Dasir Blog

Tech

Medical Imaging & Deep Learning: il futuro dell’istopatologia

I Patologi di tutto il mondo si stanno affidando sempre più alle tecnologie legate al Medical Imaging. Queste tecnologie, attraverso la creazione di file (WSI), permettono di creare rappresentazioni digitali delle analisi cliniche di tessuti tumorali, consentendo ai medici di effettuare prognosi e diagnosi sempre più veloci ed affidabili. I file WSI trovano ampio utilizzo nell’istopatologia digitale: l'indagine microscopica dei tessuti, della loro morfologia e delle possibili alterazioni tumorali dovute alla progressione e allo sviluppo del cancro. In particolare, confrontando le immagini di tessuto canceroso con quello di cellule sane, è possibile classificare il grado e lo stadio di un tumore. I confronti sono possibili grazie all’utilizzo di alcuni classificatori sviluppati prevalentemente attraverso la tecnica del Deep Learning. Grazie ad una struttura stratificata il classificatore riesce, in autonomia, a ricercare le caratteristiche e i pattern tumorali con grande precisione e accuratezza. Questa recente tecnologia, basata essenzialmente sull’utilizzo di reti neurali di tipo CNN, come ad esempio la ResNet50, risolve il problema della perdita delle informazioni durante la fase di training effettuata su un dataset di migliaia di immagini. I più recenti classificatori, sviluppati da studenti dell’Università Federico II di Napoli, riescono a identificare più categorie di tessuto come: normale, benigno, in situ o invasivo. Si è riusciti così a raggiungere un’accuratezza massima del 98%, risultato che si spera di superare ulteriormente. Tra i possibili sviluppi futuri si pensa sicuramente al mobile. E’ infatti prevista la nascita di app che possano integrare al loro interno un classificatore mobile con un servizio di messaggistica, utile per un celere scambio di pareri tra patologi.

Hi-Tech e Sport 4.0

L’evoluzione tecnologica ha portato numerosi cambiamenti in tutti i campi, dalla salute al marketing, fino ad arrivare alla pubblica amministrazione e al food delivery. Negli ultimi anni, le nuove tecnologie sono state utilizzate in modo massiccio nello sport, apportando miglioramenti sia alle performance di atleti professionisti che dilettanti. Tra le novità proposte sul mercato ci sono i dispositivi wearable, ovvero dei dispositivi elettronici che si indossano e che attraverso smartphone/tablet/pc sono capaci di monitorare i battiti cardiaci, gli sforzi compiuti, la velocità del movimento, la distanza degli spostamenti, inviando una notifica ad attività fisica terminata. A dare maggiore risalto a questo sviluppo tecnologico sono stati gli Smartwatch / Smartband e le Smart Shoes. Smartwatch / Smartband sono orologi con funzionalità oltre il semplice cronometraggio. Gli Smartwatch moderni possono essere considerati dei veri e propri computer indossabili capaci di eseguire applicazioni, di funzionare come lettori multimediali portatili e di monitorare, in modo costante, salute e prestazioni fisiche sotto sforzo. Solo in un secondo momento sono stati prodotti anche gli smartband o braccialetti intelligenti, simili agli orologi, anche se generalmente più semplici e meno versatili. Smart-Shoes sono, invece, particolari scarpe sportive dotate al loro interno di un chip che permette di monitorare passi e calorie bruciate e di tracciare il percorso effettuato, trasformandole in un vero e proprio activity tracker. Sono dotate inoltre di un sistema di allacciamento e aderenza al piede regolabile tramite app per poter consentire una perfetta performance sportiva, sopratutto durante la corsa. Come si ricaricano? Tramite wireless. L'evoluzione tecnologica porterà, probabilmente, alla nascita di microchip impiantati direttamente sottopelle. Per il momento il progetto è ancora al vaglio degli studiosi, non ci resta dunque che attendere le prossime evoluzioni.  

Project Loon

Quante volte ci siamo lamentati di avere la connessione lenta sul proprio smartphone o di trovarci in zone dove la linea non è proprio eccellente. Eppure non ci siamo mai preoccupati di quei posti nel mondo in cui l’accesso ad Internet non è disponibile, per motivi economici o anche ambientali. E’ da questo pensiero che forse è nata l'idea ambiziosa di Google di portare la connessione ad Internet “ovunque”. L'idea è di farlo per mezzo di palloni aerostatici. Nasce così il “Project Loon”. Mike Cassidy, direttore del progetto, spiega che Google pensa alla possibilità di costruire un anello di palloni che volano attorno al globo sfruttando i venti stratosferici e fornendo così l’accesso a Internet ai territori sottostanti. Con questa foto pubblicata su Instagram, Google ha festeggiato il primo anno del progetto. Ci sono novità sulle sperimentazioni dei palloncini che stanno portando ottimi risultati, anche se c’è ancora molta strada da fare. La previsione è di poter festeggiare il prossimo compleanno del progetto con una flotta di palloncini pronti a fornire connettività a un tante persone intorno al mondo. Attualmente Google sta lavorando per migliorare le prestazioni dei suoi palloncini: invece del Wi-Fi ha optato per una connettività LTE, che consente più connessioni contemporaneamente e una velocità fino a 22 Mb/s da un’antenna sul terreno e 5 Mb/s da un telefono. Inoltre, i palloni areostatici riescono a volare per più di 70 giorni, anche se l’obiettivo è di arrivare a 100. Ci sono ancora molti ostacoli intorno a questo progetto, ma il team di lavoro è ottimista. Noi aspettiamo di veder volare i palloncini in cielo. [embed]http://youtu.be/MiEZfRh-h-s[/embed]

Foodtech: quando la tecnologia incontra il cibo

Il cibo ha avuto nel corso dei secoli un’espansione crescente fino ad occupare nella società contemporanea un ruolo fondamentale. Oltre ad essere nutrizione è comunicazione, esperienza sensoriale ed estetica. Il food system sta diventato sempre più innovativo, richiedendo l’utilizzo di nuovi sistemi informatici nel settore. Ma come l’innovazione rivoluzionerà il mondo agroalimentare? Il termine foodtech esprime chiaramente il rapporto cibo e nuove tecnologie. Si vuole far riferimento a tutti quei processi di produzione e distribuzione di beni e sevizi volti a rivoluzionare quelli tradizionali. Soluzioni che consentono di affrontare il problema della sostenibilità, della tracciabilità e della sicurezza alimentare, arginando anche la questione degli sprechi. Il 12 maggio 2018 a Roma si è conclusa la presentazione del nuovo ciclo di accelerazione di startup da parte di Startupbootcamp Foodtech, l’acceleratore di riferimento per il settore foodtech e agritech, con l’obiettivo di sostenere i giovani imprenditori nel foodtech e rafforzare l’eccellenza del settore attraverso soluzioni ad alto livello tecnologico. I campi di applicazione del foodtech sono molteplici, dalle innovazioni nel campo dell’idroponica al 3D printed food. Tra le proposte più innovative si può citare quella della startup Ho Chi Minch vietnamita che ha perfezionato un sistema a basso impatto ambientale per favorire la diffusione di proteine animali. Si è eliminato in questo modo il costo di costruzione delle infrastrutture per le fattorie e si è prodotta la polvere di grilli a costo zero. Singolari sono le idee in arrivo dall’Olanda ove l’innovazione tecnologica offre agli allevatori di suini un software per il riconoscimento facciale che monitori i singoli maiali. Si può pertanto tenere sotto controllo lo stato di salute dei capi per intervenire tempestivamente e pianificare adeguate tecniche di allevamento, ridurre l’utilizzo di antibiotici, il tasso di mortalità e aumentare il benessere degli animali e dei prodotti che ne derivano. Diversi esperti hanno parlato di “Internet of Food” per sottolineare il fatto di come i nuovi sistemi e strumenti connessi in rete creano un collegamento tra uomo, macchine e oggetti. Dunque molteplici le soluzioni tecnologiche che stanno valorizzando e rendendo più efficiente l’industria alimentare.

Evoluzione dell’Uomo, Lavoro e Moderne Tecnologie

Il tema del lavoro è fondamentale nella vita dell’uomo e lo ha accompagnato fino ad oggi lungo tutto il percorso di sviluppo dagli albori della civiltà. Tale tema torna in auge nel nostro secolo a causa dell’esponenziale sviluppo tecnologico, il quale minaccia gli equilibri della vecchia industria manifatturiera. Ci si interroga sempre più spesso, sull’impatto delle moderne tecnologie nell’ecosistema lavoro. I computer e più in generale i calcolatori automatici, macchine automatizzate e robot, possono e potranno in un futuro sostituire l’uomo? Quali saranno le conseguenze di simili avvenimenti? Per rispondere a tali quesiti bisogna muoversi a piccoli passi. L’uomo più di un milione di anni fa fece la sua prima grande scoperta tecnologica: il fuoco. Questa rivoluzionaria scoperta ha cambiato radicalmente la vita degli uomini primitivi, aiutandoli a riscaldarsi e a cucinare il cibo per sterilizzarlo. Continuando sempre su questo filone troviamo la prima calcolatrice: la pascalina inventata dal filosofo Blaise Pascal nel 1642 in grado di fare calcoli in modo automatico. Queste scoperte hanno semplificato il lavoro dell’uomo interponendosi fra esso e quei lavori ripetitivi e meccanici molto spesso scomponibili e assimilabili in poche azioni basilari. Anche i moderni robot non fanno null’altro che interporsi fra l’uomo e la produzione industriale aiutandolo in attività molto spesso usuranti e meccaniche le quali non portano l’operatore a nessuna possibilità di sviluppo personale né per lui e né per l’ambiente circostante. Proprio per questo, informatica, automatica e robotica non sono nient’altro che specializzazioni della moderna tecnologia. Scoperte scientifiche che vanno di pari passo con l’evoluzione dell’uomo permettendo a quest’ultimo di focalizzare la propria attenzione su problemi più specifici lì dove le macchine non sono ancora arrivate e probabilmente non arriveranno mai. Ci si muove sempre di più verso una specializzazione del lavoro dell’uomo. Focalizzando l’attenzione delle persone verso quella tendenza artistica che contraddistingue l’essere umano dalle macchine, verso la sua ineguagliabile unicità, che sin dal principio gli ha permesso di imbrigliare gli elementi naturali e sfruttarli a proprio favore. Proprio per questo non dobbiamo avere paura del progresso ma abbracciarlo a piene mani come ciò che ci contraddistingue in quanto uomini e quindi con la tendenza a raggiungere vette sempre più alte e lontane.

Evoluzione e Rivoluzione dell’intelligenza Artificiale

Nell’ultimo decennio è cresciuto in maniera esponenziale l’interesse della collettività nei confronti della Intelligenza Artificiale. Sono sempre più numerose le aziende che decidono di investire in sistemi e soluzioni di Artificial Intelligence, diventando inevitabilmente parte integrante della vita quotidiana. Che cos’è L’intelligenza Artficiale? Nonostante un ampio dibattito in campo scientifico, ancora oggi non esiste una definizione univoca di Artificial Intelligence. Quando si pensa a Intelligenza Artificiale vengono in mente scenari fantascientifici o futuristici, nei quali le macchine diventano “intelligenti” come l’uomo, in grado di svolgere i suoi stessi compiti fino a sostituirlo in parte o del tutto. Robot che si confrontano con gli esseri umani, li aiutano, prevedono i loro comportamenti e addirittura mostrano empatia nei loro riguardi. L’intelligenza artificiale si può applicare ad una serie di attività tecnologiche, quali: Natural Language Processing, è l’elaborazione del linguaggio naturale, ovvero il processo di trattamento automatico mediante un calcolatore elettronico delle informazioni scritte o parlate in una lingua naturale. In sostanza il NLP abilita una macchina a comprendere un testo, ma le garantisce anche capacità di espressione. Per esempio consente di fare la Speech Recognition, trascrizione e trasformazione di discorsi di esseri umani per applicazioni informatiche. È attualmente usata nei sistemi di risposta vocale interattivi. Piattaforme di machine learning, è un settore dell’informatica che dà ai computer la capacità di imparare senza essere stati esplicitamente programmati. In pratica consiste nella capacità di un algoritmo di apprendere dai dati, ovvero di evitare gli errori commessi in precedenza. Le piattaforme di machine learning sono utilizzate in una vasta gamma di applicazioni per le imprese, principalmente per quanto riguarda previsioni e classificazioni di vario tipo. AI-optimized Hardware, unità di elaborazione grafica (Gpu) e dispositivi specificamente disegnati e costruiti per eseguire in modo efficiente lavori di computazione. Queste sono alcune delle innovazioni nate grazie al sistema di “Artificial Intelligence”, ma non esauriscono il campo di applicazione. Come anticipato in precedenza, negli ultimi anni anche i colossi Bancari, le più importanti aziende informatiche e case automobilistiche stanno investendo soldi e risorse per garantire all’utente finale servizi tecnologici di ultimissima generazione. Google, ad esempio, quest’anno, ha presentato “Google Duplex”. Applicazione in grado di effettuare chiamate “meccaniche” al posto del proprietario dello smartphone. Sarà facile, quindi, prenotare un tavolo al ristorante o un appuntamento dal parrucchiere. Si sta andando, in altre parole, tutti verso un’unica direzione: l’intelligenza Artificiale equiparata all’essere umano.

Quantum-Secured Network

Un fornitore di servizi a banda larga inglese, in questi giorni, ha reliazzato un “quantum-key distribution (QKD) secured fiber internet link” impenetrabile a qualsiasi attacco hacker. Come funziona? Finora era solo possibile generare delle chiavi in maniera quantistica, inviate su infrastrutture classiche (non quantistiche). Adesso è possibile costruire una vera piattaforma di condivisione e scambio delle informazioni quantistiche, i cosiddetti qbit.  Trattasi di particelle di luce (fotoni) che trasportano chiavi di criptazione sulla stessa connessione dove viaggiano i dati. In un sistema classico le informazioni elementari (bit) possono assumere un solo stato stabile (zero o uno); in un sistema quantistico l’informazione elementare può trovarsi in una sovrapposizione di stati. Per tale motivo un sistema del genere può memorizzare più informazioni di uno classico. Perchè non è possibile hackerare tale tipo di infrastruttura? Uno dei principi di base della meccanica quantistica afferma che è impossibile misurare le proprietà di un sistema quantistico senza alterarlo irrimediabilmente quindi è facile individuare su un mezzo del genere un'eventuale intrusione. Inoltre i sistemi quantistici variano il loro stato anche se vengono clonati (no-cloning quantistico) e quindi non è nemmeno possibile copiare un tale sistema senza che l’azione sia riconosciuta immediatamente. Questa nuova frontiera permetterà di avere delle reti più veloci, affidabili e sicure. Citando il Dr. Grégoire Ribordy, CEO dell’IDQ: “Quantum communications technologies are starting to play a significant role in securing our data and communications. They add security to both backbone and access networks, in an era where the quantum computer will render vulnerable much of today’s cryptography”.

HACKNET - L’“Hacking” videogiocabile

Da ormai qualche anno è presente sul mercato “Hacknet”, un videogioco considerato di nicchia dalla community dei videogiocatori. Scopo di questo articolo, non è quello di promuoverlo né di scrivere un walkthrough ma di porre l’attenzione su aspetto di questo videogioco: l’istruzione che, inevitabilmente, ne consegue. Fin dai primi istanti di gioco, infatti, l’utente è posto dinanzi ad un tutorial che comprende l’uso di veri comandi Unix in un ambiente simulato, e man mano che si va avanti, i comandi sono sempre più complessi ed avanzati. Durante il gioco è richiesto, utilizzando solo ed esclusivamente la Shell di Unix, di: -Localizzare un file presente in una cartella; -Cancellare e/o sostituire dei file; -Cambiare un indirizzo IP; -Passare attraverso dei proxy; Giunti a circa metà della trama del gioco, non vengono più forniti aiuti all’utente, tutto è lasciato all’apprendimento che si è maturato fino a quel momento, e non solo. Bisogna anche saper essere “creativi” cercando di intuire di volta in volta i comandi da utilizzare. Ulteriore merito a tale videogioco va attribuito al fatto che, seppur incentrato sul sistema Unix, porta l’utente a doversi interfacciare anche con Database simulati, dovendo utilizzare quindi veri comandi SQL. Al termine della campagna di gioco qualunque utente, anche il più neofita dell’informatica, si ritroverà inevitabilmente con una conoscenza, seppur superficiale, del mondo di Unix e dei Database, conoscenza che, probabilmente, non avrebbe ottenuto altrimenti.

Inizia l’era del 5G: vantaggi e sviluppi dell’“Internet of Things”

L’era del 5G è oramai alle porte. Col passar degli anni si è moltiplicato esponenzialmente il consumo massivo di dati e, a tal proposito, una tecnologia come il 5G permetterà di condividere file molto più capienti e dunque di offrire tanti servizi innovativi, orientandosi sempre più verso il mondo dell’IoT (Internet of Things). Nel 2017 infatti si sono consumati mensilmente 10 mila petabyte, e le stime degli esperti ne prevedono circa 40 mila nel 2020, e addirittura 70 mila nel 2022. Per il 5G il 2018 sarà un anno di sperimentazione, nel 2019 della definitiva commercializzazione. La maggior parte degli smartphone vantano dell’attività LTE, della possibilità dunque di navigare in 4G-4.5G. Quest’evoluzione deriva dai diversi traguardi raggiunti dalla Carrier Aggregation, ovvero la tecnica che consente agli operatori di sommare frequenze di diverse porzioni di spettro gestite dal SoC (system on chip, il modem del telefono) fino ad arrivare ad 1 Gigabit/s da parte di alcuni chipmaker. Questa nuova tecnologia apporterà vantaggi concreti e allo stesso tempo rivoluzionari in numerosi settori: dall’ambito della sicurezza pubblica all’automotive, dal settore energetico all’ambito sanitario, fino al settore del turismo. Il Ministero per lo Sviluppo Economico, nell’ambito del “5G Action Plan” stilato nel marzo del 2017, ha aperto la procedura per l’acquisizione di proposte progettuali per la realizzazione di sperimentazioni pre-commerciali nella disponibilità di spettro radio da 3.6 a 3.8 Ghz entro il 2020. Tale bando è stato sfruttato dai maggiori colossi di TLC. La prima è stata Vodafone che ha deciso di optare per Milano con l’obiettivo di coprire l’80% dell’area metropolitana per il 2019. Roma Capitale e Fastweb hanno siglato un protocollo di intesa per l'avvio della sperimentazione basata su tecnologie 5G e Wi Fi per lo sviluppo di servizi di ultima generazione da realizzare entro la fine del 2020 in alcune aree del territorio comunale. Wind-Tre con OpenFiber e Zte sta sperimentando a Prato e l’Aquila, mentre Tim ha acceso la prima antenna a onde millimetriche a Torino e con Huawei e Fastweb sta sperimentando nelle città di Bari e Matera.

Visualizzo 1-9 di 18 elementi.