Perchè realizzare un E-commerce con Magento??

Perchè realizzare un E-commerce con Magento??

 

Quando si decide di aprire un negozio, molte sono le spese a cui si deve andare incontro. Basti pensare all’acquisto o affitto del locale, ai costi di ristrutturazione, ai permessi, alla merce e a tanto altro. Il discorso invece cambia quando si parla di E-commerce: un negozio a tutti gli effetti senza vincoli di spazio o tempo. Tuttavia un E-commerce non è un sito come un altro, ma uno strumento che deve essere pensato in maniera ben strutturata e tale da poter far emergere quanto prima un beneficio da parte degli acquirenti. Attraverso Magento è possibile realizzare E-commerce, anche di grandi dimensioni. A differenza di molte altre piattaforme infatti si possono gestire un gran numero di prodotti. C’è anche la possibilità di realizzare cataloghi online di grandi dimensioni. Magento infatti è uno dei CMS più utilizzati per la vendita online, perché in grado di garantire alte prestazioni, grazie alle sue numerose funzionalità. È una piattaforma scalabile, che permette d’installare dei “plugins” o comunemente chiamati “moduli”, che aggiungono delle nuove features alla piattaforma. Questi rendono il prodotto software, adattabile alle esigenze di ogni tipo di cliente. Un altro punto di forza di Magento, è sicuramente il fatto di essere totalmente compatibile con E-Bay, poiché di proprietà della stessa. In DasirTech, sono stati implementati due moduli Magento:

-Sticky Navigation Layer: Barra di navigazione RWD

-Before & After Widget: Comparatore fotografico

Oltre allo sviluppo di moduli Magento, sono stati realizzati anche dei prodotti software completi, su misura per il cliente, in particolare:

-Scottiverdesign.it:  Fiori, arredamento e design online.

 Insomma Magento è una piattaforma veramente poliedrica, in grado di fornire i migliori servizi per realizzare un E-commerce.

Pubblicato il 18 mag 2018

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MILK: IL NUOVO LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE

Nei microprocessori moderni, la gestione della memoria è basata sul principio di località, ovvero: se un programma ha bisogno di alcuni dati in un particolare punto della memoria, probabilmente avrà bisogno successivamente anche dei dati vicini. Ma questo principio viene meno nell’era dei Big Data: ogni processo infatti è solito ad elaborare pochi dati presi arbitrariamente tra i tantissimi presenti. In genere l’accesso alla memoria RAM è di per sé la parte più dispendiosa dell’elaborazione (escluso l’accesso alle memorie fisiche) e quindi accedervi ripetutamente rallenta di molto l’elaborazione di grosse quantità di dati. Questa settimana, un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), alla conferenza internazionale sulle architetture parallele e tecniche di compilazione, ha presentato un nuovo linguaggio di programmazione, chiamato Milk, che permette di gestire la memoria più efficacemente in programmi che hanno bisogno di accedere a dati particolari in dataset di grosse quantità. Nei test di molti algoritmi, i programmi scritti in Milk si sono mostrati molto più veloci di quelli scritti nei linguaggi di programmazione fino ad oggi esistenti. Il linguaggio in questione aggiunge alcuni comandi a OpenMP (Open Multiprocessing), un estensione di linguaggi come C e Fortran che rende facile lo sviluppo per processori multicores. Con Milk, un programmatore dovrà scrivere solo alcune righe di codice in più per gestire alcune operazioni che richiedono iterazione in una grande quantità di dati, e il compilatore Milk deciderà come gestire la memoria efficacemente. In un programma Milk, quando un core deve richiedere un dato dalla memoria, non lo richiede (insieme ai dati adiacenti) ma aggiunge l’indirizzo di memoria da richiedere ad una lista. Quando le liste di ogni core sono lunghe abbastanza, vengono messe insieme e vengono raggruppati gli indirizzi di memoria vicini e ridistribuiti ai vari cores con questi raggruppamenti. In questo modo, ogni core riceverà più dati di cui ha bisogno con un solo accesso. Questo, è ciò che succede ad alto livello, ma nel dettaglio, le cose si fanno complicate. Nei processori moderni, ci sono più livelli di cache, ognuno più grande e lento dell’altro. Il compilatore Milk deve dunque tener conto non solo degli indirizzi di memoria, ma anche di quelli in cache in tutti i livelli. Deciderà anche quali indirizzi tenere e quali scartare dalla cache. Ecco cosa ha detto a riguardo Matei Zaharia, un professore alla Standfor University: “Molte applicazioni importanti al giorno d’oggi richiedono una grande quantità di dati, ma sfortunatamente, la costante crescita del gap di performance tra CPU e memoria porta a non utilizzare al massimo le prestazioni della CPU. Milk aiuta a ridurre questa differenza di prestazioni ottimizzando l’accesso alla memoria in alcuni dei costrutti di programmazione più frequenti.”

MYO, IL BRACCIALE PER CONTROLLARE... QUALSIASI COSA!

Un controller per console? Un telecomando avanzato per tutto il nostro impianto home theater? Un dispositivo domotico con cui controllare la casa?  Un controller per i droni ? MYO è tutto questo. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=oWu9TFJjHaM[/youtube] Dalla Thalmic Labs arriva Myo, un bracciale high tech che potrebbe rivoluzionare il concetto di motion control  (controllo tramite movimento), un pò come si fa con alcune console moderne. Il suo principio di funzionamento però è diverso, si basa infatti sugli impulsi elettrici che viaggiano nei muscoli del braccio. Myo sfrutta una combinazione di sensori di movimento e 'sensori d'attività', che percepiscono qualsiasi cambiamento e associano le gesture a precisi comandi, capta le trasmissioni elettriche nei muscoli per determinare i gesti elaborati da un processore ARM alimentato da una batteria ricaricabile. Lo scambio di dati fra Myo e il dispositivo da controllare, che sia uno smartphone, tablet o PC, avviene tramite Bluetooth a basso dispendio di energia. Potete ordinare Myo qui per $199. Il potenziale di questa, e altre tecnologie simili, è chiaramente infinito, l’unico limite è la fantasia degli sviluppatori. Infatti Myo offre SDK per le piattaforme più importanti quali Windows, Mac OS X ,iOS, Android, Unity.

ARRIVA CHIP, IL PC LOW COST

Quella dei computer da una manciata di dollari è una categoria molto interessante che apre a scenari d'uso particolarmente variegati. CHIP è un nuovo computer presentato dai simpatici ragazzi di Next Thing , tre amici che costruiscono hardware e software, caratterizzato da un prezzo di listino di 9$. Dimensioni ridottissime e la potenzialità di essere integrato all'interno di un dispositivo mobile. Già installata nativamente troveremo una distribuzione Linux basata su Debian in grado di ricevere aggiornamenti via OTA (è un metodo che permette di aggiornare un dispositivo ricevendo via wireless il nuovo software.) . Saranno disponibili alcune applicazioni installate già al primo avvio, ma è previsto naturalmente anche il funzionamento con migliaia di applicazioni aggiuntive. L'utilizzatore finale potrà scegliere di installare un sistema operativo alternativo, come ad esempio qualsiasi altra distribuzione di Linux compilata per il funzionamento su architetture ARM basata su una famiglia di microprocessori RISC a 32-bit. Molto interessante, anche se in effetti dal sapore un pò vintage, l'accessorio Pocket CHIP che, con un esborso complessivo di 49$, consentirà di trasformare CHIP in un dispositivo mobile a tutti gli effetti. Integra una batteria da 3.000 mAh e un display da 4,3" sensibile al tocco, oltre ad una tastiera QWERTY.  Il progetto è stato finanziato dalla campagna su Kickstarter, che ha raccolto fondi per 983 mila dollari.