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Redazione Dasir

Sviluppiamo prodotti software e web con approccio sartoriale. Il nostro core business è sviluppare applicativi web o software avveniristici e trasformarli in start-up e brand di successo.

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COME MISURARE PIÙ INFORMAZIONI TRAMITE L'APP SALUTE PER IPHONE

COME MISURARE PIÙ INFORMAZIONI TRAMITE L'APP SALUTE PER IPHONE

Molte persone utilizzano l’applicazione "Salute" per iPhone o AppleWatch per misurare i loro passi o le distanze che hanno percorso durante la giornata, utilizzando effettivamente solo il 20% di quello che l'App può fare. "Salute" può fornirci un enorme numero di dati sanitari da raccogliere.Vediamo nello specifico come: Quando si apre l'applicazione Salute, verrà visualizzata una dashboard che mostrerà i dati raccolti: la distanza percorsa (a piedi e correndo) o le scalate del giorno, della settimana, del mese o dell’anno.                   Questa, però, è solo una parte dei dati raccolti che servono a misurare la vostra attività quotidiana. C'è molto di più! Se si tocca la scheda "Dati Sanitari", troverete una vasta gamma di altri dati che si possono aggiungere alla dashboard.                                                                                                                        Toccando la categoria "All" vi apparirà tutto quello che è possibile monitorare con l'applicazione Salute. Come si può vedere nel seguente screenshot, si possono aggiungere molte altre informazioni. Per esempio scegliendo la categoria Fitness, l’app sarà in grado di monitorare molto più che passi o scalate.    Nello specifico usiamo ora la categoria nutrizione come esempio di come impostare il monitoraggio. Questa categoria ha differenti dati che potremmo monitorare. Per esempio, se si clicca su "Caffeina" (un alimento di cui potremmo abusare), siamo in grado di tracciare la nostra assunzione di caffeina al giorno e aggiungerla alla dashboard. A differenza dei passi, naturalmente, il vostro iPhone non può sapere automaticamente quanta caffeina si beve in un giorno ma possiamo inserirlo a mano. Possiamo anche non inserire i dati con continuità giornaliera. Ci basterà cliccare su “Data” ed inserire tutte le dosi che si sono assunte fino a quel periodo.  Una volta aggiunta alla dashboard, si potrà visualizzare facilmente la nostra assunzione di caffeina e toccare su di esso ogni volta che vorremo aggiungere una nuova dose. Possiamo farlo con qualsiasi valore che vogliamo monitorare. Alcuni esempi di questo potrebbero includere attività come ciclismo e allenamenti, oppure la nutrizione come fibre, vitamine e l'assunzione di grassi, così come valori vitali tipo la pressione arteriosa, frequenza cardiaca, e altro ancora.   Alcuni dati possono essere inseriti automaticamente se si   dispone di un dispositivo Healthkit compatibile, come un fitness tracker, un monitor del sonno, o glucometro per il sangue. Fare clic sulla scheda "Fonti", per aggiungere altre applicazioni e dispositivi che si integrano con Healthkit. È possibile tenere traccia di tanti valori, dalla temperatura corporea allo zucchero nel sangue, se si dispone di una applicazione o un dispositivo compatibile con l’app Salute. Ci anche sono molte applicazioni che lavorano in cnnubio con l’app Salute, le puoi trovare facilmente sullo Store sotto la voce Salute. Ad esempio, troverete applicazioni che vi seguono nella corsa, applicazioni per personal trainer, monitor del sonno, programmi per il dimagrimento, applicazioni per l’alimentazione, e molto altro ancora. Per concludere, vi è la scheda Cartella Clinica. Se si ha una condizione allergica o patologie, in questa sezione potrete scrivere questi dati, come i numeri a cui chiamare per qualsiasi problema di salute. Tali numeri di emergenza possono essere contattati anche senza lo sblocco del telefono. Si può quindi accedere toccando "emergenza" in blocco schermo, e cliccando "Cartella Medica".   Come si può vedere, l'applicazione Salute può essere un assistente prezioso per monitorare la propria vita. Che si tratti di alimentazione, fitness, sonno o altri dati, utilizzando l’app Salute vi terrete traccia di tutto questo e molto di più, in modo da non avere più dubbi su quante calorie stiamo bruciando o se abbiamo mangiato abbastanza broccoli.  

FACEBOOK AT WORK È FINALMENTE DISPONIBILE: ECCO COME FUNZIONA

FACEBOOK AT WORK È FINALMENTE DISPONIBILE: ECCO COME FUNZIONA

Facebook at Work, la piattaforma di cui si parla ormai da un paio di anni, progettata da Facebook per sostituirsi ad applicazioni già molto valide come Slack, ha debuttato ufficialmente in questi giorni. La nuova piattaforma sarà completamente separata dalla sua iterazione dedicata alla vita personale; si accederà da un indirizzo dedicato e da un’App separata da quella che usiamo tutti i giorni (la versione per iOS è già disponibile sull’App Store americano). Le aziende potranno registrarsi sulla piattaforma, dopodiché i dipendenti avranno la possibilità di creare il loro profilo aziendale, che potrà essere legato a quello personale (ma che rimarrà separato nell’uso). Le utilità di Facebook At Work sono numerose: prima di tutto costituisce un mezzo per far sì che i colleghi interagiscano in maggior misura, inoltre è uno strumento di comunicazione interno che favorisce la privacy dell’azienda (parlare di progetti aziendali con un account personale potrebbe rivelarsi poco sicuro). Infine favorisce la collaborazione tra dipendenti che, attraverso i profili e le descrizioni dei colleghi, sapranno trovare la persona adatta ad un lavoro in fase di avviamento. Il sito ufficiale del progetto, work.fb.com, è stato aggiornato di recente e tutte le aziende, dopo una prima fase di test riservata a un gruppo ristretto di piccole e grandi aziende, hanno la possibilità di creare un account e invitare tutti i propri dipendenti, creando così dei gruppi di lavoro direttamente all’interno di Facebook. Che ne pensate di questa nuova piattaforma? Secondo voi potrà giovare all’ambiente lavorativo l’utilizzo di un social network interno?

COME SI INDICIZZA UN SITO…PARTE 2

COME SI INDICIZZA UN SITO…PARTE 2

Quando cerchiamo qualcosa su un motore di ricerca, non cerchiamo effettivamente su internet ma nell’indice del Web del motore di ricerca che stiamo utilizzando.  Questo indice viene creato dopo una scansione di tutte le pagine del Web che avviene mediante programmi software, i cosiddetti spider (detti anche crawler o robot). Uno spider è un tipo di BOT, programma o script che automatizza delle operazioni. Ma come funzionano gli spider? Generalmente, gli spider memorizzano i contenuti dei documenti visitati e li inseriscono in un indice. Sul Web invece, gli spider analizzano i contenuti di una rete (o di un database), partendo da una lista di URL (indirizzo di una risorsa internet) da visitare. Durante l’analisi di un indirizzo, gli spider seguono tutti i link presenti nel documento e li aggiungono alla lista di URL da visitare in seguito. Gli indirizzi di questa lista, chiamata crawl frontier (“frontiera dell'indicizzazione”), vengono visitati ricorsivamente dagli spider, in modo da poter memorizzare eventuali modifiche e aggiornamenti. Gli URL e i collegamenti ipertestuali presenti nelle pagine della crawl frontier vengono a loro volta aggiunti alla lista generale e visitati successivamente. Quindi la struttura dei link del web serve a collegare tutte le pagine esistenti, poiché, attraverso i link, i robot automatici dei motori di ricerca possono raggiungere tutti i miliardi di documenti tra loro interconnessi. In tal modo viene a crearsi una vera e propria ragnatela di pagine internet, da qui la spiegazione del nome spider, ovvero un ragno che si muove in tale ragnatela. Infine è possibile dare agli spider delle indicazioni contenute all’interno del file robots.txt (protocollo di esclusione robot), di solito posto nella root del sito, su come eseguire l’indicizzazione di quest’ultimo, come ad esempio cosa scansionare e cosa no. Lo spider può seguire tali indicazioni o meno, di certo non è obbligato. Esempi di spider: Googlebot, è lo spider di Google, Slurp quello di Yahoo! mentre quello di Microsoft Live Search è Msnbot. Per dare istruzioni robots, cioè istruzioni agli spider dei motori di ricerca su cosa possono e non possono fare, possiamo utilizzare oltre al file robots.txt anche il meta tag robots. Questo, a differenza del file robots.txt che riguarda il sito complessivamente, si riferisce alla singola pagina in cui è presente. Vediamo come si usa praticamente: nell’head della pagina html si inserisce il meta tag il cui codice è: <meta name="robots" content="..."> All’interno dell’attributo content si inserisce l’istruzione per lo spider, i valori che questo attibuto può assumere sono: index - si richiede di indicizzare la pagina (di inserirla cioè nell'archivio del motore di ricerca); noindex - si richiede di non includere la pagina negli archivi del motore di ricerca; follow - si richiede che tutti i link presenti nella pagina vengano seguiti; nofollow - si richiede di non seguire i link che da quella pagina puntano verso altre pagine. Questi valori vengono combinati tra loro. Da questa combinazione ricaviamo quattro alternative: <meta name="robots" content="index, follow"> - lo spider indicizza le pagine e segue tutti i link; <meta name="robots" content="index, nofollow"> -  lo spider indicizza la pagina ma non segue i link; <meta name="robots" content="noindex, follow"> - lo spider non indicizza la pagina, ma segue i link che da quella pagina portano ad altre pagine. <meta name="robots" content="noindex, nofollow"> -  si richiede allo spider di non indicizzare e non seguire i link di quella pagina. Lasciando come name="robots" stiamo dando un'istruzione a tutti gli spider. Se volessimo restringere le istruzioni a singoli spider, dovremmo cambiare il name, ad esempio: <meta name="googlebot" content="index, follow"> In questo caso l'istruzione riguarda esclusivamente lo spider Googlebot.  

LE 10 NOVITA' TECNOLOGICHE PIU' ATTESE DEL 2016

LE 10 NOVITA' TECNOLOGICHE PIU' ATTESE DEL 2016

  È proprio il caso di dirlo: anno nuovo, tecnologie nuove. Il settore dell’hi-tech è sempre molto attivo ed in costante fermento ed è per questo che anche il 2016 sarà carico di novità da presentare e tutte da conoscere. Ma quali saranno le novità tecnologiche più attese nel 2016? Anche se il nuovo anno è appena cominciato e dodici mesi sono piuttosto lunghi da attraversare, qualche previsione (e qualche certezza) si può già fare. IPhone 7 Il 2016 sarà certamente l’anno in cui la Apple presenterà il nuovissimo iPhone 7, che per la prima volta dovrebbe prevedere l’eliminazione del tasto home, comparso almeno fino all’ultimo modello dell’azienda di Cupertino. IPhone Mini Le indiscrezioni su una probabile uscita dell’iPhone Mini si sono rincorse più volte negli ultimi anni ma non hanno mai portato a nulla di concreto. Il 2016 potrebbe essere l’anno della sua definitiva apparizione sul mercato? AppleWatch 2 Quasi certa anche l’uscita della seconda generazione di Apple Watch, pronta ad introdurre una serie di novità rispetto alla precedente già messa in commercio. Display con pannelli solari Fra le novità tecnologiche più attese nel 2016 potrebbe esservi l’introduzione di display con pannelli solari in grado di catturare la luce e di trasformarla in energia. Reggiseno per correre La tecnologia indossabile è senz’altro uno dei settori che porterà maggiori novità nel corso di quest’anno. Fra i prodotti attesi anche il reggiseno per correre con rilevatore di frequenza cardiaca prodotto dalla OmSignal. Autovetture che si guidano da sole Le autovetture che si guidano da sole sono da tempo nei piani di Google. Il 2016 potrebbe essere finalmente l’anno del loro debutto ufficiale. Controllo dei pc attraverso i gesti Il 2016 potrebbe essere anche l’anno giusto per veder comparire anche la tecnologia che permette di controllare i computer con dei semplici gesti, muovendo le mani in aria. Samsung Galaxy S7 Tornando invece al settore degli smartphone, molto atteso è anche il Samsung Galaxy S7, che potrebbe essere presentato già nei primi mesi del 2016. HoloLens di Microsoft Fra le 10 novità tecnologiche più attese nel 2016 vi è senz’altro HoloLens di Microsoft, un dispositivo che permette di fare esperienza con la realtà aumentata. Oculus Rift Sempre a proposito di realtà aumentata, Oculus Rift è una delle 15 novità tecnologiche più attese nel 2016 ed è anche il prodotto che certamente arriverà sul mercato. Acquistato da Facebook, sarà presto realtà.    

SAMSUNG VS APPLE: LOTTA A COLPI DI PUBBLICITÀ "COMPARATIVA"

SAMSUNG VS APPLE: LOTTA A COLPI DI PUBBLICITÀ "COMPARATIVA"

Samsung ha pubblicato un nuovo spot su YouTube dedicato ai top di gamma Galaxy Note 5 e Galaxy S6 edge+. In questo caso protagoniste del video sono le fotocamere dei dispositivi, ma ancora una volta il colosso sud-coreano non ha resistito nel fare un confronto con lo smartphone della rivale Apple. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=g4Verk1Bgow[/youtube] Il confronto è stato centrato sulle fotocamere dei due dispositivi. Beh, che la fotocamera del s6 sia migliore di quella del 6s mi pare sia stato detto (e mostrato) più volte, esattamente come il fatto che sia una delle migliori sugli smartphone, ma sicuramente queste differenze non si vedono dal display del telefono. I due telefoni sembra non siano centrati sullo stesso punto e quindi è chiaro che i due esposimetri lavorino in modo diverso: su IPhone le candele hanno la giusta esposizione e il resto della scena è buia, mentre sul Samsung le candele sono bruciate, come tra l’altro ci hanno abituati gli schermi Samsung dai colori drogati, falsati e poco naturali, mentre la luce nel resto della scena è giusta... Per risolvere basterebbe un tap! Lo scatto della foto e la relativa esposizione sembra essere stata aggiunta dopo. Uno degli indizi che porta a questa deduzione è dato dal fatto che quando si scatta una foto, questa non rimane impressa sullo schermo che invece continua a inquadrare in caso volessimo scattarne una seconda. Un ulteriore indizio è che fuori si vede la S dell'iPhone ma manca proprio l'icona del Live Photos     caratteristica del nuovo modello di iPhone, da abilitare o disabilitare.   Lo scatto sembrerebbe essere stato fatto in un secondo momento con molta meno illuminazione. Grande lavoro in post-produzione insomma. Siamo abituati ai presunti “imbrogli” di Samsung sia sui Benchmark dei dispositivi, sia su altri cosmici spot “comparativi”, anche quelli magistralmente scopiazzati a partire dallo stile minimalista delle scritte su sfondo bianco (in questo spot e altri), usate da sempre negli spot della casa di Cupertino. D’altronde dei prodotti, a mio avviso di qualità inferiore vanno pubblicizzati alla grande per poterli vendere allo stesso prezzo di altri palesemente superiori, che si tratti di IPhone, Sony, Htc e via dicendo. Si tratta di marketing o di un disperato tentativo di minimizzare gli altri per sembrare più grandi?  

DASIR TECH A SMAU 2015: CRONACA DI UN TRIONFO

DASIR TECH A SMAU 2015: CRONACA DI UN TRIONFO

2 sessioni di pitching di successo, partnership instaurate con aziende innovative, l’approvazione e il favore del Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, del Presidente dello Smau Pierantonio Macola e dell'Associazione Reti di Imprese ASSORETIPMI… questo e molto di più è stato lo Smau Napoli 2015 per la Dasir Tech. Dunque il bilancio di questo evento, tenutosi il 10 e 11 dicembre alla Mostra d'Oltremare, non può che essere assolutamente positivo. Le tematiche, caratterizzanti un evento internazionale come lo Smau, sono innovazione e tecnologia, ed è per questo che, tenendo conto di entrambe, oltre ad aver presentato i nostri reparti (la Software House, la Web Factory, il Training, la Consulenza Software e l’Assistenza Hardware), abbiamo mostrato la nostra INNOVAZIONE, il prodotto che porta la nostra firma: Speffy. Acronimo di SPort Everywhere Forever For You, Speffy è il motore di ricerca per palestre, centri sportivi e centri benessere che permette di prenotare ovunque ti trovi l’attività fisica che preferisci a tariffe esclusive. Lo straordinario seguito che Speffy sta avendo è il risultato dell’idea che c’è alle sue "spalle"…niente più vincoli temporali, nessun problema logistico, ora lo SPORT è semplice e facile da praticare in qualsiasi posto ci si trovi. Questa è la grande innovazione che ci ha permesso, durante la nostra esperienza allo Smau Napoli, di ricevere consensi da esperti del settore, manager di importanti aziende e il benestare e l’interesse di uno dei maggiori protagonisti della scena politica: il Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, il quale ha mostrato forte entusiasmo per questo prodotto, soprattutto perché totalmente Made in Naples. Crediamo fortemente nell’innovazione e nelle nuove tecnologie e diamo il massimo per realizzarle... e i risultati si vedono!         

FACEBOOK E TWITTER HANNO RIVOLUZIONATO IL MODO DI AFFRONTARE UN ATTENTATO?

FACEBOOK E TWITTER HANNO RIVOLUZIONATO IL MODO DI AFFRONTARE UN ATTENTATO?

La tragedia accaduta venerdì 13 novembre a Parigi ha confermato come i social network, in particolare Facebook e Twitter, siano ormai fonte d’informazioni e di aiuto per i cittadini di tutto il mondo. Senza però evitare le immancabili polemiche. Vediamoli nel dettaglio…. TWITTER E GLI HASHTAG PER SOCCORRERE #Porteaperte La prima reazione dopo l’attentato è un hashtag che viene rimbalzato su Twitter. #PorteOuverte (porte aperte) è la risposta social su iniziativa dei cittadini parigini per soccorrere le persone bloccate in strada dopo gli attacchi, soprattutto nelle vie e nei quartieri dove sono avvenuti assalti e sparatorie. Una solidarietà inattesa, non richiesta, ma molto veloce ed efficace. #PorteOuverte e il nome di una via: l'offerta di un rifugio a passanti che non sapevano dove andare. Un posto-letto a chi non riusciva a rientrare negli hotel o a casa propria. Un tweet, ma con qualche prudenza. Tra le raccomandazioni più diffuse, non indicare la propria esatta collocazione, ma raccordarsi solo con messaggi privati. L'hashtag è rapidamente salito tra i “trending topic”, cioè fra le parole più twittate in Francia. #PrayforParis Tanti sono stati anche i messaggi Twitter che hanno rimbalzato le raccomandazioni diffuse dalla polizia. Consigli su dove andare e come comportarsi, i recapiti di emergenza delle ambasciate straniere presenti a Parigi, gli aggiornamenti in tempo reale su quello che stava accadendo e sui punti colpiti. A turisti spaesati e smarriti che si localizzavano via Twitter, chiedendo la strada più breve per tornare all'alloggio, i parigini hanno comunicato indicazioni stradali e percorsi alternativi. Il sistema dei taxi a un certo punto ha spento i tassametri e ha offerto passaggi gratuiti, per facilitare le operazioni di rientro di coloro che erano ancora in giro. Molti i tweet di solidarietà, da ogni parte del mondo, con la parola chiave #PrayforParis o #JeSuisParis. Mentre "Pace per Parigi", il graffito della pace con incastonato al centro la Torre Eiffel, disegnato da Jean Jullien, è diventato subito virale su internet: un simbolo, come le matite spezzate di Charlie Hebdo. FACEBOOK E IL SAFETY CHECK Le reazioni agli attentati hanno coinvolto anche Facebook. Come accaduto con il terremoto di aprile in Nepal, il noto social ha subito attivato il “Safety Check”, un servizio che permette di comunicare agli amici che si è in salvo e si sta bene. A chi veniva localizzato nella capitale francese, Facebook notificava anche la funzione “trova velocemente gli amici che sono nell'area coinvolta e collegati con loro. Conferma che stanno bene se ne sei a conoscenza”. Insomma, un altro modo per agevolare i contatti fra le persone coinvolte e che si trovavano in zona. Proprio quest’ultima funzione, ha scatenato l’ennesima polemica sul controllo della privacy degli utenti. LA BANDIERA FRANCESE COME IMMAGINE PROFILO Facebook ha anche reso molto facile condividere la propria empatia per i parigini, lasciando che gli utenti aggiungessero temporaneamente una bandiera francese sulle immagini dei loro profili. Molti hanno colto l’occasione per farlo, postando poesie, preghiere e altre espressioni di dolore. Qualcuno di loro era stato colpito direttamente dagli attacchi. Molti di quelli che hanno scelto di esprimere il loro dolore, tuttavia, non lo erano stati, e secondo qualcuno sono un esempio perfetto di un certo meccanismo psicologico. Quando piangiamo per la tragedia di qualcun altro sui social network, lo facciamo per empatia o narcisismo? Forse un po’ di tutte e due le cose. «C’è un principio di psicologia che spiega che le persone si stringono insieme quando hanno un nemico comune e il mondo si sente giustamente unito contro il terrorismo», ha spiegato Karen North, professoressa di comunicazione ed esperta di social media all’università della California del Sud. Quindi, in ogni tragedia del nostro tempo, le persone cercano il modo di esprimere la loro solidarietà e spesso lo fanno attraverso hashtag e meme. Ma questo meccanismo psicologico non è l’unico ad avere avuto un ruolo, spiega North: c’è anche il principio chiamato “auto presentazione”. «Le persone sono motivate a controllare e plasmare la loro immagine pubblica. Questi eventi offrono un’opportunità per presentarsi come “buoni” e informati», dice North. Mentre #PrayforParis si diffondeva e veniva usato da persone sempre più lontane dalla tragedia, qualcuno ha cominciato a mettere in dubbio la genuinità di quelle preghiere, sostenendo che ci fosse un doppio standard. Se preghiamo per Parigi, hanno chiesto molti, perché non preghiamo anche per Beirut, che è stata attaccata dallo Stato Islamico la settimana scorsa, o qualsiasi altro posto nel mondo dove muoiono persone innocenti? Non è che stiamo pregando per Parigi perché è un posto romantico dove ci piace andare in vacanza? Questo è stata solo una delle molte discussioni sulle proprietà dell’empatia sui social media che sono emerse nei giorni successivi agli attacchi e che, in buona parte, sono ancora in corso.

MASDAR CITY: FACCIAMO UN GIRO NELLA “CITTÀ DEL FUTURO”

MASDAR CITY: FACCIAMO UN GIRO NELLA “CITTÀ DEL FUTURO”

A diciassette chilometri a sud-est di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti si trova Masdar City. Da lontano, sembra un piccolo business park che è stato sradicato da un sobborgo e piantato nel deserto. Entrando in città però, si percepisce subito che Masdar rappresenta il futuro della vita urbana sostenibile. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Llzq9YMsPP8[/youtube] A pochi metri di distanza, sulla sabbia del deserto la temperatura arriva a 35°C. Qui, per le strade di Masdar, la temperatura è di 20°C. La differenza è per il modo in cui la città è stata costruita: una torre di 45 metri di altezza aspira l'aria dall'alto e spinge l’aria fresca verso le strade. La città è leggermente sollevata dalla terra, gli architetti dicono che raffredda l'aria. Inoltre, gli edifici si trovano vicini tra loro, a differenza degli Emirati Arabi, creando ombreggiate vie pedonali. "Quando si guarda l'intero concetto di Masdar nel 21° secolo, è lo stesso che la Nasa ebbe nel 20° secolo", dice Fred Moavenzadeh, il presidente del Masdar Institute per la Scienza e la Tecnologia (MIST). "Ha la stessa logica, la stessa filosofia. La Nasa ha messo un uomo sulla Luna per mostrare i punti di forza degli Stati Uniti in quel campo della tecnologia. E Masdar è stato sviluppato per dimostrare l'impegno di Abu Dhabi per pulire l'aria". Masdar è gestita da una società controllata dal governo di Abu Dhabi, è energeticamente efficiente e quasi senza auto: il progetto mira a dimostrare che le città possono essere sostenibili, anche in ambienti duri come questi. L'intera comunità è alimentata da un campo di 22 ettari di 87,777 pannelli solari più tutti i pannelli sui tetti degli edifici. Le automobili sono state sostituite da una serie di veicoli elettrici che traghettano i residenti intorno alla città. Il design delle pareti degli edifici ha contribuito a ridurre la domanda di aria condizionata del 55%. Non ci sono interruttori della luce o rubinetti: solo sensori di movimento che hanno tagliato il consumo di elettricità del 51% e l'utilizzo di acqua del 55%.       Progettata dallo studio di architettura inglese Foster & Partners, con il contributo di artisti come Jean Marc Castera, gli edifici da lontano fanno guardare a Masdar come un cubo perfettamente battuto. Resta il fatto che gli studenti dell'università sono i soli residenti quindi Masdar non può essere definita un vero e proprio centro urbano. Ci sono una manciata di bar, un supermercato biologico, una banca e un'agenzia di viaggi. Ma i bar sono morti al di fuori degli orari dei pasti, e gli agenti di viaggio dicono che vendono solo ai docenti. Infatti, la città ha una lunga strada da percorrere prima che raggiunga quello che i suoi fondatori hanno sperato nel 2006. Allora, Masdar fu immaginata dal governo degli Emirati come il più grande insediamento a zero emissioni di carbonio al mondo. Entro il 2015, sarebbero dovuti esserci 50.000 abitanti e 40.000 pendolari. Sarebbero dovuti esserci mulini a vento che producono energia elettrica in loco, e verdure coltivate ai suoi margini. Sarebbero dovuti esserci un focolaio di imprese, con 1.500 nuove imprese verdi e start-up da 10.000 nuovi dipendenti, aggiungendo 2% al PIL di Abu Dhabi. Ma già nel 2010, la data di completamento fu rinviata al 2025. Ad oggi, il progetto non ha end-point programmato. Il progetto nasce nel 2006, quando una lettera arrivò sulla scrivania di Gerard Evenden, senior partner presso la società di Norman Foster. "Abbiamo ricevuto questa lettera di punto in bianco", Evenden ricorda. "Abu Dhabi stava cercando di costruire una città sostenibile, siete interessati a partecipare?" L'offerta era un cambiamento nel modo di pensare da parte del governo arabo. Quell'anno, Sua Altezza lo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan - presidente degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Abu Dhabi - ha avuto un'idea. Sapeva che la principale fonte di ricchezza di Abu Dhabi, il petrolio, sarebbe poi esaurito. Così ha chiesto ai suoi consiglieri di tracciare un piano a lungo termine che consentisse al Paese di diversificare la sua economia lontano da idrocarburi. La risposta: le energie rinnovabili. L'idea era costruire una città completamente funzionale, che ispirasse una migliore comprensione locale e maggiori investimenti in energia verde e sulla tecnologia, che Masdar potesse agire come un incubatore per una nuova generazione di imprenditori Emirati. A sua volta, questa nuova forza lavoro avrebbe accelerato sia la reincarnazione del Paese da un'economia di olio a uno basato su energie rinnovabili, sia allo stesso tempo aiutato a stimolare una popolazione locale a lungo coccolati da alti stipendi statali e sussidi. Purtroppo dal 2012 ad oggi i lavori di costruzione e implementazione si sono fermati. La città, per il momento, copre quattro chilometri quadrati. Alcuni edifici sono completamente vuoti e nelle strade si incontra il personale della sicurezza e quello delle pulizie, perché i pannelli fotovoltaici e le altre strutture devono essere protette dai danni provocati dalla polvere del deserto. Gli studenti, appena un centinaio, sembrano gli unici abitanti della città. Si dovrà ancora pazientare per vedere un vero sviluppo della zona, ma sarebbe politicamente impensabile abbandonare il progetto. Masdar, tuttavia, rappresenta un modello difficile da riprodurre poiché è troppo isolata e costosa ed è stata pensata principalmente come centro d’affari. Diverso invece il caso di Songdo, città pianificata in Corea del Sud, che è stata costruita per accogliere strutture pubbliche come scuole, centri culturali e campi sportivi. C’è da chiedersi se Masdar City sia destinata a restare un progetto lasciato a metà o possa davvero fare da traino per lo sviluppo tecnologico ed ecologico del territorio.

NISSAN IDS CONCEPT: IL FUTURO È A GUIDA AUTONOMA

NISSAN IDS CONCEPT: IL FUTURO È A GUIDA AUTONOMA

Il 29 ottobre 2015 ha avuto inizio la 44esima edizione del “Tokio Motor Show”. Tante le novità nel settore automobilistico, ma tra tutte, la mattatrice dell’evento sembra essere l’innovativa casa Automobilistica nipponica. La Nissan con la sua “IDS Concept” mostra al mondo il futuro della guida autonoma. La IDS ha uno schermo simile ad un Ipad che all’attivazione della modalità di “guida autonoma”, compare al posto del volante (riduttivo chiamarlo tale, ndr ) e pensa a tutto in maniera autonoma, dopo di che bisogna solo godersi il viaggio. Il Concept presentato al Tokio Motor Show somiglia ad una Nissan Leaf in versione iper-aggressiva arrivata da un futuro lontano una decina d’ anni. Tale somiglianza ha senso, in quanto è anch’essa un’auto elettrica con una batteria di 60 kWh, ben il doppio della Leaf. È ultraleggera, grazie ad una carrozzeria che fa un uso abbondante di fibra di carbonio. L'auto del futuro Nissan oltre che ad essere dotata di sensori, telecamere ovunque e un software gestionale ultra-sofisticato, è anche in grado di adattare l'abitacolo a seconda del tipo di guida. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=h-TLo86K7Ck&feature=youtu.be[/youtube]   La  “killer app” di questa straordinaria vettura, è infatti è la facilita del passaggio dalla modalità di guida manuale a quella “pilotata” e viceversa, che si traduce in una trasformazione degli interni. I sedili ruotano in avanti, l'unità “iPad sorridente” se ne va, ed il volante salta fuori con un nuovo HUD. Attiva invece una volta attivata la modalità completamente autamatica, il volante lascia spazio all’ “iPad sorridente”, e gli elementi interni dell'abitacolo si riposizionano per favorire lo spazio interno ed il diagolo tra i passeggeri. Due interni differenti con il semplice tocco di un pulsante. Che  intelligenza!       Durante la guida manuale, l’auto è in una fase di continuo apprendimento dello stile di guida del conducente, in modo tale che al passaggio in modalità automatica, l’auto possa proseguire il viaggio senza far percepire alcuna differenza ai passeggeri a bordo. Anche se il conducente può intervenire con eventuali correzioni in qualsiasi momento, la Nissan afferma che non rilascerà un’auto con guida autonoma sul mercato, finché tale tecnologia non sarà sicura al 100% in modo tale da permettere al conducente di pensare a tutt’altro in totale sicurezza. La Nissan dice che questo è il futuro; auto a zero emissioni e zero fatalità. Chiamano tali tecnologie due zeri, e promettono che per il 2020 rilascerà sul mercato vetture dotate di tali tecnologie. Comincio a crederci!

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