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Redazione Dasir

Sviluppiamo prodotti software e web con approccio sartoriale. Il nostro core business è sviluppare applicativi web o software avveniristici e trasformarli in start-up e brand di successo.

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COME RISOLVERE I PROBLEMI DELLA BATTERIA DELLO SMARTPHONE CON UNO STUZZICADENTI

COME RISOLVERE I PROBLEMI DELLA BATTERIA DELLO SMARTPHONE CON UNO STUZZICADENTI

Succede sempre così. Guardi il tuo smartphone e ti accorgi di avere la batteria quasi a zero. Niente panico. Prendi lo spinotto del caricabatteria e lo inserisci nell’apposita fessura. Panico. Il telefono non carica, anzi addirittura il cavo non entra nell’apertura adatta. La prima cosa che viene da pensare è che o si è guastata la batteria o che qualcosa non vada nella fessura predisposta per inserire il cavo. Niente di tutto ciò. La ricerca di Cnet.com mostra come spesso il problema sia legato all’accumulo di polvere e sporcizia all’interno del jack della carica e come un intervento semplice ed economico sia in grado di risolvere il problema. Il rimedio? Usare un semplice stuzzicadenti. Spegnendo il dispositivo, si potrà rimuovere delicatamente polvere e sporco all’interno della fessura per riavere ottime prestazioni della batteria. Il video di seguito dimostra come utilizzare al meglio lo stuzzicadenti. Quando si dice la tecnologia! [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Bp1Uy7l_d5Q[/youtube]

È LA MELA PIÙ FAMOSA DEL MONDO: COME NASCE IL LOGO APPLE?

È LA MELA PIÙ FAMOSA DEL MONDO: COME NASCE IL LOGO APPLE?

Nel 1976 un ex socio di Steve Jobs disegnò il primo logo della Apple Computer rappresentando in un’immagine Isaac Newton seduto sotto ad un albero di mele. La scelta non era casuale. Si dice, infatti, che Jobs fosse un grande amante delle mele, passione che portò alla scelta del nome della ormai nota società. Tuttavia la grafica eccessivamente particolareggiata e poco accattivante non convinsero il fondatore della Apple che già nel 1977 decise di rinnovare il logo affidando al grafico Rob Janoff il compito di ideare una nuova immagine. Nacque così il logo della mela morsicata, per il quale fu sfruttato il gioco di parole derivante dalla parola morso, in inglese bite, che rimandava dunque ai bit e ai byte tipici del linguaggio informatico. Inoltre, la mela mangiucchiata rappresentava una esplicita allusione al peccato originale volto a sottolineare l’evidente carattere trasgressivo e anticonformista della Apple. Il primo modello del logo fu disegnato da Janoff in una versione monocromatica, ma successivamente fu modificato su volere dello stesso Jobs per sostenere l’Apple II e la sua innovativa interfaccia a colori. Il risultato fu una mela segnata da una serie di bande orizzontali colorate come un arcobaleno. Infine nel 1998 si tornò alla versione nel suo colore unico. Ancora una volta una lezione di stile dalla mela morsicata più conosciuta al mondo!  

MI NOTE XIAOMI, LA RINCORSA DEL GIGANTE CINESE

MI NOTE XIAOMI, LA RINCORSA DEL GIGANTE CINESE

Il produttore di smartphone cinese sfida l’alto di gamma di casa Apple e intimidisce Samsung. Xiaomi è il più dinamico produttore di smartphone cinese, terzo nella classifica mondiale che con l’uscita del nuovo Mi Note si profila come un’ottima alternativa ai phablet iPhone 6 Plus di Apple e Galaxy Note 4 di Samsung. Il debutto del dispositivo touch screen è previsto entro la prima metà dell’anno in Europa, mercato la cui utenza è decisamente più pretenziosa di quella asiatica. Il paragone con l’iPhone 6 è inevitabile, in quanto, già al momento della presentazione del nuovo prodotto dell’azienda di Beijing, è stato lo stesso CEO e cofondatore, Lei Jun, a dilungarsi sulle differenze dei due dispositivi sottolineando quanto il suo prodotto fosse migliore. I vantaggi che si trarrebbero dall’acquisto dello smartphone cinese consisterebbero innanzitutto in un risparmio dovuto al prezzo più basso che Xiaomi riesce a garantire grazie ai costi contenuti. Vendendo i telefonini al prezzo di fabbrica, infatti, si punta tutto sui guadagni derivanti dai servizi collegati. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=X6ku-ta3czk[/youtube]   Specifiche Tecniche Lo smartphone ha dimensioni generose visto lo schermo da 5.7 pollici, le stesse del Galaxy Note 4 di Samsung, ed utilizza il sistema operativo Android con interfaccia personalizzata MIUI 6 (derivato da 4.4.4 Kitkat). La fotocamera principale è da 13 Megapixel con apertura f/2.0 e stabilizzatore ottico dell’immagine, il processore Snapdragon 801quad-core da 2.5 GHz, scheda grafica Adreno 330, memoria Ram da 3GB, spazio di archiviazione da 16 o 64 GB e batteria da 3000 mAh. Il prezzo del Mi Note sarà di circa 315 € (l’equivalente di 2.299 yuan) per la versione da 16GB e di circa 385€ (l’equivalente di 2799 yuan) per i 64GB.       Nessun compromesso dunque per questo prodotto dal design gradevole che si differenzia in maniera decisa dalle cosiddette “cineserie” e da tutti gli altri prodotti di importazione asiatica.  Confronto con L’iPhone 6 Mi Note è “più corto, più sottile e leggero rispetto all’iPhone” secondo le parole espresse da Lei Jun alla presentazione del nuovo gioiello del Miglio. Inoltre lo smartphone di Xiaomi non ha la telecamera che sporge oltre il profilo del telefono e lo schermo è decisamente più grande, il tutto offerto ad un prezzo di due terzi inferiore al celebre smartphone Apple a tal punto da minacciare anche la quota di mercato di Samsung nell’alto di gamma.   (Photocredit: Courtesy of Xiaomi)

“2020” : SIAMO PRONTI AD UN CYBER ATTACCO?

“2020” : SIAMO PRONTI AD UN CYBER ATTACCO?

L’azienda giapponese TrendMicro ha realizzato una web-serie che racconta di un cyber-futuro apocalittico… forse non così lontano dalla realtà! Immaginate un paese chiamato Repubblica della Silvania del Sud. Immaginate che sia il paese tecnologicamente più avanzato dell'intero continente. Ogni cittadino di Silvania utilizza diversi profili nella propria vita quotidiana: il profilo ufficiale sostituisce la carta d'identità e consente ai cittadini di fare qualsiasi attività che richieda un'identificazione ufficiale. Altri profili vengono invece utilizzati in base all'attività o all'umore dei singoli individui. C’è il profilo utilizzato per le interazioni sociali, quello per lo shopping, per i giochi, per amici e parenti e così via. I silvaniani sperimentano la vita tramite il filtro del service provider di contenuti, tutto viene creato specificamente per ciascun potenziale cliente/cittadino. Il passaggio da un profilo all’altro, che consente di assumere una delle diverse identità digitali, è garantito da un hub centralizzato ed estremamente protetto noto come “The Switch”. Immaginate che senza alcun preavviso il sistema The Swich subisca un cyber-attacco che genera un caos di portata nazionale che coinvolge tutti: dal semplice cittadino della rete, alle aziende di settore, passando per gli enti governativi. Nessuno è più in grado di passare da un profilo all’altro. Inizia così “2020”, la prima branded web-serie prodotta da una società che lavora da anni nel settore della sicurezza informatica, la Trend Micro Ma cos’è esattamente una branded web-serie? Con questo termine ci si riferisce ad ogni serie prodotta per il web in cui il brand sia il finanziatore unico o decisivo. Le Branded Web-Series si caratterizzano appunto per la forte integrazione del marchio sponsor all’intero complesso della trama. Produrre una web-serie brandizzata significa creare contenuti virali, a basso costo e che soprattutto rafforzino la fidelizzazione del cliente verso il marchio sponsor. La narrazione web-seriale è creata dal brand stesso, che ne è produttore o co-produttore, con l'obiettivo ultimo di mettere in evidenza i valori in cui l'azienda crede e i messaggi che vuole veicolare.   [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=YQletWanDzQ[/youtube] “2020” riesce ad offrire tutte le probabili ipotesi su quello che sarà il cyber-crimine. L’obiettivo è quello di fornire a governi, aziende e cittadini gli strumenti necessari per preparsi a quello che che potrà accadere nel prossimo decennio. La TrendMicro Italia ha pubblicato un sito con i 9 episodi della web-serie sottotitolati in italiano. “Ciò che risulta chiaro da questo progetto è che bisogna focalizzarsi maggiormente sulla protezione delle vite digitali delle persone comuni, che spesso si articolano in diversi profili, ognuno con il suo punto debole – dice Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia – perciò dobbiamo imparare a mettere in sicurezza l’internet delle cose a livello di rete, di pari passo con la sua crescita, per cercare di scoraggiare da subito eventuali progetti cyber-criminali.”

“BE MY EYES”, LA NUOVA APP CHE PRESTA GLI OCCHI AI NON VEDENTI

“BE MY EYES”, LA NUOVA APP CHE PRESTA GLI OCCHI AI NON VEDENTI

Il nome dice tutto: Be My eyes ( Sii i miei occhi ) , l’idea che sfrutta la tecnologia per aiutare chi affetto da disabilità visiva.   In un mondo in cui l’opinione comunemente accettata è che la tecnologia ci isoli, vale la pena anche considerare l’altro lato della medaglia. Sempre più spesso la tecnologia informa, unisce, aiuta. Dà l’occasione di metterti in gioco e sostenere qualcuno anche a milioni di chilometri di distanza, anche qualcuno che non conosci. Qualcuno come un non vedente. È il caso della nuovissima app Be My Eyes, sviluppata da un team danese per supportare i non vedenti nelle attività quotidiane. Il “network degli occhi” connette le persone affette da disabilità visiva con volontari provenienti da tutto il mondo tramite video-chat. Funziona così: al momento della registrazione si sceglie una delle due categorie disponibili, ovvero vedente o non vedente e le lingue parlate. Nel momento in cui il non vedente richiede assistenza tramite l’app, si creerà una connessione audio-video con il primo volontario vedente disponibile, il quale grazie alla fotocamera potrà individuare la posizione del non vedente e fornirgli le indicazioni di cui ha bisogno. Ad oggi l’unico limite sta nel sistema operativo, perché l’app è disponibile solo per IPhone. Sembra però sia un ostacolo provvisorio, visto che i fondatori stanno cercando ( qui il link all’annuncio ) un mobile developer di altri sistemi operativi come Android, così da essere veramente completa e pronta per essere scaricata da tutti noi. LEND YOUR EYES TO THE BLIND! [embed]http://vimeo.com/113872517[/embed]

SOCIAL LENDING: ARRIVA IL NAPSTER DEL DENARO PER CONDIVIDERE I RISPARMI

SOCIAL LENDING: ARRIVA IL NAPSTER DEL DENARO PER CONDIVIDERE I RISPARMI

I famosissimi sistemi peer to peer si evolvono e finalmente permettono di prendere e dare denaro in prestito a perfetti sconosciuti a condizioni decisamente più vantaggiose rispetto a quelle praticate dalle banche. I primi prodotti “scambiati” in rete sono stati, grazie a Napster, i file musicali. Successivamente a questo esperimento sociale, al file sharing è seguita la possibilità di subaffittare le abitazioni grazie al portale online Airbnb e l’opportunità di condividere la propria auto offerta da Uber. Adesso è il turno dei risparmi e così aziende, realtà finanziarie e famiglie hanno finalmente la possibilità di attuare un legale sistema di “sharing” del denaro. Per gli investitori i vantaggi derivanti dall'utilizzo di questo sistema sono notevoli e riguardano gli elevati tassi di interesse mediamente più alti di quelli corrisposti dagli investimenti tradizionali, mentre, per coloro che scelgono di prendere a prestito, interessi, spese e commissioni sono molto più convenienti di quanto proposto da finanziarie e banche. Funzionamento e calcolo del rating Per poter valutare la solvibilità di coloro che richiedono un prestito ed esprimere dunque un rating, gli intermediari sono assistiti da potenti software che tracciano il profilo del richiedente analizzando una grande quantità di dati tra cui: ubicazione geografica, cronologia di navigazione, acquisti online, età, interazione con i social network ecc. Le commissioni delle piattaforme di social lending sono decisamente elevate ed oscillano tra l’1 e il 5%, percentuale che, diversamente da quanto accade per gli istituti di credito tradizionale, viene pagata sia dal finanziatore sia da chi prende a prestito. Tuttavia il risparmio per chi prende a prestito attraverso queste piattaforme è notevole e, secondo quanto dichiarato sul sito di Smartika, la principale piattaforma di social lendig in Italia, si aggira intorno al 25% rispetto ai tassi praticati dalle banche. L’efficace sistema di minimizzazione dei rischi consente e prevede il frazionamento delle somme date a prestito messe a disposizione degli investitori, evitando di mettere in pericolo il denaro degli intermediari. Si viene a creare un mercato interno al network dove i tassi vengono negoziati in tempo reale così come accade in Borsa. In Inghilterra e negli Usa il fenomeno è in grande crescita e gli operatori peer to peer si sono quotati in Borsa con guadagni miliardari. Il rischio però che il social lending non è riuscito ad aggirare riguarda l’identità nascosta di coloro che partecipano alle transazioni, impedendo così la tutela legale del creditore tipica invece delle tradizionali attività finanziarie.     (Photocredit Smallbiztrends.com/notgiveup.com)

8 COSE CHE NON SAPEVI IL TUO IPAD POTESSE FARE

8 COSE CHE NON SAPEVI IL TUO IPAD POTESSE FARE

Diciamocelo, la maggior parte di noi che possiede un iPad lo utilizza esclusivamente per navigare in Internet, controllare le mail e utilizzare saltuariamente qualche app di gioco. Ma perché non sfruttare tutto il potenziale del gioiellino di casa Apple? Vi sveliamo noi le sue capacità e gli usi alternativi che renderanno l’utilizzo dell’iPad un’esperienza decisamente più piacevole e ricca di potenzialità: Usa il tuo iPad come un tavolo da gioco. Scaricando Card Table (1.99 €) è possibile trasformare il tuo iPad in un tavolo da gioco e i partecipanti possono usare i loro iPhone per gestire le proprie carte senza doverle sostenere in mano.     Guarda gratuitamente (e legalmente) film e programmi tv con Crackle. Senza la necessità di registrarsi o pagare, quest’app ti consente di avere a disposizione un vastissimo archivio di film, tv shows e altri contenuti originali (in lingua inglese) come mezzo efficace di intrattenimento. Usa il tuo iPad come secondo monitor. Grazie a Air Display 2 (9.99 €) puoi utilizzare iPad o iPad Mini come un secondo monitor per allargare o estendere le funzioni del vostro schermo principale.   Passa rapidamente da un’applicazione all’altra trascinando la mano sullo schermo a destra o a sinistra. Utilizzando 4 o 5 dita e trascinando lateralmente è possibile sfruttare al meglio lo schermo del tablet e passare in maniera ancora più veloce da un’app all’altra. Inoltre, per chiudere un’applicazione è sufficiente pizzicare lo schermo con tutte le dita insieme. Per abilitare la funzione è possibile andare su Impostazioni e attivare il Multitasking Gestures . Trasforma il tuo iPad e il tuo iPhone in una sala giochi. Scaricando gratuitamente dall’App Store Joypad è possibile giocare a oltre 50 giochi in modalità arcade ed utilizzare il vostro iPad come una console e l’iPhone come un controller. Leggi qualsiasi pdf con Good Reader 4. Quest’app disponibile su App Store a 4.99€ è il modo più facile per consultare i documenti in formato pdf con tutte le annotazioni e i commenti. È possibile, poi, contrassegnare i file pdf sul vostro dispositivo e lavorarci anche da iPhone. Migliora la lettura notturna invertendo i colori del tuo iPad. Evita di sforzare gli occhi leggendo un testo nero su uno sfondo bianco, attività particolarmente stancante soprattutto di notte. Perché dunque non invertire i colori? Impostazioni > Generali > Accessibilità e attiva Inverti colori. Hai bisogno di chiamare qualcuno ma hai con te solo il tuo iPad? Basta usare Facebook Messenger. L’app di Facebook Messenger è gratuita e permette di fare chiamate verso i tuoi amici di Facebook usando una connessione wi-fi o la tariffa dati. (Photocredit: Business Insider/ iTunes)

FACEBOOK AT WORK, ANCHE L’AZIENDA DIVENTA SOCIAL

FACEBOOK AT WORK, ANCHE L’AZIENDA DIVENTA SOCIAL

Facebook tenta il grande passo: arriva Facebook at work, la nuova piattaforma social destinata al mondo del lavoro. “Facebook at work” è la nuova app per smartphone lanciata dalla società di Mark Zuckerberg disponibile per App store e Android. L’applicazione permette ad ogni utente di creare un proprio work account e utilizzare tutti gli strumenti offerti già dal social network per interagire con i propri colleghi, poiché le notizie condivise saranno visibili esclusivamente dalle persone che lavorano nella stessa azienda. Il profilo at work è infatti separato dall’account personale e includerà automaticamente le informazioni rilasciate dal datore di lavoro come ruolo in società e contatti aziendali, in più sarà personalizzabile aggiungendo foto del profilo e altri dettagli nella sezione About. L’ultima sfida lanciata da Zuckerberg è diretta proprio alle società come Microsoft e IBM che offrono funzioni di comunicazione aziendale come Office e Connection. Infatti le aziende che apriranno un profilo Facebook at work non solo potranno farsi pubblicità, ma avranno la possibilità di creare un vero e proprio “gruppo” aziendale con cui condividere comunicati o avvisi in modo totalmente privato. In questo caso il vantaggio di utilizzare una piattaforma come quella di Facebook rispetto a quelle dei diversi concorrenti è sicuramente la familiarità dei suoi strumenti rispetto ad altri meno utilizzati, proponendosi come rimpiazzo alle funzioni di mailing interne che oggi appaiono sempre più inefficienti. Facebook vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di piattaforma pensata soprattutto per i “consumer” e arrivare a raggiungere anche gli ambiti lavorativi. Riuscirà in questo scatto di maturità?

FACEBOOK…IL NUOVO “CHI L’HA VISTO” MADE IN U.S.A?

FACEBOOK…IL NUOVO “CHI L’HA VISTO” MADE IN U.S.A?

Facebook introduce gli avvisi che segnalano i bambini scomparsi Facebook è nato come un social network, ed è riuscito a imporsi come IL social network. Poi è diventato dispositivo di lavoro usato da marketers e agenzie di comunicazione. Successivamente con Adv si è reso strumento principale per pubblicità e inserzioni online. Ora la “gallina dalle uova d’oro” di Zuckerberg arriva persino nei reparti della polizia statunitense, introducendo gli avvisi che segnaleranno i bambini scomparsi. Ebbene si, nel flusso di notizie del social network per eccellenza saranno inseriti gli Amber Alert, i quali appariranno come una sorta di allarme sui bambini scomparsi, con foto e informazioni decise dalle forze dell’ordine. Quest’iniziativa è l’ultima mossa vincente del nerd di Palo Alto, il quale mettendo a frutto ancora una volta il potere della community, aumenta sempre più i servizi e gli usi della rete sociale più conosciuta al mondo. Ora c’è solo da chiedersi…quale sarà il prossimo scacco matto?

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