BORSEGGIATORI: STOP AGLI INSEGUIMENTI

BORSEGGIATORI: STOP AGLI INSEGUIMENTI

  I droni sono pronti a diventare alleati delle forze dell'ordine contro gli scippi. Il Metropolitan Police di Londra ha infatti intenzione di utilizzare una flotta di droni per controllare motoveicoli sospetti, per prevenire borseggi e furti di smartphone sulle due ruote. Il vice commissario Craig Mackey, a tal proposito, ha fatto notare come i droni rappresentino un’alternativa più sicura alle unità in moto per dare battaglia ai borseggiatori. Nell'ultimo periodo soprattutto, sono davvero tanti gli scippi che la capitale inglese sta fronteggiando e quasi tutti hanno in comune la corsa da parte dei malviventi su due ruote. Gli inseguimenti in moto, con cui ad oggi la polizia cerca di controbattere a questi furti, risultano in alcuni casi pericolosi, potendosi concretizzare in ulteriori incidenti. Ecco quindi che i droni potrebbero rappresentare un’alternativa sicura per monitorare veicoli sospetti e raggiungere i malviventi direttamente a fine corsa. Il tutto, ovviamente, senza alcun intralci alla circolazione su strada. D'altronde, oltre il discorso legato prettamente alla sicurezza, l’utilizzo di droni per l’inseguimento di malviventi comporterebbe un risparmio non indifferente per le casse dello stato, senza considerare che un comune "quadricottero" dotato di GPS, potrebbe tenere traccia e monitorare i movimenti di potenziali sospetti, creando così una mappa sempre aggiornata di possibili covi in cui condurre gli agenti, senza rischio di inseguimenti ad alta velocità. I droni quindi, sono pronti a contrastare i malviventi in maniera più economica e sicura...Se l'esperimento inglese andasse a buon fine, potremmo presto vederlo anche negli altri Paesi.

Pubblicato il 4 ago 2016

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SOCIAL LENDING: ARRIVA IL NAPSTER DEL DENARO PER CONDIVIDERE I RISPARMI

I famosissimi sistemi peer to peer si evolvono e finalmente permettono di prendere e dare denaro in prestito a perfetti sconosciuti a condizioni decisamente più vantaggiose rispetto a quelle praticate dalle banche. I primi prodotti “scambiati” in rete sono stati, grazie a Napster, i file musicali. Successivamente a questo esperimento sociale, al file sharing è seguita la possibilità di subaffittare le abitazioni grazie al portale online Airbnb e l’opportunità di condividere la propria auto offerta da Uber. Adesso è il turno dei risparmi e così aziende, realtà finanziarie e famiglie hanno finalmente la possibilità di attuare un legale sistema di “sharing” del denaro. Per gli investitori i vantaggi derivanti dall'utilizzo di questo sistema sono notevoli e riguardano gli elevati tassi di interesse mediamente più alti di quelli corrisposti dagli investimenti tradizionali, mentre, per coloro che scelgono di prendere a prestito, interessi, spese e commissioni sono molto più convenienti di quanto proposto da finanziarie e banche. Funzionamento e calcolo del rating Per poter valutare la solvibilità di coloro che richiedono un prestito ed esprimere dunque un rating, gli intermediari sono assistiti da potenti software che tracciano il profilo del richiedente analizzando una grande quantità di dati tra cui: ubicazione geografica, cronologia di navigazione, acquisti online, età, interazione con i social network ecc. Le commissioni delle piattaforme di social lending sono decisamente elevate ed oscillano tra l’1 e il 5%, percentuale che, diversamente da quanto accade per gli istituti di credito tradizionale, viene pagata sia dal finanziatore sia da chi prende a prestito. Tuttavia il risparmio per chi prende a prestito attraverso queste piattaforme è notevole e, secondo quanto dichiarato sul sito di Smartika, la principale piattaforma di social lendig in Italia, si aggira intorno al 25% rispetto ai tassi praticati dalle banche. L’efficace sistema di minimizzazione dei rischi consente e prevede il frazionamento delle somme date a prestito messe a disposizione degli investitori, evitando di mettere in pericolo il denaro degli intermediari. Si viene a creare un mercato interno al network dove i tassi vengono negoziati in tempo reale così come accade in Borsa. In Inghilterra e negli Usa il fenomeno è in grande crescita e gli operatori peer to peer si sono quotati in Borsa con guadagni miliardari. Il rischio però che il social lending non è riuscito ad aggirare riguarda l’identità nascosta di coloro che partecipano alle transazioni, impedendo così la tutela legale del creditore tipica invece delle tradizionali attività finanziarie.     (Photocredit Smallbiztrends.com/notgiveup.com)

ARC, LA PENNA VIBRANTE CHE AIUTA I MALATI DI PARKINSON A SCRIVERE

La micrografia è una delle tante conseguenze negative legate al morbo di Parkinson: chi è affetto dalla malattia tende infatti, con il passare del tempo, a scrivere lettere e parole in modo sempre più piccolo, fino a trasformare intere frasi in tratti talvolta incomprensibili. Una soluzione al problema potrebbe essere rappresentata dal progetto portato avanti da un team di studenti del Royal College of Art e dell’Imperial College di Londra.   Il dispositivo in questione si chiama ARC ed è una speciale penna equipaggiata con motori che, vibrando, stimolano in modo mirato alcuni muscoli, così da migliorare il controllo del movimento da parte del paziente.   Le sue dimensioni generose, inoltre, rendono più semplice l’impugnatura da parte di chi ha difficoltà a coordinare in modo preciso la posizione delle dita. Ciò che rende ancor più interessante il progetto è la sua origine: il gruppo di studenti ha iniziato a svilupparlo non con la finalità di consentire ai malati di Parkinson una scrittura più agevole, ma con l’obiettivo di far testare a chiunque che tipo di disagio comporta essere affetti dalla patologia.   L’approccio utilizzato per ARC potrebbe in futuro essere applicato anche ad altri oggetti di utilizzo quotidiano, come pennelli per il trucco o mouse per il computer. L’obiettivo di queste soluzioni è quello di semplificare la vita di coloro che soffrono di questa problematica, in attesa che la ricerca in merito alle sindromi neurodegenerative compia un significativo passo in avanti.

La continua evoluzione dei linguaggi di programmazione

La figura del programmatore software da diversi anni mantiene la sua posizione tra i lavori più pagati al mondo ma è difficile che si possa guadagnare da vivere con i linguaggi appresi all’università. È, invece, molto probabile che egli debba aggiornare le proprie competenze. Secondo l’ufficio di statistica del lavoro americano (Us Bureau of Labor Statistics) la richiesta di sviluppatori web è incrementata del 20% negli ultimi 10 anni, raddoppiando l’indice di crescita di ogni altra occupazione. Vediamo dunque quali sono i linguaggi più richiesti nel 2018: -SQL: vince a mani basse, da anni. Se il web è un database, il linguaggio più richiesto in assoluto non può che essere quello per la realizzazione di database; -JAVA: dopo i database, sul secondo gradino del podio si posiziona IoT, ossia un’evoluzione della rete che si integra con gli oggetti, dandogli la possibilità di comunicare tra loro attraverso un’intelligenza intrinseca; -PHYTON: linguaggio di programmazione moderno e potente ma allo stesso tempo abbastanza facile da imparare. Prende il nome dalla passione per i Monty Python del suo creatore Guido van Rossum; -JAVASCRIPT: a differenza di Java, è utilizzato soprattutto nello sviluppo della parte esteriore di siti e pagine web. La sua popolarità continua a crescere, grazie alla semplicità e alla versatilità che ne consente l’utilizzo anche per le app; -C++: l’erede del C, il padre di tutti i linguaggi di programmazione, mantiene alta la reputazione di una concezione geniale, sublimazione tra semplicità e potenza. Il C++ è molto utilizzato soprattutto per costruire i motori grafici dei videogiochi ma anche per servizi web. Se lo si impara bene, Python o JavaScript saranno una passeggiata; -C# e SWIFT: chiunque decida di programmare in Windows e iOS dovrà mettere in conto di imparare rispettivamente C# e Swift perché questi due ambienti necessitano di competenze particolari; -PHP: da una recente stima, circa l’80% dei siti Internet utilizza PHP principalmente perché è stato uno dei primi linguaggi di programmazione a diffondersi in quello specifico ambito; -GO: è uno degli ultimi linguaggi di programmazione presentato da Google con l’intento di realizzare un modo di programmare adatto a computer e dispositivi con scarse capacità di calcolo. Dunque l’informatica è un campo in continuo aggiornamento, l’hardware si evolve continuamente così come i linguaggi di programmazione. La figura del programmatore prevede un continuo apprendimento.  Quello che oggi il programmatore apprende potrebbe non servire più nei prossimi 10 anni, ma d'altronde il cambiamento è l’unica costante della nostra vita ed è anche un prezzo da pagare per il successo!