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Redazione Dasir

Sviluppiamo prodotti software e web con approccio sartoriale. Il nostro core business è sviluppare applicativi web o software avveniristici e trasformarli in start-up e brand di successo.

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COMMODORE 64... “I'LL BE BACK”

COMMODORE 64... “I'LL BE BACK”

“I’ll be back” (Tornerò). Prendo in prestito una mitica frase di Schwarzenegger per descrivere il ritorno di un mito come il Commodore 64. Il Commodore 64 fu uno dei primi personal computer ad entrare nelle case di tutti; il segreto del successo era dovuto al prezzo contenuto e alla facilità d’installazione: tutti sanno collegare 2 cavi. Per utilizzarlo bastava accendere la tv e fare la ricerca delle frequenze, mettere una cassetta nel mangianastri, lanciare un programma o un gioco (io ricordo nostalgicamente quello dei Motocross) ed aspettare una mezz’oretta per l’avvio.           Dopo il primo fallimento di Commodore, il famoso personal computer sembrava rinato grazie alla nuova Commodore USA, azienda che nel 2012 aveva pensato di riproporre il buon vecchio C64 con un hardware di nuova generazione e puntando su Commodore OS Vision, una distribuzione basata su Linux Mint come sistema operativo preinstallato e non il buon vecchio Basic disponibile comunque nella distribuzione grazie ad un’emulatore dedicato. A quanto pare Commodore USA ha terminato la commercializzazione dei nuovi C64 nei primi mesi del 2013, il nuovo Commodore C64 basato su Linux non è riuscito a riavere il successo riscontrato negli anni 80. A riproporre ancora una volta il mitico Commodore 64 ci pensa niente meno che Amibyte, un’azienda produttrice italiana che ha deciso di riportare in vita il C64 includendo hardware di nuova generazione e offrendo agli utenti la possibilità di poter scegliere quale sistema operativo preinstallare nel personal computer. Attualmente il nuovo Commodore C64x made in Italy è disponibile nella versione Barebone con il case in stile C64 ed una configurazione che prevede un processore AMD APU A8 o A10 oppure con processori Intel Atom o ancora Core i3, i5 o i7 dotato di lettore / masterizzatore CD/DVD o Blu Ray, Card Reader ecc. I nuovi Commodore 64 prodotti da Amibyte vengono rilasciati con Commodore OS Vision oppure opzionalmente con Microsoft Windows il tutto a partire da 649 Euro fino ad arrivare ai 1299 Euro per il C64x con Intel Core i7. Alla fine è tornato!

SI CHIAMA "ILI": IL TRADUTTORE UNIVERSALE IN TEMPO REALE.

SI CHIAMA "ILI": IL TRADUTTORE UNIVERSALE IN TEMPO REALE.

  Tra le invenzioni presentate al Ces 2016, ve n’è stata una, “ili”, che è passata un po’ in sordina, forse a causa del nome un po’ anonimo attribuitogli dagli sviluppatori. Eppure il traduttore universale in tempo reale “ili” ha meritato decisamente l’l’Innovation Award che ha conquistato al Ces 2016 di Las Vegas. Com’è fatto? Ili, dal punto di vista funzionale, ricorda un po’ il traduttore universale che i membri dell’Enterprise (Star Trek) indossavano al collo quando scendevano in esplorazione sui vari mondi abitati da razze autoctone ed è fatto come una piccola bacchetta munita di un unico pulsante. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=B6ngM0LHxuU[/youtube] Premendo il pulsante e parlando, si ottiene – al momento – la traduzione dall’inglese al giapponese (e, ovviamente, viceversa) in modo piuttosto efficace e naturale: nel filmato di presentazione, infatti, si vede un giovane inglese abbordare delle giovani fanciulle giapponesi di Tokyo (alla fine, con successo) avvalendosi proprio delle facoltà ‘traduttorie’ di “ili”. Sul sito ufficiale dell’azienda sviluppatrice, la start-up “iamili”, si comunica che il traduttore universale “ili” verrà commercializzato tra Maggio e Giugno 2016 ad un prezzo ritenuto “alla portata di tutti” (anche se non vengono dette cifre precise) col supporto a inglese, giapponese e cinese. In seguito, dovrebbe arrivare un aggiornamento del firmware – attraverso la microUSB alla base di ili – che ne abiliterà anche le traduzioni in thailandese, coreano e nella lingua dell’Amour, il francese. L’ultimo step, per i creatori di "ili”, dovrebbe prevedere anche l’implementazione dell’arabo, dello spagnolo e, soprattutto, dell’italiano. Anche sull’autonomia del traduttore infine, non sono stati forniti molti dettagli anche se è lecito pensare che possa essere cospicua: Ili, infatti, non ha bisogno di una connessione per funzionare. Il dizionario, il meccanismo di riconoscimento e di sintesi vocale sono tutti integrati in questo singolare gadget tecnologico. Con ili, sarà possibile viaggiare e farsi capire, anche nei posti in cui gli smartphone non son ammessi, da chiunque. Anche se non si è avuto il tempo di imparare una nuova lingua (prassi sempre consigliabile, anche secondo Zuckerberg che, nel 2015, s’era imposto di imparare il mandarino). PARERE PERSONALE Il video di presentazione di ili è davvero molto divertente e rende benissimo il concetto di strumento per abbattere le barriere linguistiche in ogni parte del mondo. L'ideale sarebbe, come già detto, imparare le lingue ma, in mancanza di tempo, anche un device simile potrebbe rivelarsi utile. Unica perplessità da parte mia, è quella della qualità della traduzione: per tradurre bene nella lingua di destinazione, dovresti anche già pensare in quella lingua. Se, invece, pensi in italiano, per esempio, e traduci in inglese, il traduttore automatico potrebbe non esser capace di rendere bene i “modi di dire” tipici inglesi. Con tutti gli equivoci del caso che alzerebbero, anziché abbassare, le barriere linguistiche.

LA CRESCITA DEGLI ACQUISTI ONLINE IN ITALIA

LA CRESCITA DEGLI ACQUISTI ONLINE IN ITALIA

Occupandoci anche di consulenza software, i nostri clienti ci chiedono spesso se conviene o no fare un eCommerce per la propria attività. La risposta la potete trovare in questo articolo. L’eCommerce in Italia è in crescita dal 2010: dopo aver ottenuto un incremento del 16% nel 2014, l’eCommerce ha registrato per il 2015 un’ulteriore crescita del 16% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di euro. È il dato stimato in occasione del Netcomm eCommerce Forum, che si svolge alla presenza di oltre 4.000 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti. Il Mobile Commerce si conferma tra i principali fenomeni dell’eCommerce in Italia: gli acquisti tramite Smartphone crescono del 78% nel 2014 e stanno registrando un’ulteriore crescita del 68% nel 2015, con un valore triplicato in due anni, da un totale di 610 milioni nel 2013 a 1,8 miliardi di euro nel 2015. Secondo le ultime stime di Ecommerce Foundation, in tutto il mondo le vendite complessive di beni e servizi online si attesteranno sui 2.100 miliardi di dollari a fine 2015 (erano 1.840 miliardi a fine 2014), ovvero il 5% sul totale complessivo delle vendite retail. Sono in media il 75% gli utenti che nel mondo accedono al web tramite dispositivi mobili. Se, poi, analizziamo la sola Europa le previsioni per il 2015 si stima a 470 miliardi di euro il fatturato complessivo di beni e servizi acquistati tramite eCommerce, con una preponderanza del 54% dei beni rispetto al 46% dei servizi. In Europa la popolazione di e-shopper supera i 230 milioni di individui e sono circa 2,5 milioni i posti di lavoro che direttamente o indirettamente l’eCommerce sta generando nel Vecchio Continente. Nel corso del 2014 i 3 Paesi europei in cima all’ideale classifica delle vendite online che catalizzano il 60% delle vendite online sono: Uk con 122 miliardi di euro, Germania con 70 miliardi, Francia con 56,8. I settori che più contribuiscono alla crescita sono Turismo (+14%), Informatica ed elettronica di consumo (+21%), Abbigliamento (+19%) ed Editoria (+31%). Rilevante anche l’apporto dei settori emergenti: Food&Grocery, Arredamento e Home living, Beauty (cosmetica e profumeria) e Giocattoli superano insieme quota 1 miliardo di €. Gli acquisti via Smartphone crescono del 64% e valgono il 10% dell’eCommerce nel 2015, il 21% se aggiungiamo quelli via Tablet Mobile Commerce ed evoluzione del consumatore online Gli acquirenti che effettuano almeno un acquisto online nell’arco di tre mesi rappresentano più del 36% della popolazione internet italiana, con 11,1 milioni di consumatori abituali (ossia che effettuano online almeno un acquisto al mese). Lo scontrino medio è di 89 euro, con una ripartizione quasi equivalente tra prodotti e servizi. Nell’esperienza d’acquisto del consumatore, i dispositivi Mobile giocano un ruolo sempre più rilevante: gli acquisti online tramite Smartphone aumentano del 64%, superano il valore di 1,7 miliardi di € valgono il 10% dell’eCommerce nel 2015, il 21% se aggiungiamo quelli via Tablet. “Il consumatore online si sta evolvendo in un acquirente multicanale e multidevice, che non concepisce la sua customer experience come un insieme strutturato di canali e strumenti ma è alla ricerca di un unicum nel quale trovare coerenza e continuità durante la sua interazione con l’azienda,” afferma Roberto Liscia, Presidente Netcomm. “Secondo i dati del Net Retail, 8,5 milioni di individui lo scorso anno hanno cercato informazioni online mentre osservavano un prodotto in un negozio (cosiddetto fenomeno dell’info-commerce). Al tempo stesso si osserva anche la dinamica opposta, il fenomeno dello showrooming: 13,6 milioni di consumatori cercano oggi in un negozio un prodotto già visto online nel mese precedente. Questi dati mostrano molto chiaramente come il consumatore utilizzi canali online e offline non in maniera alternativa o cannibalizzando l’uno con l’altro, ma semplicemente ricercando in ognuno di essi la soddisfazione del bisogno che in quel momento lo spinge ad interagirvi.” Marketing and Advertising Per quanto riguarda il budget speso in pubblicità per la promozione degli e-commerce, lo strumento più utilizzato pare essere il keyword advertising, che ricopre mediamente il 29% delle risorse disponibili. Un leggero decremento si è avuto sugli investimenti dei social media, che godono del 12% del budget contro il 15% del 2014. Malgrado ciò, Facebook pare essere comunque uno strumento molto importante per le aziende che vendono online, infatti il 68% delle aziende lo giudica utile ai fini di crescita del fatturato ed è secondo solo a YouTube. Conclusione La risposta alla domanda dei nostri clienti è ASSOLUTAMENTE SI, conviene ed è importantissimo avere un eCommerce per le piccole o grandi realtà. Sarebbe controproducente non approfittare dell’opportunità di essere online ed essere visibili al mercato mondiale. IMPORTANTE: non bisogna pensare che fare un eCommerce significa fare un sito e quindi affidarsi all’amico di turno, ma affidarsi a specialisti del settore può garantirti un’affidabilità del progetto a lungo termine. Per info circa la realizzazione di un eCommerce contattaci su info@dasir.it [slideshare id=47039814&doc=ecommerce-in-italia-2015-150415132332-conversion-gate01] Fonti: Casaleggio Associati https://www.casaleggio.it/e-commerce/ La Stampa http://www.lastampa.it

PICCOLI E POTENTI. APPLE LANCIA IL NUOVO IPHONE SE e L'IPAD PRO DA 9,7 POLLICI.

PICCOLI E POTENTI. APPLE LANCIA IL NUOVO IPHONE SE e L'IPAD PRO DA 9,7 POLLICI.

Cosa presentasse Apple oggi a Cupertino lo sapevano un po' tutti. Da qualche anno a questa parte le indiscrezioni che filtrano prima dei keynote sono più attendibili rispetto a quando gli eventi del gigante californiano erano autentiche sorprese. E già 24 ore fa, su Amazon, erano disponibili le cover del nuovo iPhone SE, con tanto di immagini del device per gli impazienti.   iPhone SE Partiamo dall'iPhone. Il modello SE è il primo smartphone di Cupertino che prova a penetrare il mercato di fascia media. L'iPhone Se - che arriverà in Italia ad inizio aprile – ha un prezzo che va dai 399 dollari per il modello da 16 Gb ai 499 per quello da 64 Gb. In Italia la versione più economica costerà 509 euro. Quattro le colorazioni disponibili: grigio siderale, argento, oro e oro rosa. È uno smartphone da 4 pollici, quindi un ritorno al passato per Apple, che a partire dall'iPhone 6 aveva sposato l'idea dei device con display più grandi, seguendo quello che è un po' il trend del mercato. La caratteristica interessante dell’SE (che esteticamente è fratello gemello all'iPhone 5) sembra proprio questa: da una parte il device torna piccolo, gestibile con una sola mano, dall'altra offre le stesse performance del top di gamma attuale (cioè dell'iPhone 6S). Ergo: smartphone più piccolo ma ugualmente potente. Sembra una bella scommessa. Il chip a bordo dell'iPhone SE è quell’A9 a 64 bit presente negli iPhone 6s e iPhone 6s Plus. Uguale anche la fotocamera iSight: 12 megapixel con Live Photos e con la possibilità di girare video in 4k. Niente force touch, invece, (che rimane solo sul 6S). Interessante la nuova funzione Night Shift, che arriverà nelle prossime ore con il nuovo iOS 9.3. Si tratta di uno sviluppo che usa l'orologio e la geolocalizzazione dell'iPhone SE per regolare in automatico i colori del display sulle tonalità più calde della gamma quando si fa sera e, per Apple «potrebbe persino aiutarti a dormire meglio». iPad Pro da 9,7 pollici Altro giro, altro device. C'è anche un nuovo iPad Pro nel cilindro di Cook (un modello che di fatto segue a quello da 12,9 già sul mercato e presentato lo scorso settembre). Si tratta di un tablet con display da 9,7 pollici (dimensione di maggior successo, secondo i dati di vendita Apple) che ha a bordo un processore A9X. E come per il modello più grande non manca una tastiera (la Smart Keyboard) che trasforma l'iPad in una sorta di ibrido (altra forte tendenza del mercato, chiedere a Microsoft). Tre le colorazioni disponibili: grigio siderale, oro e (per la prima volta per un iPad) oro rosa. Prezzi: a partire da 689 euro per la versione solo WiFi e a partire da 839 euro per il modello Wi-Fi + Lte. Disponibile in Italia da inizio aprile. Interessante l'innovazione del nuovo display Retina con la tecnologia True Tone che utilizza nuovi sensori a quattro canali per regolare dinamicamente il bilanciamento del bianco in base alla luce circostante. Uno sviluppo che dovrebbe offrire «un'esperienza di visualizzazione più naturale e accurata, come su carta» dicono da Apple. Anche sul nuovo iPad Pro fotocamera da 12 megapixel e video in 4k. Giù il prezzo del Watch Durante il keynote, Cook ha annunciato anche un significativo taglio dei prezzi di Apple Watch (per il quale sono stati presentati dei nuovi cinturini in nylon e uno in metallo). Lo smartwatch della casa di Cupertino («il più venduto al mondo», ha detto Cook) adesso avrà un prezzo di partenza di 299 dollari negli Stati Uniti. Non è chiaro, invece, quanto costerà in Italia, dove con la tassazione superiore i prezzi lievitano notevolmente. Nuovo campus nel 2017 Per concludere, niente «One more thing», per un evento che probabilmente ha avuto il suo momento topico nella fase iniziale, che Cook ha dedicato alla difesa della privacy . Il Ceo, chiudendo il keynote, ha ricordato che questa è stata l'ultima presentazione nella Town Hall di Cupertino poiché nel 2017 Apple inaugurerà il nuovo campus (quello che somiglia a un'astronave).

LE UNIVERSIADI 2019 SI SVOLGERANNO A NAPOLI: LA CITTA' VINCE LA CANDIDATURA

LE UNIVERSIADI 2019 SI SVOLGERANNO A NAPOLI: LA CITTA' VINCE LA CANDIDATURA

Dopo le Olimpiadi della vela nel 1960 e i Giochi del Mediterraneo del 1963,  i grandi eventi dello sport tornano a Napoli. Lo scorso febbraio era stata presentata la candidatura di Napoli e della Regione Campania da parte del Presidente della regione stessa Vincenzo De Luca. L’obiettivo era portare alla ribalta Napoli con un evento di risonanza mondiale che coinvolgesse giovani studenti-atleti da ogni parte del globo. E nei giorni scorsi è arrivata la conferma della vittoria: Napoli proclamata città ospitante dei giochi degli studenti universitari, le Universiadi 2019. Si chiamano Universiadi: un gioco sulla parola Olimpiadi che ne ricalca il senso e l’etimologia. Olimpiadi dell’università, dunque, di universitari impegnati nel nobile allenamento del corpo oltre che della materia grigia. Mens sana in corpore sano, del resto. I giochi degli studenti universitari di tutto il mondo saranno firmati Napoli per il 2019. Saranno tra 9.000 e 10.000 gli atleti partecipanti che verranno da circa 170 nazioni e si sfideranno in ben 14 discipline sportive tra cui atletica, basket, scherma, calcio, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, judo, nuoto, immersioni, pallanuoto, tennis da tavolo, taekwondo, tennis e pallavolo. Il villaggio principale sarà creato nell’area dell’ex Nato di Bagnoli ed in altri meravigliosi luoghi della Campania. Secondo una prima stima Napoli ospiterà circa 15.000 persone solo tra atleti, personale dell’organizzazione e addetti ai lavori. Molte gare si svolgeranno alla Mostra d’Oltremare. La Regione stanzierà subito 20 milioni di euro per ristrutturare e costruire impianti sportivi a Napoli e in tutta la regione, creando così un’incredibile occasione di rilancio per la città e per la regione.L’assegnazione diverrà definitiva entro maggio previo l’avvio di accordi quadro tra il gli enti coinvolti e la Fisu. Ecco il video presentato per la candidatura e che ha convinto Bruxelles: Video Universiadi Napoli 2019

SMART CITY: UNA CITTÀ INTELLIGENTE E SOSTENIBILE

SMART CITY: UNA CITTÀ INTELLIGENTE E SOSTENIBILE

Una Smart City è una città intelligente che riesce a spendere meno e meglio senza abbassare la quantità e la qualità dei servizi forniti a cittadini e imprese, migliorando la disposizione dei servizi in città perché siano raggiungibili, usufruibili da remoto attraverso il proprio smartphone, con lo scopo di sprecare meno energia possibile. Una città si definisce “Smart”, intelligente, quando gli investimenti nel capitale umano, sociale, nell’innovazione tecnologica e nelle infrastrutture di comunicazione alimentano lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita. Attualmente secondo l’Alexandra Institute il 62 % dei progetti di Smart City nel mondo sono focalizzati su trasporti, edifici e connettività. Il concetto di città intelligente riguarda la realizzazione di processi di vita quotidiana supportati da moderne tecnologie e gli ambiti di applicazione sono perciò i più vari: Sanità, Lavoro, Trasporti, Logistica, Informazione, Giustizia, Istruzione, Ambiente (inquinamento e rifiuti), Edilizia, Sicurezza (Safety&Security), Pubblica amministrazione, Energia (consumi e inquinamento), Emergenza, Commercio, Turismo, Beni culturali (opere d' arte e musei), ecc. Ad oggi, i progetti presentati sono diversi, considerando che in campo sono scesi i giganti del settore IT come Google, Apple, IBM, Microsoft. Ecco due esempi: Google Car: Droni che consegnano a destinazione buste e pacchi in piena autonomia (ogni oggetto potrà essere tracciato attraverso una semplice app): Su cosa è basata Per realizzare una Smart City occorre ricorrere al paradigma dell’Internet of Things, utilizzando una combinazione di tecnologie di cui : infrastruttura e applicazione. L'infrastruttura riguarda la componente fisica del sistema che a sua volta può,  sempre con estrema sintesi, essere composta da due elementi: i sensori e la rete di telecomunicazioni. I sensori sono gli elementi che raccolgono dati dall’ambiente con quale interagiscono e li rendono fruibili attraverso  la rete. Invece l'applicazione, che tipicamente rappresenta la parte software, è l'elemento che raccoglie i dati dai sensori, li elabora, produce dei dati in output in base ai quali si effettuano delle decisioni. Un esempio degli strati dell’infrastruttura di una Smart City:                La struttura logica di una Smart City si articola su quattro strati fondamentali: -L'infrastruttura di base come fattore abilitante per la costruzione di una città; -Una rete di sensori tecnologici interoperabili, nell'ottica dell'Internet of Things, per raccogliere i big data della città e per controllarne le infrastrutture da remoto; -Una delivery platform per l'elaborazione e la valorizzazione dei big data del territorio; -Una serie di applicazioni e servizi a valore aggiunto per la città. Quindi la rete di sensori è conosciuta come Wireless Sensor Network (WSN), costituita da un grande numero di nodi (anche centinaia o migliaia) posizionati in maniera sparsa nello spazio, o anche mobili, ed interconnessi tra loro. I sensori possono essere di ogni tipo. Una caratteristica fondamentale che possiede tale rete è quindi l'eterogeneità. Inoltre l'eterogeneità dei sensori dà a un sistema di controllo un quadro totale dell'ambiente, permettendo il monitoraggio e quindi l'automazione di un maggior numero di attività.

COS’È IL PAGERANK?

COS’È IL PAGERANK?

Il PageRank è un algoritmo di Link Analysis Ranking, basato sulla formula matematica: Questo algoritmo assegna “un peso numerico ad ogni elemento di un insieme di documenti ipertestuali, con lo scopo di misurare la sua importanza relativa all'interno della serie”. In altre parole, l’algoritmo di Google è la formula che analizza e determina la posizione di un sito web all’interno di una ricerca effettuata su Google stesso, o più semplicemente, un metodo per ordinare i risultati forniti dai motori di ricerca dal più rilevante al meno rilevante. E’ doveroso precisare che l’idea di un algoritmo di questo tipo è venuta ad un italiano: Massimo Marchiori, ideatore del motore di ricerca Hyper Search che basava i risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web. Questo motore di ricerca, ha aperto la strada agli attuali motori di ricerca, in particolare a Google. Perché è nato il PageRank? Tra le milioni di pagine web presenti su Internet, la stragrande maggioranza delle persone che effettua delle ricerche sui motori di ricerca, non va al di là della prima pagina. Questo avvalora il fatto che qualsiasi gestore di un sito ambisce al posizionamento nella prima pagina di Google, da qui nasce la necessità di adottare dei criteri per determinare la rilevanza di una pagina web, che non siano manipolabili dal proprietario di quella pagina. Si parla di fattori SEO off page, cioè fattori esterni alla pagina, tra i più importanti troviamo: -I link provenienti dagli altri siti (e di conseguenza il PageRank ricevuto) -Gli apprezzamenti positivi delle persone che effettuano le ricerche -Come funziona il PageRank? Quando un utente inserisce una query, i nostri computer cercano delle pagine corrispondenti nell'indice, quindi restituiscono i risultati più pertinenti. La pertinenza viene stabilita tenendo in considerazione oltre 200 fattori, uno dei quali è il PageRank di una pagina specifica, quest’ultimo associa ad ogni pagina web un valore da 0 a 10.  Quando una pagina viene citata da altri siti mediante un link, in pratica è come se ricevesse un voto e di conseguenza aumenta il suo PageRank. Di quanto aumenta? Dipende dal PageRank del sito che inserisce il link e dal numero di link in uscita di quel sito. Le pagine web appena pubblicate hanno un valore pari a 0. Ogni 3 o 4 mesi però, Google aggiorna il valore del PageRank per ogni sito. Il valore può aumentare o diminuire in base ad alcuni criteri. Aumenta se il sito viene citato da alti siti, diminuisce in caso di penalizzazioni. Il segreto dell’algoritmo di Google. L’algoritmo di Google con il tempo è diventato molto più sofisticato e la versione più recente deve valutare molti fattori che prima non esistevano, per esempio: i social networks, lo spam, la duplicazione dei contenuti e la crescita esponenziale dei siti web. Rimane un algoritmo segretissimo: conoscere l’algoritmo di Google significherebbe capire esattamente quanto peso Google attribuisce ad ogni elemento di un sito per determinare la sua classifica all’interno delle ricerche effettuate da parte degli utenti. Esempi di pagine con un buon PageRank Wikipedia ha un PageRank pari a 7 per la versione italiana e pari a 9 per la versione internazionale. Infatti quando cerchiamo qualcosa su Google, quasi sempre troviamo tra i primi risultati una pagina di Wikipedia. Ovviamente il PageRank è fondamentale ma non è tutto. Infatti alcune pagine sono posizionate meglio di altre pur avendo un PageRank più basso. L’obiettivo di Google è migliorare l'esperienza degli utenti identificando i link di tipo spam e altre prassi che influiscono negativamente sui risultati di ricerca. I tipi migliori di link sono quelli basati sulla qualità dei contenuti.  

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

LA NUOVA ERA DEI MICROPROCESSORI NASCE DA INTEL E ALTERA

L’imminente uscita del nuovo chip di casa Intel rivoluzionerà il mercato dei microprocessori. Dopo l’annuncio dell’acquisto di Altera, come sua business unit per il valore di ben 16,7 miliardi di dollari, Intel uscirà a breve sul mercato con dei chip Xeon che integrano degli FPGA, delle soluzioni hardware programmabili via software. Tali FPGA, detti anche acceleratori, riescono a garantire prestazioni superiori in termini di tempo di esecuzione e di consumo energetico. Questa innovazione troverà applicazione principalmente nei data center che offrono servizi di cloud e nel sempre più emergente IoT (Internet of Things). Microsoft, per esempio, ha già sperimentato nell’ambito del progetto Catapult, conseguendo ottimi risultati, l’uso degli FPGA (di casa Altera prima dell’acquisto da parte di Intel) nei server per migliorare le prestazioni del suo motore di ricerca Bing. In pratica le query di ricerca vengono splittate tra i diversi nodi, che sono delle board contenenti diversi FPGA. La rivoluzione Intel sta nel portare CPU ed FPGA in un unico chip integrato, che sarà compatibile con i Socket Intel attualmente in commercio. Tale soluzione permette un ulteriore incremento delle prestazioni dovuto alla comunicazione on-chip che è di gran lunga migliore di quella off-chip che avviene negli attuali sistemi eterogenei, ovvero quei sistemi in cui una CPU divide il lavoro computazionale tra i diversi dispositivi di elaborazione del sistema, che possono essere FPGA, GPU e DSP. Tale comunicazione rappresenta il punto debole di tali sistemi. In conclusione, nel mercato dei microprocessori sarà censita una nuova era che porterà un importante supporto e forti vantaggi per diverse tecnologie emergenti che potranno giovare dei nuovi chip integrati, al momento realizzati dalla sola Intel.

L’INNOVAZIONE DI SPEFFY PREMIATA AL FORUMCLUB 2016

L’INNOVAZIONE DI SPEFFY PREMIATA AL FORUMCLUB 2016

Numerosi seminari ed incontri, tutti caratterizzati da innovazione, tecnologia e da novità che rivoluzioneranno il mercato sportivo. Questo e molto di più è stato il ForumClub 2016, il Congresso ed Expo Internazionale su Fitness, Wellness, Piscine e Spa tenutosi a Bologna dal 18 al 20 Febbraio. Ed è proprio la sua natura innovativa che ha fatto sì che Speffy, il motore di ricerca per palestre, centri sportivi e spa, sia diventata per i partecipanti al Forum una novità tutta da scoprire. A contribuire alla curiosità destata dal nuovo prodotto, sono state la sponsorizzazione del seminario del famoso consulente marketing Alan Leach, e la brillante presentazione tenuta dal nostro CEO, Salvatore Rullo, dal titolo: “Come incrementare i risultati del tuo centro sul web con Speffy”. Il “rumore” fatto all’Expo, ha fatto sì che le grandi società del fitness, così come le federazioni sportive, si siano interessate a Speffy e siano pronte a diffonderlo ed ad intraprendere partnership commerciali. La nostra esperienza nel campo informatico unito all’idea di realizzare un prodotto software in ambito sportivo, ha dato vita a qualcosa che non c’era…e di cui, adesso che c’è, non si può fare a meno!                                                   CERCHI, SCEGLI, TI PRENOTI E TI ALLENI! #MakeSportEasy con speffy.com

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