Dasir Blog

Branding

DECALOGO DI UN GRAFICO: GUIDA UTILE PER FARLO IMPAZZIRE

DECALOGO DI UN GRAFICO: GUIDA UTILE PER FARLO IMPAZZIRE

In questo decalogo sono elencati dieci punti fondamentali che ogni cliente deve ben conoscere prima di presentarsi da un grafico 1 – Le Immagini Quando dovete inviare al vostro grafico delle immagini, ricordatevi di inviargliele a bassa risoluzione a 72 dpi, di modo che vi debba ricontattare per chiederne una versione in alta risoluzione. Le immagini potete procurarvele con degli screenshot scattati dai vostri smartphone o più semplicemente ditegli di andare su facebook e scaricarsi le immagini. 2 – E –-Mail Se poi  il grafico insiste perché gli mandiate l’immagine alla massima risoluzione che avete, abbiate cura di prendere l’intera cartella di immagini RAW e, senza comprimerle con programmi perditempo tipo WinZIP o WinRAR, allegatele ad una mail. In alternativa potete inviargli una foto singola per e-mail, così da inviargli un numero illimitato di messaggi e riempirgli tutta la posta. 3 – Font Il grafico farà una ricerca di milioni di font, cercando quello più adatto, voi andate sul sicuro e chiedete sempre il Comic Sans. Facendo in questo modo sarete già a metà strada verso la sua pazzia, quindi il vostro lavoro è già ben avviato. 4 - Sfruttiamo gli spazi I grafici tendono a lasciare spazi bianchi, inutilizzati, ovunque. Margini enormi, ampi spazi tra le lettere e tra le parole… Vi diranno che lo fanno per aumentare la leggibilità, e che così il tutto avrà un look professionale e pulito. Non credete a queste bugie. La vera ragione per cui lo fanno è per rendere il documento più grande, con più pagine, in modo che vi costi di più al momento di stamparlo. Perché lo fanno? Perché vi odiano, è chiaro. Assicuratevi quindi di richiedere espressamente di mettere margini minimi ed il testo molto piccolo con milioni di immagini. Cercheranno di protestare e difenderanno le loro scelte ma non preoccupatevi, alla fine il cliente ha sempre ragione. 5 - Logo Quando dovete inviare un logo al grafico, per un particolare progetto, assicuratevi di mandarne uno molto molto piccolo e possibilmente in GIF o in JPG (per come inviarlo fate riferimento ai punti #1 e #2). Adesso potreste pensare che sia abbastanza ma se veramente volete minacciare la sua stabilità mentale, fate del vostro meglio per inviare il logo applicato sopra uno sfondo che lo renda difficile da ritagliare. Sfondi bianchi o neri sono da evitare, in quanto lui potrebbe rapidamente modificare in Photoshop. Il tocco di classe, utilizzato dai campioni in questo sport, è quello di consegnare al grafico una foto con il vostro logo stampato su un oggetto, in cui il logo sia il più piccolo possibile e riprodotto su superfici curve, tipo penne, tazze, fazzoletti di carta, biglietti da visita su carta goffrata, mousepad, o addirittura da un fax di scarsa qualità che vi sarete inviato appositamente. Se avete bisogno di un logo creato appositamente per voi, buttate giù uno schizzo su un fazzoletto di carta. O, ancora meglio, fatelo fare al vostro nipote di 9 anni. Fare lo schizzo non deve prendervi più di 5 minuti. Non accettate mai il primo logo. Non accettate mai nemmeno il ventesimo logo, se è per questo. Fategli fare quante più modifiche potete: colori, font e clipart. Chiedetegli di inserire una foto nel logo. Bordi in rilevo. Sfumature. Comic Sans, e quando sarà alla ventunesima proposta, ditegli che la vostra preferita è la prima che vi ha mostrato. Lo so, è dura, ma ricordate che i grafici sono la causa principale del cancro al seno nelle donne di mezza età. 6 - Scelta delle parole Quando gli descriverete ciò che volete in un progetto, assicuratevi di usare termini che non significhino niente. Termini tipo ‘rendilo più frizzante’ o ‘potresti farlo più sbrilluccicoso?‘. ‘Vorrei un design più figo’ o ‘Preferirei della bella grafica, una grafica che, sai, quando la guardi dici: Wow! Questa si che è bella!.’ sono altre opzioni. Non sentitevi carogne, siete nel giusto. É un vostro preciso dovere, in quanto nelle notti di luna piena, i grafici, si trasmutano in lupi mannari. Quando dovete scrivere i testi da inserire nella brochure, nel catalogo o nel sito, iniziate con brio, davanti a lui, e prendetevi tutto il tempo che volete. Starvi a guardare, con le mani in mano, mentre potrebbe intanto lavorare ad altri progetti, è un bel colpo basso. 7 - Scelta delle immagini Durante la fase di scelta delle immagini da usare nel design che il grafico vi sta preparando, siate quanto più generici possibile. Chiedete delle ‘belle foto, che attirino il cliente’ oppure ‘delle illustrazioni a tema‘. Se il grafico vi propone di acquistare delle foto da siti professionali, oppure di assumere un fotografo professionista per eseguire degli scatti ad hoc, storcete il naso, sta cercando di spillarvi più soldi. Resistete e chiedete che si scarichi le foto da Internet. Anche vostro nipote sa che su internet si trovano tutte le foto che servono, senza dover pagare un euro. Se verrà da voi con una cartella di immagini tra cui scegliere, fate in modo che il set di foto che sceglierete siano il più possibile diverse tra loro come stile, come colori, come significato. Oppure, se il grafico è così stolto da sottoporvi una miriade di immagini tra cui scegliere, sceglietele il più possibile simili tra loro: stessa inquadratura, stessa angolazione, stesso soggetto. Il tocco di classe dei campioni sta nello scegliere varie foto, ma di richiederne il ritocco per adattarli meglio al vostro gusto personale: ‘Bella questa foto di questa modella, ma la vorrei bionda anzichè mora‘, oppure ‘Voglio la foto di questo tipo qui, proprio in questo modo, ma invece della cravatta a righe, al vorrei a pois‘. Il colpo di grazia sta nell’aggiungere ‘… tanto è facile, lo fai col computer…‘. Dopo questo bagno di sangue, dopo aver scelto le immagini, con il grafico sudato e stremato davanti a voi, ma con un mezzo sorriso perché vi ha strappato una decisione, chiedete pacificamente: ‘Ma se usassimo delle clipart?‘. 8 - Colori Il miglior modo per scegliere voi i colori (perché assolutamente non dovete lasciar scegliere i colori ai grafici) è quello di scrivere i nomi di vari colori su piccoli pezzi di carta, metterli in un cappello ed estrarli a sorte. I grafici vi suggeriranno di mantenervi su 2 o 3 colori principali, ma no, sceglietene pure quanti ne volete, ed assicuratevi, invece, di fare l’estrazione dei colori dal cappello, di fronte al grafico. Mentre lo fate, cantate anche una canzoncina odiosa.      9 - Scadenze Quando è il momento di approvare il progetto, prendete il vostro tempo. Non c’è fretta. Prendetevi due    giorni. Prendetevene sei. Giusto il necessario perché la scadenza del progetto si avvicini, e quando siete pronti e ormai mancano poche ore alla scadenza, passate al grafico tutte le correzioni e cambiamenti che il grafico ha il tempo di fare. Assicuratevi che debba lavorare anche di notte, pur di consegnare in tempo. Dopotutto i grafici sono i veri responsabili degli attacchi dell’11 settembre. 10 - Finitelo Dopo che avrà subito la lista punto per punto, è umanamente possibile (anche se c’è chi discute sul fatto che siano umani oppure no) che la vostra vittima si senta un pelo insicura. Come realizzerà che non può riuscire a soddisfare i vostri bisogni, il grafico probabilmente abbandonerà ogni speranza di spuntarla su un qualunque argomento e farà semplicemente tutto quello che gli chiederete di fare, senza domande. Lo volete fucsia? Che fucsia sia. Sei tipi di font diversi? Sicuro! A questo punto penserete di aver vinto, ma non perdete di vista l’obiettivo di tutto questo: deve ritirarsi dal business. Quindi, pronti per il colpo finale: Quando siete li a prendere la decisione finale sui colori, le forme, i font, ecc, ditegli che siete deluso dalla sua mancanza di iniziativa. Ditegli che, dopotutto, è lui il grafico e che è lui che doveva metterci la sua esperienza e talento, non certo voi. Che vi eravate aspettati maggiori consigli e proposte sul design da parte sua. Ditegli di averne abbastanza della sua mancanza di creatività e che quel poco di suo che ci ha messo, voi lo potete rifare con Publisher da soli, e che non intendete pagargli quel poco che ha fatto finora.

E’ INSTAGRAM IL PROFILO  PIU’ SEGUITO SU…INSTAGRAM!

E’ INSTAGRAM IL PROFILO PIU’ SEGUITO SU…INSTAGRAM!

Il profilo legato al marchio, molto attivo e ricco di fotografie si piazza al primo posto tra i profili più seguiti dell’applicazione. Tutti prima o poi ci siamo fatti questa domanda…ma quale sarà la pagina con più like su Facebook? E quella più seguita su Twitter? Nel caso di Facebook abbiamo la vittoria della pagina di Nutella Italia, che vanta ben 30,253,219 “mi piace”. Per quanto riguarda Twitter spopola la cantante Katy Perry con 63,6 milioni di follower. E su Instagram invece? Nessun prodotto alimentare o personaggio famoso. Il profilo più seguito su Instagram è … INSTAGRAM! Sono 48,8 milioni i followers che amano quasta pagina, che ha uno stacco netto di 30 milioni di followers rispetto al secondo piazzato, il cantante Justin Bieber. Il profilo del social network fotografico condivide gli attimi e le immagini migliori del momento. Alla pagina è legato anche un blog che cattura le foto e i video dei così detti Instagrammers, con cui comunica direttamente grazie alla sezione News, dove sono inserite tutte le ultime novità dell’applicazione, soprattutto per quanto riguarda aggiornamenti e informazioni sui vari filtri a disposizione. Che sia il modo che hanno trovato gli utenti per dire che l’applicazione…”piace” ?

FACEBOOK…IL NUOVO “CHI L’HA VISTO” MADE IN U.S.A?

FACEBOOK…IL NUOVO “CHI L’HA VISTO” MADE IN U.S.A?

Facebook introduce gli avvisi che segnalano i bambini scomparsi Facebook è nato come un social network, ed è riuscito a imporsi come IL social network. Poi è diventato dispositivo di lavoro usato da marketers e agenzie di comunicazione. Successivamente con Adv si è reso strumento principale per pubblicità e inserzioni online. Ora la “gallina dalle uova d’oro” di Zuckerberg arriva persino nei reparti della polizia statunitense, introducendo gli avvisi che segnaleranno i bambini scomparsi. Ebbene si, nel flusso di notizie del social network per eccellenza saranno inseriti gli Amber Alert, i quali appariranno come una sorta di allarme sui bambini scomparsi, con foto e informazioni decise dalle forze dell’ordine. Quest’iniziativa è l’ultima mossa vincente del nerd di Palo Alto, il quale mettendo a frutto ancora una volta il potere della community, aumenta sempre più i servizi e gli usi della rete sociale più conosciuta al mondo. Ora c’è solo da chiedersi…quale sarà il prossimo scacco matto?

FACEBOOK AT WORK, ANCHE L’AZIENDA DIVENTA SOCIAL

FACEBOOK AT WORK, ANCHE L’AZIENDA DIVENTA SOCIAL

Facebook tenta il grande passo: arriva Facebook at work, la nuova piattaforma social destinata al mondo del lavoro. “Facebook at work” è la nuova app per smartphone lanciata dalla società di Mark Zuckerberg disponibile per App store e Android. L’applicazione permette ad ogni utente di creare un proprio work account e utilizzare tutti gli strumenti offerti già dal social network per interagire con i propri colleghi, poiché le notizie condivise saranno visibili esclusivamente dalle persone che lavorano nella stessa azienda. Il profilo at work è infatti separato dall’account personale e includerà automaticamente le informazioni rilasciate dal datore di lavoro come ruolo in società e contatti aziendali, in più sarà personalizzabile aggiungendo foto del profilo e altri dettagli nella sezione About. L’ultima sfida lanciata da Zuckerberg è diretta proprio alle società come Microsoft e IBM che offrono funzioni di comunicazione aziendale come Office e Connection. Infatti le aziende che apriranno un profilo Facebook at work non solo potranno farsi pubblicità, ma avranno la possibilità di creare un vero e proprio “gruppo” aziendale con cui condividere comunicati o avvisi in modo totalmente privato. In questo caso il vantaggio di utilizzare una piattaforma come quella di Facebook rispetto a quelle dei diversi concorrenti è sicuramente la familiarità dei suoi strumenti rispetto ad altri meno utilizzati, proponendosi come rimpiazzo alle funzioni di mailing interne che oggi appaiono sempre più inefficienti. Facebook vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di piattaforma pensata soprattutto per i “consumer” e arrivare a raggiungere anche gli ambiti lavorativi. Riuscirà in questo scatto di maturità?

È LA MELA PIÙ FAMOSA DEL MONDO: COME NASCE IL LOGO APPLE?

È LA MELA PIÙ FAMOSA DEL MONDO: COME NASCE IL LOGO APPLE?

Nel 1976 un ex socio di Steve Jobs disegnò il primo logo della Apple Computer rappresentando in un’immagine Isaac Newton seduto sotto ad un albero di mele. La scelta non era casuale. Si dice, infatti, che Jobs fosse un grande amante delle mele, passione che portò alla scelta del nome della ormai nota società. Tuttavia la grafica eccessivamente particolareggiata e poco accattivante non convinsero il fondatore della Apple che già nel 1977 decise di rinnovare il logo affidando al grafico Rob Janoff il compito di ideare una nuova immagine. Nacque così il logo della mela morsicata, per il quale fu sfruttato il gioco di parole derivante dalla parola morso, in inglese bite, che rimandava dunque ai bit e ai byte tipici del linguaggio informatico. Inoltre, la mela mangiucchiata rappresentava una esplicita allusione al peccato originale volto a sottolineare l’evidente carattere trasgressivo e anticonformista della Apple. Il primo modello del logo fu disegnato da Janoff in una versione monocromatica, ma successivamente fu modificato su volere dello stesso Jobs per sostenere l’Apple II e la sua innovativa interfaccia a colori. Il risultato fu una mela segnata da una serie di bande orizzontali colorate come un arcobaleno. Infine nel 1998 si tornò alla versione nel suo colore unico. Ancora una volta una lezione di stile dalla mela morsicata più conosciuta al mondo!  

“2020” : SIAMO PRONTI AD UN CYBER ATTACCO?

“2020” : SIAMO PRONTI AD UN CYBER ATTACCO?

L’azienda giapponese TrendMicro ha realizzato una web-serie che racconta di un cyber-futuro apocalittico… forse non così lontano dalla realtà! Immaginate un paese chiamato Repubblica della Silvania del Sud. Immaginate che sia il paese tecnologicamente più avanzato dell'intero continente. Ogni cittadino di Silvania utilizza diversi profili nella propria vita quotidiana: il profilo ufficiale sostituisce la carta d'identità e consente ai cittadini di fare qualsiasi attività che richieda un'identificazione ufficiale. Altri profili vengono invece utilizzati in base all'attività o all'umore dei singoli individui. C’è il profilo utilizzato per le interazioni sociali, quello per lo shopping, per i giochi, per amici e parenti e così via. I silvaniani sperimentano la vita tramite il filtro del service provider di contenuti, tutto viene creato specificamente per ciascun potenziale cliente/cittadino. Il passaggio da un profilo all’altro, che consente di assumere una delle diverse identità digitali, è garantito da un hub centralizzato ed estremamente protetto noto come “The Switch”. Immaginate che senza alcun preavviso il sistema The Swich subisca un cyber-attacco che genera un caos di portata nazionale che coinvolge tutti: dal semplice cittadino della rete, alle aziende di settore, passando per gli enti governativi. Nessuno è più in grado di passare da un profilo all’altro. Inizia così “2020”, la prima branded web-serie prodotta da una società che lavora da anni nel settore della sicurezza informatica, la Trend Micro Ma cos’è esattamente una branded web-serie? Con questo termine ci si riferisce ad ogni serie prodotta per il web in cui il brand sia il finanziatore unico o decisivo. Le Branded Web-Series si caratterizzano appunto per la forte integrazione del marchio sponsor all’intero complesso della trama. Produrre una web-serie brandizzata significa creare contenuti virali, a basso costo e che soprattutto rafforzino la fidelizzazione del cliente verso il marchio sponsor. La narrazione web-seriale è creata dal brand stesso, che ne è produttore o co-produttore, con l'obiettivo ultimo di mettere in evidenza i valori in cui l'azienda crede e i messaggi che vuole veicolare.   [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=YQletWanDzQ[/youtube] “2020” riesce ad offrire tutte le probabili ipotesi su quello che sarà il cyber-crimine. L’obiettivo è quello di fornire a governi, aziende e cittadini gli strumenti necessari per preparsi a quello che che potrà accadere nel prossimo decennio. La TrendMicro Italia ha pubblicato un sito con i 9 episodi della web-serie sottotitolati in italiano. “Ciò che risulta chiaro da questo progetto è che bisogna focalizzarsi maggiormente sulla protezione delle vite digitali delle persone comuni, che spesso si articolano in diversi profili, ognuno con il suo punto debole – dice Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia – perciò dobbiamo imparare a mettere in sicurezza l’internet delle cose a livello di rete, di pari passo con la sua crescita, per cercare di scoraggiare da subito eventuali progetti cyber-criminali.”

Visualizzo 46-51 di 51 elementi.