la persona dall’altra parte dello schermo sta ancora parlando. E potrà continuare a farlo mentre la traduzione è ancora in corso: si potrà infatti ascoltare la traduzione a tutto volume e la voce dell’interlocutore a un volume più basso, in modo da seguire la traduzione e avere una conversazione più fluida. C’è anche un’opzione Mute per attivare e disattivare rapidamente l’audio della traduzione, nel caso in cui si preferisca leggere soltanto la trascrizione. Clicca qui per la guida alla configurazione.  

Pubblicato il 17 giu 2016

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LA GUIDA HI-TECH DI EXPO

Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che l’Italia ospita dal primo maggio al 31 ottobre 2015 ed è il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e nutrizione. Per sei mesi Milano diventa una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Expo Milano 2015 è la piattaforma di un confronto di idee e soluzioni condivise sul tema dell’alimentazione, stimola la creatività dei Paesi e promuove le innovazioni per un futuro sostenibile. Ma non solo. Expo Milano 2015 offre a tutti la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese. Non potevamo non iniziare dal Future Food District. Il supermercato del futuro, dove attraversando i diversi ambienti, i visitatori possono esplorare e conoscere una catena alimentare più etica e trasparente, resa possibile dall’uso delle nuove tecnologie. Qui troverete barrette di insetti, imballaggi fatti di scarti alimentari, coltivazioni galleggianti sul mare, il tutto realizzato da Coop insieme a Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston. Settemila metri quadri di puro connubio cibo e tecnologia nel cuore del sito espositivo tra Cardo e Decumano. All’interno di questo parco giochi per i nerd del cibo si vive un’esperienza d’acquisto totalmente nuova grazie alla realtà aumentata, toccare con mano gli alimenti del futuro e, ovviamente, farsi fare la spesa dal nostro amico robot YuMI.   Inoltre è possibile vedere la Vertical Farm di ENEA, un’imponente struttura alta più di 4 metri contenente una serra con un impianto di fertirrigazione automatico, che attraverso un sistema computerizzato distribuisce sostanze nutritive e acqua alle piante. La fattoria verticale è aperta al pubblico che potrà interagire attraverso i propri dispositivi mobili, grazie ai QR Code disposti sulla struttura.   Nel padiglione Italia, si può scoprire come le nostre startup italiane vogliono cambiare il mondo del cibo. Alcune aiutano a produrre micro-alghe, altre a gestire le ordinazioni di cibi e bevande dallo smartphone e altre ancora si utilizzano nell’agricoltura di precisione. Anche il padiglione americano ha un occhio di riguardo per la tecnologia, le startup che ne fanno parte sono state selezionate tramite un contest a cui hanno partecipato 17 progetti tra i quali c’erano: un e-commerce di specialità enogastronomiche, piattaforme di social eating, strumenti intelligenti per la cucina, app che permettono di creare e monitorare un profilo nutrizionale salutare personalizzato, basandosi sull’analisi dei comportamenti dell’utente sfruttando i principi dell’intelligenza artificiale, stampanti 3D e tanto altro. Orientarsi in uno spazio grande come 137 campi da calcio non è facile, dovete rassegnarvi. Anche se visitare tutti i 145 padiglioni di Expo in un solo giorno non è umanamente possibile (potreste addirittura perdervi una volta entrati nel padiglione Italia, che con i suoi 13 mila metri quadrati è il più grande di tutti). Quindi armatevi di pazienza e prendete questa piccola guida come punto di partenza per pianificare i vostri itinerari all’insegna del foodtech. Ah dimenticavo…Buon appetito

Il deep learning: cos’è e come funziona

Il deep learning, la cui traduzione letterale è “apprendimento profondo”, è una sottocategoria del machine learning e del più ampio mondo dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un tipo di apprendimento automatico in cui i computer formano grandi reti neurali artificiali simili a quelle del cervello umano. Il concetto alla base è molto semplice: quando si espone una nozione, la si apprende e subito dopo ne si espone un’altra. Il cervello raccoglie l’input della prima e la elabora insieme alla seconda, trasformandola e astraendola sempre di più. Il deep learning agisce in maniera speculare al cervello umano. In ingresso ad una rete neurale spesso si trova un vettore numerico, che può rappresentare diverse tipologie di dati: pixel, segnali audio, segnali video o parole e cosi via. L'output generato dalla rete neurale non è altro che la trasformazione che subisce il vettore in input, mediante una serie di funzioni che lo rielaborano. Concretamente, ciò può avvenire quando l’input di ingresso alla rete neurale è un'immagine. La rete neurale, sulla base di alcune funzioni, la rielabora per individuare se, ad esempio, nella foto ci siano o meno delle automobili. Il deep learning ha influenzato le applicazioni industriali come mai era successo prima al machine learning in quanto, a differenza di quest’ultimo, risulta essere molto più scalabile. Esso è, quindi, in grado di trattare un enorme quantità di dati e riconoscere alcune caratteristiche discriminative. I principali compiti che il deep learning è in grado di affrontare sono: le ricerche basate su testo, l’individuazione di frodi o spam, il riconoscimento delle scritte, la ricerca delle immagini, il riconoscimento del parlato, i recommendation system, la street view detection e la traduzione di lingue. In conclusione, Il deep learning sta accompagnando e accompagnerà lo sviluppo di moltissimi settori applicativi, in particolare quello delle auto a guida autonoma.

SMART CITY: UNA CITTÀ INTELLIGENTE E SOSTENIBILE

Una Smart City è una città intelligente che riesce a spendere meno e meglio senza abbassare la quantità e la qualità dei servizi forniti a cittadini e imprese, migliorando la disposizione dei servizi in città perché siano raggiungibili, usufruibili da remoto attraverso il proprio smartphone, con lo scopo di sprecare meno energia possibile. Una città si definisce “Smart”, intelligente, quando gli investimenti nel capitale umano, sociale, nell’innovazione tecnologica e nelle infrastrutture di comunicazione alimentano lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita. Attualmente secondo l’Alexandra Institute il 62 % dei progetti di Smart City nel mondo sono focalizzati su trasporti, edifici e connettività. Il concetto di città intelligente riguarda la realizzazione di processi di vita quotidiana supportati da moderne tecnologie e gli ambiti di applicazione sono perciò i più vari: Sanità, Lavoro, Trasporti, Logistica, Informazione, Giustizia, Istruzione, Ambiente (inquinamento e rifiuti), Edilizia, Sicurezza (Safety&Security), Pubblica amministrazione, Energia (consumi e inquinamento), Emergenza, Commercio, Turismo, Beni culturali (opere d' arte e musei), ecc. Ad oggi, i progetti presentati sono diversi, considerando che in campo sono scesi i giganti del settore IT come Google, Apple, IBM, Microsoft. Ecco due esempi: Google Car: Droni che consegnano a destinazione buste e pacchi in piena autonomia (ogni oggetto potrà essere tracciato attraverso una semplice app): Su cosa è basata Per realizzare una Smart City occorre ricorrere al paradigma dell’Internet of Things, utilizzando una combinazione di tecnologie di cui : infrastruttura e applicazione. L'infrastruttura riguarda la componente fisica del sistema che a sua volta può,  sempre con estrema sintesi, essere composta da due elementi: i sensori e la rete di telecomunicazioni. I sensori sono gli elementi che raccolgono dati dall’ambiente con quale interagiscono e li rendono fruibili attraverso  la rete. Invece l'applicazione, che tipicamente rappresenta la parte software, è l'elemento che raccoglie i dati dai sensori, li elabora, produce dei dati in output in base ai quali si effettuano delle decisioni. Un esempio degli strati dell’infrastruttura di una Smart City:                La struttura logica di una Smart City si articola su quattro strati fondamentali: -L'infrastruttura di base come fattore abilitante per la costruzione di una città; -Una rete di sensori tecnologici interoperabili, nell'ottica dell'Internet of Things, per raccogliere i big data della città e per controllarne le infrastrutture da remoto; -Una delivery platform per l'elaborazione e la valorizzazione dei big data del territorio; -Una serie di applicazioni e servizi a valore aggiunto per la città. Quindi la rete di sensori è conosciuta come Wireless Sensor Network (WSN), costituita da un grande numero di nodi (anche centinaia o migliaia) posizionati in maniera sparsa nello spazio, o anche mobili, ed interconnessi tra loro. I sensori possono essere di ogni tipo. Una caratteristica fondamentale che possiede tale rete è quindi l'eterogeneità. Inoltre l'eterogeneità dei sensori dà a un sistema di controllo un quadro totale dell'ambiente, permettendo il monitoraggio e quindi l'automazione di un maggior numero di attività.