MYO, IL BRACCIALE PER CONTROLLARE... QUALSIASI COSA!

MYO, IL BRACCIALE PER CONTROLLARE... QUALSIASI COSA!

Un controller per console? Un telecomando avanzato per tutto il nostro impianto home theater? Un dispositivo domotico con cui controllare la casa?  Un controller per i droni ? MYO è tutto questo. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=oWu9TFJjHaM[/youtube] Dalla Thalmic Labs arriva Myo, un bracciale high tech che potrebbe rivoluzionare il concetto di motion control  (controllo tramite movimento), un pò come si fa con alcune console moderne. Il suo principio di funzionamento però è diverso, si basa infatti sugli impulsi elettrici che viaggiano nei muscoli del braccio. Myo sfrutta una combinazione di sensori di movimento e 'sensori d'attività', che percepiscono qualsiasi cambiamento e associano le gesture a precisi comandi, capta le trasmissioni elettriche nei muscoli per determinare i gesti elaborati da un processore ARM alimentato da una batteria ricaricabile. Lo scambio di dati fra Myo e il dispositivo da controllare, che sia uno smartphone, tablet o PC, avviene tramite Bluetooth a basso dispendio di energia. Potete ordinare Myo qui per $199. Il potenziale di questa, e altre tecnologie simili, è chiaramente infinito, l’unico limite è la fantasia degli sviluppatori. Infatti Myo offre SDK per le piattaforme più importanti quali Windows, Mac OS X ,iOS, Android, Unity.

Pubblicato il 17 set 2015

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COME LE TECNOLOGIE DI INFOTAINMENT AUMENTERANNO LA SICUREZZA DELLE AUTO

Nel settore dell’automotive non è certo una novità il binomio tra tecnologia e sicurezza ma secondo l’ultimo osservatorio di UnipolSai 2015, la percezione dell’utilità d’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare la sicurezza degli occupati delle auto è aumentata drasticamente. Oggi, le auto sono sempre più connesse ed in futuro potranno interagire con le infrastrutture stradali e direttamente tra loro per scambiarsi dati come velocità, posizione, manovre di pericolo e tantissimo altro ancora. Grazie al sapiente utilizzo di sistemi di infotainment, dei sistemi di navigazione GPS e dei supporti alla connettività WiFi, le auto possono acquistare sicurezza offrendo agli occupanti un maggiore comfort durante gli spostamenti. Le auto, trasformante in una sorta di computer su quattro ruote, forniscono agli occupanti, per esempio, informazioni come lo stato di “salute” dell’auto, segnalando, cioè, eventuali problemi. Oltretutto grazie alla connettività ad Internet, è possibile rimanere aggiornati sul traffico piuttosto che sul meteo o su eventuali incidenti. Sarà possibile dunque rendere il proprio viaggio più confortevole ed al riparo da imprevisti. Grazie alla connettività ed ai servizi cloud, i moderni sistemi di infotainment possono scaricare in tempo reale dati riguardati le condizioni di traffico come eventuali code ed incidenti. Grazie poi ai nuovi sensori ottici sarà possibile dialogare con le infrastrutture stradali e con le auto vicine segnalando in anticipo situazioni di emergenza, eventuali ostacoli e tanto altro ancora. Le auto connesse, dei veri e propri computer su quattro ruote, forniscono anche informazioni puntuali sullo stato del veicolo avvisando gli occupanti delle manutenzioni e di tutti gli eventuali problemi di natura tecnica. Chi guida potrà, dunque, delegare una parte delle sue responsabilità a questi software e servizi che come dei fedeli copiloti aiuteranno in tutte le fasi della guida garantendo maggiore sicurezza e contestualmente anche minore stress. Le moderne auto connesse possono essere configurate anche per adattarsi ai diversi occupanti. Per esempio, i genitori potranno programmare l’auto affinché non superi un certo livello di prestazioni in maniera tale che un giovane neo patentato non debba incorrere in eccessi di velocità. Ma l’aspetto fondamentale dei moderni sistemi di infotainment è la loro espandibilità. In altri termini, grazie ai servizi cloud ed all’accesso alla rete, gli utenti potranno sempre aggiornarli per renderli più affidabili e ricchi di funzionalità. Inoltre, grazie agli sviluppatori, i moderni sistemi di infotainment possono essere dotati di applicazioni aggiuntive che possono migliorare i servizi a disposizione dell’utente. Di applicazioni ce ne sono di tutti i gusti, da quelle per la gestione dell’auto a quelle per l’intrattenimento. Ma l’aspetto fondamentale dei moderni sistemi di infotainment è la loro espandibilità. In altri termini, grazie ai servizi cloud ed all’accesso alla rete, gli utenti potranno sempre aggiornarli per renderli più affidabili e ricchi di funzionalità. Inoltre, grazie agli sviluppatori, i moderni sistemi di infotainment possono essere dotati di applicazioni aggiuntive che possono migliorare i servizi a disposizione dell’utente. Di applicazioni ce ne sono di tutti i gusti, da quelle per la gestione dell’auto a quelle per l’intrattenimento. Un esempio importante è stato annunciato da parte di Volkswagen, che seppur in un periodo particolare dati gli scandali sulle emissioni dei loro motori, non si ferma sul piano dell’innovazione annunciando che la maggior parte delle vetture commercializzate nel corso del 2016 a marchio Volkswagen saranno compatibili con le più recenti piattaforme di infotainment, ovvero Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink. Non ci resta dunque che aspettare per poterci goderci i nostri viaggi ancor più in sicurezza e comfort.

GOOGLE: ECCO LA CRITTOGRAFIA GENERATA DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

In futuro, le macchine potranno conservare e crittografare dei dati in maniera totalmente inaccessibile ai loro stessi programmatori? Tutto ciò potrebbe diventare realtà, stando a quanto hanno ottenuto i ricercatori di Big G coinvolti nei test di Google Brain, considerando come l’intelligenza artificiale sia stata in grado di creare un metodo crittografico. Per ottenere questo risultato particolarmente interessante, i ricercatori hanno utilizzato diversi sistemi di deep learning, la cui applicazione ha permesso di mettere in evidenza come l’AI possa creare da sola una soluzione crittografica in grado di evitare che i dati contenuti al suo interno possano essere letti da qualcuno. Per l’esperimento, sono state usate le tre intelligenze artificiali Alice, Bob ed Eve: queste ultime sono in grado di comunicare tra di loro e, ancora, le stesse hanno avuto uno speciale addestramento. Nel caso di Alice, infatti, è stato chiesto di spedire un messaggio segreto a Bob, unico proprietario di una chiave utile a decifrare il messaggio, e quindi potenzialmente l’unico in grado di comprendere quanto ricevuto da Alice. Eve, infine, ha ricevuto il compito di tentare di comprendere quanto presente nel messaggio recapitato a Bob, senza aver la chiave di lettura. Per quanto il test sia stato limitato ad un messaggio composto da 16 bit (impostati sui valori 0/1), è stato comunque interessante: per ben 15’000 volte, infatti, Alice e Bob sono riusciti a comunicare in modo sicuro, senza che Eve potesse decifrare le informazioni scambiate, grazie ad una soluzione crittografica che è diventata sempre più evoluta. Ma davvero in futuro le macchine potranno comunicare senza che si riesca a decifrare i loro messaggi? Nel futuro immediato, potremmo escludere questa ipotesi, tuttavia, il machine learning ha dimostrato ancora una volta come le macchine abbiano notevoli potenzialità, considerando come Alice abbia appreso in maniera autonoma – con l’incrementare dei tentativi – ad ottimizzare la soluzione crittografica per proteggere i messaggi, un compito portato a termine senza che fosse stata programmata con un codice ad hoc.  

IL RUOLO DEI COMPILATORI NELLE ARCHITETTURE RICONFIGURABILI

L'hardware riconfigurabile è di fatti una realtà in continua evoluzione e crescita. I dispositivi FPGA trovano sempre maggior impiego nelle diverse realtà tecnologiche, quali ad esempio datacenter e IoT. La riconfigurazione dell'hardware comporta diversi vantaggi in termini prestazionali. Infatti un FPGA può essere programmato in due modi diversi tali da consentire di rispettare gli stessi requisiti funzionali con performance diverse. Tra queste gioca un ruolo fondamentale il consumo di potenza, argomento ampiamente di attualità visto l'utilizzo sempre più frequente e frenetico di dispositivi mobili che necessitano di un'alimentazione tale da garantirne l'uso per almeno un'intera giornata. Tra le possibilità che un FPGA offre, in base alla sua caratteristica di riconfigurabilità, c'è quella di progettare un'architettura fortemente dinamica capace di riconfigurarsi continuamente in base al tipo di applicazione che deve essere processata. Semplificando con un esempio, si pensi alla possibilità di avere un elemento di processamento che si comporti come una GPU quando si elaborano applicazioni fortemente grafiche e come un processore in caso di elaborazioni che richiedono più logica di controllo che processamento massivo. Affinché tale architettura possa essere realizzata è necessario prevedere un meccanismo capace di collegare la parte software delle diverse applicazioni con quella hardware che è riconfigurabile. Tale strato è identificabile attraverso un compilatore che deve essere capace di tradurre nella maniera corretta ed ottimizzata le applicazioni in codice macchina, interpretabile dall'architettura sottostante che essendo riconfigurabile cambierà di volta in volta. Esistono delle toolchain di compilatori che consentono la realizzazione di questo modello. Tali toolchain prevedono sostanzialmente due componenti fondamentali che sono la parte di front-end e quella di back-end. In particolare, la prima consente la traduzione del codice sorgente in un linguaggio di rappresentazione intermedia, definito in genere dalla toolchain stessa. In questo modo è possibile ottenere la stessa rappresentazione per sorgenti provenienti da linguaggi di programmazione differenti. Ovviamente è necessario che la toolchain preveda un compilatore di front-end per ognuno dei linguaggi di programmazione sorgenti supportati. La parte di back-end invece, partendo dalla rappresentazione intermedia che viene prodotta dal componente di front-end, deve produrre del linguaggio macchina (sequenze di bit!) interpretabile dall'architettura sottostante. Dal momento che la nostra architettura è di tipo riconfigurabile è necessario implementare la parte di back-end del compilatore in maniera parametrica, ovvero capace di conoscere di volta in volta i parametri che descrivono in modo completo l'architettura per cui deve essere prodotto il codice macchina. Le piattaforme eterogenee e le architetture riconfigurabili saranno probabilmente la nuova frontiera da perseguire per ottimizzare le performance nei sistemi di elaborazione. Pertanto, in un certo senso, l'oggettiva distanza che esiste tra hardware e software potrebbe ridursi attraverso l'implementazione di piattaforme che richiedono hardware descritto via software e software tradotto in base all'hardware sottostante.